Lo Hobbit di Jackson in anteprima al cinema e sul blog

Film: Locandina "Lo Hobbit: Un Unexpected Journey"Alla vigilia di Natale è uscito su internet il teaser trailer ufficiale dell’attesissimo film fantasy «The Hobbit – An Unexpected Journey», il primo dei due film in 3d da 500 milioni di dollari tratti dal romanzo di J.R.R. Tolkien e diretti da Peter Jackson, in uscita a dicembre 2012 negli Usa e in Italia. Fan in delirio – riporta l’Agicos – avevano atteso per anni queste primissime immagini del capitolo antecedente al Signore degli Anelli. Anche i bookmaker esteri non hanno resistito all’idea di aprire una scommessa sul film-evento: il film batterà il record di Peter Jackson al box office? Il record è detenuto proprio da «Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re», attualmente al quinto posto nella classifica dei film che hanno incassato di più nella storia del cinema. Il film ha ottenuto un incasso globale di circa un miliardo e 120 milioni di dollari, classificandosi al primo posto nella classifica dei film più visti nel 2003. Negli Stati Uniti il film ha incassato oltre 377 milioni dollari mentre in Italia il film ha incassato quasi 23 milioni di euro (oltre 30 milioni di dollari). Il superamento del record è dato praticamente per certa, così la scommessa è quotata appena a 1.50.

Peter Jackson in 3DIl regista neozelandese ha appena pubblicato sul suo blog il sesto video (lo trovate in fondo all’articolo), ancora dedicato alle riprese in esterni e che segue gli spostamenti della troupe principale e della seconda unità guidata da Andy Serkis/Gollum. Ai volti amati nella trilogia uscita fra il 2011 e il 2003 (composta da Il Signore degli Anelli, Le due Torri e Il ritorno del Re), come Ian McKellen, Cate Blanchett, Orlando Bloom, Ian Holm, Christopher Lee, Elijah Wood, Andy Serkis, si aggiunge come protagonista Martin Freeman, nei panni dell’hobbit Bilbo Baggins (lo zio di Frodo, interpretato nella versione più anziana da Ian Holm), che insieme a Gandalf e a 13 Nani parte per andare a riconquistare Erebor, l’antico regno e il tesoro, tolti ai Nani dal drago Smaug. «Si gira per frammenti, sono come pezzi di un puzzle. Poi al montaggio i frammenti iniziano a prendere di nuovo la forma di ciò che avevi nella tua immaginazione – ha spiegato Jackson dopo l’uscita del primo trailer – Sto girando la versione de Lo Hobbit che mi divertirei a vedere». Il regista si è soffermato sulle differenze tra i due libri di Tolkien: «Lo Hobbit è più un classico per ragazzi, mentre il Signore degli Anelli è qualcosa di diverso; non è proprio rivolto ai bambini. Ho capito che la differenza è dettata dalla presenza dei nani. La loro energia e il loro disprezzo per tutto ciò che è politicamente corretto riescono a donare al racconto uno spirito nuovo. È per questo che ho pensato che potrebbe essere stato divertente. […] Volevo fare in modo che si sentisse questo ritorno nella Terra-di-mezzo, che questi due film fossero collegati con l’inizio degli altri tre. Siamo le stesse persone che tornano nello stesso mondo».

Locandina: "Viaggio nell'isola misteriosa"I due film, intitolati “Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato” e “Lo Hobbit: Andata e ritorno“, usciranno rispettivamente il 14 Dicembre 2012 e il 13 Dicembre 2013. La grossa novità per il pubblico italiano è che l’anteprima sarà proiettata prima della visione del film “Viaggio nell’isola misteriosa” in uscita nelle sale italiane da oggi. L’anteprima sarà presente prima delle versioni in 2D e 3D del film, ma si tratta solo di una proposta che la Warner fa ai gestori italiani. Ciascun cinema sceglierà quindi se proiettarlo o meno. Per gli appassionati dei film di Peter Jackson sarà la prima occasione di vedere il trailer in versione 3D sul grande schermo: i due film dedicati allo Hobbit sono stati infatti girati in stereoscopia, ma con tecniche tutte nuove. Jackson ha girato a 48 fotogrammi al secondo anziché ai tradizionali 24.

Ecco il SESTO VIDEOBLOG DI PETER JACKSON:
Nell’attesa non ci resta che goderci il trailer in italiano:

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Il modello economico ideale? Non è la Contea

Illustrazione: Chi ha letto il Signore degli Anelli o visto la trilogia di Peter Jackson può essere spinto a desiderare uno dei modelli di società ritratti nel volume da J.R.R. Tolkien. Si tratta della Contea degli Hobbit (The Shire), una comunità agricola nella zona nord-occidentale della Terra-di-mezzo: sembra un paradiso sia dal punto di vista sociale sia da quello economico. Gli Hobbit convivono pacificamente, impegnati nei loro affari quotidiani: il lavoro nei campi, la vendita di beni elementari e l’immancabile pinta di birra serale al pub Il Drago Verde. Ce n’è abbastanza per avere nostalgia di un mondo che, in effetti, non è mai realmente esistito, anche se assomiglia da vicino alla vita di campagna che si faceva fino alla metà del Novecento. Allora, ci si può fare una domanda: è possibile riprodurre la Contea?

Enrica se ne è andata, se ne va una parte dell’ArsT

Enrica Paresce (1958-2011), artista, poetessa, amica
Enrica Paresce, nostra artista e socia della nostra Associazione, è spirata due mesi fa, martedì 13 dicembre, dopo una lunga lotta contro un tumore che l’ha vista impegnata per ben quattro anni. Il vuoto che lascia va ben oltre le parole, perché un’associazione piccola come la nostra non è fatta solo di appassionati di J.R.R. Tolkien, ma soprattutto di amici. E gli amici si aiutano e si supportano a vicenda.

Il Signore degli Anelli sbarca su Facebook

Videogioco: OneRing su FaDa qualche tempo molte persone su Facebook stanno diffondendo il gioco chiamato “The One Ring”, che è chiaramente dedicato agli appassionati di J.R.R. Tolkien. Il gioco è realizzato dalla Mgames, casa gallese specializzata in videogiochi e applicazioni per i social network. “The One Ring” è un bel gioco fantasy inspirato al Signore degli Anelli, creato su licenza della Middle-earth Enterprises, che viene pubblicizzato come gioco di combattimento ed esplorazione. Non è esattamente così perché non si tratta di un gioco pieno d’azione dalla grafica tridimensionale e paesaggi ricostruiti alla perfezione. Si tratta, invece, di un’avventura a carattere testuale, dove si deve scegliere con cautela la propria tattica. Ecco la traduzione di un’intervista, pubblicata su Tolkien Library con Sam Roads, il direttore creativo della Mgames.

Un anno di eventi nel nome di Tolkien

CalendarioSarà il film di Peter Jackson, saranno le congiunzioni astrali particolarmente favorevoli, ma mai come quest’anno gli appassionati di J.R.R. Tolkien hanno l’imbarazzo della scelta. È tutto un fiorire di convegni, conferenze, manifestazioni, pubblicazioni, presentazioni, nuovi libri, gadget, giochi, videogiochi, abiti, anelli, vestiti, … insomma, tutto quel che anche lontanamente potrebbe essere associato al Professore di Oxford! Sembra proprio che il 2012 sia l’anno di Tolkien. La bella novità è che in mezzo alle mille iniziative ce ne sono molte di qualità, degne di essere segnalate per tempo, in modo da permettere, se si vuole, l’organizzazione di una vacanza tolkieniana. Passiamo allora in rassegna l’anno che verrà, con i principali convegni già annunciati.

Spunta una lettera inedita di J.R.R. Tolkien

Asta da Richard Winterton per una lettera di TolkienEcco un vero mistero per gli appassionati di J.R.R. Tolkien: una lettera sconosciuta da lui scritta spunta fuori da un libro che non ha relazioni con lo scrittore, di proprietà di una famiglia che non è collegata in alcun modo alla lettera. La notizia, pubblicata il 27 gennaio sul sito della casa d’aste Richard Winterton, in Lichfield, nel Staffordshire (Gran Bretagna), è stata diffusa dal Telegraph. Così, il mistero della lettera di Tolkien ha fatto il giro di tutto il mondo.

Quando Neil Gaiman sognava J.R.R. Tolkien

Neil GaimanSempre più scrittori riconoscono il proprio debito letterario nei confronti di J.R.R. Tolkien. Uno di questi è Neil Gaiman. Lo scrittore inglese, sceneggiatore di fumetti di enorme successo come Sandman e The Books of Magic, è autore di romanzi come Nessun dove (Neverwhere, edito in Italia da Fanucci), Stardust (pubblicato per la Magic Press) e Good Omens, scritto a quattro mani con Terry Pratchett. Il suo romanzo American Gods (pubblicato in Italia da Arnoldo Mondadori Editore) è stato premiato con un Hugo quale miglior romanzo. Di Gaiman è anche Coraline (pubblicato in Italia da Mondadori nel 2004), romanzo vincitore del Premio Hugo e del Premio Nebula per il miglior romanzo breve, da cui è stato realizzato un film d’animazione intitolato Coraline e la porta magica. Libro: Coraline-b di Neil GaimanSe la lettertura fantastica di Tolkien parla in qualche modo del “crepuscolo del mito” di fronte all’avanzata della modernità, Gaiman nei suoi cicli di romanzi e fumetti, parla di un fantastico mitologico che coabita con la modernità e le sue forme. In questo senso, Gaiman ricorda il modo con cui George R.R. Martin ha letto e assorbito le opere di Tolkien. Nel 2004, Gaiman fu ospite d’onore della 35° Mythcon, l’annuale conferenza della Myhtopoeic Society, la Tolkien Society Usa. In quell’occasione, lo scrittore parlò del suo rapporto con l’autore del Signore degli Anelli. Il discroso di Gaiman fu, poi, pubblicato nell’ottobre 2004 su una delle riviste della società, Mythprint. Qualche giorno fa, Gaiman ha reso pubblico il testo sul suo blog. E l’Associazione romana studi Tolkieniani lo ha tradotto per voi.

Case Hobbit, viaggio intorno al mondo

Case Hobbit - 05Sin dai tempi antichi la casa ha avuto per l’uomo un valore inestimabile: ogni uomo o donna, in qualunque parte del mondo, ha la sua visione della dimora ideale e costruisce o arreda la propria nel modo più consono e utile per sé e per la propria famiglia. Oggi siamo abituati a pensare alle abitazioni così come le vediamo realizzate nelle nostre città, magari alcune bizzarre e altre dai colori improponibili, ma sempre costrette in un ambiente cittadino rumoroso, inquinato e molto affollato. Pensate a qualcosa di diverso, pensate di poter costruire una casa in base a un libro della letteratura inglese… Per chi scrive, non c’è cosa più straordinaria al mondo. Stiamo parlando di case a misura di hobbit. Sì, avete capito bene, il famosissimo libro del nostro amato Professore, J.R.R. Tolkien, ha dato vita a un fenomeno in ascesa: dimore immerse nella natura e addirittura facenti parte di essa, inglobandola all’interno. Ne avevamo già parlato in un articolo, ma vista l’alta richiesta dei nostri lettori abbiamo deciso di tornare sull’argomento.

Pubblicato Endóre numero 14

Copertina Endòre n. 14: Con immutato piacere, siamo lieti di annunciare l’uscita del numero quattordici di Endóre, la rivista della Terra di Mezzo diretta da Franco Manni che, in una forma o nell’altra, da ormai 18 anni (ma sono quasi 20 se si calcola il lavoro precedente!) mantiene accesa la fiaccola tolkieniana in Italia. Endòre esce una volta all’anno, è passata dal in formato cartaceo a quello online, dal numero 11. Contiene tutto quello che vorreste sapere sull’autore del Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien: recensioni, articoli, giochi, fan fiction e una bibliografia particolarmente curata e aggiornata. Ancora una volta abbiamo la possibilità di gustarci il consueto mescolarsi di articoli giocosi e saggi approfonditi (e anche qualche saggio allo stesso tempo giocoso e approfondito) e segnaliamo con orgoglio la presenza tra gli autori di alcuni nostri soci, come la presenza di resoconti delle nostre attività del Gruppo di Studio su Tolkien e del Tolkien Seminar di Modena, una recensione dell’edizione inglese della La Falce Spezzata per la casa editrice Walking Tree, redatta niente meno che da Verlyn Flieger e il Call for Papers per “The Return of the Ring” che si terrà alla Loughborough University in Inghilterra dal 16 al 20 agosto. Ve ne diamo un assaggio con l’indice:

Il primo vero film dello Hobbit (che non fu mai distribuito)

The Hobbit (1966)L’animatore Gene Deitch, inventore di Tom e Jerry, collaborò con l’illustratore ceco Adolf Born alla creazione del primo vero adattamento cinematografico dello Hobbit. Tale versione, caratterizzata da varie e significative libertà creative rispetto alla storia originale di J.R.R. Tolkien, non raggiunse però mai il mondo esterno. Cosa mai sarà accaduto?
Nel suo libro How To Succeed in Animation, pubblicato anche online , Deitch racconta la sua versione: la storia ebbe inizio quando il suo produttore, William Snyder, acquisì brevemente i diritti dello Hobbit nel 1964. Deitch voleva realizzare Lo Hobbit animando i personaggi con la cel animation su sfondi modellati in 3D, tecnica per i tempi piuttosto ambiziosa.

La Regina che illustrò Il Signore degli Anelli

La Regina Margherita II di DanimarcaSabato, 14 gennaio 2012, la Danimarca festeggerà i 40 anni del regno di Margherita II. Un recente sondaggio ha rivelato che ben il 77% dei danesi è soddisfatto della monarchia e della famiglia reale, che ne fa i sudditi più fedeli in Europa. Il successo è probabilmente dovuto alla capacità della famiglia reale di modernizzarsi in maniera giusta, ma gran parte del merito va alla stessa regina: quando salì al trono nel 1972 solo il 42% era favorevole alla monarchia. In pochi però sanno che la sovrana danese è una grande appassionata di J.R.R. Tolkien.

TolkienCon, Praga festeggia 10 anni con un nuovo fan film


Chiesa di San Lorenzo a Praga: una delle location del fan film Gli appassionati di J.R.R. Tolkien in tutto il mondo trovano momenti per incontrarsi e condividere insieme le loro passioni. Nella vicina Repubblica Ceca, cade quest’anno il 10° anniversario del raduno della Società Tolkieniana Ceca, la TolkienCon. È il primo evento annuale finalizzato esclusivamente al nostro autore preferito, e si svolgerà a Praga nel prossimo fine settimana, dal 13 al 15 gennaio 2012. La data fu scelta nel 2003 in modo da essere vicina al giorno in cui il professor nacque, per celebrare allora il 111esimo anniversario del compleanno dello scrittore. E ora è l’occasione per festeggiare la decima edizione del TolkienCon. Il programma comprende conferenze, laboratori, seminari, ma è fortemente incentrato sugli spettacoli musicali. Ma il principale scopo della manifestazione è quello di incontrare persone che condividono l’interesse per le opere e l’universo creati da Tolkien. La Società Tolkienana Ceca ha invitato anche tutte le altre “sorelle” europee a partecipare, per far conoscere le attività che i fan di Tolkien stanno facendo negli altri Paesi. Uno spazio è dedicato espressamente alla presentazione delle altre Società tolkieniane, con alcuni momenti in cui si potranno anche vedere le esposizioni e i progetti da loro svolti. L’evento si svolge presso la Scuola di Grafica di Praga: l’edificio sarà messo a completa disposizione degli appassionati. TolkienCon, edizione del 2011 - foto di Jan CerovskySaranno garantiti locali riscaldati sufficientemente grandi e, se non si vuole andare in albergo o Bed and breakfast, è sufficiente portare il proprio sacco a pelo per dormire sui materassini. C’è anche un bar con bevande (tè, caffè, cialde, toast, e forse anche qualcosa di più solido da mangiare). La scuola è comunque nel centro storico di Praga ed è vicinissima a molti bar, supermercati e ristoranti. L’ingresso per tutti e tre i giorni della manifestazione è dalle 200 alle 300 corone (in pratica, dagli 8 ai 12 euro!!!). Parte dei ricavi del biglietto d’ingresso saranno destinati alla pubblicazione della rivista tolkieniana Imladris o per Una bottiglia di Miruvórë. Si tratta del concorso letterario i cui vincitori verranno annunciati durante la manifestazione da Michael Bronec, direttore della casa editrice http://www.straky.cz/katalog.aspx?KatID=8" target="_blank">Straky na vrbě, che pubblicherà i racconti su Imladris.

Tolkien, Greene, Moravia e quel premio Nobel rifiutato

Premio NobelIl Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien? “Letteratura di serie B”. Non è il solito critico acido e rancoraoso a cui ormai siamo abituati, ma la motivazione con cui la giuria del Premio Nobel, 50 anni fa respinse lo scrittore inglese, dopo un attento esame. È quanto emerge da alcuni documenti resi noti nei giorni scorsi e riportati dalla giornalista svedese Andrea Ekström sul quotidiano Sydsvenska Dagbladet. Le deliberazioni dell’Accademia reale svedese vengono, infatti, declassificati soltanto dopo che è trascorso mezzo secolo dall’evento. I documenti inediti rivelano così il parere dei membri del comitato Nobel per l’anno 1961. Per fortuna, Tolkien è in buona compagnia. La commissione stabilì che nomi poi diventati pietre miliari della letteratura mondiale non fossero degni del Nobel: oltre al professore di Oxford, stelle del calibro di Lawrence Durrell, Graham Greene, Alberto Moravia, Robert Frost, Edward Morgan Foster.

3 gennaio, un brindisi per J.R.R. Tolkien!

Anniversario di J.R.R. TolkienI più appassionati ricordano certamente a memoria le date più importanti descritte nel Signore degli Anelli: il 22 settembre, compleanno di Bilbo e Frodo; il 25 dicembre, la Compagnia lascia Granburrone; il 25 marzo, l’Anello viene distrutto. J.R.R. Tolkien però non si limitò a inventare storie, continenti, popoli e linguaggi: inventò anche calendari con i quali contare lo scorrere del tempo, diversi per ogni popolo. Ecco perché alcune di quelle date sono occasione di festa fra gli appassionati tolkieniani di tutto il mondo. Su una data, però, gli appassionati di Tolkien concordano e tutti insieme festeggiano: è il 3 gennaio, l’anniversario della nascita del Professore di Oxford. Quest’anno cade un’occasione particolare: il 120esimo anniversario.

Quando l’Arte Visiva legge J.R.R. Tolkien

Iona Roazel Brown, artistaL’arte è contaminazione. Non serve un esperto per verificare come ogni opera d’ingegno umano sia frutto anche di influenze di altre opere, in un gioco continuo di rimandi tra letteratura, pittura, scultura, musica, cinema, fumetto, e molto altro ancora. Questa volta ci occupiamo dell’estremo confine delle influenze delle opere di J.R.R. Tolkien. È un viaggio degno di un’astronave ai confini dell’universo artistico, verso mondi «laddove nessun uomo è mai giunto prima». Ma andiamo per ordine.

Due lettere di J.R.R. Tolkien salvano una biblioteca di Oxford

Deddington Library - la biblioteca di Deddington La storia che stiamo per raccontare è a lieto fine e, come sempre, J.R.R. Tolkien vi ha avuto una parte importante. Tutto risale a poco più di un anno fa quando, per far fronte alla crisi economica, il Consiglio di Contea dell’Oxfordshire decise di chiudere 20 delle 43 biblioteche pubbliche per ridurre le spese. Tra queste anche la piccola biblioteca di Deddington, 30 km a nord di Oxford. Bibliotecari e abitanti si sono riuniti e hanno pensato a come unire le forze per scongiurare la minaccia, con qualche forma di protesta. Poi, uno di loro si è ricordato di un evento passato…

È Natale, le Lettere di J.R.R. Tolkien ai figli

Immagine dalle Ogni dicembre, poco prima di Natale, una busta con un francobollo proveniente dal Polo Nord arrivava per i figli di J.R.R. Tolkien. All’interno c’era una lettera scritta in fretta e furia e dei bellissimi disegni o schizzi a colori. Le lettere portavano la firma di Babbo Natale in persona. Chi le scriveva era in realtà il compassato professore di Oxford, che dieci anni dopo si sarebbe trovato a scrivere Lo Hobbit e in seguito il suo capolavoro, Il Signore degli Anelli. La prima delle Lettere di Babbo Natale porta la data del 1920 ed è rivolta al primogenito di casa Tolkien, John, che all’epoca ha soltanto tre anni. L’ultimo messaggio, invece, risale al 1943 ed è indirizzato alla quarta e ultima figlia dello scrittore, Priscilla, già quattordicenne ma, a quanto pare, decisamente restia a troncare i rapporti con il caro vecchio «Babbo Natale». Infilate in buste bianche di neve, ornate di disegni, affrancate con francobolli delle Poste Polari e contenenti narrazioni illustrate e poesie, in tutti quegli anni esse continuarono ad arrivare a casa Tolkien, portate dal postino o da altri misteriosi ambasciatori per i figli del professore: oltre John e Priscilla anche per Michael e Christopher. Le lettere erano anche contraddistinte da differenti grafie: energica anche se un po’ tremolante quella di Babbo Natale; grossolana e all’occorrenza scorretta quella del suo principale aiutante l’irruente Orso Polare; raffinata e filiforme infine quella dell’elfo Ilbereth, che fa la sua comparsa nel 1936, proprio quando Tolkien sta ultimando la stesura dello Hobbit. Babbo Natale vive al Polo Nord, nella grande Casa di Roccia. Immagine dalle Con lui vivono l’Orso Polare e i cuccioli suoi nipoti, tra cui Paksu e Valkotukka (“Grasso” e “Pelobianco”); gli Uomini-di-neve e i loro bambini; gli Gnomi Rossi e gli Elfi (uno dei quali è appunto Ilbereth, che diventerà segretario di Babbo Natale). L’Orso Polare (detto, in lingua artica, anche “Karhu”) lo aiuta a confezionare i pacchi con i doni; Paksu e Valkotukka gli scombinano l’organizzazione della casa; le renne lo accompagnano nei viaggi; gli Elfi difendono tutti contro i Folletti; e Babbo Natale, tra un fuoco d’artificio dell’Aurora Boreale e una visita dell’Uomo della Luna (impegnato a mettere ordine tra le stelle), passa il tempo, oltre che a consegnare doni, a descrivere (a disegnare) con ordinato disordine il disordinato ordine del suo mondo.

Lo Hobbit, ecco il primo trailer ufficiale

Film: Locandina Peter Jackson, in anticipo di un giorno rispetto a quanto annunciato inizialmente, ha rilasciato quando in Italia erano le 4 di questa mattina, il trailer del primo film sullo Hobbit, per la gioia degli appassionati di J.R.R. Tolkien. Il primo capitolo delle avventure di Bilbo Baggins, The Hobbit- An Unexpected Journey, ci riporta nell’universo tokieniano dopo il successo della trilogia de Il Signore degli Anelli. La trama del film ormai la conosciamo: Bilbo viene coinvolto in una pericolosa ricerca da Gandalf, che lo fa unira a una compagnia di Nani guidati da Thorin Scudodiquercia, erede di un regno perduto il cui tesoro è custodito dal drago Smaug. Durante il corso dell’avventura, Bilbo incapperà in una strana creatura, Gollum, a cui “ruberà” un Anello.
Ma il viaggio non è finito…

La Terra di mezzo di J.R.R. Tolkien con i mattoncini Lego

Frodo testimonial di Ormai manca meno di un anno all’uscita del primo dei due film dedicato da Peter Jackson allo Hobbit di J.R.R. Tolkien. Ed ecco che scendono in campo i big del mercato. Dopo libri di HarperCollins, giochi da tavolo, i videogiochi, anche i più piccoli potranno ora godersi la loro versione delle opere di Tolkien in versione giocattolo. Warner Bros e Lego hanno annunciato una partnership che assegna al leader mondiale nei giocattoli da costruzione i diritti esclusivi del marchio per sviluppare una serie di giochi basati sul Signore degli Anelli e Lo Hobbit. L’accordo di licenza permette l’uso a tutti i personaggi, all’ambientazione e alla storia dei due libri e alle rispettive trasposizioni cinematografiche.
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Così la serie “Il Signore degli Anelli” della Lego uscirà nel giugno 2012 negli Stati Uniti, mentre e “Lo Hobbit: un viaggio inaspettato” è prevista entro la fine dell’anno. «Solo la Lego, con la propria esperienza nella campo dei giochi da costruzione, è in grado di rendere giustizia agli ambienti incredibilmente fantasiosi del mondo del Signore degli Anelli e dello Hobbit», ha detto Karen McTier, vice presidente esecutivo. «Questi film danno vita a mondi e personaggi incredibili e siamo entusiasti di poter offrire ai fan un’esperienza di gioco per loro nuova e intrigante». Poi, in concomitanza con l’uscita al cinema di Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, la cui premiere è prevista per il 14 dicembre 2012, arriveranno le serie ispirate al nuovo film di Peter Jackson. «La nostra collaborazione con Warner Bros. ha raggiunto numerosi successi in tutto il mondo nel campo dei giocattoli da costruzione con linee come “Harry Potter” e “Batman”», ha detto il vicepresidente Jill Wilfert. «È particolarmente eccitante poter creare ora una serie basato sulla Terra di Mezzo di Tolkien, non solo perché sappiamo che favorirà il gioco creativo e il mondo del collezionismo, ma anche perché sono i libri di cui i nostri fan ci chiedevano da anni di creare una serie». Informazioni sulla serie e omini da collezione da entrambe le collezioni saranno svelati in un secondo momento sul sito dedicato espressamente dalla Lego.

A Natale in regalo il trailer dello Hobbit!

Locandina film A un anno dall’uscita nelle sale del primo dei due film dedicati allo Hobbit di J.R.R. Tolkien, il regista Peter Jackson fa un altro regalo agli appassionati. Quello che tecnicamente viene chiamato il “teaser trailer” de Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato dovrebbe arrivare entro questo Natale, il 21 dicembre (negli USA e forse anche online) insieme a Le Avventure di Tintin: il Segreto dell’Unicorno (in Italia è già uscito nelle sale). Il teaser è stato mostrato durante il festival Butt-Numb-A-Thon, che si tiene ogni anno in Texas durante il compleanno di Harry Knowles, un appassionato cinefilo proprietario del sito di cinema Ain’t it cool. Presente all’evento, a quanto pare, c’era anche Elijah Wood, che interpreta Frodo Baggins anche in alcuni flashback del film, e che ha commentato con un tweet: «Non è stato forte quel trailer? Non vedo l’ora di vederlo…!». Sul sito della manifestazione in Texas gli organizzatori hanno scritto che il film «è più basato sui personaggi che epico, ma è come tornare nel caldo abbraccio di un vecchio amico che non vedevi da tanti anni».

Ecco Lo Hobbit di Reiner Knizia, il gioco da tavolo

Gioco da tavolo: A oggi non esiste davvero supporto multimediale che non possa vantare un prodotto di merchandising o una trasposizione ludica di una delle opere di J.R.R. Tolkien. Tra questi, l’ultimo in ordine di tempo è l’ennesima fatica di Reiner Knizia, uscita per Fantasy Flight Games e ora localizzata in italiano da Giochi Uniti. Il gioco da tavolo Lo Hobbit è stato presentato a Lucca Games 2011, e l’Associazione romana studi Tolkieniani ha avuto la possibilità di provarlo in anteprima. È stata l’occasione per vedere quanto di astratto il grande autore tedesco, specializzato in giochi di logica e abilità in cui i dadi non c’entrano quasi mai, ha saputo infondere in uno dei più bei racconti di narrativa del Novecento.

La Biblioteca di Bilbo: J.R.R. Tolkien va finalmente a scuola!

Libro: "La biblioteca di Bilbo"«Conosco la metà di voi soltanto a metà; e nutro, per meno della metà di voi, metà dell’affetto che meritate». Bilbo Baggins, hobbit benestante ed educato, voleva sicuramente fare un complimento alla sterminata orda dei suoi parenti e amici, riuniti per festeggiare il suo 111esimo compleanno. La frase però è ambigua e un pochino sarcastica, come del resto voleva essere il suo discorso di addio in pubblico. Chi meglio di lui poteva, quindi, essere il testimonial di un libro dedicato ai bambini e ai ragazzi, che si offre come strumento didattico per la promozione della lettura tra i ragazzi. Un libro soprattutto per insegnanti, bibliotecari ed educatori, ma al tempo stesso anche per genitori e lettori giovani adulti. È questi in sintesi l’idea che ha portato alla pubblicazione di La biblioteca di Bilbo – Percorsi di lettura tolkieniani nei libri per ragazzi (144 pagine – euro 10), edita da Effatà, casa editrice che da sempre si occupa del mondo della scuola, scritto da Roberto Arduini, Cecilia Barella e Saverio Simonelli. Proprio gli autori, saranno presenteranno La biblioteca di Bilbo mercoledì 7 dicembre 2011 alle ore 18, presso lo Spazio Ragazzi/Area Incontri della Fiera della piccola e media editoria al Palazzo dei Congressi di Roma. Sul sito della Compagnia del Libro l’editore ha cortesemente messo a disposizione dei lettori l’indice e le prime pagine del libro. In attesa dell’evento, ne parliamo con Cecilia Barella, collaboratrice della trasmissione La Compagnia del Libro che da anni si occupa di letteratura per ragazzi.

La didattica nella scuola1) La Biblioteca di Bilbo è un titolo intrigante. Il protagonista dello Hobbit è un personaggio conosciuto e lega le due opere principali di Tolkien. È stato scelto per questo motivo? «Sì, certamente questo è uno dei motivi, ma non solo. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli sono un libro nel libro perché Tolkien finge che sia Bilbo che inizia a scrivere questa storia, poi continuata da Frodo, che porta a termine l’avventura dell’anello e che a sua volta passa il testimone a Sam, che dovrà continuare a scrivere lì dove egli ha interrotto la cronaca della Terza Era. Bilbo quindi è uno scrittore, a modo suo, e non facciamo fatica ad immaginare una libreria nella sua casa, dove si trovano anche delle carte geografiche. Da qui il titolo del nostro libro, che di fatto tratta molti titoli oltre a quelli di Tolkien, naturalmente».

"The Hobbit", edizione del 19372) Perché avete deciso di scrivere un libro dedicato
allo Hobbit e al Signore degli Anelli?
«Il libro è dedicato alla Terra di Mezzo, e il lettore più esperto e scaltro sa che si tratta in fondo è la nostra Terra. Questo mondo emerge bene in tutta la sua varietà nelle due opere che sono anche quelle più conosciute e più lette di Tolkien, quelle alle quali i ragazzi si accostano più volentieri. Quindi era ovvio riferirci a questi due romanzi in un libro di divulgazione alla lettura per ragazzi. Inoltre, non lo neghiamo, tra un anno o poco più uscirà l’atteso film su Lo Hobbit, e questo libro non è stato ancora studiato come merita in Italia, dove in genere è citato come “premessa” al Signore degli Anelli. Speriamo di aver contribuito a far conoscere qualcosa di più anche dello Hobbit».

I bambini e la scuola3) Tolkien e la scuola. È una tematica di cui si parla molto in Italia? «No, direi proprio di no, ed è un peccato. Per molti critici sembra quasi che parlare di Tolkien come autore per ragazzi significhi sminuirlo. Oppure che sminuisca il critico stesso parlare di alcune opere di Tolkien come letteratura per ragazzi – campo non facile perché casomai servono competenze tutt’altro che scontate. Tolkien era padre, e sappiamo che inventava storie per i figli e molte di queste sono diventate libri. Non è quindi inverosimile parlare di questo scrittore a scuola. Onestamente credo che Il Signore degli Anelli sia una lettura difficile da associare al programma scolastico soprattutto per la sua lunghezza. Ma lo Hobbit no, e può essere letto tanto dai pre-adolescenti quanto dagli adolescenti più grandicelli, la fascia di età in cui – secondo i rapporti statistici – i lettori forti (i bambini) diventano deboli fino a perdersi. Ho visto diversi lavori prodotti all’estero riguardo a Tolkien nel mondo della scuola: guide alla lettura, adattamenti teatrali per spettacoli di classe, e così via. La Società Tolkieniana inglese ha perfino una sezione con un gruppo di lavoro dedicato alla scuola. La biblioteca di Bilbo contiene 10 saggi per approfondire l’opera di Tolkien e 11 percorsi di lettura, ad uso di tutti i lettori naturalmente ma noi abbiamo pensato in modo particolare agli insegnanti, ai bibliotecari, a tutti coloro che si occupano di promozione della lettura tra i ragazzi».

Disegno di J.R.R. Tolkien: "The Hall at Bag-End, Residence of Bilbo Baggins Esquire"4) Quanto i percorsi di lettura possono essere di aiuto nella didattica a scuola? «In generale, credo che i percorsi e le guide alla lettura siano apprezzati dagli insegnanti perché forniscono loro degli strumenti di lavoro, li facilitano un po’ tra le tante attività che devono portare avanti tra programmi, compiti, ecc. Non è un caso che le case editrici per ragazzi spesso producano guide alla lettura per le loro collane o i libri di maggior successo. Certo, tutto questo riguarda gli insegnanti di buona volontà perché non mi sembra che esista l’educazione alla lettura come disciplina scolastica, tutto è lasciato all’
iniziativa dei singoli docenti. Per fortuna esistono insegnati intraprendenti, ma anche bibliotecari e librai che sempre più affiancano l’attività ordinaria con iniziative di promozione della lettura. Noi speriamo di fornire loro un piccolo strumento e anche di invogliare coloro che ancora non lo fanno. Sappiamo che i ragazzi che leggono Tolkien in genere se ne appassionano, e se sono arrivati fino in fondo al libro in genere sono lettori forti, che vogliono leggere ancora. Sarebbe un peccato perdere questa occasione. Ciascun percorso tematico del nostro libro è strutturato per fasce d’età (scuola elementare, media e superiore). Con questo vogliamo anche dire che non ci sono temi o generi letterari adatti a un’età o a un’altra, dipende da come si affrontano ma ci sono libri diversi per affrontarli in età diverse. Tolkien può suggerire infiniti argomenti ad un insegnante, noi gliene suggeriamo alcuni… Ma non escludo che tra un po’ di tempo non ne avremo anche altri».

Schizzo di Tolkien: "Dwarves marching from The Shire"5) Perché avete scelto il viaggio come metafora delle opere di Tolkien e linea guida del libro? «Sia Lo Hobbit che Il Signore degli Anelli raccontano un viaggio, con tanto di andata e ritorno, e abbiamo pensato di strutturare il libro proprio come un viaggio lungo il quale il lettore, come un Hobbit che non è mai uscito dalla Contea, incontra diversi paesaggi, creature e popoli. Diciamo la verità, Tolkien ha scelto scaltramente una struttura narrativa vecchia quanto il mondo e sempre di successo: il viaggio. Dall’Esodo biblico all’Odissea, dal’Eneide alla Divina Commedia, da Gulliver alla letteratura di viaggio dei nostri giorni, il viaggio è metafora della vita stessa, del percorso dell’individuo nel tempo, metafora immediatamente riconosciuta da qualunque tradizione letteraria del mondo. Inoltre permette al narratore di avere infinite possibilità di portare avanti la storia, tra incontri, incidenti, sorprese… E chi siamo noi per mettere in discussione tutto questo?».

La didattica a scuola6) Avete inserito nei percorsi di lettura qualche autore normalmente non associato a Tolkien? «Sì, credo che abbiamo inserito molti autori “non-tolkeniani”, se mi permettete la semplificazione, e spiego perché. Innanzitutto, il nostro punto di vista non si è focalizzato tanto sul genere fantastico quanto sui temi che emergono dai libri di Tolkien, e questi li ritroviamo anche in altri romanzi molto diversi tra loro. Del resto ritengo anche molto discutibile la classificazione dello scrittore inglese sotto il genere fantastico, è semplicemente la classificazione più comoda perché è il creatore di un mondo e questa è l’evidenza che salta più agli occhi. Ma possiamo parlare del Signore degli Anelli, ad esempio, anche se stiamo analizzando romanzi di avventura, o di formazione, o di guerra. Tornando alla domanda, il secondo criterio che ci ha guidato è stato non limitarci agli autori che avevano una relazione diretta con lo scrittore inglese perché facevano parte del suo bagaglio culturale o perché si erano a loro volta ispirati a lui. Nella preparazione dei percorsi di lettura ci siamo permessi di non essere così filologicamente esatti come invece siamo nei saggi. Come ho detto, abbiamo selezionato i libri anche in base all’affinità nei temi e nel messaggio generale, come dire: “Se di Tolkien ti è
piaciuto questo, puoi ritrovarlo anche qui…”».

Illustrazione di Peter de Seve: "Gollum e Bilbo" - http://www.peterdeseve.com/7) Negli ultimi anni in Italia lo studio di Tolkien è molto maturato, grazie anche alla casa editrice Marietti e ad autori come Saverio Simonelli, uno degli autori di questo volume, ma anche Andrea Monda e Franco Manni. Ci possono essere linee di sviluppo successive? «Credo di sì, certo, siamo solo all’inizio, in Italia Tolkien non è un autore in fondo molto conosciuto. Gli autori che hai citato hanno avuto il grande merito di iniziare a presentarci Tolkien scrittore in modo competente e rigoroso, e anche di metterlo in relazione alla letteratura e alla filosofia del suo tempo (e del suo passato, che per lui contava molto). Poi, in questi anni sono stati tradotti i libri dei maggiori critici anglosassoni di Tolkien, è nato un gruppo di studio italiano che è entrato in contatto con gli accademici stranieri. Negli ultimi due anni c’è anche la casa editrice Effatà che ha preso una linea di divulgazione diretta ai giovani e alla scuola – il nostro è il secondo titolo. Questo per esempio è un campo tutto nuovo. L’importante è che il lavoro continui a essere competente e rigoroso. Non so perché, ma Tolkien è un autore che forse più di altri è stato vittima di fanatici appassionati che si sono improvvisati commentatori, qualcuno è riuscito anche a pubblicare dei libri; forse anche grazie al vuoto che c’è stato per anni. Ora mi sembra che capiti più raramente, la musica è cambiata».

– Sito ufficiale della casa editrice Effatà
– Sito ufficiale della Compagnia del Libro
– Sito della Società Tolkieniana inglese


 

Videogiochi, mondi virtuali e la Terra di Mezzo

Edward CastronovaNel 2001 Edward Castronova definiva se stesso “un economista fallito”: aveva scelto un campo poco popolare – la ricerca sul welfare – e pubblicato alcuni studi che, a quanto poteva dire, «non avevano mai influenzato nessuno». Aveva rimediato un insegnamento alla California State University, una scuola statale che non gli poteva offrire nemmeno un dottorato. Per giunta, la moglie lavorava in un’altra città e durante la settimana viveva da solo. Per riempire le serate, si mise a giocare ai videogiochi. Libro: Scelse un multiplayer online chiamato EverQuest, un “mondo virtuale” ispirato alle opere di J.R.R. Tolkien, frequentato all’epoca da più di mezzo milione di giocatori nel mondo. Poi gli venne un’intuizione. Oggi Castronova è docente associato in Telecomunicazioni presso la Indiana University, contribuisce al blog TerraNova e si dedica proprio allo studio, da un punto di vista economico e sociale, dei synthetic worlds, mondi virtuali dove più utenti si incontrano. Sull’argomento ha pubblicato alcuni libri d’enorme successo, il primo dei quali ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto anche in Italia: Universi Sintetici. Come le comunità online stanno cambiando la società e l’economia (Mondadori, 2007). Cosa può dirci del mondo reale un gioco online, ispirato a Tolkien, pieno di elfi e nani guerrieri? Moltissimo.

“Giù le mani dal copyright!”, per J.R.R. Tolkien la malattia cresce

Logo della Ci risiamo. Si avvicina un nuovo periodo di vacche grasse, con la prossima uscita dei due film di Peter Jackson su Lo Hobbit, e subito schizza alle stelle la bramosia per i milioni di euro che verranno sborsati dagli appassionati di J.R.R. Tolkien. La Tolkien Estate e la Middle-earth Enterprises sono già partite alla carica. La prima è la società che gestisce i diritti degli scritti di Tolkien per conto degli eredi dello scrittore inglese, sempre più impegnata in battaglie legali contro fan e autori, per lo più sconosciuti, che producono opere ispirate al “Legendarium” tolkieniano o che contemplano la presenza del professore stesso come protagonista. Il caso più eclatante riguarda la novella Mirkwood, scritta dall’americano Steve Hilliard, facendogli guadagnare però molta notorietà e moltissimi dollari. Nel 1968, Tolkien aveva venduto i diritti di commercializzazione de Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli alla United Artists, che a sua volta li vendette a Saul Zaentz nel 1976. La Middle-earth Enterprises (che prima si chiamava Tolkien Enterprises) è, così, la divisione della Saul Zaentz Company, che detiene, in esclusiva mondiale, Due loghi Middle-earth Enterprises e Tolkien Enterprisestutti i diritti dei titoli dei due capolavori di Tolkien, dei nomi dei personaggi e dei luoghi, degli oggetti e degli eventi narrati nei romanzi. Negli anni la compagnia ha ceduto a destra e manca le licenze di sfruttamento per la realizzazione di film, di videogiochi e di tutto il vasto indotto che si è creato dalla trilogia di Peter Jackson. Così, ecco che si moltiplicano le azioni legali contro chiunque nel mondo osi utilizzare il nome Tolkien a fini commerciali.