Come annunciato all’inizio del mese, a Modena tornano i TolkienLab organizzati dall’AIST assieme all’Istituto Filosofico di Studi Tomistici: si tratta di uno spazio condiviso dalle due associazioni dedicato allo studio delle opere del professore oxoniense, sotto la supervisione di Claudio Testi (vicepresidente AIST e presidente dell’Istituto Filosofico di Studi Tomistici).
Il primo incontro, che si terrà giovedì 25 gennaio, sarà Tolkien: Traduzioni, Tradizioni, Tradimenti e sarà tenuto dal socio AIST Giampaolo Canzonieri.
Come sempre il luogo di ritrovo è la sede dell’Istituto Filosofico di Studi Tomistici, in Strada San Cataldo 97 a Modena.
L’ingresso è gratuito.
Consigliamo agli interessati di seguire tutti gli aggiornamenti sulla pagina facebook dell’evento “Tolkien: Traduzioni, Tradizioni, Tradimenti”.
Autore: Roberto Arduini
La nuova raccolta di saggi di Verlyn Flieger
A cinque anni dalla pubblicazione dell’ultimo volume, Green suns and Faërie. Essays on J. R. R. Tolkien, la celebre e stimata studiosa tolkieniana Verlyn Flieger dà alle stampe una nuova raccolta di saggi: There Would Always Be a Fairy Tale. More Essays on Tolkien. Pubblicato nel dicembre del 2017 dalla Kent State University Press, il titolo di questa nuova raccolta è una citazione tratto da uno dei saggi di Tolkien più rivoluzionari: On Fairy-stories (Sulle Fiabe), manifesto di quella che sarà la propria poetica, pubblicato per la prima volta nel 1939 e successivamente rivisto. There Would Always Be a Fairy Tale riunisce saggi scritti per diverse occasioni, in un arco temporale di quasi venti anni, approfondendo diversi aspetti delle opere del Professore. Come per la raccolta precedente, la copertina è un dettaglio di uno dei dipinti del noto illustratore Ted Nasmith, “Elf Woods”.
Tessere la Terra di Mezzo: la prima opera
All’inizio del 2017, avevamo riportato la notizia di un nuovo, particolare, progetto tolkieniano: Aubusson tisse Tolkien, Aubusson tesse Tolkien. La Cité internationale de la tapisserie di Aubusson (Francia) firmò un accordo con la Tolkien Estate. L’iniziativa prevedeva la realizzazione di ben 13 arazzi e un tappeto, eseguiti seguendo la tecnica di tessitura degli arazzi di Aubusson (patrimonio culturale immateriale dal 2009), raffiguranti alcune delle illustrazioni che Tolkien stesso dipinse in vita. In un anno molto è stato fatto, e la dedizione dei tessitori sta per dare il suo primo, incredibile, frutto, che ridà lustro e vigore a una tradizione centenaria, un modo di immaginare terre lontane e storie straordinarie che precede di secoli tutti i media che oggi veicolano gran parte dell’immaginario fantastico popolare.
A Modena, i TolkienLab della primavera 2018
L’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena e l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani accolgono il nuovo anno dando annuncio dei primi tre Tolkien Lab che si terranno nel 2018. I Tolkien Lab, attivi dal 2014, sono lo spazio condiviso dalle due associazioni dedicato allo studio delle opere del professore oxoniense. Gli approfondimenti che vengono presentati comprendono da sempre un ampio spettro di prospettive e differenti approcci al mondo tolkieniano, un coro di voci per tentare di capire uno dei maggiori autori del ventesimo secolo, sotto la supervisione di Claudio Testi (vicepresidente AIST e presidente dell’Istituto Filosofico di Studi Tomistici).
Gli incontri previsti per questa primavera sono i seguenti:
Giovedì 25 gennaio, ore 20.45
Tolkien: Traduzioni, tradizioni e tradimenti
Relatore: Giampaolo Canzonieri, saggista, traduttore, responsabile AIST dei rapporti con l’estero
Giovedì 22 marzo, ore 20.45
Tolkien e le lingue perdute: Sanscrito e Elfico
Relatrice: Elisa Sicuri, socia AIST
Giovedì 24 maggio, ore 20.45
Visioni, miti, leggende: l’arte di J.R.R. Tolkien
Relatrice: Roberta Tosi, autrice, esperta d’arte, fondatrice della Compagnia degli Argonath
Tutti gli interventi si terranno presso la sede dell’istituto tomistico, in Strada San Cataldo 97 a Modena.
L’ingresso è gratuito.
Tolkien torna a Firenze: gli incontri primaverili
Dopo un anno intenso come il 2017, il 2018 è iniziato al meglio con la nuova traduzione delle Lettere di Tolkien, nelle librerie dal 3 gennaio, da anni giorno di festa tra gli appassionati tolkieniani in cui si celebra il Tolkien Birthday Toast (la nascita del Professore).
Ma per gennaio non sono previste solo pubblicazioni: si annunciano già nuovi appuntamenti tolkieniani. Uno dei primi programmi annunciati è quello dello Smial Lothlórien di Firenze (noto anche come “La Musica degli Ainur: Smial di Firenze”): nato come gruppo di lettura nel giugno 2005, divenuto Smial nel novembre 2006 con l’iscrizione alla Tolkien Society e capeggiato dal referente Simone Bonechi. Studioso e saggista tolkieniano di lunga data, collabora con la rivista rivista online Endóre dal 2003, ha partecipato anche a due antologie tolkieniane, Mitopoiesi – Fantasia e storia in Tolkien, curato da Franco Manni (Grafo editore, 2005) e La Falce Spezzata, curato da Arduini e Testi (Marietti 1820, 2009) ed ha tradotto molti dei saggi di Tom Shippey.
2017: un anno intenso nel nome di Tolkien
Il 2017 si era prospettato fin dall’inizio un anno topico per il mondo tolkieniano, con la ricorrenza di molti importanti anniversari (come i i quarant’anni del Il Silmarillion e gli ottanta de Lo Hobbit), e l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani si è impegnata come non mai nella diffusione e nell’approfondimento delle opere del Professore, con la partecipazione a manifestazioni divenute ormai un punto d’incontro fisso e l’organizzazione di nuovi eventi, nuove pubblicazioni ed il ritorno di iniziative di successo quale il Lords for the Ring – Tolkien Art Calendar. Ripercorriamo insieme l’anno appena conclusosi, tra conferenze, feste e pubblicazioni.
Tolkien Toast: 126° anniversario e Lettere
Il 3 gennaio del 1892 nasceva a Bloemfontein (Sudafrica) J. R. R. Tolkien: da molti considerato il padre del genere fantasy (o perlomeno colui che ha portato alla creazione di un certo canone della letteratura fantasy), nonché professore presso le università di Leeds e Oxford, dove insegnò lingua e letteratura anglosassone e inglese. In questo giorno di festa per gli appassionati tolkieniani cade anche l’uscita ufficiale della nuova traduzione delle lettere di Tolkien: Lettere 1914/1973. Dopo tanti anni fuori catalogo, l’epistolario del Professore torna ad essere finalmente accessibile ai lettori italiani, nella nuova traduzione di Lorenzo Gammarelli (socio, saggista e traduttore AIST), edita da Bompiani.
Le “nuove” Lettere: l’intervista al traduttore
Avevamo annunciato, ad aprile, l’arrivo di una nuova traduzione delle Lettere di Tolkien e la fatidica data si avvicina: il 3 gennaio 2018, dopo essere stato fuori catalogo per tanti anni, torna ad essere disponibile l’epistolario del Professore oxoniense. Dall’acquisizione della Bompiani da parte del Gruppo Giunti, si è instaurata una collaborazione tra quest’ultimo e l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, che ci ha permesso di segnalare numerosi errori presenti in varie traduzioni delle opere tolkieniane, portando così ad un miglioramento delle edizioni italiane. Interpellati su quale opera necessitasse prioritariamente di una revisione, abbiamo suggerito non una semplice ristampa riveduta delle Lettere, ma una nuova traduzione. Lorenzo Gammarelli, socio, saggista e traduttore AIST, ha ricevuto l’onere o l’onore di questo compito: ritradurre le lettere del Professore. Già curatore delle edizioni italiane del Cacciatore di draghi e del Fabbro di Wootton Major, della traduzione del volume critico Tolkien e la Grande Guerra di John Garth, Gammarelli è anche studioso tolkieniano, i cui saggi sono apparsi nei volumi All’ombra del Signore degli Anelli (Delmiglio editore), La falce spezzata e C’era una volta…Lo Hobbit (Marietti 1820).
A meno di una settimana dalla fatidica data, vi proponiamo un’intervista col nostro traduttore!
Prima cosa: perché Lettere 1914-1973 e non più La realtà in trasparenza?
«Premesso che il titolo viene scelto dall’editore, non nascondo di avere fortemente caldeggiato questo cambiamento. Il motivo principale è per allinearsi al titolo inglese (e delle altre lingue in cui le lettere sono state tradotte). Poi, per una sorta di onestà intellettuale nei confronti del lettore: sono convinto che il titolo di un testo non narrativo debba riflettere il reale contenuto del libro. Infine, anche perché ho sempre trovato la realtà in trasparenza un titolo forse poetico ma inadatto e poco pertinente, e per me francamente inspiegabile».
Come sei diventato il traduttore delle Lettere?
«In modo decisamente non casuale. Dopo le note vicende societarie che l’hanno riguardata, e forse proprio per rimarcare una discontinuità con il passato, la casa editrice Bompiani ha deciso che era giunto il momento di ripubblicare le Lettere, che da troppi anni erano ormai fuori catalogo; ha chiesto consiglio all’Associazione italiana studi tolkieniani, che attualmente nel nostro Paese è la più importante associazione dedicata allo studio dell’opera di Tolkien, e insieme hanno deciso che non sarebbe stato sufficiente ripubblicarle, ma che stato necessario ritradurle completamente. L’AIST ha suggerito di assegnare a me l’incarico, e dato che la Bompiani già mi conosceva, perché avevo lavorato come curatore delle nuove edizioni del Cacciatore di draghi e del Fabbro di Wootton Major, ecco fatto!
O quasi: in realtà, prima di dare il via, la Bompiani ha dovuto sottoporre il mio nome alla HarperCollins e alla Tolkien Estate, rispettivamente casa editrice inglese e società che detiene i diritti letterari dell’opera di Tolkien, per chiederne l’approvazione. Devo confessare che la settimana in attesa di una risposta da Londra è stata piuttosto ansiogena».
Particolari difficoltà?
«Per me le lettere più difficili da tradurre sono state quelle in cui Tolkien affronta tematiche religiose: il linguaggio di Tolkien, solitamente molto chiaro, si fa più involuto e complicato: ci si trovano termini poco comuni, termini comuni ma con accezioni particolari, costruzioni sintattiche che in inglese non ci si aspetterebbe, citazioni con riferimenti ad autori non famosissimi, spesso con qualche cambiamento, cosicché è anche impossibile risalire alla frase originale».

Perché sono così importanti le Lettere?
«Sappiamo (in gran parte dalle lettere stesse) che Tolkien non era un fautore del biografismo, e anzi considerava impertinenti i tentativi di leggere la sua opera attraverso dettagli biografici, quindi è molto importante dare alle Lettere il giusto valore come inestimabile fonte di informazioni biografiche e sul pensiero di Tolkien, ma senza spingersi oltre, e soprattutto senza usarle per far dire a Tolkien quello che vogliamo dire noi».
Qual è stata la scoperta più interessante o sorprendente che hai fatto traducendo le Lettere?
«Ovviamente già conoscevo le lettere, e le avevo già lette. Ritraducendole, però, ho potuto apprezzare l’umanità di Tolkien, e quanto, diversamente dalla vulgata comunemente diffusa, fosse informato e interessato al mondo e agli avvenimenti che lo circondavano».
L’ultima edizione inglese delle Lettere è caratterizzata da un indice molto ricco: è stato tradotto?
«Questa edizione delle Lettere ha un indice, più corposo rispetto a quello della vecchia edizione italiana, ma che non si avvicina nemmeno alla complessità e completezza di quello inglese. Considerate che l’indice inglese è stato compilato nel corso di svariati anni da Christine Scull e Wayne Hammond, i due massimi esperti di bibliografia tolkieniana; per quello italiano abbiamo dovuto fare in poco più di un mese».
Come mai direttamente in edizione economica? Non sarebbe stato meglio pubblicare prima un’edizione rilegata?
«Questo dipende da considerazioni editoriali che spettano unicamente all’editore, e sulle quali come traduttore non ho alcuna voce in capitolo. Anche a me sarebbe piaciuta una bella edizione rilegata, ma possiamo sempre sperare: se quella economica dovesse vendere molto, la Bompiani potrebbe forse prenderla in considerazione; quindi, comprate tutti il libro!».
ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Dal 3 gennaio 2018 le lettere di Tolkien
– Leggi l’articolo Annunciata una nuova traduzione per le Lettere di Tolkien
– Leggi l’articolo Le Lettere di Tolkien finiscono fuori catalogo
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Un Hobbit a Pontelago: 4° puntata, la recita
Il periodo natalizio è spesso periodo di recite scolastiche: vi proponiamo oggi il resoconto di una recita molto speciale, tolkieniana, parte del progetto C’è un Hobbit a Pontelago… in corso presso la Scuola Primaria “Carmine della Sala” di Pontelagoscuro (FE). Curata dalla socia e saggista AIST Elisabetta Marchi, chi ancora non conoscesse questa splendida iniziativa può ripercorrerne i passi qui, qui e qui.
Il meraviglioso viaggio dei ragazzi nella Terra di Mezzo non si esaurisce con questa recita, ma riprenderà nel nuovo anno, perciò continuate a seguirci!
Il 30 novembre a Modena “Tolkien e la Finlandia”
L’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena e l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani promuoveranno, all’interno delle spazio condiviso dei TolkienLab, un incontro il 30 novembre su J.R.R. Tolkien e (seguite gli aggiornamenti sull’evento facebook “Tolkien e la Finlandia: I Canti dalla Terra degli Eroi”).
La relatrice della serata sarà Valérie Morisi, socia AIST che nel 2015 aveva già presentato il TolkienLab dedicato a Lo Hobbit e Il Milione di Marco Polo.
L’appuntamento si terrà alle ore 20,45 nella sede dell’istituto tomistico, in Strada San Cataldo 97 a Modena. L’ingresso è gratuito.
Iniziate le riprese del film biografico Tolkien
In questo clima di eccitazione cinematografica, in cui il nome del Professore ricorre sempre più dopo l’annuncio della serie tv che Amazon realizzerà continuano a trapelare novità anche su un’altra opera, destinata al grande schermo, che non manca di attirare l’attenzione degli appassionati tolkieniani: si tratta del biopic dedicato proprio al Professore, intitolato semplicemente Tolkien.
Dopo il successo de Lo Hobbit molti tentativi in merito erano stati annunciati (ne avevamo parlato qui), ma nessuno si era mai spinto fino al punto raggiunto da Tolkien di Dome Karukoski – esclusi forse gli studenti statunitensi che realizzarono il fanfilm Tolkien’s Road, diffuso su youtube dal novembre 2014.
Ritornano i saggi Hobbit: Riguardo agli Hobbit
Ritornano i Saggi Hobbit!
Si tratta di saggi brevi così nominati per via della loro lunghezza volutamente contenuta (ma non trascurabile) e perché redatti secondo quelli che Tolkien descrive essere i gusti hobbit: nella Prefazione al Signore degli Anelli è infatti scritto che gli hobbit “si dilettavano a riempire meticolosamente libri interi di cose che già sapevano, in termini chiari e senza contraddizioni.”.
Il proposito di questa rubrica è di fornire basi solide e affidabili su cui poter costruire altri ragionamenti e ci auguriamo che i nostri lettori vorranno aggiungere nei commenti le loro riflessioni ed opinioni.
I tre saggi apparsi finora sono incentrati sugli Anelli del Potere, gli Orchi e la sorte di Frodo. Il saggio di oggi è dedicato proprio della Gente Piccola: un saggio Hobbit sugli Hobbit!
Tolkien torna al Viaggio nel Rinascimento
Torna il Viaggio nel Rinascimento, giunto alla terza edizione, organizzato da DanzArte, associazione culturale di Brisighella, e dalla sua direttrice artistica Enrica Piancastelli. L’evento si terrà dal 1 al 3 dicembre, nella meravigliosa cornice del convento Emiliani di Fognano: un luogo dove rivivere tutta la magia del Cinquecento, fra storia e fantasia. Il convento Emiliani delle Suore Domenicane del SS. Sacramento, situato circa a metà strada tra Ravenna e Firenze (sulla strada statale Faenza-Firenze, ma facilmente raggiungibile anche in treno con la linea Faenza-Firenze), si trova in via Giovanni Maria Emiliani 54 a Fognano. Fondato nel 1823, ai piedi delle dolci colline romagnole, è il luogo ideale dove estraniarsi dal tumulto della vita moderna e perdersi per un weekend tra i piaceri delle arti e della buona tavola.
Come l’anno scorso l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani sarà presente, questa volta con un programma ancora più ricco della scorsa edizione: oltre al nostro stand con un di testi tolkieniani ed opere critiche, presenteremo anche il calendario Lords for the Ring 2018 e alcuni dei seminari firmati AIST. L’artista Ivan Cavini sarà presente e protagonista delle sessioni di firmacopie del calendario.
Christopher si dimette dalla Tolkien Estate
Christopher, terzogenito di J.R.R. Tolkien, presidente di fatto della Tolkien Estate, si è dimesso da membro della compagnia, come riportato dal sito web della Tolkien Society. Secondo la “Companies House”, il registro delle compagnie nel Regno Unito, le dimissioni risalgono al 31 Agosto 2017, ma l’atto avrebbe avuto corso effettivo solo in questi giorni per via dei tempi tecnici di notifica e la notizia si è diffusa il 15 novembre. All’interno della Tolkien Estate non cambia molto, visto che Baillie, la moglie di Christopher, e il nipote Michael George (figlio di Michael, fratello di Christopher) rimangono al loro posto di executor all’interno dell’ente giuridico che gestisce e cura i diritti di pubblicazione e sfruttamento degli scritti di Tolkien.
Non si tratta di una sorpresa, secondo la Tolkien Society. Nella prefazione dell’ultima sua fatica, Beren e Lúthien scrisse: «Nel mio 93esimo anno questo sarà (presumibilmente) il mio ultimo libro in una lunga serie di pubblicazioni degli scritti di mio padre, in gran parte inediti». In effetti, anche se Christopher ha tenuto aperta la possibilità di continuare a dedicarsi alla pubblicazione delle opere del padre, la sua attività in questo senso è stata veramente notevole. In quanto esecutore del patrimonio letterario paterno, dalla morte del padre ha pubblicato 24 opere postume del padre, tra cui una serie di studi accademici e, soprattutto, quelli legati alla Terra di Mezzo Il Silmarillion (1977), I Racconti Incompiuti (1980), i 12 volumi della History of Middle Earth (la HOME 1983-96), I Figli di Hùrin (2007) e Beren e Lùthien (2017).
Le dimissioni di Christopher giungono dopo il 29 giugno, giorno in cui si è conclusa ufficialmente la causa legale con la Middle-earth Enterprises e la Warner Bros che, tramite la controllata New Line, avevano prodotto le due trilogie di Peter Jackson e non riconosciuto alcun diritto agli eredi dello scrittore inglese.
Questa risoluzione della causa ha permesso così agli eredi di Tolkien e all’editore inglese di essere coinvolti totalmente nel progetto di Amazon di una serie tv basato sui romanzi di J.R.R. Tolkien, con un impegno previsto per più stagioni. L’annuncio è stato dato il 13 novembre da Amazon che ha acquisito i diritti televisivi globali del Signore degli Anelli e l’imminente serie tv, che verrà trasmessa su Amazon Prime Original, sarà prodotto da Amazon Studios in collaborazione con Tolkien Estate and Trust, HarperCollins e
New Line Cinema, una divisione di Warner Bros. Entertainment. Il lancio è previsto per il 2020, su Prime Video. Si chiude così un difficile percorso durato ben 50 anni che ha riportato il controllo dell’eredità tolkieniana in mano alla Tolkien Estate, che da ora in avanti avrà un diritto di veto su tutti i progetti legati alla Terra di Mezzo. È il momento migliore per lasciare, quindi. Grazie Christopher.
ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Tolkien Estate e Warner Bros trovano l’accordo
– Leggi l’articolo Ora le slot machine: la denuncia della Tolkien Estate
– Leggi l’articolo Primo round a Warner sulla Tolkien Estate
LINK ESTERNI:
– Vai al sito della Tolkien Society
– Vai al sito della Tolkien Estate
– Vai al sito della Middle-earth Enterprises
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Parma e Trento: ecco i programmi dei convegni!
Due convegni, un solo progetto. Le Università degli Studi di Parma e Trento e l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani presentano il ciclo Tolkien tra lingua e scrittura, che si compone di due convegni nella prima metà di dicembre: il primo dicembre a Parma Tolkien linguista e glottopoieta; il 14 e 15 dicembre a Trento Tolkien e la letteratura della Quarta Era. Il progetto vuole porre l’attenzione su due aspetti fondamentali che caratterizzano le opere dello scrittore inglese: l’amore per le lingue e il suo ruolo nella letteratura contemporanea.
Lucca C&G 2017: 5 ospiti per l’AIST
L’attesa è ormai febbrile: Lucca Comics and Games sta arrivando e si prepara a regalarci 5 giorni davvero straordinari. Dal 1 al 5 novembre, all’interno del Festival internazionale dedicato al fumetto, al gioco e all’illustrazione, troverete lo stand dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani nel padiglione Games di viale Carducci. Presso il nostro stand troverete non solo il calendario Lords for the Ring 2018 e gli artisti che hanno contribuito a realizzarlo, ma anche tanti altre sorprese tolkieniane: approfondiamo oggi i cinque ospiti che potrete incontrare durante questo Lucca Comics and Games, artisti e studiosi italiani e internazionali.
A Lucca C&G le mappe della Terra di Mezzo
Quando abbiamo annunciato il programma AIST per Lucca Comics and Games nell’articolo L’AIST a Lucca: seminari, incontri e il calendario, vi abbiamo anticipato la presenza al nostro stand (che troverete nel padiglione Carducci, CAR255) di ben 5 ospiti tolkieniani (oltre agli illustratori del Lords for the Ring – Tolkien Art Calendar) e ora che la fatidica settimana si avvicina abbiamo posto alcune domande a due di questi ospiti: Maria Distefano e Stefano Gelao, presenti nei primi giorni del festival, rispettivamente 1 e 2 novembre. Entrambi si dedicano alla realizzazione di mappe tolkieniane, ognuna con la sua particolarità: scopriamo assieme quali.
Scompare l’illustratore Roger Garland
Il mondo dell’arte piange oggi la scomparsa di Roger Garland, grande artista del fantastico, spentosi questa mattina a causa di una malattia del motoneurone. A darne il triste annuncio è la moglie Linda Garland, a cui vanno le condoglianze di tutta l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani.
Le opere di Roger Garland, caratterizzate dallo stile inconfondibile dell’autore e forti della sua spiccata immaginazione, continueranno ad affascinare tolkieniani (e non) negli anni a venire.
Marche, il programma dei Cavalieri del Mark
I Cavalieri del Mark, divenuti associazione nel gennaio 2016, organizzatori di eventi tolkieniani fin dal principio, propongono anche questo autunno un serie di incontri che approfondiranno le opere del Professore. Già promotori della mostra su Lo Hobbit dal titolo In te c’è più di quanto tu creda: l’avventura umana secondo Tolkien ne Lo Hobbit che si tenne a Castelfidardo dal 23 aprile al primo maggio, lo smial marchigiano continua la sua crescita. Per l’occasione abbiamo intervistato Giuseppe Scattolini, presidente dei Cavalieri del Mark: buona lettura!
Lo smial è attivo da alcuni anni. Siete cresciuti e avete fatto tesoro di quali esperienze?
«Sì, il nostro smial è cresciuto. Senza nemmeno accorgersene, I Cavalieri del Mark hanno passato un altro anno insieme. La nostra amicizia si è approfondita, e col tempo abbiamo via via maturato la nostra identità. Sono state le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare e le esperienze e gli errori, e le cose buone, che abbiamo fatto insieme, a farci scoprire quello che noi oggi chiamiamo “il nostro metodo”, che è la strada attraverso cui noi camminiamo e seguiamo le orme del Professore di Oxford, J.R.R. Tolkien, secondo l’eredità che ci ha lasciato».
Ci può spiegare meglio il vostro metodo?
«Per rispondere devo fare una lunga premessa, partendo dalle molte particolarità e limitazioni del nostro smial».
Avete avuto difficoltà all’inizio?
«Sì. Solitamente, e che io sappia, nessun gruppo di tolkieniani in Italia ha mai dovuto affrontare, o ha mai affrontato, una realtà come quella che ci siamo trovati davanti. Anzitutto, il primo problema che abbiamo avuto è stato quello della distanza. Mentre tutti gli altri in Italia e in giro per l’Europa ed il mondo frequentano i Tolkieniani della propria città o vicino casa propria, il nostro gruppo si è trovato ad affrontare anzitutto una distanza geografica non del tutto indifferente. Maturare un’amicizia attraverso la frequentazione costante e settimanale, o magari giornaliera, permette di rendere i legami più solidi. Noi ci abbiamo invece messo molti mesi a conoscerci, ed ancora non ci conosciamo davvero bene. Alcuni di noi si vedono solo poche volte, due o tre, ogni anno, ed è già una stima al rialzo.
Inoltre, tra noi non ci sono studiosi di Tolkien. Mi sono reso conto che se due persone non si conoscono ma hanno un interesse di studi in comune possono rompere il ghiaccio iniziando a parlarne. Io mi ricordo ancora il nostro primo incontro, nell’ottobre del 2015, quando non sapevamo nulla dell’altro e mai abbiamo saputo impostare un discorso su Tolkien: abbiamo sempre e solo avuto la nostra passione da condividere.
Infine, anche le nostre provenienze culturali, relative alla visione del mondo, alla politica, al credo religioso, sono diverse!».
Quindi, solo col tempo avete trovato il vostro metodo?
«Il panorama tolkieniano con cui abbiamo dovuto confrontarci era vasto, con vari gruppi ed associazioni in competizione, e nessuno pronto a fidarsi di noi. Solo l’AIST lo ha fatto fin da subito: una cosa che non dimenticheremo mai. Inoltre abbiamo notato un distacco che, per quanto evidente, pochi cercano di colmare, tra studiosi di Tolkien, che mettono in campo bibliografie chilometriche, e gli appassionati come noi, lasciati tristemente a parlare solo dei film o dei personaggi preferiti del Signore degli Anelli, e la cui massima ambizione è un tatuaggio con la traslitterazione (nemmeno la traduzione) del proprio nome in elfico, o simili.
Ecco, noi ci siamo ritrovati gettati in tutto questo, esattamente come accadde a Bilbo, in un’avventura certamente più grande di noi. Ma, piano piano, abbiamo trovato la nostra strada: siamo stati in effetti quasi “costretti” dalle circostanze a mettere in pratica ed a fare nostra l’eredità di Tolkien. Non che la lettura di Tolkien ci abbia dato come evidenti e necessarie tutte queste cose. Ma, proprio grazie ai nostri “limiti”, abbiamo dato un valore alla diversità intensissimo e cruciale, cardinale, perché abbiamo capito, con Tolkien, che la crescita dell’identità avviene davvero solo attraverso una comprensione reciproca, e che la comprensione reciproca avviene, di contro, realmente solo se si dà valore alle identità e si permette loro di crescere insieme, non ‘a fianco’ l’una dell’altra, ma l’una “dentro” l’altra».
E come avete messo in pratica il vostro “metodo”?
«Abbiamo iniziato dal web, anche se non era immediato o auto-evidente il progetto della nostra pagina. È iniziato giusto per far conoscere la nostra associazione. Ma con questo è piano piano cresciuto il nostro metodo, e via via sempre più è questo che abbiamo proposto alle persone. Farci conoscere non è stato facile, abbiamo lavorato tanto, sia sulla pagina Facebook che dal vivo, e vediamo sempre più partecipazione, sempre più voglia di essere “vivi” delle persone. Certamente, affinché un progetto e un metodo del genere abbiano realmente presa e significato, e se ne vedano gli effetti, ci vorrà del tempo, ma il paragone migliore è quello con “l’albero”: più il tempo passa, più il tronco si fortifica, le foglie crescono e divengono più belle, ed in primavera arrivano i fiori e i frutti, e questo perché le radici si ramificano sempre più e vanno sempre più a fondo. Noi abbiamo deciso di non gettare il nostro seme sui sassi, dove presto fiorisce ma alla prima intemperia viene sradicato perché non ha forza. Abbiamo scelto di coltivare la terra buona, e di non avere fretta, e di vedere crescere questa pianta. Ci vorrà quanto ci vorrà, fiorirà. Anche qui seguiamo Tolkien: il significato del suo albero delle storie non sta solamente nel fatto più visibile che ogni foglia e ramo dell’albero rappresentano una storia, ma piuttosto come le fiabe mettano in noi radici e danno frutto, seppure nel tempo ed in modo inaspettato».
Nel concreto cosa siete riusciti a organizzare. Potete descriverci quelle di quest’anno?
«Il nostro programma si divide ormai in due semestri. Lo smial marchigiano dei Cavalieri del Mark ha organizzato una serie di interventi tra gennaio e maggio scorso, approfondendo diversi aspetti delle opere tolkieniane. Abbiamo poi ripreso le attività il 23 settembre scorso riunendoci a Montegranaro per festeggiare lo Hobbit Day, il compleanno di Bilbo e Frodo Baggins. E dal 7 ottobre abbiamo iniziato il nostro programma autunnale, con un incontro sulle opere cosiddette minori di Tolkien».
In calce mettiamo le attività del programma. In futuro avete altri progetti?
«Per il futuro abbiamo progetti, o meglio, la volontà di proseguire per questa strada. Mentre il senso del programma che pensiamo annualmente rispecchia la nostra volontà di aprire sempre di più Tolkien alla comprensione e all’amore e alla passione delle persone, abbiamo un obiettivo molto chiaro e più a lungo termine: 1) far innamorare le persone del Silmarillion. Non ci si può limitare a leggere Tolkien solo nelle sue opere più conosciute e popolari, Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Per questo vogliamo realizzare una mostra sul Silmarillion.
2) Concretamente, in futuro abbiamo in mente di fare un convegno sulle lettere, che verranno, grazie all’AIST, ripubblicate il prossimo 3 gennaio. 3) Pensiamo poi sia fondamentale fare almeno un tentativo di mettere in piedi un seminario di lingua inglese, per imparare insieme l’inglese, appunto, sui testi di Tolkien: così ho fatto io da auto-didatta, e se trasmetto tutte le altre mie esperienze vorrei provare a trasmettere anche questa, che credo possa essere più che importante per permettere alle persone di mettersi a leggere Tolkien in piena autonomia, senza dipendere sempre dagli altri e dalle loro traduzioni. 4) Inoltre, il prossimo 22 settembre saremo a Dozza con i nostri amici di AIST, a FantastikA, per tenere un incontro sugli Hobbit in occasione dell’anniversario di nascita di Bilbo e di Frodo, e sarà bello festeggiare con loro questa data. Per il resto, potremmo anche fare altro, sempre tenendo come stella polare l’apertura totale di tutti i testi di Tolkien, per promuoverne una conoscenza integrale, perché non esistono né testi secondari né opere minori, per nessun autore e in modo particolare, ne siamo convinti, per il Professore di Oxford e Leeds (perché forse altro punto che viene sempre un po’ messo in secondo piano è che per anni Tolkien ha insegnato anche a Leeds, mentre Oxford è sempre sulla bocca di tutti)».
Un ultimo pensiero prima di salutarci?
«Infine, vorrei riassumere in poche parole la nostra esperienza, riportando quanto scrissi sulla nostra pagina qualche tempo fa: “Sono diventato davvero un tolkieniano perché qualcuno me lo ha detto. Fu Roberta Tosi, presidente degli Argonath di Verona, a chiamarmi così per la prima volta. “Tu sei un tolkieniano vero, un tolkieniano doc” mi diceva. Da quella volta, per me è rimasto quello il significato di “essere tolkieniano”. Non significa avere le medesime convinzioni del Professore. Non significa conoscere le sue opere a memoria. Non significa nemmeno vivere facendo dei suoi testi un codice etico e teorico entro cui racchiudere la propria vita. Essere un tolkieniano significa… non so dirlo bene. Amare, farsi ispirare, raccogliere e fare propria l’eredità che Tolkien, come un padre, ci ha lasciato. In qualche modo, essere tolkieniani significa essere suoi figli. Egli ci ha resi tali dischiudendo il suo cuore nelle sue opere, nel dono del suo genio e di tutto sé stesso. Ed allora, proprio come dei figli, dobbiamo oggi appressarci a ciò che di lui è vivo, che è la sua eredità che vive in noi, e che siamo noi”. Di qui, la mia e la nostra eterna amicizia e gratitudine a chi ci ha dato tanto, come Roberta e gli Argonath di Verona, e a chi fin da subito ha avuto fiducia in noi, l’AIST, in special modo nelle persone di Roberto Arduini e Claudio Antonio Testi. Senza Tolkien, nostro padre, noi, suoi figli, non saremmo qui a raccontarlo».
L’AIST a Lucca: seminari, incontri e il calendario
Mancano poco più di dieci giorni all’inizio di Lucca Comics and Games, il Festival internazionale dedicato al fumetto, al gioco e all’illustrazione, che si terrà a Lucca dal 1 al 5 novembre. Come già annunciato l’AIST sarà presente, con il suo stand nel padiglione Games di viale Carducci, e anche questa volta ha in serbo un ricco programma dedicato al Professore, che renderà indimenticabile l’appuntamento più atteso dell’anno da tutti gli amanti del fantastico.
Lords for the Ring 2018: 10.000 volte grazie!
Sabato 14 ottobre si è conclusa la prima tappa del viaggio dei Lords for the Ring 2018: i 40 giorni del crowdfunding sono passati ed i risultati hanno superato le nostre più rosee aspettative. Non solo abbiamo superato la cifra necessaria per finanziare il progetto e battuto il record dello scorso anno, ma avete continuato a sostenerci fino a sfondare il tetto dei 10.000 euro!
Con un risultato finale di 10.395 euro raccolti, il successo del calendario, che riunisce i più grandi illustratori fantasy italiani, dimostra che l’attenzione per l’arte tolkieniana nel nostro paese è ancora viva e fiorente, tanto da permettere di stampare un’edizione deluxe che sarà una vera perla anche per i collezionisti più esigenti. Dopo il percorso compiuto nell’universo tolkieniano col calendario proposto nel 2016, il 2017 ci porta ad approfondire le terre inesplorate dalla cinematografia del Silmarillion: scoprite con noi quali meraviglie hanno in serbo per voi i sette Lords!
Roma, c’è anche Tolkien al Circolo Scandinavo
I fiordi, i mari in tempesta e le aspre scogliere, ma anche le avventure fiabesche di creature magiche e le saghe dei popoli antichi che piacevano tanto a J.R.R. Tolkien e che tornano anche nelle sue opere, ispirano oggi anche il rock progressive scandinavo. Il 14 ottobre dalle 15 alle 18,30 sulla meravigliosa terrazza del Circolo Scandinavo di Roma, in via della Lungara 231, verrà presentata la stagione di concerti e manifestazioni culturali del Live eXperiment, l’associazione che da anni organizza concerti con band nordiche. E un piccolo spazio sarà dedicato anche all’autore del Signore deli Anelli e all’AIST.
Tolkien e Ildegarda tra erbe e pietre magiche
L’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena e l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani promuoveranno, all’interno delle spazio condiviso dei TolkienLab, un incontro il 19 ottobre su J.R.R. Tolkien e Ildegarda di Bingen (seguite gli aggiornamenti sull’evento facebook “Tra pietre magiche ed erbe curative”). La relatrice della serata sarà Elisabetta Marchi, socia AIST che di recente ha presenziato alla sessione tolkieniana del Festival del Medioevo e i cui saggi La Contea di Saruman e Bilbo Baggins e la Contea: una carriera deviante sono scaricabili dal nostro sito. L’impegno di Elisabetta nel diffondere la conoscenza dell’opera tolkieniana riguarda anche gli ambiti scolastici: è infatti promotrice del progetto un Hobbit a Pontelago.
Le cediamo la parola, cosicchè ci presenti lei stessa i contenuti della serata.
Cresce lo smial di Firenze: il programma
A Lothlórien gli Elfi sognano, ma non dormono! Nuove iniziative bollono in pentola da oggi a dicembre. Avevamo già scritto delle attività di Lothlórien, nato come gruppo di lettura nel giugno 2005, divenuto nel novembre 2006 lo smial Lothlórien di Firenze (ora denominato anche La Musica degli Ainur: Smial di Firenze), naturalmente iscritto alla Tolkien Society, e da qualche anno particolarmente attivo e vivace (potete leggere tutta la storia qui). Per le sue numerose attività lo smial ha scelto il Punto di Lettura “Luciano Gori” della BiblioteCanova Isolotto del Quartiere 4 di Firenze. Capeggiato dal referente Simone Bonechi, studioso e saggista tolkieniano di lunga data, dopo un primo ciclo di letture su Il Signore degli Anelli, nel primo semestre dell’anno, lo smial ha alzato il livello degli incontri, con serate a tema animate da Bonechi e le giovani dottoresse Valentina Fatichenti e Maila Lodoli. A partire da aprile, inoltre, si è tenuto anche un Gruppo di Lettura sul Silmarillion, una volta al mese per tre mesi, nel dopocena del lunedì, secondo la formula già sperimentata negli anni passati con il Gruppo di Lettura del Signore degli Anelli.
Una casa per Tolkien nascerà a Dozza
«Quanto vorrei essere a casa nella mia bella casa accanto al fuoco, con la cuccuma che comincia a fischiare». Quante volte Bilbo Baggins ha detto, anche tra sé, questa frase ne Lo Hobbit? Il personaggio tra i più amati dagli appassionati di J.R.R. Tolkien pensa a casa sua continuamente, perché naturalmente la sua non è una casa qualsiasi, ma una casa Hobbit e questo vuol dire una casa calda, accogliente e piena di tantissime cose interessanti. È proprio così che l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani pensa alla propria casa, a quella che sarà la sua sede: una dimora accogliente per tutti i lettori del professore di Oxford e gli appassionati della Terra di Mezzo e delle due trilogie cinematografiche realizzate da Peter Jackson. Una casa, una sede, un centro studi e una galleria espositiva: tutto insieme, tutto da visitare.
