Venerdì 12 e Sabato 13 Aprile, la Società Tolkieniana Olandese Unquendor organizza a Leida (Leiden) il suo secondo Tolkien Seminar. Il tema scelto quest’anno è “Il male in Eä”. Fondata nel 1981 da Renée Vink e Theo de Feber su ispirazione dalla Tolkien Society inglese, la Unquendor, la società tolkieniana dei Paesi Bassi, (Nederlands Tolkien Genootschap), è molto attiva durante tutto l’anno con una serie di eventi in tutti i Paesi Bassi con partecipanti da tutto il paese (e anche dalle Fiandre e dalla Germania): a dicembre il “Joelfeest” ( festa di Yule) e lo Hobbit Day in cui si tiene anche l’assemblea generale annuale; il 3 gennaio con la “3-januari-diner” (Cena di compleanno di Tolkien); lo “Slotfeest” (festa del castello) di fine giugno; il Seminario Tolkieniano, in collaborazione con l’Università di Leiden, che ha una data variabile. Anche il “Tolkien Leesdag” (Tolkien Reading Day) ha una data che gira introno al 25 marzo, mentre ogni 5 anni anni si tiene il “Lustrum”, l’ultimo dei quali si è svolto nel 2021.
Il taglio di questa manifestazione è più internazionale e di solito nel programma sono incluse conferenze di noti studiosi e artisti di Tolkien: Dimitra Fimi (2021), Thomas Honegger / Paul Smith (2016), Cor Blok (2006), Tom Shippey (2011), Rayner Unwin (1997) , Arne Zettersten (2006). Unquendor offre anche incontri più regolari organizzati dai suoi membri in tutti i Paesi Bassi, chiamati Herbergen (Locande) in analogia agli smial della Tolkien Society. La società è cresciuta di anno in anno fino al numero attuale di membri di circa 225 persone provenienti da tutto il mondo di lingua olandese, sebbene le Fiandre abbiano una propria società, Elanor, e il Sud Africa, che aveva il suo ormai defunto Haradrim, era solitamente considerato sotto l’influenza della Tolkien Society inglese. Negli ultimi anni Unquendor ed Elanor hanno collaborato strettamente agli eventi. Occasionalmente si è unita anche la Società Tolkieniana Tedesca (DTG).
Parma, c’è l’elfico nei Martedì interlinguistici
È al via un nuovo ciclo dei Martedì interlinguistici, gli appuntamenti nati all’interno dell’insegnamento di Interlinguistica dell’Università di Parma per avvicinarsi agli interessi di studentesse e studenti, che tengono conversazioni aperte al pubblico. Gli incontri, coordinati dal prof. Davide Astori, sono rivolti a tutte le persone interessate, si terranno il 9 e il 23 aprile, il 7 e il 21 maggio nel Plesso di via D’Azeglio e nel Plesso Aule K, sempre alle 17.30.
Tolkien fuori dai diritti: in Cina c’è il boom di traduzioni
Una casa editrice taiwanese – Shuang-xi (雙喜) – ha recentemente lanciato per la prima volta un nuovo piano di raccolta fondi per una nuova traduzione cinese dopo più di 20 anni per Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, aprendo nuovi orizzonti. Il risultato sorprendente è stato la raccolta di ben 5 milioni di nuovi dollari taiwanesi (quasi 144mila euro) e ha spinto i lettori a tornare a discutere sulle differenze tra le traduzioni più diffuse.
In realtà, pur esistendo circa sette traduzioni in cinese del Signore degli Anelli, la versione cinese più familiare e popolare è quella tradotta da Zhu Xueheng (朱學恆) nel 2001. Inoltre, a molti lettori piace – soprattutto nella Cina continentale – anche la versione scritta dalla traduttrice Deng Jiawan. Dopo che è stato rilasciato il contenuto in anteprima della versione di Li Han del Signore degli Anelli, molti fan dei libri hanno confrontato le traduzioni della “versione Li”, “versione Zhu” e “versione Deng”, e ognuno ha avuto le proprie critiche, che ha generato accese discussioni nella cerchia dei fan dei libri.
La nuova versione tradotta del romanzo ha ricevuto comunque un sostegno entusiasta da parte dei lettori ed è uscita il 24 marzo 2024 in versione integrale. Ma il suo modello ha fatto scuola e molte altre case editrici hanno seguito questa strada. La casa editrice dopo il successo della campagna di crowdfunding, si sta preparando alla valanga di ordinativi che ci saranno a partire dalla prossima settimana. Come scritto, il nuovo traduttore è Li Han, che vanta una laurea in Studi medievali e rinascimentali dell’Università di Glasgow (l’AIST lo ha intervistato: tra una settimana il suo intervento!).
Ora però bisogna ricordare che Tolkien morì nel 1973, 51 anni fa: il che significa che le sue opere sono ora diventate libri di pubblico dominio, come già scritto qui. Contrariamente a quanto si pensa in Occidente questo significa che ora è possibile in 90 Paesi nel mondo per chiunque tradurla, pubblicarla o adattarla gratuitamente.
L’editore cinese, nell’annunciare l’uscita, ha affermato che l’uso della lingua cambia continuamente e che per un’opera classica come Il Signore degli Anelli potrebbe essere necessario ritradurla ogni 10 anni. Tolkien di domino pubblico, infatti, comporta un altro fenomeno epocale: nel 2024 solo in cinese sono previste 20 nuove traduzioni per Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, di cui 17 già annunciate ufficialmente (vedi sotto)!!! Si spera anche che questa ondata inauguri in Cina ancora una volta una nuova era di letteratura fantasy, come accaduto dopo il 2001.
Bomporto, il 6 aprile l’AIST a Fantasticamente
Torna per il secondo anno consecutivo a Bomporto, in provincia di Modena, “Fantasticamente”, la manifestazione dedicata al fantastico che si terrà presso la Biblioteca Comunale “J.R.R. Tolkien” il 6 aprile in collaborazione con l’AIST, Associazione Italiana Studi Tolkieniani. Della biblioteca dedicata al Professore vi avevamo già raccontato nel 2019, quando per l’occasione inaugurale si tenne la prima “Festa del Fantasy” locale, con tanto di laboratori per ragazzi, laboratori di lingue elfiche, una caccia al tesoro, tavole rotonde, incontri con gli editori e gli artisti, oltre alla conferenza “Potere e Magia” tenuta da Claudio A. Testi, con accompagnamento musicale dei giovani del Mithril Duo. Durante l’evento, era stato proiettato il lungometraggio animato Il Signore degli Anelli di Ralph Bakshi (1978), la pellicola che ha in parte ispirato la trilogia di Peter Jackson. Tra gli altri, oltre a Claudio Testi, erano presenti gli artisti Ivan Cavini, Fabio Porfidia, Davide Romanini, Emanuele Manfredi, Livia De Simone e l’esperta di lingue elfiche Sara Gianotto.
La recensione: Tolkien. Artista e Illustratore
Un’importante lacuna nella bibliografia italiana tolkieniana si è colmata il 10 gennaio 2024 con la pubblicazione di J.R.R. Tolkien. Artista e illustratore, traduzione di Alberto Gallo del volume inglese J.R.R Tolkien. Artist and Illustrator.
Curato dai noti studiosi Wayne G. Hammond e Christina Scull e pubblicato originariamente nel 1995 – il testo è stato rivisto nel 2004 in occasione dell’uscita di una seconda edizione – da Harper Collins, questo testo si inserisce nell’ormai cospicuo numero di scritti dedicati al Tolkien illustratore.
Fra questi ricordiamo: Immagini, mai più ripubblicato in Italia dopo l’edizione Bompiani del 2002; L’Arte dello Hobbit e L’Arte del Signore degli Anelli, recentemente ristampati da Bompiani; Tolkien – Il Creatore della Terra di Mezzo, traduzione italiana del catalogo dell’omonima mostra di Oxford del 2018 e Tolkien: Voyage en Terre du Milieu, catalogo – purtroppo mai tradotto in italiano – dell’esposizione tenutasi alla BnF di Parigi nel 2019.
Se queste mostre sono state fondamentali nel rendere noto al pubblico il talento artistico del professore oxoniense, J.R.R. Tolkien. Artista e illustratore è stato una dei primi libri interamente dedicati al Tolkien illustratore. Con le sue 208 pagine, nelle quali vengono riprodotte 200 opere – fra dipinti, disegni e schizzi – alternate a lunghe descrizioni e digressioni biografiche, questa pubblicazione non può mancare nelle librerie degli appassionati e degli studiosi interessati alla produzione artistica del professore di Oxford.
Francia, pubblicato Tolkien et l’Antiquité
É appena stato pubblicato Tolkien et l’Antiquité. Passé et Antiquités en Terre du Milieu, un volume di saggio a cura di Dimitri Maillard (Université Paris 1, Pantheon-Sorbonne) per i tipi di Classiques Garnier, una storica casa editrice che, nel mercato editoriale francese, costituisce il sicuro riferimento per le opere letterarie antiche e moderne e i testi scientifici. Il volume, attraverso molteplici punti di vista e differenti campi di studi, intende indagare le influenze antiche – finora considerate in un certo modo secondarie rispetto a quelle medievali – nell’opera tolkieniana. In effetti, i principali dibattiti nei Tolkien Studies hanno finora contrapposto chi, come Tom Shippey e Thomas Honegger, ritiene che Il Signore degli Anelli e il legendarium possano essere interpretati al meglio dagli specialisti di letteratura medievale e chi, come Verlyn Flieger, ne sottolinea invece la capacità di ridiscutere e decostruire le strategie di rappresentazione attraverso una consapevolezza squisitamente (post)moderna.
Il volume a cura di Maillard, dunque, si propone di colmare un vuoto esegetico sempre più evidente e di dimostrare come l’eredità culturale e letteraria dell’Antichità abbia fornito a Tolkien non soltanto elementi generici e di secondaria importanza ma anche – attraverso la ripresa di miti come quelli di Orfeo e di Atlantide, della Caduta di Troia e dell’Eneide – dei modelli attivi, capaci di conferire profondità storica e realismo al suo Mondo Secondario: l’Antichità “trasposta” nella Terra di Mezzo emerge in modi molteplici che esprimono l’idea di un passato classico e idealizzato.
Il progetto di Maillard è certamente valido, sebbene vada commisurato alla ben nota circospezione del Professore verso la “critica delle fonti”: da un lato, infatti, attraverso la gustosa (in tutti i sensi) allegoria del “Calderone delle Storie” contenuta nel saggio Sulle fiabe, afferma sì che la “minestra” è «il racconto che viene offerto dai suoi autori o narratori» e le “ossa” «le sue fonti o materiali» (Il Medioevo e il fantastico, p. 182) ma sancisce anche il ruolo attivo dell’autore: «se parliamo di un Calderone, non dobbiamo dimenticare completamente i Cuochi. Vi sono molti ingredienti nel Calderone, ma i Cuochi non immergono il mestolo del tutto alla cieca. La loro selezione è importante» (Ivi, p. 192); dall’altro, poi, egli sostiene che «la cosa più interessante da considerare è l’uso particolare che viene fatto in una situazione particolare di un qualche motivo, che sia inventato, deliberatamente preso a prestito o inconsciamente ricordato» (Lettere, n. 337). Se, dunque, occorre usare prudenza nel parlare delle “fonti” di Tolkien, nondimeno ragionare in termini di complanarità tra la sua opera e quelle antiche e medievali può costituire un esercizio ermeneutico appagante.
Torino, gli Inkiostri alla scoperta di JRR Tolkien
Venerdì 5 aprile 2024, alle 21, presso la chiesa di Santa Teresa d’Avila a Torino (via Santa Teresa 5), si tiene l’incontro «Alla scoperta del genio creativo di J.R.R. Tolkien», a cura della compagnia letteraria «Inkiostri», in collaborazione con i Carmelitani Scalzi di Torino, Vita Diocesana Pinerolese, l’associazione culturale Sentieri Tolkieniani. Media partner, il mensile Tempi e l’associazione Newman.
Ospite della serata sarà il professor Giuseppe Pezzini.
Il Tolkien Reading Day in Italia: quante letture!
Qualche giorno fa abbiamo pubblicato il programma delle attività che la nostra associazione ha organizzato per il Tolkien Reading Day 2024, che si svolgeranno a Dozza, il 24 marzo, e online, il 25. Siamo lieti che, anche quest’anno, altre realtà associative e smial, in tutta la penisola, aderiscano a questa consuetudine che da ormai oltre 20 anni, vede gli appassionati del professore oxioniense radunarsi per commemorare la sua opera. Riportiamo quindi di seguito gli eventi di cui abbiamo notizia, nella speranza che quanti più di voi possibile possano partecipare per unirsi a noi, simbolicamente, nel celebrare il professore. Seguiremo un ordine geografico, da sud a nord, per facilitare la ricerca dell’evento più vicino alle vostre dimore. Qualora foste a conoscenza di altri eventi in giro per l’Italia non esitate a informarci nei commenti!
Inaugurata a Napoli la mostra su Tolkien
Sabato mattina al Palazzo Reale di Napoli si è inaugurata la seconda tappa della mostra «Tolkien. Uomo, Professore, Autore». Ad inaugurare l’evento è stato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Dopo il successo ottenuto a Roma, dove oltre 80mila sono stati i visitatori, la mostra ha poi aperto al pubblico dal pomeriggio per rimanere visitabile fino al 2 luglio 2024.
Tolkien Reading Day 2024: ecco il programma
Il 24 e il 25 marzo prossimi l’AIST, l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, festeggerà come ogni anno il Tolkien Reading Day, l’appuntamento dedicato alla lettura e all’approfondimento dell’opera di J.R.R. Tolkien. Nel 2003 per la prima volta la Tolkien Society britannica ebbe l’idea di organizzare una giornata dedicata a celebrare e promuovere l’opera del Professore di Oxford, il Tolkien Reading Day appunto. Il 25 marzo non è certo una data scelta a caso. Si tratta infatti, nella cronologia della Terra-di-Mezzo, del giorno in cui avviene la distruzione dell’Unico Anello e la caduta del Signore degli Anelli Sauron. Un evento che è cresciuto in popolarità nel corso degli anni, superando i confini del Regno Unito e diffondendosi presso i tolkieniani di tutto il globo.
Domenica 24 Marzo
Domenica 24 dalle ore 9:30 nella splendida cornice di Dozza (BO), dove sorge la sede dell’AIST e il Centro Studi Tolkieniani “La Tana del Drago“, ci si ritroverà per un ricco programma di incontri. Gli incontri si terranno al Teatro Comunale di Dozza, a pochi passi dal Centro Studi.
Ad aprire la mattinata sarà Paolo Nardi, socio e consigliere dell’AIST nonché noto divulgatore, con un intervento dal titolo “Farsi Carico del Fardello – Tutela e Sacrificio per la Terra-di-Mezzo” che si inserisce a piene mani nel tema internazionale proposto dalla Tolkien Society per la giornata: “Service and Sacrifice“.
A seguire ci si allontanerà leggermente dall’opera di J.R.R. Tolkien per raccontare
un innovativo progetto partito proprio dalla Ludoteca del Centro Studi Tolkieniani “La Tana del Drago“, un percorso che dal gioco di ruolo arriva fino alla narrativa. A raccontare questa storia saranno Ivan Sgandurra e Lorenzo Pierangeli, soci AIST, nell’incontro dal titolo: “Le Cronache del Crepuscolo: dal gioco di ruolo al romanzo fantasy”.
Il terzo incontro sarà dedicato all’imponente lavoro di traduzione tuttora in corso della “Storia della Terra-di-Mezzo“, ad opera dell’Editore Bompiani con la consulenza dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani. Stefano Giorgianni, Presidente dell’AIST e uno dei traduttori della collana, si focalizzerà sull’ultima uscita in libreria con l’intervento dal titolo: “Ritrovare la Strada Perduta – Il quinto volume della Storia della Terra-di-Mezzo”.
A concludere la mattinata sarà un ospite speciale, torna infatti a Dozza Luca Manini, traduttore di numerose opere Tolkieniane, per raccontare una delle sue ultime fatiche: la nuova traduzione di Sir Gawain e il Cavaliere Verde, uno dei lavori di rielaborazione dei testi antichi compiuti da Tolkien. Il suo intervento porta il titolo: “Gawain: un Cavaliere tra Caos e Cosmos”.
Nel pomeriggio, dalle ore 15, sarà possibile effettuare delle visite guidate dai soci AIST al Centro Studi Tolkieniani “La Tana del Drago“.
Per partecipare agli eventi della mattinata c’è la possibilità di prenotarsi qui . La prenotazione non è obbligatoria ma consigliata.
Lunedì 25 Marzo
Lunedì 25 invece un altro appuntamento, nel giorno vero e proprio del Tolkien Reading Day. Per consentire a tutti i tolkieniani d’Italia di festeggiare questa giornata l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani organizza un evento online pubblico. A partire dalle ore 21 sarà possibile assistere a una lettura di brani scelti delle opere di Tolkien.
‼️ AGGIORNAMENTO IMPORTANTE ‼️ Per motivi tecnici la diretta del 25 marzo non si terrà sulla pagina YouTube ma sulla pagina Facebook dell’AIST
Guarda il video di presentazione dell’evento qui.
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Nuovo libro a settembre le Poesie di Tolkien
Tolkien è noto a tutti per i suoi romanzi Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli ed è ormai considerato un indiscusso maestro del Fantasy, se non il padre di questo genere. Non tutti però si sono soffermati a considerare le sue indubbie abilità come poeta. A questo cercheranno di porre rimedio i noti studiosi Wayne Hammond e Cristina Scull che, dopo aver mostrato agli appassionati del professore l’artista, con pubblicazioni come Tolkien: Artista e Illustratore, L’Arte dello Hobbit e L’Arte del Signore degli Anelli, approfondiranno il poeta con una nuova raccolta di poesie intitolata The Collected Poems of J. R. R. Tolkien in arrivo per Harper Collins a Settembre.
Tolkien e la poesia
Per molto tempo, se non per tutta la sua carriera, Tolkien si è considerato (anche) un poeta. Come scrive John Garth in Tolkien e la Grande Guerra “fu con lo studio dei classici (…) che il gusto di Tolkien per la poesia fu risvegliato”, durante gli anni passati alla King Edward’s School di Birmingham. Molte tra le sue prime poesie, si pensi a Tinfang Warble del 1914 o a dell’anno successivo, sono già a tema fantastico, ma gli elfi e le fate che vi sono rappresentati sono ancora quelli tipici dell’epoca vittoriana. Ben presto però, l’influenza del Nord e ancor più l’incombere della guerra sulle vite di Tolkien e dei suoi amici, spazzeranno via le fatine vittoriane per dare vita a una poesia più matura con la quale inizia a prendere vita la Terra di mezzo: Eärendil, la città di Kor (i.e. la futura Tirion), l’isola di Tol Eressëa prendono vita per la prima volta fra il 1915 e il 1916, in forma poetica. Il professore cercò di pubblicare, senza successo, alcune fra queste poesie nella raccolta The Trumpets of Faerie dapprima nel 1916 e in seguito sia durante la sua permanenza a Leeds, nei primi anni 20, sia ad Oxford, nel 1926. La maggior parte di queste è stata pubblicata postuma da Christopher Tolkien nei primi due volumi della monumentale Storia della Terra di Mezzo, insieme alle storie del Libro dei Racconti Perduti che a queste sono legati strettamente.
Dopo la fine della guerra, per tutti gli anni 20 e 30, Tolkien abbandonò I Racconti Perduti per dedicarsi al Silmarillion, il progetto che porterà avanti per tutta la vita. Questo periodo fu anche molto prolifico per la sua produzione poetica anche se solo una piccola parte di essa fu inizialmente pubblicata. Ricordiamo, per esempio, le raccolte Northern Venture del 1923 – che contiene 23 poesie di 10 autori dell’Università di Leeds, 3 delle quali di Tolkien – e Songs for the Philologists, stampata privatamente nel 1936, che contiene versi – alcuni dei quali di Tolkien e di E.V. Gordon – in numerose lingue: Inglese, Medio Inglese, Antico Inglese, Antico Islandese, Latino e Gotico. Questi anni però furono sopratutto quelli dei Lai. Il professore scrisse infatti svariati poemi narrativi, la maggior parte dei quali incompiuti, sia in versi allitterativi che in distici rimati: Il Lai dei Figli di Húrin (fra il ’20 e il ’25), Il Lai di Leithian (fra il ’25 e il ’31), Il Lai di Aotrou e Itroun (nel ’30), La Caduta di Artù (negli anni ’30) e Il Nuovo Lai dei Volsunghi e Il nuovo Lai di Gudrún (negli anni ’30). Nessuno di questi poemi è stato pubblicato quando l’autore era ancora in vita, ma con il successo planetario di Tolkien, ormai tutti sono stati pubblicati o come parte della Storia della Terra di Mezzo o come opere indipendenti.
Gli anni dello Hobbit e del Signore degli Anelli, furono, naturalmente altrettanto prolifici, ma in questo caso la maggior parte della produzione poetica del professore ha trovato la giusta collocazione all’interno dei romanzi stessi. Fra le eccezioni, figura il poema drammaturgico in versi allitterativi Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm inspirato al poema in antico inglese La Battaglia di Maldon, che ha avuto una recente riedizione inglese nel Marzo dello scorso anno.
Con gli anni ’60 vediamo una riduzione progressiva della produzione poetica del professore, forse dovuta a un aumento di interesse di Tolkien per gli aspetti filosofici del Legendarium, o perché tutti i suoi sforzi erano profusi verso il completamento del Silmarillion. Risale però proprio a questi anni la pubblicazione di due importanti raccolte di poesie: Le Avventure di Tom Bombadil nel 1962 e The Road Goes Ever On nel 1967.
La nuova raccolta
In questo contesto si inserisce la nuova raccolta curata da Cristina Scull e Wayne Hammond. Secondo quanto riportato sul blog dei due studiosi il progetto è in cantiere dal 2016 ed è stato discusso con Christopher Tolkien svariate volte fino a Marzo 2019, data del suo ultimo messaggio con il quale approvava l’idea e le proposte fatte fino a quel momento. Il progetto iniziale di Christopher era quello di pubblicare unicamente le poesie scritte prima degli anni 30, ma i curatori col tempo lo hanno convinto a “raccogliere quante più poesie di suo padre possibile, indipendentemente dalla loro data di composizione, dalla lingua e dalle circostanze e di seguire per questa collezione il modello della Storia della Terra di mezzo, combinando i testi originali con note editoriali e commenti.“
La collezione di poesie avrà la forma di un cofanetto di 3 volumi rilegati per un totale di più di 1500 pagine e includerà “la maggior parte delle poesie note scritte da Tolkien e per molte di queste multiple varianti che ne mostrano l’evoluzione”. I Collected Poems conterranno 195 titoli, considerando che ogni titolo può corrispondere a più varianti della stessa poesia, almeno 240 poesie e 5 appendici. Fra questi 77 sono completamente inediti (i.e. non sono stati pubblicati in alcuna forma in precedenza a meno di alcuni versi) mentre di altri sono state pubblicate delle varianti. I lunghi poemi citati in precedenza e già oggetto di pubblicazioni dedicate non saranno naturalmente citati per intero, ma ne verranno forniti estratti significativi al fine di “mostrare lo sviluppo di Tolkien come poeta o forme metriche non utilizzate da lui altrove”. La collezione inoltre non contiene tutti i poemi inclusi ne Lo Hobbit o ne Il Signore degli Anelli ma solo una selezione rappresentativa. “Il libro includerà un lunga introduzione su Tolkien come poeta, una breve cronologia delle sue poesie e un glossario dei termini arcaici, inusuali e poco noti utilizzati nei suoi versi”
LINK ESTERNI:
– Vai al blog di Wayne Hammod e Christina Scull : Too Many Books and Never Enough
– Vai al sito ufficiale di Harper Collins: The Collected Poems of J. R. R. Tolkien
ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Come ascoltare il suono delle poesie in Tolkien
– Leggi l’articolo All’asta libro raro con tre poesie di Tolkien
– Leggi l’articolo Non sono perdute le due poesie «ritrovate» a Oxford
– Leggi l’articolo Scoperta una poesia di Tolkien sconosciuta
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Tempio Pausania, si parla di Tolkien e Lewis
Mercoledì 13 marzo, presso l’Aula Poupard dell’Istituto Euromediterraneo dalle ore 18:30, si terrà l’incontro dal titolo “Chesterton, Tolkien, Lewis. Quando un’amicizia cambia la vita”, l’evento avrà come ospite Andrea Monda, Direttore dell’Osservatore Romano. L’evento, come lo stesso titolo suggerisce, è dedicato a tre illustri autori inglesi: G.K. Chesterton, J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis, giganti della letteratura inglese della tarda epoca vittoriana le cui opere sono state lette e tradotte in tutto il mondo.
La mostra su Tolkien aprirà sabato a Napoli
La mostra “Tolkien. Uomo, Professore, Autore”, ideata e promossa dal Ministero della Cultura con la collaborazione dell’Università di Oxford, verrà ospitata presso il Palazzo Reale di Napoli che, per l’occasione, aprirà nuovi spazi espositivi da poco rinnovati. Sabato 16 marzo 2024 alle ore 11:30 si terrà l’inaugurazione nelle Sale Belvedere del Palazzo Reale di Napoli in Piazza del Plebiscito, 1. L’esposizione si è già tenuta a Roma (ne abbiamo scritto qui, qui e qui) dove, tra il 15 novembre 2023 e l’11 febbraio 2024, ha fatto registrare 80.226 visitatori, di cui ben 2.091 nell’ultima giornata. A seguire, inoltre, la mostra raggiungerà anche le città di Torino e Catania.
Rispetto alle grandi mostre allestite a Oxford (2018), Parigi (2020) e Milwaukee (2022), che hanno esaltato particolari aspetti delle opere letterarie, l’esposizione, tra manoscritti autografi, lettere, memorabilia, fotografie e opere d’arte, si concentra sulla vita privata e familiare dell’autore. Una parte significativa è dedicata inoltre alle opere di artisti (illustrazioni, schizzi e dettagli) che dallo scrittore hanno tratto ispirazione e alla vicenda editoriale in Italia dagli anni ’50 ai ’70, quando vennero finalmente pubblicate da Rusconi.
Scompare Plotz, fondò la prima Tolkien Society
Sabato 2 marzo, all’età di 75 anni, è scomparso il dottor Richard Plotz di Providence (RI) a causa di un cancro. Dick eranato il 15 agosto 1948 a Brooklyn, New York. I funerali si sono tenuti in forma privata. Dick si era laureato all’Harvard College nel 1971, aveva conseguito la laurea in medicina presso l’Università di Pittsburgh nel 1977 e successivamente aveva conseguito un Master in sanità pubblica presso l’Università di Boston. Ha lavorato come citopatologo fino al suo pensionamento nel 2018, concentrando il suo lavoro sullo screening del cancro e sulla diagnosi precoce del cancro cervicale.
Tolkien e le scienze, un filone che cresce
Non solo la scienza, ma anche gli scienziati stanno sempre più divenendo attivi protagonisti di iniziative dedicate a J.R.R. Tolkien. Questo sta avvenendo non solo all’estero, dove Kristine Larsen – astronoma Statunitense che insegna alla Central Connecticut State University – presenta relazioni e scrive regolarmente saggi sulle opere di Tolkien, spesso con un’enfasi sull’astronomia e la cosmologia della Terra di Mezzo.
Anche in Italia, infatti, si stanno moltiplicando gli episodi, di cui l’ultimo riportato è il convegno La cosmologia e J.R.R. Tolkien presso il Dipartimento di Fisica dell’Università Tor Vergata di Roma.
Gli Anelli del Potere: tutte le novità della serie tv
Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere dovrebbe tornare ufficialmente per una seconda stagione entro la fine del 2024. La serie è ambientata nella Seconda Era della Terra di Mezzo, quasi 5.000 anni prima degli eventi della Compagnia. dell’Anello. La serie approfondisce la forgiatura degli Anelli del Potere, incluso l’Unico Anello di Sauron, che deciderà il destino della Terra di Mezzo. La prima stagione degli Anelli del Potere è stata fortemente contestata dai lettori appassionati del Signore degli Anelli per le modifiche apportate all’opera originale di J.R.R. Tolkien e per aver ignorato l’amato adattamento cinematografico di Peter Jackson.
La prima stagione di The Rings of Power è andata in onda nel 2022, lasciando un intervallo particolarmente lungo tra il finale e la seconda stagione. Per fortuna, l’attesa per i nuovi episodi si sta rapidamente avvicinando alla fine. Il pubblico può aspettarsi che la stagione 2 di The Rings of Power inizi finalmente ad essere trasmessa su Prime Video prima della fine del 2024, anche se una data di uscita esatta non è stata ancora annunciata.
A differenza della maggior parte degli altri film e serie in produzione a metà del 2023, la stagione 2 di The Rings of Power non è stata influenzata dallo sciopero di scrittori e attori dello scorso anno. La stagione aveva appena terminato la produzione quando sono iniziati gli scioperi, lasciando di conseguenza invariata la data di uscita. Cosa c’è da sapere sulla prossima stagione e quando gli appassionati dovrebbero aspettarsi di vederla in anteprima su Prime Video?
A Pasqua l’uovo di Tolkien con sorpresa!
Una nuova curiosità per i tolkieniani d’Italia viene dall’azienda produttrice di cioccolato di Cremona Witor’s che, in vista della Pasqua, che quest’anno cade il 31 marzo prossimo, ha messo in commercio le uova di cioccolato del Signore degli Anelli che, sul loro sito web, vengono pubblicizzate come l’uovo richiesto da tutti i “Ringers”. «Hai capito bene, non lasciartelo scappare! Corri a prendere il nostro uovo di Pasqua e lanciati all’avventura nella Terra di Mezzo!», recita lo slogan dell’azienda. Ma dietro l’angolo c’è sempre lo zampino di Sauron!
Middle Artbook di Ivan Cavini: la recensione

«Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita? Come fai ad andare avanti, quando nel tuo cuore cominci a capire che non si torna indietro?» si domanda Frodo alla fine della versione cinematografica del Signore degli Anelli. Ecco una riflessione universale, che trascende lo specifico del personaggio, e che parla di tutti noi quando arriviamo alla cosiddetta mezza età, ci voltiamo indietro e improvvisamente ci compare davanti la distesa della vita, con tutto quello che abbiamo fatto. È questa l’aria che si respira tra le pagine del secondo Middle Artbook di Ivan Cavini (Eterea Edizioni, €50), un volume che porta il sottotitolo significativo di “disegnare e costruire nella Contea”. Attenzione, non “la Contea”, ma “nella Contea”. Coreografi, scenografi, digital designer si occupano di ricostruire la Contea; un artista come Ivan ci vive dentro. E in quelle pagine, che sono anche pagine di vita, appunto – dove compaiono perfino i figli, in veste di modelli per le illustrazioni – il suo ormai lungo viaggio nell’universo tolkieniano è raccontato in lungo e in largo. Ivan Cavini infatti è uno degli artisti italiani che più hanno contribuito a dare forma e dimensione alle storie di Tolkien. Perfino le tre dimensioni, perché Ivan non è soltanto un illustratore, ma anche autore di sculture e installazioni.
Se si dovesse trovare una cifra poetica per l’opera di Ivan forse potrebbe essere questa: la mescolanza dei due mondi, quello primario e quello secondario. Elementi naturali, architettonici e perfino personaggi del nostro piano di realtà confluiscono, rivisitati, nella Terra di Mezzo. È il caso ad esempio del monumento a Walter Scott di Edimburgo, che diventa la torre di Orthanc; o di certe vette delle Dolomiti che campeggiano sullo sfondo di alcune illustrazioni; o ancora della vaga somiglianza di Beorn con Jason Mamoa. Il messaggio è chiaro: come lo scrittore pratica la contaminatio, riadatta modelli narrativi della tradizione a storie e contesti nuovi (Tolkien era un maestro in questo), così in un certo senso fa l’artista, ricontestualizzando elementi del mondo primario in quello secondario, e dimostrando così plasticamente che l’uno permea l’altro, ma anche che non si dà fantasia senza ragione, che non c’è invenzione che non necessiti di una sua ferrea ratio… e che «noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni», per citare il Bardo d’Inghilterra.
Le visioni fantastiche di Ivan sono infatti sempre riportate sulla terra… di mezzo. La sua personale Contea è un lembo di Romagna incastrato tra gli Appennini e la Via Emilia. È quel borgo di Dozza dove nel corso della vita ha accumulato ricordi, immagini, visioni, e opere d’arte non soltanto sue, ma anche di tanti colleghi e colleghe, all’interno della Tana del Drago e della Rocca Sforzesca. Un paesaggio di dolci colline coltivate, con la pianura giù in fondo, un grappolo di case cresciuto intorno alla rocca, dentro la quale dorme il drago Fyrstan, una delle creazioni di Ivan, mentre altri rettili dimorano nel fossato. Un luogo dove la giovialità e il gusto del buon vivere fanno parte del carattere degli indigeni. Questo è un posto per hobbit, viene davvero da pensare sfogliando le fotografie dei luoghi dell’anima dell’artista.
Quella di Ivan è ovviamente anche una reinterpretazione, o un reenacting, se vogliamo, con elementi originali. Ci si perde a scoprire dettagli nei disegni dell’artbook, come l’apparizione del professor Tolkien nei panni di Bilbo vicino al mulino di Ted Sandyman; o l’espressione perennemente triste di Théoden in ogni disegno in cui compare, figura resa in modo particolarissimo e non filologico, chissà forse per raccontarne la predestinazione, l’eccedenza, o piuttosto un alter ego dell’artista, un cameo hitchcockiano. Ma ancora guardando il suo Radagast sciamano con la pelle olivastra, la pittura rituale in faccia e il bastone intarsiato con figure d’animali, non può non tornare su la delusione per il modo comico-grottesco con cui Peter Jackson ha rappresentato questo personaggio nello Hobbit. Quanto saremmo stati più felici di vedere sullo schermo il Radagast di Ivan Cavini – magari interpretato da Morgan Freeman o da Wes Studi – che in un singolo ritratto ci racconta molto di più sul personaggio di quanto non abbia fatto il cinema trasformandolo in un clown. Meno originale, ma estremamente evocativa la sua Galadriel, attorniata di gigli bianchi, in un omaggio evidente all’Art Nouveau, o ancora il suo ultimo Nazgûl, che invece s’ispira ai fumetti anni Ottanta come Metal Hurlant, e che campeggia in copertina.
Se le statue a grandezza naturale di Barbalbero, del troll e del balrog esposte al Greisinger Museum di Jenins sono molto legate all’immaginario jacksoniano, il drago Fyrstan è invece un esemplare unico. Accovacciato sotto le proprie ali, come sotto un tepee indiano, Fyrstan dorme nel mastio della rocca di Dozza, per risvegliarsi ogni due anni in occasione di Fantastika, il festival dell’arte e dell’illustrazione fantasy. Nella sua ultima edizione il festival ha visto premiato con il drago d’oro niente meno che Tom Shippey, e in dieci anni ha visto transitare da Dozza i maggiori artisti fantasy italiani. Fyrstan veglia sul suo uovo. Dunque è femmina. Dunque c’è un secondo drago che prima o poi nascerà, il ciclo si compie, la strada va avanti, anzi… prosegue senza fine.
Si è cominciato parlando di uno sguardo retrospettivo sulla vita e la produzione artistica. C’è una frase di Ivan Cavini che apre una delle sezioni del libro e che risuona di eco tolkieniane: «La Terra di Mezzo mi invita a rivolgere lo sguardo indietro, alla ricerca delle cose buone che abbiamo dimenticato nella frenesia del mondo moderno». Ecco, quello di Ivan non è uno sguardo nostalgico, ma indagatore, la sua è una ricerca, una quest, a cui viene voglia di partecipare. Viene voglia di conoscere l’artista, diventare suo amico. E quando la vita ha già esaudito questo desiderio, non si può che compiacersene.
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L’AIST raddoppia il Tolkien Reading Day
I prossimi 24 e 25 marzo torna il Tolkien Reading Day organizzato dall’Associazione Italiana Studi Tolkieniani. L’evento è ormai una consuetudine degli appassionati della Terra di Mezzo, da oltre venti anni. Correva, infatti, l’anno 2003 quando per la prima volta la Tolkien Society britannica ebbe l’idea di organizzare una giornata dedicata a celebrare e promuovere l’opera del Professore di Oxford, il Tolkien Reading Day appunto. Quando? Il 25 marzo che non è certo una data scelta a caso. Si tratta infatti, nella cronologia della Terra-di-Mezzo, del giorno in cui avviene la distruzione dell’Unico Anello e la caduta del Signore degli Anelli Sauron. Un evento che è cresciuto in popolarità nel corso degli anni, superando i confini del Regno Unito e diffondendosi presso i tolkieniani di tutto il globo.
A Laigueglia (Savona) Tolkien secondo atto
Dopo il successo del primo evento di dicembre scorso, domenica 25 Febbraio alle 17 a Laigueglia, presso il Centro Civico Semur in Piazza San Matteo (vicino alla chiesa – lato levante), appassionati del Signore degli Anelli, amanti dei film, cultori della saga, lettori di Tolkien o semplici curiosi sono invitati a partecipare alla seconda tappa della serie di eventi organizzati dal Comune di Laigueglia in collaborazione con l’associazione Governo Ombra di Albenga, che questa domenica vedrà approfondimenti letterari, musicali, cinematografici e spirituali, per un viaggio multimediale nell’opera e nei mondi creati dal padre del genere fantasy, e nell’impatto che hanno avuto sulla cultura dei giorni nostri.
In 80mila per Tolkien. La mostra andrà a Napoli
Si è chiusa domenica con numeri notevoli per l’Italia la mostra Tolkien: Uomo, Professore, Autore alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, ideata e promossa dal Ministero della Cultura in collaborazione con l’Università di Oxford. Esulta Gennaro Sangiuliano: «La mostra su Tolkien è stata uno straordinario successo di contenuti, sottolineato dalla grande partecipazione di pubblico, molti visitatori in più di quanti vanno alla Galleria Nazionale di Arte Moderna». Dopo Roma, la mostra su Tolkien farà un mini-tour della penisola. L’esposizione alla GNAM si è conclusa l’11 febbraio 2024, ma proseguirà a Napoli, Torino e Catania. A Napoli, l’esposizione si terrà dal 15 marzo al 15 giugno presso il Palazzo Reale che, per l’occasione, aprirà nuovi spazi espositivi da poco rinnovati, le sale Belvedere. A Torino, la mostra sarà esposta presso la Reggia di Venaria Reale, dall’autunno 2024 fino all’inizio del 2025.
Embracer: salvati dal Signore degli Anelli
Il colosso Embracer Group, il conglomerato di giochi svedese proprietario dei diritti di sfruttamento commerciale del Signore degli Anelli e Lo Hobbit, ha rivelato che i risultati del terzo trimestre 2023 sono stati aiutati tantissimo da quelli derivanti dalle licenze legate alle opere di J.R.R. Tolkien, nonostante siano stati nel complesso inferiori alle aspettative.
A febbraio il numero 26 della rivista Endòre
Fra qualche giorno uscirà, unicamente in formato elettronico, il numero 26 della rivista Endòre, diretta da Franco Manni, con instancabile dedizione, da più di 30 anni: sotto la sua curatela sono, infatti, usciti almeno 37 numeri, in varie vesti editoriali: Terra di Mezzo – Rivista interamente dedicata a Tolkien [4 numeri], Terra di Mezzo – Rivista della Società Tolkieniana Italiana [7 i numeri diretti da Manni], Endòre – La Rivista della Terra di Mezzo [26 numeri].
Usa, la quaresima metodista è con Tolkien
Dopo i cattolici, gli evangelici, i luterani, ora è il turno dei metodisti a utilizzare le opere di J.R.R. Tolkien durante i loro incontri spirituali. Infatti, dopo la funzione religiosa luterana tra gli Elfi nella Nikolaikirche in Karlsplatz a Eisenach, in Germania, il corso sullo Hobbit tenuto dalle suore del monastero delle adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento di Monza, in Lombardia, la novità è che la prossima Quaresima sarà il momento ideale per riflettere spiritualmente sul Signore degli Anelli.
Itinerari Tolkieniani a Messina: il resoconto
Grande successo per “Itinerari Tolkieniani”, che si è tenuto a Messina dal 9 al 15 gennaio (lo avevamo annunciato qui). Il laboratorio, organizzato dall’Associazione Eriador, dall’Associazione Terremoti di Carta, dall’Associazione Il Cappellaio e dall’AIST in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Cognitive dell’Università di Messina.
