Il Natale con Tolkien: le lettere da Babbo Natale

Lettere Babbo NataleBen cento anni fa, il 23 dicembre 1924, Michael e John Tolkien ricevono una lettera davvero particolare: una calligrafia tremolante in rosso e nero, una firma a forma di stella e un messaggio breve, ma chiaro su chi sia il mittente: Babbo Natale quell’anno non ha molto tempo per scrivere, però manda saluti affettuosi; la slitta lo sta aspettando. Si tratta della terza lettera scritta da Babbo Natale per i figli di J.R.R. Tolkien, la terza di una tradizione iniziata quattro anni prima, nel 1920, che legherà intimamente i bambini al Father Christmas che il padre crea per loro sotto forma epistolare. Le lettere continueranno ad arrivare per più di vent’anni, stimolando l’immaginazione e la fantasia dei piccoli Tolkien. Infatti, quando si creano miti o si lavora su quelli già esistenti, come fa Tolkien con il suo Babbo Natale, intrecciandoli all’infanzia si alimenta una delle abilità imprescindibili per l’essere umano: quella di creare storie. Ma da dove proviene tutto ciò?

Parigi, a marzo gli arazzi di Aubusson in mostra

College des Bernardins di ParigiDopo essere stata esposta per tre mesi alla Cité Internationale de la Tapisserie ad Aubusson (Limosino), in Francia, “Aubusson tisse Tolkien. L’aventure tissée”, la mostra che espone tutti gli arazzi del progetto omonimo che rendono omaggio all’opera di J.R.R. Tolkien, sarà proposta dal 21 marzo al 18 maggio 2025 presso il Collège des Bernardins a Parigi. Il progetto ha avuto fin dall’inizio il supporto della Tolkien Estate, con una frequente presenza alla varie fasi dello stesso Christopher Tolkien e della moglie Baillie.

Christopher Tolkien at 100: il resoconto

Christopher TolkienPer più di quarant’anni Christopher Tolkien ha dedicato la sua vita alle opere del padre, revisionando e correggendo testi, ricostruendo appunti sparsi e dando ordine al mondo che aveva iniziato a conoscere quando era un bambino. La sua dedizione al compendio di J.R.R. ha fatto sì che opere di grande rilevanza lasciate purtroppo senza una coerenza strutturale potessero finalmente vedere la luce. In occasione del centenario della nascita di Christopher Tolkien, il circuito delle Bodleian Libraries dell’università di Oxford ha organizzato un ciclo di brevi interventi da parte degli studiosi dello stesso ateneo.

La recensione: Guardare Verso Occidente

Tra i volumi di alta divulgazione tolkieniana pubblicati nell’anno in corso è da annoverare il libro Guardare Verso Occidente edito da Fede & Cultura. Il testo, scritto dai soci AIST Paolo Nardi e Nicola Nannerini, si pone lo scopo di analizzare i temi del tempo, della trascendenza e del destino all’interno del Legendarium tolkieniano.

Al cinema The War of the Rohirrim ma non in Italia

War of RohirrimAlla fine hanno ceduto tutti alla tentazione dell’Anello. A poco meno di un quarto di secolo dalla prima trilogia del Signore degli Anelli, Peter Jackson e compagni tornano nella Terra di Mezzo con un nuovo film d’animazione, Il Signore degli Anelli: La Guerra dei Rohirrim (The War of the Rohirrim). Quest’ultimo – dopo la premiere mondiale del 5 dicembra a Londra – esce nelle sale di tutto il mondo il 13 dicembre 2024, tramite New Line Cinema, mentre in Italia uscirà solo l’1 di gennaio 2025, per non dar fastidio ai cinepanettoni che altrimenti andrebbero deserti…
War of RohirrimIn realtà Jackson è “solo” produttore esecutivo del film, ma “si è tirato indietro” dal coinvolgimento quotidiano incoraggiando il regista Kenji Kamiyama a mettere il suo timbro sul film. Quest’ultimo è un prequel della prima trilogia, che si assume il gravoso compito di adattare La Casa di Eorl, un paragrafo sepolto nelle Appendici del capolavoro di J.R.R. Tolkien, in cui si racconta del popolo dei Rohirrim, appunto. Il tutto in stile anime, cioè come cartone animato giapponese, una novità assoluta per Tolkien, ma che richiama alcune produzioni degli anni Settanta, dall’incompiuto di Ralph Bakshi ai due film Rankin/Bass.

Un documentario sulla vita di Tolkien su Arte

Tolkien: la vera storia del Signore degli AnelliIl Reale nella letteratura fantastica è spesso fonte di infinito dibattito. Scavare a fondo in un’opera significa d’altronde entrare nella testa del suo autore, un modo di comprenderne le ispirazioni e intenzioni anche se, spesso, si trasforma in un gioco morboso che si allontana dal significato del fine autoriale per avvicinarsi, invece, al più mero pettegolezzo. Lo stesso Tolkien, per rispondere alle teorie dei lettori sui riferimenti realmente esistenti e poi allegorizzati nella Terra di Mezzo, aveva chiarito dividendo nettamente le due cose. Esiste un mondo primario (il nostro) e un mondo secondario (quello mitopoietico). Due realtà in generale connesse, che dialogano tra loro, ma equidistanti allo stesso tempo e parallele.

Eppure, la mente dei “fan” non ha mai smesso di vagare, nonostante le numerose smentite, alla ricerca di luoghi, episodi nel tempo, culture, colline, angoli di bosco e grotte che abbiano potuto influenzare il professore di Oxford nel procreare il suo compendio leggendario.

Di cosa tratta il nuovo documentario sul Signore degli Anelli?

Tolkien: la vera storia del Signore degli Anelli

Un ulteriore capitolo della saga “Sulle tracce tolkieniane” si è aggiunto qualche settimana fa, il 5 dicembre 2024, con l’uscita del documentario di produzione franco-tedesca intitolato Tolkien: la vera storia del Signore degli Anelli (Tolkien: Die wahre Geschichte der Ringe / Tolkien: la véritable histoire des anneaux), diretto da Jean-Christoph Caron e Matthias Schmidt e messo a disposizione gratuitamente sulla piattaforma Arte fino almeno al 5 marzo 2025. Un viaggio introspettivo nella vita dello scrittore e nelle esperienze che potrebbero averlo influenzato nella creazione del mondo di Arda. Vengono trattati così gli episodi più noti: la Prima guerra mondiale, l’infanzia a Birmingham, il rapporto prima con la madre e poi con la zia, i primi anni a Oxford, ma soprattutto il viaggio sulle Alpi in Svizzera (dove Tolkien rischiò di perdere la vita), al quale viene dato molto spazio grazie all’equipe di documentaristi che ha percorso i suoi stessi passi, tra rifugi e sentieri sulle montagne intorno al Lauterbrunnen.

Sul viaggio svizzero, che Tolkien compì nel 1911, gli autori non hanno dubbi: si tratta, addirittura, di un episodio determinante nella creazione di diversi personaggi (Gandalf e gli hobbit stessi) e fonte di ispirazione per numerosi luoghi (i Monti Brumosi, il Monte Fato, le stesse Morte Paludi). Il tutto narrato senza nascondere una certa fierezza (il documentario è infatti prodotto anche dalla ZDF, tv di stato tedesca), dove si cerca un dialogo con la cultura nordica, con la quale Tolkien possedeva, invece, un rapporto burrascoso a causa delle devianze nazionalsocialiste del suo secolo. Come non ricordare la Lettera n. 30 all’editore Rütten & Loening, che chiese a Tolkien i diritti dello Hobbit insieme a un “certificato di arianità”, missiva alla quale il professore rispose con il suo tipico humour: «Mi dispiace, ma sembra che io non abbia antenati di quel popolo dotato» (riferendosi a quello ebraico), o il fatto che Sauron non fosse in realtà un’allegoria della figura moderna del dittatore totalitario, come Hitler. Si ricorda, inoltre, del primo conflitto e di come esso fosse stato di ispirazione per gli orchi, che, si badi bene, non sono i nemici naturali di quella guerra (i tedeschi, dal punto di vista degli inglesi), posto deputato che invece spetta al medesimo contesto bellico massificato («In trincea eravamo tutti orchi» come scrisse Tolkien, in una lettera citata nel documentario).

Il ritratto tolkieniano fan-oriented: artista unico, oltre gli stereotipi

Il film è così un documento interessante arricchito di dettagli non così scontati, in grado di affrontare le più importanti tematiche a cui era legato Tolkien in vita. Si veda per esempio la sua visione della Storia, della perduta mitologia britannica, e del rapporto tra uomo e natura, in senso non ambientalistico fine a sé stesso, ma costruttivo di una visione più ampia e in un certo qual modo nostalgico. Il tutto è avvalorato da numerosi interventi di importanti esperti orbitanti soprattutto intorno all’accademia franco-tedesca degli studi tolkieniani: Thomas Dillinger, John Garth, Thomas Honegger, ma anche Stuart Lee, Vincent Ferré, Annika Röttinger, Dimitra Fimi, Marcel R. Bülles e Martin S. Monsch.

Soprattutto spicca il Tolkien artista, quello “unico” e “inimitabile” (che «Non esistono artisti come lui» lo ricorda anche lo studioso francese Vincent Ferré), come definito anche dalla studiosa nostrana Roberta Tosi nel suo L’arte di Tolkien. C’è inoltre il tema della donna, spesso veicolo di dibattiti, specie negli ultimi anni: la rivalutazione di un autore che – come se lo avessimo scoperto solo ora – ha in realtà scritto di grandi personaggi femminili (si citano Lúthien e Galadriel, ovviamente). Tolkien: la vera storia sa perfettamente dove andare a parare: è un tassello iniziale fan-oriented di chi si è approcciato all’autore da poco, con un focus principalmente indirizzato verso quella che è la cultura nordica-germanica, il racconto cronachistico della sua vita relazionata al Signore degli Anelli. Ma, a onor del vero, è anche un interessante racconto che non si risparmia chicche per i più amatori, tra cui la mitica teoria delle “ossa della minestra”. Ce n’é, insomma, per tutti i gusti.

SCHEDA TECNICA

Regia: Jean-Christoph Caron e Matthias Schmidt
Paese: Germania – Francia
Anno: 2024
Durata: 202491 min
Disponibilità: fino al 05/03/2025 a questo link

 

Descrizione: «Io stesso mi sento un Hobbit, tranne per la statura”. J.R.R. Tolkien, grande pioniere dei romanzi fantasy, capace di ispirare autori successivi (e persino musicisti come i Beatles), ha lasciato un segno indelebile nella letteratura mondiale del XX° secolo. Focalizzandosi su luoghi, esperienze ed eventi chiave della sua vita, a partire dalle sue amatissime West Midlands in Gran Bretagna, questo documentario risale alle fonti che hanno ispirato e alimentato la fertile immaginazione del Padre del Signore degli Anelli».

 

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LINK ESTERNI:
– Vai al sito del canale tv francese Arte

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I Collected Poems di Tolkien: la recensione

Collected PoemsGiunge alle stampe The Collected Poems of J.R.R. Tolkien, in un’edizione curata da Christina Scull e Wayne G. Hammond; un’opera – certamente tra le più importanti degli ultimi anni nel panorama tolkieniano – attesa a lungo dagli studiosi e dagli appassionati. Tre corposi volumi, per un totale di 1500 pagine, presentano gran parte dell’opera poetica dello scrittore inglese con un ricco apparato di annotazioni storico-biografiche. I pregi sono evidenti; non mancano, tuttavia, alcuni aspetti che lasciano perplessi.

Freud, l’ultima analisi: un film tolkieniano

Gli appassionati tolkieniani potrebbero andare a vedere il film di Matt Brown Freud, l’ultima analisi – basato sull’incontro immaginario tra un Sigmund Freud morente e il professor C.S. Lewis, nel 1939 – anche solo per vedere riassunto il rapporto tra Tolkien e l’amico e collega Lewis nei flash-back della vita di uno dei due protagonisti. Soprattutto potrebbero gustarsi la celebre passeggiata sull’Addison’s Walk, nel parco del Magdalen College di Oxford, durante la quale Tolkien, con i suoi ragionamenti sul mito pagano e sul mito incarnato cristiano, diede avvio al processo di conversione di Lewis; ma anche lo scampolo di riunione degli Inklings all’Eagle and Child, con la bonaria insofferenza per le lunghe letture di Tolkien. Certo risulta piuttosto implausibile che Freud avesse sentito nominare gli Inklings e in particolare conoscesse Tolkien al punto da considerarlo “brillante”, come lo definisce in un dialogo iniziale, visto che a quella data era noto soltanto come autore dello Hobbit e non pare che il padre della psicanalisi si interessasse di narrativa fantastica, né tanto meno di filologia germanica. Tuttavia è l’unica strizzata d’occhio che il film si concede quando viene tirato in ballo il padre degli Hobbit.

locandina freud ultima analisiPer il resto si tratta né più e né meno che del confronto tra un ateo razionalista e un credente cristiano sul problema di Dio, una delle più classiche diatribe dell’età contemporanea (o “post-cristiana”, avrebbe detto lo stesso Lewis). Da una parte c’è forse il più grande avversario teorico della fede, dall’altra un cristiano convertito, ovvero un personaggio che è approdato alla fede attraverso un percorso intellettuale, oltre che spirituale, partendo appunto da quella pulce introdottagli nell’orecchio da Tolkien.

Lo spunto interessante è che la richiesta del confronto, nella finzione narrativa, parte proprio da Freud, ormai condannato a morte dal cancro. Benché non sia in alcun modo disposto a muoversi di una virgola dalle proprie posizioni oltranziste, Freud è interessato ad affrontare un’ultima discussione, e proprio con Lewis, che diventa anche un’ultima seduta psicanalitica, nella quale i due si analizzano a vicenda, scambiandosi spesso i ruoli. Delle vite dei due personaggi vengono rievocati i punti nodali, dall’infanzia all’età adulta, i rapporti con le figure genitoriali, con i loro surrogati, con la figlia Anna, nel caso di Freud, afflitta dal “complesso di Elettra”, e con la fantomatica quanto realissima “Signora Moore”, per C.S. Lewis, con la quale convisse per decenni, sostituendosi al figlio di lei, suo commilitone morto in guerra. [Piccolo inciso autoreferenziale: il film avalla la tesi di alcuni biografi di Lewis, che chi scrive riprese nel romanzo Stella del Mattino (2008) dove Lewis compariva come personaggio insieme a Tolkien, secondo la quale il rapporto con la signora Moore, una volta che Lewis divenne uomo adulto, si trasformò in qualcosa di molto più simile a una convivenza more uxorio].

Mentre la discussione si dipana, in toni cordiali ma netti e senza esclusione di colpi, e i lati oscuri delle due personalità emergono insieme alle rispettive umane debolezze, dalla radio giungono le notizie dell’imminente scoppio della seconda guerra mondiale. Frammenti di discorsi di Hitler contro il giudeo-bolscevismo che minaccia l’Europa; quelli del primo ministro britannico Chamberlain (mentre quello celeberrimo di re Giorgio VI ci viene risparmiato, perché la radio viene accesa quando è appena finito: e questa forse è una seconda mezza strizzata d’occhio allo spettatore, visto che rimanda a un bellissimo e pluripremiato film di una dozzina d’anni fa); e i rapporti sui bombardamenti della Polonia da parte della Luftwaffe, già attesa anche sui cieli di Londra. Il tutto intervallato da musica sinfonica, snobbata come un tedioso riempitivo, ma in realtà importante nel finale, almeno quanto l’ultimo gesto di Freud (no spoiler).

Freud è morente proprio mentre il mondo inaugura un nuovo grande massacro, dopo quello da cui Lewis è uscito con una ferita, un trauma da esplosione, e una promessa all’amico morto che gli condizionerà la vita. Ma perché, nell’ora più buia dell’Europa, cercare il confronto proprio con quest’uomo più giovane e tanto diverso? Perché pretendere di confutare Dio per morire ancora più convinto delle proprie convinzioni? Per tutto il film è questa la domanda che aleggia sulla vicenda e che gli stessi personaggi si fanno. Ovviamente la risposta non è fornita dai dialoghi bensì dalla trama stessa, o proprio dalla situazione che racconta. Un momento estremo, per la storia mondiale e per un uomo che ha fatto la storia del pensiero occidentale, il quale sa benissimo che dentro ogni essere umano c’è un potenziale tiranno, un piccolo Hitler irrazionale da tenere a bada e da sconfiggere. Dall’altra parte c’è uno che, senza rinnegare la ragione né la necessità di difendersi, ma rigettando il meccanicismo del “Dottor Sesso”, ribadisce il paradossale messaggio evangelico, l’amore per il prossimo, nonostante e anzi forse soprattutto perché il prossimo è tutt’altro che amabile e la storia sembra sprofondare di nuovo in un baratro senza fine. I due non hanno niente in comune, se non l’essere umani, due esseri umani che si trovano nel frangente estremo: la fine della vita individuale per uno di loro, che di lì a tre settimane praticherà su di sé l’eutanasia per porre fine alla propria sofferenza, e la guerra che mette a repentaglio la vita di tutti. Quei due non saranno mai d’accordo sull’esistenza di Dio, eppure potranno continuare a parlarne fino all’ultimo istante, perfino sotto le bombe, perfino a un passo dalla morte, perché farlo è continuare a porsi la questione del senso dell’esistenza e della storia, la questione cui l’umanità non può sottrarsi, quella con la Q maiuscola. E perché domandarsi significa precisamente essere umani.

Cosa c’entra tutto questo con Tolkien? Be’, c’entra, se è vero quello che ricordava Verlyn Flieger nel suo imprescindibile Schegge di luce (Marietti, 2024), rispondendo alla domanda sul perché si dovrebbe prendere sul serio l’opera di Tolkien:

“Perché affronta in modo diretto, anche se in maniera assai creativa, i due argomenti spinosi, imbarazzanti e persino tabù che il nostro tempo tende a evitare quanto più possibile: la morte e il rapporto tra l’umanità e Dio”.

 

Si potrebbe aggiungere che li affronta senza avere la pretesa di risolverli in maniera dottrinale, ovvero tenendosi alla larga da qualsivoglia intento catechistico o apologetico. Ecco, il film di Brown in effetti racconta un immaginario quanto realistico confronto sugli stessi temi universali. Ed è per questo che allo spettatore tolkieniano è parso che il Professore aleggiasse sul film ben oltre il breve cameo che gli viene dedicato.

Una nota finale sulle prove attoriali. Oltre al solito gigantesco Anthony Hopkins nei panni di Sigmund Freud, nella parte di C.S. Lewis c’è un bravissimo Matthew Goode, un attore troppo spesso sottoutilizzato nella cinematografia britannica o relegato a ruoli secondari. Ma bravissima è anche la giovane attrice tedesca Liv Lisa Fries nel ruolo di Anna Freud, che è di fatto la terza protagonista del film. Film che, per altro, è l’adattamento cinematografico dell’omonimo dramma di Mark St. Germain, a sua volta tratto dal saggio The Question of God di Armand Nicholi.

Insomma, Freud, l’ultima analisi è qualcosa di più dell’ennesimo film biografico su Freud, e anche per questo facilmente sparirà in fretta dalle poche sale. E però sempre meglio in sala, se si può. Alla peggio, presto o tardi approderà sulle piattaforme.

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LINK ESTERNI:
– Vai al sito del Giffoni Film Festival
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Tales of the Shire, un omaggio a Tolkien

Il videogioco Tales of the Shire promette di essere ricco di attività, dalla coltivazione di un giardino all’amicizia con altri hobbit, fino all’organizzazione di pasti condivisi con l’intero vicinato. Una delle tante attività disponibili in Tales of the Shire è la decorazione della casa, in cui i giocatori possono personalizzare ogni stanza della loro buca hobbit, così come il loro spazio-giardino esterno, utilizzando una varietà di set di decorazioni a tema. Quando ha progettato l’arredamento, l’illuminazione, gli accessori e gli altri articoli disponibili per i giocatori, Weta Workshop ha scelto di attenersi strettamente ai libri originali dello Hobbit e del Signore degli Anelli, così come all’esperienza di vita personale dell’autore J.R.R. Tolkien.
Tales of the Shire La game designer Catherine Booth ha fatto un’analisi approfondita della funzione di decorazione domestica di Tales of the Shire, incluso il processo di ricerca del team e come hanno deciso quale estetica includere. Ha spiegato che, sebbene molti membri del team abbiano visitato la vera Hobbiton in Nuova Zelanda, hanno scelto di stare lontani dall’aspetto dei film e di creare uno stile visivo simile a quello che Tolkien avrebbe visto quando progettò per la prima volta l’insediamento pacifico degli hobbit.

Hobbit a Fumetti, in arrivo le nuove tavole

A poco più di una settimana dalla fine della mostra allestita da Davide Martini al PAFF! di Pordenone, dove i visitatori del museo del fumetto hanno potuto ripercorrere Il Viaggio di Bilbo, attraverso 56 tavole in bianco e nero originali de Lo Hobbit a Fumetti – ne abbiamo parlato recentemente qui arriva la notizia, comunicata da David Thorne Wenzel sul suo canale Instagram, che una nuova revisione del fumetto è attualmente in preparazione. Lo Hobbit a Fumetti, oltre a essere una delle purtroppo ancora troppo poche graphic novel ambientate nella Terra di mezzo di Tolkien, è sicuramente uno degli adattamenti più riusciti di un libro per ragazzi. La prima pubblicazione, in inglese, di questo fumetto risale al lontano 1989, quando l’ormai scomparsa casa editrice americana Eclipse Comics fece uscire i tre volumi sceneggiati da Chuck Dixon e Sean Deming e illustrati da David T. Wenzel. Da allora questo adattamento è stato pubblicato in svariate lingue (catalano, francese, greco, indonesiano, italiano, olandese, polacco, portoghese, russo, serbo, slovacco, spagnolo, svedese, tedesco, turco, etc.) e arricchito in diverse occasioni: nel 2006 con 32 tavole riviste e migliorate dallo stesso Wenzel e nel 2012, in vista dell’uscita nelle sale cinematografiche del film Lo Hobbit – Un Viaggio Inaspettato, con sei pagine aggiuntive. Anche la nuova edizione, la cui data di pubblicazione non è stata ancora resa nota, includerà nuove illustrazioni sulle quali l’artista statunitense è attualmente al lavoro.

Oxford, due giorni per Christopher Tolkien

Sono trascorsi esattamente cento anni dal 21 novembre 1924, giorno in cui veniva al mondo Christopher Tolkien. Questa settimana due eventi e un libro collettivo ne vogliono celebrare la memoria, facendo luce su questa figura meno conosciuta, nascosta (volontariamente?) nell’ombra del padre. Un evento, Christopher Tolkien a 100 anni: una celebrazione, si è appena svolto in presenza alla biblioteca Bodleiana, dove Christopher studiò e insegnò a Oxford fino all’età di 50 anni prima di stabilirsi in Provenza e dedicare quattro decenni alla pubblicazione di testi inediti di suo padre, J.R.R. Tolkien (1892-1973). Tuttavia, se si presentava come “editore” o “archeologo letterario”, Christopher Tolkien fu, tra le altre cose, anche scrittore e artista a pieno titolo, come mostra l’opera Les Mondes de Christopher Tolkien. Hommage pour son centenaire scritta in occasione dell’anniversario, sotto la direzione di Vincent Ferré, con testi di Baillie Tolkien, l’artista Alan Lee, il suo editore Ch. Smith, il responsabile della Bodleian Library R. Ovenden, giovani ricercatori e specialisti esperti… e fotografie di Christopher Tolkien). Il secondo evento è la conferenza online della Tolkien Society che riunirà per due giorni specialisti dell’opera di padre e figlio, editori, artisti.

Parole dipinte: dialogo tra arte e letteratura

Parole DipinteDal vocabolario Treccani: “ècfraṡi (o ècfraṡis; anche èkphrasis) s. f. [adattamento, o traslitterazione, del greco ἔκϕρασις, derivato da ἐκϕράζω «esporre, descrivere; descrivere con eleganza»]. – Nome che i retori greci davano alla descrizione di un oggetto, di una persona, o all’esposizione circostanziata di un avvenimento, e più in particolare alla descrizione di luoghi e di opere d’arte fatta con stile virtuosisticamente elaborato in modo da gareggiare in forza espressiva con la cosa stessa descritta”.
La formula che è venuta in mente a Ivan Cavini, uno dei più noti e capaci illustratori tolkieniani italiani, socio fondatore dell’AIST, è proprio l’ecfrasi. È il progetto “Parole Dipinte”, che ha visto la luce durante l’ultima edizione di FantastikA, la biennale di illustrazione fantasy, che si è svolta a Dozza (BO) lo scorso settembre, e di cui Cavini è ideatore e direttore artistico fin dal 2014.
Tre soggetti, tre personaggi dell’universo tolkieniano, e altrettanti commenti a opera di due studiose e uno studioso dell’AIST, che hanno fatto dialogare le opere di Cavini con le pagine di Tolkien. Si tratta di una formula modulare, perché può essere riproposta per tanti dei ritratti di Cavini, e chissà che questo non accada nel prossimo futuro, visto il successo riscontrato durante FantastikA.

Francia, lite nella casa editrice di Tolkien

Enciclopedia Tolkien È scoppiata la polemica in Francia con tanto di carte bollate e petizioni online tra la casa editrice che pubblica J.R.R. Tolkien, le edizioni Christian Bourgois, e Vincent Ferré, uno dei massimi studiosi dello scrittore inglese, nonché traduttore, curatore e responsabile di numerose pubblicazioni dell’autore del Signore degli Anelli. Ferré è stato licenziato dalla casa editrice diversi mesi fa, apparentemente per una questione di contratti. Su questo caso è prevista un’udienza legale nei prossimi giorni. È stata lanciata online anche una petizione per sostenerlo in questo conflitto, ma anche per denunciare il deterioramento delle pubblicazioni su Tolkien da quando lui non c’è più, con errori nelle opere uscite nelle librerie. Ma la pubblicazione di uno speciale edito dalle edizioni Geo, Voyage dans les mondes de Tolkien, ha fatto precipitare la situazione.

Messina, un giorno su Tolkien all’università

pubblico MessinaNon sarà travolgente ma, di certo, procede al passo lento e costante degli Ent l’avanzata dei Tolkien Studies nell’accademia italiana. Un filone che fino a pochi anni fa sembrava relegato all’interno di un fandom talvolta poco propenso alla riflessione critica – con la compiaciuta ed ironica suffisance della cultura high-brow – adesso suscita un’attenzione trasversale tra numerosi studiosi e ricercatori, interessati a esplorare “scientificamente” ogni aspetto del Mondo Secondario creato dal Professore oxoniense con la passione per le lingue e i miti. Ancora una volta, la città peloritana mostra la propria vivacità nel panorama dei Tolkien Studies italiani.

Lucca, laboratorio sullo Hobbit: il report

All’interno della cornice Junior dell’edizione 2024 di Lucca Comics & Games si è svolto un laboratorio per ragazzi tutto tolkieniano. Due appuntamenti riservati alle scuole che hanno visto una classe di quinta elementare e una di terza media addentrarsi nelle prime pagine de Lo Hobbit e destreggiarsi con il mondo finzionale creato da J.R.R. Tolkien. Entrambe le classi sono state guidate nell’individuazione di alcune delle categorie del world building con il fine di dare modo agli studenti di creare il loro mondo finzionale.

A Casperia (RI) un giorno tutto per JRR Tolkien

CasperiaSi chiama Casperia Fantasy e vuole rinverdire il ricordo di attività culturali legate al luogo e al mondo del fantastico, con particolare riferimento a un evento che ebbe molto successo più 10 anni fa, il Casperia Festival, che si tenne nel luglio 2010, a cui partecipò attivamente l’allora ArsT (la prima versione della nostra associazione, a carattere perlopiù locale e romano). Casperia Fantasy, sempre organizzato dal Comune di Casperia in collaborazione con l’Associazione Culturale Radici Sabine, è un evento dedicato ai bambini e non solo… ispirato completamente al Medioevo e vedrà svolgersi anche una mostra, laboratori e conferenze. Tutto con il contributo dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani.

Le mappe di Tolkien in vendita tra i Rare Books

Mappa-TdM«I wisely started with a map, and made the story fit (generally with meticulous care for distances). The other way about lands one in confusions and impossibilities, and in any case it is weary work to compose a map from a story – as I fear you have found».

«Saggiamente sono partito da una mappa, e ho fatto in modo che la storia le si adattasse (in genere con una meticolosa attenzione alle distanze). Fare le cose al contrario porta a confusione e impossibilità, e ad ogni modo trarre una mappa da un racconto è un lavoro faticoso, come temo lei abbia scoperto».

J.R.R. Tolkien, Lettere n. 144, 25/4/1954

Se ne va l’illustratore Greg Hildebrandt

Fratelli Tim e Greg HildebrandtIl 31 ottobre nell’ospedale di Saint Clare’s a Denville nel New Jersey, dove era ricoverato per problemi respiratori, è scomparso a 85 anni Gregory J. (Greg) Hildebrandt, artista ancora attivo fino agli ultimi giorni, divenuto celebre dal 1976 nel mondo dell’illustrazione con il fratello gemello Timothy Mark Allen (Tim) Hildebrandt, mancato nel 2006. I gemelli Hildebrandt erano dotatissimi e avevano iniziato a disegnare a soli due anni, ma la loro fortuna artistica è legata ai Tolkien calendars, illustrati dal 1976 al 1978 per la casa editrice americana Ballantine Books, con tirature record che superarono il milione e mezzo di calendari totali nel triennio. Prima ancora del lungometraggio animato di Ralph Bakshi (1978) e delle due trilogie cinematografiche di Peter Jackson (2001-2003 e 2012-2014), i calendari di Tolkien sono stati l’espressione visuale della Terra di Mezzo, dando un volto a molti personaggi letterari del Professore per la prima volta, facendo sognare milioni di appassionati e diventando in breve un oggetto di culto collezionatissimo.

Lucca Comics 2024: ecco il programma AIST

Come da tradizione, anche quest’anno l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani sarà presente a Lucca Comics and Games con presentazioni e interventi dedicati all’universo di J.R.R. Tolkien. Lucca Comics and Games è la manifestazione dedicata all’universo fantastico che ogni anno registra il più alto numero di partecipanti al mondo. Tolkien ha sempre ricoperto un ruolo di prestigioso rilievo all’interno di questa manifestazione, dedicata a fumetti, giochi, videogiochi, manga, anime, fantasy, cinema d’animazione e serie tv.
Di seguito potete trovare i tre eventi targati AIST, tenuti da soci e studiosi dell’Associazione.

30 ottobre – dalle ore 10.30 alle ore 11:15 e dalle ore 12:45 alle ore 13:45
Sala Laboratorio 2 – Real Collegio
Un viaggio inaspettato. Crea il tuo mondo con Lo Hobbit
Con Francesca Titolo

Hobbit gallese HobydIn questo evento riservato alle scuole, Francesca Titolo esplorerà l’universo dello Hobbit attraverso un laboratorio di lettura, per capire come si crea un mondo fantastico da zero. Grazie a una selezione di capitoli tratti dal romanzo dedicato alle avventure di Bilbo Baggins, pubblicato per la prima volta nel 1937, agli studenti saranno forniti strumenti concettuali e narrativi per diventare dei creatori di mondi, proprio come l’autore del Signore degli Anelli.

1 novembre – dalle ore 12:30 alle ore 13:30
Si3 – Sala G. Ingellis
Il cuore oltre l’ostacolo: ritradurre Lo Hobbit
Con Wu Ming 4, Riccardo Ricobello e Stefano Giorgianni

Lo HobbitRitradurre un classico non è mai impresa facile, anche se si tratta di un romanzo considerato “per ragazzi”. Quando c’è di mezzo Tolkien, poi, le cose si fanno ancora più complicate. Protagonista di questa presentazione sarà la nuova traduzione dello Hobbit firmata da Wu Ming 4 (per leggere le sue considerazioni sul progetto che l’ha visto coinvolto, leggi qui), che parlerà delle scelte e delle strategie che come traduttore ha dovuto adottare e approfondirà al contempo personaggi e vicende da un punto di vista più critico-letterario. Wu Ming 4 sarà affiancato dall’attore e doppiatore Riccardo Ricobello, che leggerà alcuni estratti della nuova traduzione. Introduce Stefano Giorgianni, presidente dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani.

1 novembre – dalle ore 15 alle ore 17
Si4 – Workshop Games
Undicento – Tradurre Tolkien nel 2024
Con Stefano Giorgianni e Edoardo Rialti

Ritorno dell'OmbraL’Italia è protagonista di un progetto quasi unico nel panorama editoriale: la traduzione integrale della Storia della Terra di Mezzo, la raccolta di 12 libri in cui Christopher Tolkien ha raccolto scritti, bozze e appunti paterni dedicati al mondo di Arda. Sono già usciti per Bompiani 6 dei 12 volumi previsti. A cimentarsi in questa maratona traduttiva sono Stefano Giorgianni, presidente dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, e Edoardo Rialti, studioso e docente universitario, che svolgeranno una masterclass su cosa significa tradurre l’opera di Tolkien nel 2024 e quali sono le sfide che un’opera stratificata e in continua evoluzione come quella tolkieniana pone di fronte a chi è chiamato a traslarla in un’altra lingua.

LINK ESTERNI:
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The War of the Rohirrim, ci sarà Christopher Lee

Panel-NYCC-War-RohirrimNo, non è una resurrezione e nemmeno una negromanzia. Christopher Lee è mancato nel 2015 e le sue ceneri riposano ancora sulle colline del Surrey, in Gran Bretagna, eppure l’attore britannico avrà comunque un ruolo nel lungometraggio animato The War of the Rohirrim, in uscita in tutte le sale cinematografiche del mondo il prossimo 13 dicembre 2024. Al New York Comic Con 2024, infatti, Philippa Boyens ha rivelato un ulteriore dettaglio riguardo al Saruman che apparirà nell’anime. Ci eravamo chiesti chi avrebbe dato la voce al mago: ora tutto è chiaro.

Fine ottobre, quanti eventi tolkieniani

Dipartimento TorinoIl prossimo fine settimana si prospetta ricco di occasioni di approfondimento per gli appassionati del Professore, con due eventi che si svolgeranno in concomitanza a Torino, Milano e Brescia nella giornata di Sabato 26 ottobre 2024. Sono tutti momenti utili per approfondire tematiche poco conosciute, ma di estremo interesse per lettori e appassionati. In questo caso, la particolarità è che si tratta in tutti i casi di eventi organizzati da enti pubblici o grandi organizzazioni nazionali, segno di come lo scrittore inglese sia ormai divenuto un classico della letteratura mondiale.

The War of the Rohirrim al ComicCon di New York

RohirrimAltri film del Signore degli Anelli sono in arrivo dalla Warner Bros, con Peter Jackson e il suo team come produttori, e si prevede che anche volti noti torneranno davanti alla telecamera. Queste notizie sono state diffuse all’inizio del 2023, ma solo da poco ci sono maggiori dettagli e ora giungono delle precisazioni. Intanto, venerdì 18 ottobre 2024 si è tenuto al Comic-Con di New York un evento dedicato al film di animazione The Lord of the Rings: The War of the Rohirrim. Il panel è stato condotto da Stephen Colbert e ha visto protagonisti i produttori Philippa Boyens, Jason DeMarco e Joseph Chou, il regista Kenji Kamiyama, gli sceneggiatori Phoebe Gittins e Arty Papageorgiou e gli attori Brian Cox, Gaia Wise e Luke Pasqualino, che prestano la voce rispettivamente a Helm Hammerhand (Manodimaglio/Mandimartello), alla figlia Hera, la protagonista di questo lungometraggio animato, e a Wulf, l’amico di infanzia di Hera che, a causa dell’uccisione del padre da parte di Helm, diventa il principale antagonista della vicenda. Della trama di questo film abbiamo già parlato in occasione dell’uscita del trailer. Riportiamo qui di seguito alcune delle dichiarazioni più interessanti emerse durante il panel.

Lingue, esce il n. 23 di Parma Eldalamberon

Lingue ElficheDopo anni di attesa, viene pubblicato un nuovo numero di Parma Eldalamberon, la storica rivista che da più di cinquant’anni, seppur con periodicità irregolare, tratta di linguistica elfica. Essa rappresenta, con la “sorella” Vinyar Tengwar, il più importante  punto di riferimento nel campo delle lingue inventate da J.R.R. Tolkien. Per chi non la conoscesse, va aggiunto che Parma Eldalamberon non è una rivista per tutti: l’approccio professionale alle lingue inventate, di livello paragonabile a quello delle riviste di settore dedicate alle lingue reali, richiede infatti una certa base di conoscenza oltre che la semplice passione.

Torino, la mostra su Tolkien apre a Venaria

Mostra Tolkien TorinoPer i settant’anni dalla pubblicazione del Signore degli Anelli, continua il “tour” italiano della mostra dedicata a John Ronald Reuel Tolkien, creatore della celebre epopea della Terra di Mezzo che ha plasmato un nuovo immaginario per il mondo contemporaneo. Questa volta, la tappa è in Piemonte, nella Reggia di Venaria, complesso monumentale alle porte di Torino, che la ospita dal 19 ottobre 2024 al 16 febbraio 2025.