E dopo Lo Hobbit 3? Ecco idee per Jackson

Peter JacksonAl momento Hollywood sembra essere in una fase in cui sforna orde di film d’azione di successo basati su fonti non cinematografiche, ad esempio i fumetti Marvel. Possiamo quindi aspettarci ulteriori tentativi di guadagnare denaro attraverso il marchio di Tolkien? Beh, i cinque film finora prodotti sono stati tesori nascosti per la compagnia di produzione. Perciò la conclusione è ovvia: sì, se la New Line ne sarà capace. Non sono esperto dei pasticci legali attorno ai diritti (d’autore e non) collegati alle opere di J.R.R. Tolkien. Quel poco che si può sapere (anche grazie all’esperienza precedente della gestione del copyright da parte della Iron Crown Enterprises negli anni ’90) è che al momento la licenza holliwoodiana limita i film al solo uso di informazioni contenute ne Il Signore degli Anelli e ne Lo Hobbit, e ciò spiega probabilmente perché Gandalf, nel primo film de Lo Hobbit di Peter Jackson, stranamente “dimentica” i nomi degli due Stregoni Blu, ovvero Alatar e Pallando.
Tali nomi appaiono infatti soltanto nei Racconti incompiuti, Gandalfpubblicati postumi e il cui copyright è in mano ai legittimi proprietari, la Tolkien Estate. Se fossero stati nominati, la New Line avrebbe potuto incorrere nella violazione del copyright, avendo così ulteriori guai legali oltre alle dispute che già ci sono in tribunale. Il regista neozelandese ha così risolto brillantemente la questione, usando anche un pizzico di ironia! Partendo da queste considerazioni, si può così fare qualche speculazione sulle opere del nostro autore preferito, prendendo spunto da uno scritto di Anders Blixt. Come sfruttare l’onda lunga della trilogia sullo Hobbit senza violare il copyright? Le Appendici de Il Signore degli Anelli contengono alcuni spunti notevoli per una trama di future pellicole. Ve ne proponiamo due tratte proprio dai raccontai contenuti nelle Appendici.

La cena dell’Anello: Tolkien in tavola

La-Corte-di-FermoLeggendo le pagine del Signore degli Anelli, Lo Hobbit e il Silmarillion si scopre che i protagonisti mangiano sempre. Si trovano molti alimenti citati, dalle patate, al ragù, all’idromele. Inutile dire che i più ingordi sono gli Hobbit, mentre i più attenti alla dieta sono gli Elfi, che non consumano burro, preferendo idromele e lembas, mentre i Troll si accontentano di abbacchio arrosto e birra. Da questo spunto è nata l’idea de La cena dell’Anello, che vedrà lo chef Fabrizio Donati cimentarsi in un menù ispirato alla Terra di Mezzo, con pietanze che richiamano il mondo degli Hobbit e degli Elfi. Intorno al tavolo siederanno anche alcuni personaggi della saga, a cominciare da Frodo Baggins, Gandalf il Mago ed Aragorn il Ramingo.

Cesare CatàPer tutti gli appassionati di Tolkien un appuntamento assolutamente da non perdere quello che si terrà venerdì sera, 21 marzo, al ristorante La Corte di Fermo. A parlare dello scrittore inglese e dei suoi libri, che hanno segnato in modo indelebile il genere letterario fantasy, saranno Cesare Catà e Carlo Pagliacci. “Abbiamo scelto una data simbolica, il giorno dell’equinozio di Primavera – sottolinea Pagliacci – per immergerci in una terra di eroi, ricca di simbologia ma anche di riferimenti continui al buon mangiare. Gli hobbit sono una popolazione che ha una spiccata predilezione per il buon cibo e con Fabrizio abbiamo deciso di percorrere questo viaggio gastronomico scoprendo le pietanze che, di tanto in tanto, compaiono nella storia. Tra una portata e l’altra avremo uno speciale Frodo Baggins alias Cesare Catà, grande esperto e conoscitore della saga ideata da Tolkien che vanta milioni di appassionati in tutto il mondo. Sarà un piacere discutere con lui e ripercorrere le vicende della Compagnia dell’Anello intorno ad un buon desinare, come si confà tra amici che condividono una medesima esperienza”.

Cena-FermoEcco ad esempio una tipica colazione hobbit: pane,
formaggio, mele, birra profumata, miele e crema gialla. Naturalmente è solo la prima colazione della giornata! Continua dunque la serie di proposte gastronomiche innovative messe in campo da La Corte di Fermo che proseguiranno fino a giugno: “l’idea di contaminare il cibo con altre esperienze – evidenzia Donatella Verdecchia, titolare insieme al marito Fabrizio Donati del ristorante La Corte – dalla letteratura ai fumetti passando per i fiori, le bacche e le erbette o per il cacao nelle sue varie declinazioni, era una sfida che ci appassionava ed abbiamo voluto raccoglierla. Di certo continueremo su questa strada perché crediamo in questo tipo di proposte che consentono, a chi interviene, di esplorare e conoscere, insieme al cibo, altre bellissime storie…” Il prezzo della cena è di € 25. Per informazioni e prenotazioni: 3394557545 – 3395909537.

– Vai al sito della La Corte di Fermo

.


 

Éowyn Ar(s)T Contest: e infine il vincitore è…

Bollino 1: Eowyn e il NazgulL’ultima settimana è passata. I voti sono stati contati. Sono state tirate le somme. Ma non crediate che vi dica subito il nome del vincitore del nostro primo Ar(s)T Contest. No… sarebbe troppo facile. Un po’ come nella notte degli Oscar, senza voler fare minimamente paragoni, bisogna cercare di fare dello spettacolo prima di dire il vincitore. Sono state delle settimane dense di sorprese quelle delle eliminatorie. Abbiamo conosciuto illustratori nuovi e abbiamo incontrato qualche vecchia conoscenza. Per scegliere l’unico vincitore, noi lettori ci siamo calati nella parte del critico d’arte, alcuni di noi dando sfoggio di vere competenze artistiche, altri lasciandosi trasportare dall’istinto (come la sottoscritta, d’altronde). La particolarità di tutte le illustrazioni viste è stata, forse, proprio la loro diversità sia di tecnica che di stile. Alcune erano molto “moderne” anche se si parlava di illustrare uno scontro epico, altre invece facevano leva sul lato psicologico dello scontro. I toni cupi dei colori fermavano il momento della battaglia. Guardandoli si poteva avvertirne la tensione. Credo che Tolkien sarebbe stato più che soddisfatto nel vedere quanti artisti si sono cimentati, con ottimi risultati, nel riportare tutta «l’emozione» di quel piccolo pezzo di storia che cambierà il destino della sua Terra di Mezzo.

J.R.R. Tolkien soldato: spunta una foto inedita

King Edward's School a BirminghamRiportiamo una bella notizia grazie al lavoro di John Garth e degli archivisti della King’s Edward School. Ecco la nostra traduzione del suo ultimo articolo scritto sul blog da John Garth: È stata scoperta una fotografia inedita di J.R.R. Tolkien. L’immagine rivela lo scrittore inglese nel 1907, quando aveva quindici anni e faceva parte del nuovo Corpo dei cadetti della scuola, istituito per preparare gli studenti alla guerra. Tolkien è uno dei circa 120 studenti senza nome della foto, rinvenuta dal dipartimento di storia alla King Edward’s School di Birmingham. L’archivista della scuola, Alison Wheatley, è riuscito a isolare il suo volto dall’immagine collettiva. La foto appare in alta risoluzione per la prima volta qui grazie al suo consenso e a quello della King Edward’s School.
J.R.R. Tolkien soldato (1916)Una versione a bassa risoluzione è stata pubblicata la scorsa settimana dal quotidiano Birmingham Mail e la radio della Bbc ne ha tratto spunto per un servizio su Tolkien e la Grande Guerra. L’ambigua didascalia sul giornale ha dato origine alla notizia, riportata in maniera erronea da alcuni siti inglesi, che la foto mostrasse Tolkien con il suo 11° Battaglione dei Fucilieri del Lancashire, cioè il battaglione in cui era inquadrato quando combatté nella battaglia della Somme nel 1916. Alcuni lettori hanno subito osservato che questi sono chiaramente dei ragazzi, non gli uomini che andarono al fronte, e che Tolkien sembrava molto più vecchio quando andò in guerra a 24 anni, ma che indossava anche una divisa ben diversa e (in conformità con le normative militari) si era fatto crescere i baffi.
Scan provided by Alison Wheatley, KES archivist, 3.3.14Così, sono contento di aver potuto confermare che la fotografia inedita (qui a sinistra) fu scattata il 4 aprile 1907, quando il Corpo dei cadetti della King Edward’s School era appena stato formato ed era schierato per l’ispezione da parte feldmaresciallo Lord Earl Roberts. Gli archivi della scuola testimoniano che Tolkien era un caporale in addestramento del Corpo ufficiali (come il Corpo dei Cadetti divenne ben presto noto) nel suo ultimo anno accademico 1910-1911. Prima di questo era presumibilmente un soldato semplice, ma gli studenti di quel rango non sono erano elencati per nome. Un articolo nel numero del marzo 1907 del King Edward’s School Chronicle riporta la notizia del lancio del nuovo Corpo dei cadetti: «A lungo desiderato, il nuovo Corpo dei cadetti è finalmente un fatto compiuto. Il Ministero della Guerra ha deciso, dopo molte settimane di attesa, di consentire alla formazione della nuovo corpo militare. Molto prima che la notizia
giungesse in stampa, scariche di fucileria hanno fatto eco per i chiostri e gli ordini stentorei degli istruttori hanno riempito il piazzale della scuola». La visita di Lord Roberts è riportata nel numero di aprile della rivista come «l’evento principale della sessione». L’articolo spiega come, «lo scopo originale della sua venuta era l’ispezione del nuovo Corpo dei cadetti, ma è stata anche l’occasione per un intervento di Roberts nella Big School (un’aula enorme che poteva accogliere i cadetti e gli studenti). Alle 15,45 tutti i cadetti erano disposti in due file nel piazzale, mentre al piano superiore la Big School era gremita, quasi fino al punto di soffocamento, con una moltitudine di studenti in attesa…». Il felmaresciallo Frederick Roberts, primo conte Roberts (1832 – 1914), fu uno dei più importanti e abili generali britannici dell’Era vittoriana, guidò con successo le sue truppe nella Seconda Guerra anglo-afghana, in cui condusse la famosa «marcia su Kandahar» e soprattutto nella Seconda Guerra anglo-boera in Sudafrica. Lì, dopo aver preso il comando, ristabilì con una serie di vittorie Frederick Robertsla situazione a favore dell’Impero britannico e nel marzo 1900 aveva condotto i suoi uomini alla conquista di Bloemfontein, capitale dello Stato dell’Orange e luogo di nascita di Tolkien stesso. La sua fama era così diffusa che il tutore di Tolkien, padre Francis Morgan, aveva anche chiamato il suo cane “Lord Roberts”. Secondo il Times, Birmingham era stata tutta addobbata con bandiere inglesi per la visita di Roberts alla città. Il Chronicle continua: «Alle 15,50 gli applausi in strada fuori hanno annunciato l’arrivo di Lord Roberts, che ha immediatamente proceduto all’ispezione nel piazzale dei futuri soldati: questi ultimi, crediamo, si sono mostrati (un po’ doloranti) nelle loro nuove uniformi».
Libro: "Tolkien e la Grande Guerra" di John GarthQuella dei “futuri soldati” non era un’innocente finzione. La formazione del Corpo dei cadetti era il segno dei tempi, in un periodo in cui la Gran Bretagna, potenza imperiale consolidata, era impegnata nella corsa agli armamenti con la Germania, uno Stato che non esisteva nemmeno prima del 1871. Il Corpo era stato istituito presso la King Edward’s School proprio mentre il governo britannico stava cercando il modo di garantire la fornitura stabile di ufficiali all’esercito se fosse scoppiata una guerra. Nel 1908 tutte le unità scolastiche passarono sotto l’amministrazione del Ministero della Guerra. Nel libro Tolkien e la Grande Guerra [tradotto in Italia dalla casa editrice Marietti, ndt] ho descritto in maniera approfondita i Corpi di addestramento ufficiali della scuola e cosa Tolkien fece mentre i venti di guerra si avvicinavano. Ma anche nel 1907 la generazione di Tolkien era già sulla strada per le trincee. Come riporta l’articolo del Times Lord Roberts «volle saggiare abilità di ogni ragazzo a sparare il suo fucile con abilità. Voleva che ogni ragazzo capisse che quello non solo era il suo dovere, ma che difendere il suo Paese era un onore e un privilegio». In un discorso precedente quello stesso giorno, Roberts aveva parlato del vantaggio che l’abilità con il fucile aveva dato ai boeri. Sarebbe «una follia non rispondere ai cambiamenti della
tecnologia militare, che ha reso il combattimento in formazione chiusa una cosa del passato. Ora, ogni uomo è spesso chiamato ad agire e pensare per se stesso…. Ciò che è ormai necessario è la disciplina nella fiducia in sé e non la disciplina da piazzale della caserma». L’ironia è che così tanti futuri volontari e militari di leva nella Grande Guerra, inclusi gli uomini che vediamo quindicenni in questa fotografia del 1907, sono stati falciati nel 1914-1918 Studiosi: John Garthperché gli venne ordinato di marciare nella Terra di Nessuno esattamente come se stessero attraversando il piazzale di una caserma, dirigendosi contro le mitragliatrici, armi molto più mortali dei fucili. Tra quegli uomini, c’era anche il figlio del preside, Robert Quilter Gilson, un caro amico di Tolkien , ucciso il primo giorno della battaglia della Somme. «Il mio ultimo ricordo dell’attacco – ricorda il suo comandante di plotone – è la vista di Gilson davanti a me e di C.S.M. Brooks alla mia destra, in movimento come se fossimo in parata e che venivano mortalmente colpiti un minuto o due dopo». (il corsivo è di John Garth, e la citazione è tratta dalla «Storia del reggimento Suffolk», scritto da C.C.R. Murphy nel 1928).

Tolkien studenteMentre stavo facendo le ricerche per il libro Tolkien e la Grande Guerra, ho trascorso molti giorni nela British Library leggendo il Chronicle della King Edward, cercando di farmi un’idea del giovane Tolkien e dei suoi amici come individui. Non era un compito semplice, perché le riviste scolastiche degli studenti che tendevano a riportare eventi ufficiali sia con toni seri sia, e accadeva spesso, con battute sottilmente ironiche. Tuttavia, mentre leggevo i numeri della rivista che coprivano il peridodo di Tolkien a scuola e gli anni immediatamente successivi, ha iniziato a formarsi un’immagine concreta, formata dalla miriade di piccoli dettagli raccolti. Non era una foto come quella formale dei cadetti del 1907 nelle loro divise dolorosamente nuove, ma l’immagine di una folla di ragazzi che emergono a spintoni, esuberanti, a volte brillanti dall’infanzia alla maturità e all’individualità. Ho seguito i progressi dei vari circoli di Tolkien – i membri del club di rugby, le società letterarie e di dibattito, e soprattutto il T.C.B.S., club non ufficiale ma che significò così tanto per lui, per Gilson e i loro amici Geoffrey Bache Smith e Christopher Wiseman. Tolkien studenteHo guardato i ragazzi vincere i loro primi premi scolastici, le loro debolezze messe a nudo in campo, dare sfogo alla loro oratoria sugli argomenti più vari, dal cinema alle suffragette, condividere la loro passione per i romantici o la letteratura arturiana, e salpare per Oxford o Cambridge, come se nulla potesse fermarli. E poi, nelle «Note e Notizie», gli annunci di premi, borse di studio e gli altri risultati lasciano il posto a «I seguenti sono presenti nei recenti elenchi dei caduti: – ucciso o morto per le ferite riportate. Alabaster, F.C. 2° Tenente, R[oyal] War[wickshire] R[egiment], 1899-1905. Brearley, N.B., secondo tenente, R. War. R., 1910–1912. Butler, L.S.L., Pte., R. War. R.
, 1913. Clarke, E.C.G., secondo tenente…». E così via, e ancora e ancora, per quattro anni.

Scritto da John Garth
© John Garth 2014

Qui sotto riportiamo l’immagine complessiva da cui è stato isolata la sezione con il cadetto Tolkien.

New Cadet Corps e Lord Roberts

L’articolo è stato tradotto grazie al permesso di John Garth
e l’originale completo può essere letto sul suo blog

La fotografia è riprodotta con il permesso dei direttori
delle Schools of King Edward VI a Birmingham

– Vai al sito di John Garth
.

 

Contest Éowyn e il Nazgûl: ecco il voto finale!

Bollino 1: Eowyn e il NazgulEbbene sì siamo arrivati all’ultima settimana di gara dopo un mese di selezioni. Abbiamo visto, amato e votato tante illustrazioni. Ci siamo immedesimati in Éowyn e nei suoi dolori. Siamo entrati nel dettaglio di illustrazioni e di tecniche.
Devo dire che quest’ultima settimana è stata la più difficile dal punto di vista della scelta. Le illustrazioni erano di mirabile fattura e molte anche particolari per la diversa visione data a questo epico scontro. Tutti, chi più chi meno, siamo stati piacevolmente sorpresi dal lavoro di Jian Guo. Chi ha avuto la fortuna di visitare il suo sito, ha potuto apprezzare anche i suoi lavori precedenti. È un illustratore capace e con una bella tecnica che è riuscito ad attrarre l’attenzione su di sé prendendo una decisione azzardata: cambiare completamente tecnica e rifarsi alle antiche vetrate delle chiese, che avevano il compito di raccontare una storia non solo quello di frammentare e duplicare la luce che vi entrava. Ma bisogna fare i complimenti anche a tutti gli altri illustratori che hanno saputo attirare Jian Guol’interesse grazie alla loro cura dei dettagli ed alla forza sprigionata dai loro lavori. D’accordo, volete sapere chi ha passato il turno:
4° POSTO: Panagiotis Vlamis con il suo tratteggio da vetro infranto e lo scudo di Éowyn sbriciolato sotto il peso del colpo del Re Nazgûl.
3° POSTO: Cory Godbey con la sua grazia quasi liberty in mezzo a colori cupi.
2° POSTO: Donato Giancola il più classico, ma non per questo meno d’effetto.
1° POSTO: Jian Guo la novità, colori decisi, una storia in una vetrata. Tutti i personaggi contornano lo scontro tra Éowyn e il Nazgûl. Aria nuova nel mondo delle illustrazioni.

Tolkien e il Metal 5: il Power Metal (2)

Tolkien Metal bollinoDopo la prima parte sul Power Metal, torniamo ora in Spagna con un gruppo abbastanza conosciuto, i Dark Moor. Ensemble originario di Madrid (creato nel 1993) sono una delle realtà più importanti del Power Metal iberico con all’attivo otto album da studio ed anche un paio di raccolte. In un’intervista al sito specializzato Metal Kings hanno dichiarato di apprezzare Tolkien, ma di prediligere Lovecraft, Poe, Stevenson e Bram Stoker per stendere i testi delle loro canzoni. Ciononostante nella tracklist dell’album The Gates of Oblivion (2002) vi è Starsmaker (Elbereth), pezzo che parla di Varda Elentári, Regina dei Valar e moglie di Manwë (fratello di Melkor), creatrice delle stelle (in Sindarin è chiamata Elbereth – Signora delle stelle). Riguardo al monicker della band si potrebbe ricordare la composizione di Tolkien Over The Misty Mountains Cold:

To Rivendell, where Elves yet dwell
In glades beneath the misty fell.
Through moor and waste we ride in haste,
And whither then we cannot tell.

DoomswordMa questa è soltanto una coincidenza o supposizione, scegliete voi. Proseguendo nel nostro cammino arriviamo sino a casa nostra, ebbene sì, l’Italia, con un gruppo poco Power ma molto Epic/Doom, i Doomsword. Composta inizialmente da due elementi nel 1997, il cantante-chitarrista Deathmaster e il batterista-chitarrista Guardian Angel, la band si è poi evoluta dopo diversi cambi di line-up, sfornando dei veri e propri capolavori del Metal nostrano come: Doomsword (1999), Resound the Horn (2002), Let the Battle Commence (2003). Qui ci occupiamo della prima uscita dei Doomsword nella quale tracklist spicca l’epica Helms Deep creata e eseguita in modo magistrale, che ci riporta veramente nella leggendaria Battaglia del Fosso di Helm:

Goblinoid forces attack the fortress
aiming the tower with their evil missiles
Isengard banners and signs now shine
night is growing old on Helm’s deep

 Guthwine the blade of the mighty Eomer
Anduril the blade once broken now strong
King Theoden awaits for a last ride on his horse
Imminent dawn carries hope on Helm’s deep

Will the horn resound?
Hear tremendous drums pound!

[Chorus]
The battle at Helm’s deep

Uruk-hai orks don’t know their fate
Gandalf now returns on his gray horse
White rider brings with him the hope
The battle is raging in Helm’s deep

Erkenbrand is coming with his red shield
Isengard’s army now trembles in fear
From hills resound the horns of doom
A wood never seen
On the thresholds of Helm’s deep
 Resound the horn!


DornfallAllontanandoci dalla taverna dei nostri Doomsword ci spostiamo in un vicino posto di ristoro, dove incontriamo i francesi Dornfall, ensemble parigino del 2002 che nel primo album omonimo esplorano, adoperando pure diversi stili Metal, un’ampia gamma di argomenti cantando nella propria lingua madre. Ciò che a noi interessa è la canzone Nirnaeth Arnoediad, ispirata alla Battaglia delle Innumerevoli Lacrime, quinta, ultima e forse più disastrosa delle Battaglie del Beleriand narrata ne Il Silmarillion. Qualche anno addietro, nel 1999, in Svezia si forma un gruppo Symphonic Power, i Dragonland, famoso anche per aver narrato nei primi album la loro fantasy saga Dragonland Chronicles. Nella prima uscita The Battle of the Ivory Plains (2001) Drakkarun’aria tolkieniana si avverte in The Orcish March, nel secondo CD Holy War (2002) l’influenza del Professore si sente in Majesty of the Mithril Mountains e Through Elven Woods and Dwarven Mines. Nell’ultima fatica dei Dragonland, Under the Gray Banner (2011), permangono gli elementi fantasy ed epici in pezzi fra i quali Shadow Of The Mithril Mountains e Dûrnir’s Forge. Richiamiamo ora una band nostrana, ovvero i Drakkar del chitarrista Dario Beretta con l’ottima uscita Razorblade God (2002) che vede al suo interno la ballad Galadriel’s Song, in tributo alla regina degli elfi nota anche come La Dama.
Listen to the song of Galadriel
Singin’ of the golden leaves, singin’ of the wind
By the foot of walls of Elven Tirion,
The tree shines at Eldamar, where the leaves are gold
Now we have to leave, sorrow in our hearts
But a mission lies right ahead of us

Hear the choirs of elves
Cry on the shore o’ the hostile sea
Will they ever be free?

Oh Lorien! Comes the winter now
Empty, naked comes the hour
Faded is her crown of gold Elanor
Oh Lorien! On the other shore
She did stay for much too long
Faded is her crown of gold Elanor


DünedainSeguitiamo nel nostro allegro e alquanto tranquillo percorso (come avete visto sino ad ora non abbiamo incontrato molte creature malefiche, più che altro battaglie e personaggi di natura cortese) facendo tappa ancora una volta in penisola iberica con i Dünedain. Gruppo fondato nel 1996 e capitanato da Tony Delgado (voce e chitarra) dedito ad un tradizionale Heavy Metal con una sprizzata di melodia tipica del Power. I testi della band traggono talvolta spunto dalle opere tolkieniane, basti citare nell’album Dünedain (2004) due pezzi il primo omonimo, il secondo Retorno a Gondor. Il monicker deriva ovviamente dalla popolazione dei Dúnedain (dal Sindarin dún-adan, uomo d’occidente), abitanti della terra di Númenor, avuta in cambio dopo la lealtà dimostrata nella lotta contro Morgoth durante la Prima Era. Umani o meglio dire sovrumani (per altezza e longevità) non erano tuttavia immortali, mortalità che era concepita da Eru Ilúvatar come il Dono agli Uomini, ma che diventò
causa di conflitto. Circuiti da Sauron, i Dúnedain sfidarono gli Dei e provocarono l’ira di Eru, causando l’inabissamento di Númenor. L’enorme maremoto travolse anche l’Oscuro Signore, il cui spirito riuscì a rifugiarsi a Mordor. Elendil, amico degli Elfi e fedele ai Valar, si spostò nella Terra di Mezzo dove i Dúnedain scampati al disastro si insediarono a Gondor, Eriador e Arnor. ElvenkingIl tragitto ci riporta nel nostro paese con un gruppo ben noto agli amanti del genere, gli Elvenking. Gruppo fondato nel 1997 in provincia di Pordenone è attivo da diversi anni nella scena Power italiana, mescolando tuttavia diversi generi e sottogeneri come folk, prog, rock e musica classica. Nell’album di esordio Heathenreel (2001) troviamo diverse tracce che rievocano gli scritti di J.R.R. Tolkien come Oakenshield (che nonostante il nome non sembra aver nulla a che fare con Thorin) che riflette il mix musicale degli Elvenking, con melodie medievaleggianti, spezzoni puramente metal, cantati con voci in growl e cori, da segnalare anche Hobs An’ Feathers. Il gruppo fa uscire finora ben sette album, con una serie di pezzi mai scontati. Per ciò che riguarda il monicker esso potrebbe riguardare Thranduil, Re degli Elfi Silvani di Bosco Atro e padre di Legolas, presente nello Hobbit, nel Signore degli Anelli e nei Racconti Incompiuti. Come al solito vi lasciamo con alcuni pezzi e i link agli articoli precedenti. Ma non disperate: il viaggio continua!

GODETEVI IL CONCERTO QUI SOTTO:
1) Doomsword: Helm’s Deep

2) Dragonland: Dûrnir’s Forge

3) Dragonland: Shadow of the Mithril Mountain

4) Drakkar: Galadriel’s Song

5) Elvenking: Hobs an’ Feathers

ARTICOLI PRECEDENTI:
Tolkien e il Metal 1: un’introduzione
Tolkien e il Metal 2: gli anni ’70 – i precursori
Tolkien e il Metal 3: Gli anni ’80 e ’90
Tolkien e il Metal 4: Power Metal – Parte 1
.

 

Contest Éowyn e il Nazgûl: la terza settimana

Bollino 1: Eowyn e il NazgulAnche la seconda settimana di contest è passata. Questa volta è stata più difficile, le illustrazioni erano di una fattura più elevata e, dai vostri commenti si capisce che siamo riusciti a stuzzicare il vostro interesse. Siete partiti dal considerare il pathos della scena, al trovare Douglas ed il suo stile manierista. Avete sottolineato il gioco di luci ed ombre di Martin, il contrasto di colori caldi e freddi di Sharam e la tensione del corpo di Eowyn che si avverte dalla posizione delle spalle e dello scudo appoggiato al viso, nell’illustrazione di Meinerding. Che dire poi dei commenti degli esperti con accenni alle chine liberty di Kay Nielsen e di Aubrey Beardsley con contaminazioni manga, e alle scene evocative che non fanno vedere ma fanno intuire… Dobbiamo farvi i complimenti, leggere i vostri commenti è sempre un piacere immenso, soprattutto perché date spunti importanti (mi sono presa i nomi degli artisti da voi menzionati!)
La sto’ tirando per le lunghe? Volete sapere chi ha passato il secondo sbarramento??
Oliver MeinerdingEbbene, sono stati contati i voti ed ecco qui i quattro posti del podio:
4° POSTO: Eddie Sharam con il suo contrasto di colori caldi e freddi e con lo sguardo della nostra eroina che la fa da padrone
3° POSTO: Dagmara Matuszak devo dire la mia preferita, molto cupa si avverte la tensione del momento, ma la luce della speranza illumina Eowyn
2° POSTO: Allen Douglas il nostro richiamo ai GDR e alle illustrazioni del MERP… con il suo tratteggio evidente.
1° POSTO: Oliver Meinerding la sua realizzazione sapiente ed incisiva, il miglior senso del pathos, le cariche dei cavalieri e le bandiere ghermite dal vento sullo sfondo… l’apoteosi!

Un corso su Tolkien a Roma fino al 13 aprile

prender-notaAvevamo già anticipato che in primavera sarebbe partito il primo corso dell’ArsT a Roma. Eccovi allora tutti i dettagli. Proprio per venire incontro alle molte richieste degli appassionati di J.R.R. Tolkien e dei lettori del sito, abbiamo decido di tenerlo in giorni comodi, cioè nel fine settimana, così da permettere a chi verrà da Napoli, Firenze, Pisa e Foligno (e oltre!) di partecipare senza troppi problemi. La sede sarà il museo Vigamus, in Prati.

L’ArsT al Fantasy Day 3: sabato 15 a Roma

Eventi: Tutto pronto per il terzo Fantasy Day! Cos’è? Beh, sarete in pochi a non saperlo, soprattutto se vivete a Roma. La manifestazione è ormai il punto di riferimento per tutti gli appassionati del genere fantastico, declinato in tutte le sue forme, dai libri ai film, dai videogiochi ai giochi di ruolo. Ne sono testimonianza le prime edizioni dell’evento, che hanno visto partecipare moltissime associazioni che condividono la stessa passione, tra cui il primo Portale italiano inerente ai Giochi di Ruolo Gdr-online, Satyrnet, Cosplay italian community, Resident Evil, Lega Nerd. Ma il vero motore di tutte le edizioni è ExtremeLot.

«Tolkien in love»: lo scrittore e l’amore

Aragorn e ArwenIl prossimo 19 marzo la casa d’aste inglese Bonhams batterà, per un base tra le 6.000 e le 8.000 sterline, una lettera che J.R.R. Tolkien indirizzò al proprio editore nel 1955, poco prima di vedere pubblicato il terzo volume del Signore degli Anelli. Nel testo Tolkien riferisce la critica che il poeta W.H. Auden gli mosse riguardo alle nozze tra Aragorn e Arwen alla fine della guerra dell’Anello. Secondo Auden quei fiori d’arancio risulterebbero «superflui e frettolosi», ovvero ben poco significativi nel quadro dell’happy ending. Dal suo punto di vista Tolkien avrebbe tranquillamente potuto eliminare la scena. Wystan Hugh Auden fu uno dei primi e più ferventi ammiratori del Signore degli Anelli. In una celebre trasmissione radiofonica alla BBC, nel 1956, disse che non si sarebbe più fidato del parere letterario di chi non avesse apprezzato il romanzo di Tolkien. Per lui, intellettuale di sinistra, reduce della guerra di Spagna, non era scontato e tanto meno gratuito prendere le difese di un autore così demodé come Tolkien, per di più cristiano, lontano mille miglia dai temi e dagli stilemi cari all’intellighenzia di sinistra inglese. Auden ci si mise d’impegno, al punto che Tolkien arrivò a considerarlo uno dei suoi più cari amici di penna. Viene dunque da pensare che la critica di Auden avesse piuttosto a che fare con lo Arwen e Aragornscarso peso che ha la scena delle nozze nell’economia generale del racconto. Auden infatti non aveva ancora potuto leggere le Appendici del Signore degli Anelli, nelle quali viene narrata tutta la storia d’amore tra l’uomo Aragorn e l’elfa Arwen. Dunque ai suoi occhi quel matrimonio risolto in pochi capoversi appariva scarsamente significativo. Il punto è che non lo è affatto, e anzi, implica una delle più complesse e amare riflessioni sull’amore prodotte dal grande autore inglese.

Contest Éowyn e il Nazgûl: la seconda settimana

Bollino 1: Eowyn e il NazgulLa prima eliminatoria si è conclusa. E visto che la prima settimana è stato un po’ troppo facile scegliere le illustrazioni, abbiamo deciso di alzare il livello. Ecco il secondo gruppo di artisti in gara, mi raccomando scegliere con cura. In fondo trovate, come di consueto la fotogallery da sfogliare. Ecco, intanto, i risultati della prima settimana di contest per le illustrazioni.
Sono stati contati i voti ed ecco qui i primi tre posti del podio:
Andrew Silver3° POSTO: Andrew Ryan e Alan Dyson
2° POSTO: Lester Yocum
1° POSTO: Andrew Silver!!
Avvrebbero dovuto essere assegnati quattro posti agli artisti (sì, c’è anche la medaglia “di legno”!), ma avendo Ryan e Dyson ottenuto le stesse preferenze, abbiamo deciso di non assegnare il 4° posto e premiare i due artisti a pari merito. Viste le scelte, non posso non dare il mio commento ufficiale all’illustrazione di Silver (qui a destra): «Devo dire che l’illustrazione vincitrice è veramente bella nonostante non si veda il viso di Eowyn. Le cose che forse hanno colpito sono state l’uso sapiente del colore, il fatto che ci si senta completamente avvolti dalle ali della cavalcatura e la maestria nel dare movimento alla figura femminile».

«La musica e Tolkien? È un intero universo»

OrchestraNon esiste solo Howard Shore. Se c’è un binomio consolidato è proprio quello tra la musica classica e le opere di J.R.R. Tolkien. Fin dal 1967, quando con l’approvazione dello stesso scrittore inglese, Donald Swann scrisse un ciclo di canzoni per le poesie del Signore degli Anelli, sono stati moltissimi i compositori che hanno creato intere sinfonie tolkieniane. Tra i primi Leonard Rosenman che compose la colonna sonora per i cartoni animati di Ralph Bakshi traendone poi quattro composizioni, a Johan de Meij che dal 1984 al 1987 compose una sinfonia in 5 movimenti separati, ognuno per un personaggio o un episodio del libro, da uno dei più importanti compositori di musica classica della Finlandia, Aulis Sallinen, che nel 1996 musicò la Sinfonia No. 7, «The Dreams of Gandalf», per la Göteborg Symphony Orchestra, fino alla Tolkien Ensemble, che con l’approvazione della Tolkien Estate pubblicò quattro album dal 1997 al 2005 con l’obiettivo di creare «la prima interpretazione musicale completa del mondo delle poesie e canzoni del Signore degli Anelli». Insomma, la musica classica tolkieniana ha una lunga tradizione e lo stesso Howard Shore, in maniera simile alla cantata sinfonica che Sergej Sergeevič Prokof’ev trasse dalla sua colonna sonora per il film Aleksandr Nevskij, ha recentemente completato una revisione in un contesto sinfonico della musica da lui scritta per la trilogia del Signore degli Anelli di Peter Jackson.
Sinfonia del Signore degli Anelli Howard ShoreLa composizione di Shore è intitolata The Lord of the Rings Symphony: Six Movements for Orchestra & Chorus, ha esordito in prima mondiale nel 2003 a Wellington, in Nuova Zelanda, e da allora ha collezionato una serie lunghissima di esecuzioni in tutto il mondo, conclusasi soltanto a fine 2012. In occasione della lezione del corso di Modena dedicata alla Musica nella Terra di Mezzo, ne parliamo con il relatore, Edoardo Volpi Kellermann, che è un musicista e un compositore tolkieniano.

Tolkien e Auden su Aragorn e Arwen

Poeti: W.H. AudenWystan Hugh Auden, il popolare poeta britannico, ammiratore e recensore delle opere tolkieniane, tentò di convincere J.R.R. Tolkien  verso l’eventualità di escludere la storia d’amore fra Aragorn e Arwen dalla trama del Signore degli Anelli, in quanto trovava l’idillio «inutile e superficiale». Tutto questo si scopre in una lettera non pubblicata e recentemente venuta alla luce. Questa la notizia lanciata dal Guardian, ma che andrebbe un po’ contestualizzata. La stampa nostrana già ci si sta buttando a pesce, senza capire che il consiglio del poeta era leggittimo e che lo stesso scrittore lo condivideva. È sufficiente leggere le Lettere di Tolkien per capire di che si tratta. E alla fine, si scopre che tutto serve solo a far vendere la lettera inedita all’asta. Il documento, risalente al 12 maggio 1955, vedeva Tolkien scrivere alla casa editrice circa le difficoltà di completamento del  Ritorno del Re, terza e ultima parte del suo magnum opus, nel quale Aragorn e gli altri personaggi affrontavano la battaglia finale contro le malefiche truppe di Sauron, oltre alla fine del percorso di Frodo e Sam verso la distruzione dell’Unico Anello al Monte Fato. Alla fine del romanzo Aragorn verrà incoronato re di Gondor e sposerà Arwen, figlia di Elrond. Lettera di Tolkien a Rayner Unwin del 12 maggio 1955Il Professore scriveva: «Auden approva in toto la bozza del terzo volume», facendo capire che il poeta britannico appoggiava la scelta di quello che Tolkien stesso chiamava l’Éowyn-Faramir affair, dove Éowyn si prende una iniziale cotta per Aragorn, ma finisce con l’innamorarsi di Faramir quando il futuro re di Gondor non ricambia il sentimento. Per citare il libro: «Then the heart of Éowyn changed, or else at last she understood it. And suddenly her winter passed, and the sun shone on her…». Ma, continua l’autore nella lettera a Rayner Unwin, «[Auden] pensa che la storia Aragorn-Arwen sia inutile e superficiale, spero che il frammento della “saga” lo curi. Lo trovo ancora commovente: un’allegoria di pura e semplice speranza, come spero lo veda tu».

Lo Hobbit fan film: intervista al regista

Hobbit Animato 2014 LogoPoco più di un mese fa vi abbiamo parlato del progetto di uno studio olandese che stava realizzando un nuovo film d’animazione The Hobbit, di cui vi mostriamo il suo teaser trailer. Oggi vi offriamo un’intervista esclusiva con il regista, Johan Zandbergen, che con grande gentilezza risponderà alle nostre domande. In primo luogo, vorremmo ribadire ancora una volta il nostro sincero ringraziamento a Johan Zandbergen, direttore creativo della Cosmic Creations e regista del nuovo fan film d’animazione ispirato all’opera di J.R.R. Tolkien. Inoltre, vorremmo anche estendere i ringraziamenti a Robbert Webbe, Direttore Commerciale della Cosmic Creations.
Locandina Lo Hobbit fan filmDopo aver studiato tecnologia grafica al Da Vinci College di Leida, nel 2001 Zandbergen si iscrive alla prestigiosa Grafisch Lyceum di Rotterdam, dove ha conseguito quattro anni più tardi una laurea in Graphic Design, nel 2005. Dopo il periodo di formazione, Zandbergen ha rapidamente acquisito grande esperienza in diverse agenzie grafiche, anche se il fatto che ha segnato la sua futura carriera è stato quando ha iniziato a lavorare per un canale televisivo per bambini. A questo lavoro Zandbergen ha potuto combinare la sua passione per l’intrattenimento, il cinema e l’animazione grafica. Il progetto sullo Hobbit rimase in una situazione di stallo e l’animazione diventò un hobby per Zandbergen, fino a quando, assieme a Robbert Webbe, ha deciso di creare la sua compagnia: la Cosmic Creations.

Éowyn e il Nazgûl: qual è l’immagine più bella?

Bollino 1: Éowyn e il Nazgul«Una spada risuonò mentre veniva sguainata. “Fa’ ciò che vuoi; ma io te lo impedirò se potrò”. “Impedirmelo? Sei pazzo! Nessun uomo vivente può impedirmi nulla!”. Allora Merry udì fra tutti i rumori il più strano: gli sembrò che Derhelm ridesse, e la sua limpida voce era come una vibrazione d’acciaio. “Ma io non sono un uomo vivente! Stai guardando una donna. Éowyn io sono, figlia di Eomund. Tu ti ergi fra me e il mio signore dello stesso mio sangue. Vattene, se non sei immortale! Vivo o morente ti trafiggerò, se lo tocchi”. […] l’elmo che nascondeva il suo segreto era caduto e i luminosi capelli sciolti sulle spalle brillavano come pallido oro. I suoi occhi grigi come il mare erano duri e spietati, benché sulla sua guancia scorressero delle lacrime. Reggeva in mano una spada, difendendosi con lo scudo contro gli spaventosi occhi del nemico». Questo è, secondo me, uno dei brani più belli del Signore degli Anelli. Vediamo la Dama di Rohan combattere la sua più grande battaglia: quella contro il Re Stregone.
Una donna che scontrandosi con il volere del proprio Re e zio intraprende una strada ardua ed in salita. La strada che la porterà alla guerra e a sconfiggere un nemico che, secondo una profezia, nessun uomo vivente avrebbe mai vinto. Sono stati moltissimi gli illustratori si sono cimentati nel riprodurre questa scena: Éowyn persa nella disperazione per la perdita dell’amato Re e zio, ma allo stesso tempo decisa a porre fine alla “vita”, se possiamo chiamarla così, del potente Re dei Nazgûl. Abbiamo scandagliato internet alla ricerca di queste illustrazioni ed abbiamo pensato di creare un art contest, semplicemente un concorso tra illustrazioni. Una gara alla quale siete chiamati per giudicare i vari lavori e decidere quali illustrazioni, secondo voi, siano più belle ed evocative di questo epico scontro.

Ecco le “nuove” Avventure di Tom Bombadil

Studiosi: Christina Scull e Wayne HammondWayne Hammond e Christina Scull, due dei più infaticabili ricercatori dell’opera tolkieniana, hanno buone nuove. Dopo la cronologia della vita di J.R.R. Tolkien, il commentario de Il Signore degli Anelli, l’eccellente Arte dello Hobbit e la scoperta di una poesia inedita del Professore, ora si preannuncia una nuova edizione de Le Avventure di Tom Bombadil. L’opera in questione, la cui pubblicazione avvenne originariamente nel 1962, è una raccolta di sedici poesie dove soltanto due hanno come protagonista il personaggio di Tom Bombadil. La genesi del libro, come racconta Tom Shippey, trova le sue radici nel 1961 a opera di Jane Neave, zia di John Ronald Reuel, che suggerì al Professore di tirar fuori un piccolo volume, avente come centro il suddetto personaggio, che poteva essere acquistato come regalo natalizio.
Libri: Le Avventure di Tom Bombadil RusconiTolkien accolse il consiglio e riunì alcuni componimenti che egli stesso aveva steso in tempi diversi nel corso di quegli ultimi 40 anni. La maggior parte delle sedici poesie erano già state stampate in diverse pubblicazioni fra gli anni ’20 e ’30 del Novecento, nel 1962 il Professore decise così di rivederle interamente, inserendole in una cornice concettuale più ampia, riportando Le Avventure come un traduzione dal Libro Rosso dei Confini Occidentali. Nella raccolta trovano dunque posto temi diversi come la numero 12 The Cat, originariamente scritta per la nipote Joanna, oppure The Mewlips, che non ha espliciti legami con la Terra di Mezzo, la decima Oliphaunt, attribuita a Sam Gamgee (recitata a Gollum davanti al Cancello Nero) e quella che W.H. Auden considerava la miglior poesia di Tolkien, The Sea-Bell.

Scompare Arthur Rankin: fece Lo Hobbit animato

Il cast dei personaggi Rankin/BassArthur Rankin Jr., animatore, produttore e regista newyorkese, è scomparso all’età di 89 anni nella sua casa di Harrington Sound nelle Bermuda. Nato a New York nel 1924, figlio degli attori Arthur Rankin e Marian Mansfield (molto noti tra gli anni venti e trenta), raggiunse la celebrità grazie all’attività di produzione cinematografica operata dalla sua compagnia, fondata con Jules Bass, la Rankin/Bass Productions. Specializzata in animazioni stop-motion l’azienda produttrice di Rankin creò alcuni dei cartoni simbolo degli Arthur Bankin al lavoroStati Uniti, come Rudolf la Renna dal Naso Rosso (1964) e Frosty il Pupazzo di Neve (1969). Per citare un lungometraggio animato di successo si pensi a L’Ultimo Unicorno, ispirato all’omonimo romanzo di Peter S. Beagle, doppiato da star come Mia Farrow, Alan Arkin, Tammy Grimes, Angela Lansbury, Jeff Bridges e Christopher Lee. A lui sono accreditati oltre mille programmi televisivi. Perché ne parliamo? Perché fu grazie a lui se la casa di produzione creò le animazioni dello Hobbit e del Ritorno del Re, film inediti in Italia. Non tutti gli appassionati di J.R.R Tolkien conoscono questi due lungometraggi animati, così è bene riassumerne la storia.

A Oxford nel 1914 la parodia di Tolkien

Exeter-CollegeLa Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien ebbe inizio nel 1914. Questa potrebbe essere una sorpresa, considerando il fatto che Il Signore degli Anelli fu pubblicato nel 1954-55 e anche che Lo Hobbit apparve non prima del 1937. Ma il fatto è che prima e dietro a questi due libri esisteva già un enorme base di lavoro creativo: l’ambizioso e vasto ciclo di storie che sarebbe poi diventato Il Silmarillion, così come gli annali, la descrizione cosmografica, la poesia, le illustrazioni, le mappe e, naturalmente, diversi linguaggi e sistemi di scrittura inventati.

40 anni fa il primo D&D: intervista a Gary Gygax

Gygax_DDUna piccola scatola con tre libretti dalla copertina marroncina. È iniziato tutto da lì. Esattamente alla fine di gennaio di 40 anni fa. Quella scatola fu spedita. E nacque il fenomeno dei giochi di ruolo, che per 25 anni dominarono l’immaginario ludico. L’etichetta riportava il nome «Dungeon and Dragons» e il suo autore si chiamava Gary Gygax. Lo si deve anche a lui se oggi il genere spopola al cinema e nelle librerie. Tutti gli appassionati del genere fantasy, dai lettori di libri ai videogiochi e persino i giochi da tavolo, dovrebbero esser grati a questo autore, che contribuì a diffondere enormemente la conoscenza degli universi fantastici e soprattutto farli divenire adulti e rispettati, cosa avvenuta solo dopo anni di polemiche e diffidenze. Ma come andò tutta la storia? Ce lo facciamo raccontare dallo stesso autore!

«I film di Peter Jackson? Io preferisco Tolkien»

Olar-JacksonDopo la pubblicazione della recensione scritta da Alberto Crespi, che aveva un tono entusiastico, sul secondo capitolo della trilogia cinematografica dedicata da Peter Jackson allo Hobbit, riportiamo l’equilibrio nel sito dell’Assocazione pubblicando un giudizio sul versante opposto. Vi presentiamo un editoriale del Times, firmato da Jared Olar e apparso il 29 dicembre 2013. L’autore prende una posizione netta e ci ha chiesto di pubblicarla, pur non essendo chiaramente quella dell’ArsT che in quanto tale non prende posizione sui film, ma di solito riporta le notizie e i giudizi dei soci o di studiosi, intellettuali e critici. Ci sembra giusto dare spazio a tutti, quindi con piacere riportiamo l’editoriale di Olar.

Pubblicato il numero 16 della rivista Endóre

rivista orizzontaleCon immutato piacere, siamo lieti di annunciare l’uscita del numero sedici di Endóre, la rivista della Terra di Mezzo diretta da Franco Manni che, in una forma o nell’altra, da più di 20 anni  mantiene accesa la fiaccola degli studi tolkieniani in Italia. Endóre esce una volta all’anno, è passata dal formato cartaceo a quello online dal numero 11. Contiene tutto quello che vorreste sapere sull’autore del Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien: recensioni, articoli, giochi, fan fiction e una bibliografia particolarmente curata e aggiornata. Ancora una volta abbiamo la possibilità di gustarci il consueto mescolarsi di articoli leggeri e saggi approfonditi (e anche qualche saggio allo stesso tempo leggero e approfondito!) e segnaliamo con orgoglio la presenza tra gli autori di alcuni nostri soci, come la presenza di resoconti delle nostre attività del Gruppo di Studio su Tolkien, con il Call for Papers per Tolkien e i classici, il resoconto di un anno di convegni e seminari in Europa e Stati Uniti. Segnaliamo poi, una recensione dell’edizione inglese della La Falce Spezzata per la casa editrice Walking Tree, redatta niente meno che da Tom Shippey (dopo quella di Verlyn Flieger sul numero quattordici).
Copertina-Endore_16Quest’anno il piatto è particolamente ricco e a farla da padrone è proprio il buon Tom. Oltre alla recensione sopra citata, sono presenti infatti altri due saggi a suo nome, entrambi tratti dalla sua antologia Roots and Branches, volume pubblicato dalla casa editrice Walking Tree nel 2007: Fighting the Long Defeat si occupa dell’importanza che la filologia, cioè la scienza di cui Tolkien era esperto, ebbe nella sua vita e nelle sue opere; Heroes and Heroism (Tolkien’s Problems, Tolkien’ Solutions) è incentrata sull’idea che, persino mentre scriveva Il Signore degli Anelli e riscriveva Il Silmarillion e molto altro ancora, Tolkien non cessava mai di pensare al proprio lavoro accademico e di come affrontarne i problemi.
Ci sarebbero da raccontare molte altre cose del nuovo numero della rivista, ma lasciamo ai lettori la scoperta di tutte le altre chicche presenti. Ve ne diamo solo un assaggio con l’indice:

Ad aprile il doppiaggio del film Born of Hope

Born-of-hopeEra nell’aria, ma aspettavamo la notizia ufficiale. Il gruppo di ricerca di Khàrisma Cineproduzioni per il doppiaggio, diretto e coordinato da Maria Teresa Vassalli, si occuperà del doppiaggio del fan film Born of Hope di Kate Madison. Il primo trailer italiano è on line dal 18 marzo 2013 e conta già 12mila visite. Per il 2014 è uscito un nuovo trailer e l’anteprima nazionale è prevista per il 29 aprile 2014 nella multisala Showville di Bari.

75 anni dopo, Lo Hobbit come allora: la ristampa

Tolkien a Moseley BogLo Hobbit di J.R.R. Tolkien ebbe un successo istantaneo alla data dell’uscita, nel 1937. Anche se sono già passati, l’editore inglese continua a festeggiare i suoi settantacinque anni. L’epica storia di elfi, nani, troll e orchi mista di mito, magia e avventura non ha, infatti, perso la sua attrattiva. Per commemorare l’annivesario, HarperCollins pubblicherà una edizione facsimile della prima storica stampa dello Hobbit. Una pezzo imperdibile per i collezionisti e gli appassionati. La pubblicazione della ristampa era già nell’aria da un po’, ma
ora può essere pre-ordinata! Tutto naturalmente per quanto riguarda l’edizione in lingua inglese…
L’idea di avere fra le mani una edizione facsimile è naturalmente meravigliosa, ma alcuni dettagli potranno essere diversi. Basti pensare alla correzione a mano sul retro del volume, o al prezzo aggiustato nella parte anteriore, o alla carta della sovraccoperta stessa. Sarebbe eccezionale poter possedere un’esatta riproduzione della prima stampa! Per chi non avesse mai visto l’edizione in questione vi era una correzione a mano nel retro della sovraccoperta (“Dodgson” era stato riportato in modo errato come “Dodgeson”), la stessa sovraccoperta era stata disegnata da Tolkien e naturalmente sarebbe bello se venisse mantenuta. Bisogna domandarsi se anche gli errori (molti dei quali sono menzionati in J.R.R. Tolkien: A Descriptive Biography di Wayne Hammond e Christina Scull) verranno riprodotti.

Poche copie, molti soldi

Copertina dell'edizione inglese dello Hobbit (1937)Questo primo Lo Hobbit venne stampato in 1500 copie e rilasciato il 21 settembre 1937. La grande popolarità raggiunta in poco tempo convinse gli editori a ristamparlo dopo soli tre mesi. La scarsità di prime edizioni in circolazione ha in seguito portato il prezzo a livelli esorbitanti, molto aldilà della portata degli appassionati di Tolkien. Oltretutto, a causa del cambiamento del testo (particolarmente il quinto capitolo, che Tolkien decise di espandere per avvicinare gli eventi a Il Signore degli Anelli), reperire lo scritto in forma originale risultò particolarmente difficile. Ora si potrà finalmente possedere una riproduzione facsimile dell’edizione del 1937 con la stesura primaria (incluso il capitolo Indovinelli nell’Oscurità) e le illustrazioni in bianco e nero. Cosa aspettarsi dalla special edition? Stando a quanto scritto su Amazon: «Questo sontuoso gift set contiene una replica della rarissima prima edizione de “Lo Hobbit”, con un volume sulla storia della pubblicazione del libro e un CD mai rilasciato con registrazione d’archivio di J.R.R. Tolkien impegnato nella lettura dell’opera in questione». Una grande notizia per tutti gli appassionati, anche se questa non sembra essere la descrizione definitiva. Gli editori non sono ancora sicuri dei dettagli, ma almeno sembra che le registrazioni di Tolkien, di circa mezz’ora, verranno allegate al libro. Il volumetto aggiuntivo dovrebbe invece tracciare le origini de “Lo Hobbit” e la storia della pubblicazione, con una serie di artwork inerenti al suddetto libro. Come ultima notizia sembra che l’autore della
History of the Hobbit John Rateliff abbia chiesto di creare un piccolo volume per il gif set descritto. Sarebbe un’ulteriore rarità per gli appassionati lettori di J.R.R. Tolkien.

L’origine degli Hobbit? È nelle fate vittoriane!

Logo

Libro: Dimitra Fimi è tra i più promettenti giovani studiosi delle opere di J.R.R. Tolkien. Non è un caso che il libro che qui recensiamo, Tolkien, Race and Cultural History. From fairies to Hobbits, nel 2010 sia giunta prima nella sezione saggistica dei Mythopoeic Fantasy Award, i prestigiosi premi della Mythopoeic Society, la Società tolkieniana negli Usa. Docente di inglese in Galles, presso la Cardiff Metropolitan University, Fimi è greca d’origine, ma da anni vive in Gran Bretagna. La giovane studiosa non solo insegna e fa ricerche su molti autori di letteratura fantastica di età vittoriana ed eduardiana, ma ha inaugurato da qualche anno corsi on line molto frequentati. Fimi ha anche collaborato alla stesura dell’ultimo lavoro del gruppo di studio dell’Associazione romana studi Tolkieniani e dell’Istituto filosofico di studi tomistici, C’era una volta… Lo Hobbit – Alle origini del Signore degli Anelli, pubblicato dalla casa editrice Marietti (pp. 312, 20 euro). «Il libro è iniziato come mia tesi di dottorato», spiega Dimitra Fimi all’ArsT, «Per tre anni ho letto in maniera frenetica tutta l’esteso legendarium di Tolkien, prendendo moltissime note. Ho avuto la fortuna di studiare i manoscritti dello scrittore alla Marquette University e nella magnifica Bodleian Library di Oxford. Ho anche trascorso lungo tempo nelle ricerche sul contesto intellettuale e culturale dell’opera di Tolkien». Ci può dire una cosa che l’ha piacevolmente sorpresa durante le sue ricerche? «Essendo greca, mi sono commessa nel vedere l’uso che Tolkien fa della mia lingua: il termine “eucatastrofe”, l'”ecumene” per indicare la Terra di Mezzo. Ma la mia parola preferita è “mitopoiesi”, una parola che è diventata parte del vocabolario standard di molti studiosi quando si studia la fantasia e il fantastico in letteratura, da William Blake a Harry Potter». Un augurio ai lettori del nostro sito? «Quello che mi auguro che il mio libro possa incoraggiare nuovi studiosi a guardare in modo serio al legendarium di Tolkien (e non solo Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli). Leggere la History of Middle-earth è un’impresa scoraggiante, ma alla fine è così gratificante per la conoscenza di Tolkien, i suoi brillanti momenti d’ispirazione e la creatività espressa. C’è
ancora tanto da dire sul grande progetto mitologico dello scrittore inglese, specialmente alla luce delle sempre nuove pubblicazioni dei suoi lavori in campo accademico e linguistico».

Al via il corso a Modena sulle lingue di Tolkien

Studiare le lingueParte oggi il nostro nuovo ciclo di lezioni a Modena! «Alla scoperta della Terra di Mezzo» è il secondo ciclo dei seminari organizzati dall’Istituto filosofico di studi tomistici, in collaborazione con l’ArsT, all’interno del programma di corsi 2014 su j.R.R. Tolkien a Modena, Bologna e Roma. Dopo l’anteprima del 20 dicembre al cinema Victoria di Modena, in cui una sala esaurita in ogni ordine e posto a ascoltato Andrea Monda parlare A proposito dello Hobbit, il corso parte stasera, 8 gennaio, e fino al 12 febbraio 2014 prevede una lezione settimanale, il mercoledì sera dalle 21 alle 23. Il programma è ricco di interventi e ha lo scopo di illuminare i tanti aspetti meno noti delle opere del Professore di Oxford che spaziano dalle lingue alla musica, dagli abiti alla produzione di fan film, senza dimenticare i personaggi e i mostri: un focus particolare sarà dedicato, infatti, a Tom Bombadil, forse il più enigmatico dei tanti attori del capolavoro tolkieniano, mentre un’analisi approfondita sarà concentrata sull’influenza che il drago Smaug ha avuto su contemporanei ed eredi dello scrittore inglese. Iscrizioni alle lezioni: 10 euro a lezione. Ci si può iscrivere anche la sera stessa delle singole lezioni dalle 20.45 alle 21.00. Si può scaricare la locandina del corso qui.

Il programma completo:

Istituto tomistico di Modena 8 Gennaio: Le lingue di Nani, Orchi e Hobbit Relatore: Gianluca Comastri
15 Gennaio: Gli abiti della Terra di Mezzo
Relatore: Daniela Mastroddi
22 Gennaio: Tra Mostri e Draghi
Relatore: Roberto Arduini
29 Gennaio: Chi è Tom Bombadil?
Relatori: Claudio Testi e Mario Enrico Cerrigone
5 Febbraio: La musica nella Terra di Mezzo
Relatore: Edoardo Volpi Kellerman
12 Febbraio: Un mito che continua: i fan film
Relatori: Wu Ming e il cast di Diari dalla Terza Era