Marche, il programma dei Cavalieri del Mark

Cavalieri del MarkI Cavalieri del Mark, divenuti associazione nel gennaio 2016, organizzatori di eventi tolkieniani fin dal principio, propongono anche questo autunno un serie di incontri che approfondiranno le opere del Professore. Già promotori della mostra su Lo Hobbit dal titolo In te c’è più di quanto tu creda: l’avventura umana secondo Tolkien ne Lo Hobbit che si tenne a Castelfidardo dal 23 aprile al primo maggio, lo smial marchigiano continua la sua crescita. Per l’occasione abbiamo intervistato Giuseppe Scattolini, presidente dei Cavalieri del Mark: buona lettura!

Lo smial è attivo da alcuni anni. Siete cresciuti e avete fatto tesoro di quali esperienze?
«Sì, il nostro smial è cresciuto. Senza nemmeno accorgersene, I Cavalieri del Mark hanno passato un altro anno insieme. La nostra amicizia si è approfondita, e col tempo abbiamo via via maturato la nostra identità. Sono state le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare e le esperienze e gli errori, e le cose buone, che abbiamo fatto insieme, a farci scoprire quello che noi oggi chiamiamo “il nostro metodo”, che è la strada attraverso cui noi camminiamo e seguiamo le orme del Professore di Oxford, J.R.R. Tolkien, secondo l’eredità che ci ha lasciato».

Ci può spiegare meglio il vostro metodo?
«Per rispondere devo fare una lunga premessa, partendo dalle molte particolarità e limitazioni del nostro smial».

Avete avuto difficoltà all’inizio?
«Sì. Solitamente, e che io sappia, nessun gruppo di tolkieniani in Italia ha mai dovuto affrontare, o ha mai affrontato, una realtà come quella che ci siamo trovati davanti. Anzitutto, il primo problema che abbiamo avuto è stato quello della distanza. Mentre tutti gli altri in Italia e in giro per l’Europa ed il mondo frequentano i Tolkieniani della propria città o vicino casa propria, il nostro gruppo si è trovato ad affrontare anzitutto una distanza geografica non del tutto indifferente. Maturare un’amicizia attraverso la frequentazione costante e settimanale, o magari giornaliera, permette di rendere i legami più solidi. Noi ci abbiamo invece messo molti mesi a conoscerci, ed ancora non ci conosciamo davvero bene. Alcuni di noi si vedono solo poche volte, due o tre, ogni anno, ed è già una stima al rialzo.
Inoltre, tra noi non ci sono studiosi di Tolkien. Mi sono reso conto che se due persone non si conoscono ma hanno un interesse di studi in comune possono rompere il ghiaccio iniziando a parlarne. Io mi ricordo ancora il nostro primo incontro, nell’ottobre del 2015, quando non sapevamo nulla dell’altro e mai abbiamo saputo impostare un discorso su Tolkien: abbiamo sempre e solo avuto la nostra passione da condividere.
Infine, anche le nostre provenienze culturali, relative alla visione del mondo, alla politica, al credo religioso, sono diverse!».

I Cavalieri del MarkQuindi, solo col tempo avete trovato il vostro metodo?
«Il panorama tolkieniano con cui abbiamo dovuto confrontarci era vasto, con vari gruppi ed associazioni in competizione, e nessuno pronto a fidarsi di noi. Solo l’AIST lo ha fatto fin da subito: una cosa che non dimenticheremo mai. Inoltre abbiamo notato un distacco che, per quanto evidente, pochi cercano di colmare, tra studiosi di Tolkien, che mettono in campo bibliografie chilometriche, e gli appassionati come noi, lasciati tristemente a parlare solo dei film o dei personaggi preferiti del Signore degli Anelli, e la cui massima ambizione è un tatuaggio con la traslitterazione (nemmeno la traduzione) del proprio nome in elfico, o simili.
Ecco, noi ci siamo ritrovati gettati in tutto questo, esattamente come accadde a Bilbo, in un’avventura certamente più grande di noi. Ma, piano piano, abbiamo trovato la nostra strada: siamo stati in effetti quasi “costretti” dalle circostanze a mettere in pratica ed a fare nostra l’eredità di Tolkien. Non che la lettura di Tolkien ci abbia dato come evidenti e necessarie tutte queste cose. Ma, proprio grazie ai nostri “limiti”, abbiamo dato un valore alla diversità intensissimo e cruciale, cardinale, perché abbiamo capito, con Tolkien, che la crescita dell’identità avviene davvero solo attraverso una comprensione reciproca, e che la comprensione reciproca avviene, di contro, realmente solo se si dà valore alle identità e si permette loro di crescere insieme, non ‘a fianco’ l’una dell’altra, ma l’una “dentro” l’altra».

E come avete messo in pratica il vostro “metodo”?
«Abbiamo iniziato dal web, anche se non era immediato o auto-evidente il progetto della nostra pagina. È iniziato giusto per far conoscere la nostra associazione. Ma con questo è piano piano cresciuto il nostro metodo, e via via sempre più è questo che abbiamo proposto alle persone. Farci conoscere non è stato facile, abbiamo lavorato tanto, sia sulla pagina Facebook che dal vivo, e vediamo sempre più partecipazione, sempre più voglia di essere “vivi” delle persone. Certamente, affinché un progetto e un metodo del genere abbiano realmente presa e significato, e se ne vedano gli effetti, ci vorrà del tempo, ma il paragone migliore è quello con “l’albero”: più il tempo passa, più il tronco si fortifica, le foglie crescono e divengono più belle, ed in primavera arrivano i fiori e i frutti, e questo perché le radici si ramificano sempre più e vanno sempre più a fondo. Noi abbiamo deciso di non gettare il nostro seme sui sassi, dove presto fiorisce ma alla prima intemperia viene sradicato perché non ha forza. Abbiamo scelto di coltivare la terra buona, e di non avere fretta, e di vedere crescere questa pianta. Ci vorrà quanto ci vorrà, fiorirà. Anche qui seguiamo Tolkien: il significato del suo albero delle storie non sta solamente nel fatto più visibile che ogni foglia e ramo dell’albero rappresentano una storia, ma piuttosto come le fiabe mettano in noi radici e danno frutto, seppure nel tempo ed in modo inaspettato».

Nel concreto cosa siete riusciti a organizzare. Potete descriverci quelle di quest’anno?
«Il nostro programma si divide ormai in due semestri. Lo smial marchigiano dei Cavalieri del Mark ha organizzato una serie di interventi tra gennaio e maggio scorso, approfondendo diversi aspetti delle opere tolkieniane. Abbiamo poi ripreso le attività il 23 settembre scorso riunendoci a Montegranaro per festeggiare lo Hobbit Day, il compleanno di Bilbo e Frodo Baggins. E dal 7 ottobre abbiamo iniziato il nostro programma autunnale, con un incontro sulle opere cosiddette minori di Tolkien».

Libri: The SilmarillionIn calce mettiamo le attività del programma. In futuro avete altri progetti?
«Per il futuro abbiamo progetti, o meglio, la volontà di proseguire per questa strada. Mentre il senso del programma che pensiamo annualmente rispecchia la nostra volontà di aprire sempre di più Tolkien alla comprensione e all’amore e alla passione delle persone, abbiamo un obiettivo molto chiaro e più a lungo termine: 1) far innamorare le persone del Silmarillion. Non ci si può limitare a leggere Tolkien solo nelle sue opere più conosciute e popolari, Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Per questo vogliamo realizzare una mostra sul Silmarillion.
2) Concretamente, in futuro abbiamo in mente di fare un convegno sulle lettere, che verranno, grazie all’AIST, ripubblicate il prossimo 3 gennaio. 3) Pensiamo poi sia fondamentale fare almeno un tentativo di mettere in piedi un seminario di lingua inglese, per imparare insieme l’inglese, appunto, sui testi di Tolkien: così ho fatto io da auto-didatta, e se trasmetto tutte le altre mie esperienze vorrei provare a trasmettere anche questa, che credo possa essere più che importante per permettere alle persone di mettersi a leggere Tolkien in piena autonomia, senza dipendere sempre dagli altri e dalle loro traduzioni. 4) Inoltre, il prossimo 22 settembre saremo a Dozza con i nostri amici di AIST, a FantastikA, per tenere un incontro sugli Hobbit in occasione dell’anniversario di nascita di Bilbo e di Frodo, e sarà bello festeggiare con loro questa data. Per il resto, potremmo anche fare altro, sempre tenendo come stella polare l’apertura totale di tutti i testi di Tolkien, per promuoverne una conoscenza integrale, perché non esistono né testi secondari né opere minori, per nessun autore e in modo particolare, ne siamo convinti, per il Professore di Oxford e Leeds (perché forse altro punto che viene sempre un po’ messo in secondo piano è che per anni Tolkien ha insegnato anche a Leeds, mentre Oxford è sempre sulla bocca di tutti)».

Un ultimo pensiero prima di salutarci?
«Infine, vorrei riassumere in poche parole la nostra esperienza, riportando quanto scrissi sulla nostra pagina qualche tempo fa: “Sono diventato davvero un tolkieniano perché qualcuno me lo ha detto. Fu Roberta Tosi, presidente degli Argonath di Verona, a chiamarmi così per la prima volta. “Tu sei un tolkieniano vero, un tolkieniano doc” mi diceva. Da quella volta, per me è rimasto quello il significato di “essere tolkieniano”. Non significa avere le medesime convinzioni del Professore. Non significa conoscere le sue opere a memoria. Non significa nemmeno vivere facendo dei suoi testi un codice etico e teorico entro cui racchiudere la propria vita. Essere un tolkieniano significa… non so dirlo bene. Amare, farsi ispirare, raccogliere e fare propria l’eredità che Tolkien, come un padre, ci ha lasciato. In qualche modo, essere tolkieniani significa essere suoi figli. Egli ci ha resi tali dischiudendo il suo cuore nelle sue opere, nel dono del suo genio e di tutto sé stesso. Ed allora, proprio come dei figli, dobbiamo oggi appressarci a ciò che di lui è vivo, che è la sua eredità che vive in noi, e che siamo noi”. Di qui, la mia e la nostra eterna amicizia e gratitudine a chi ci ha dato tanto, come Roberta e gli Argonath di Verona, e a chi fin da subito ha avuto fiducia in noi, l’AIST, in special modo nelle persone di Roberto Arduini e Claudio Antonio Testi. Senza Tolkien, nostro padre, noi, suoi figli, non saremmo qui a raccontarlo».

L’AIST a Lucca: seminari, incontri e il calendario

Lucca C&G 2017Mancano poco più di dieci giorni all’inizio di Lucca Comics and Games, il Festival internazionale dedicato al fumetto, al gioco e all’illustrazione, che si terrà a Lucca dal 1 al 5 novembre. Come già annunciato l’AIST sarà presente, con il suo stand nel padiglione Games di viale Carducci, e anche questa volta ha in serbo un ricco programma dedicato al Professore, che renderà indimenticabile l’appuntamento più atteso dell’anno da tutti gli amanti del fantastico.

Lords for the Ring 2018: 10.000 volte grazie!

Lords for the Ring 2018 coverSabato 14 ottobre si è conclusa la prima tappa del viaggio dei Lords for the Ring 2018: i 40 giorni del crowdfunding sono passati ed i risultati hanno superato le nostre più rosee aspettative. Non solo abbiamo superato la cifra necessaria per finanziare il progetto e battuto il record dello scorso anno, ma avete continuato a sostenerci fino a sfondare il tetto dei 10.000 euro!
Con un risultato finale di 10.395 euro raccolti, il successo del calendario, che riunisce i più grandi illustratori fantasy italiani, dimostra che l’attenzione per l’arte tolkieniana nel nostro paese è ancora viva e fiorente, tanto da permettere di stampare un’edizione deluxe che sarà una vera perla anche per i collezionisti più esigenti. Dopo il percorso compiuto nell’universo tolkieniano col calendario proposto nel 2016, il 2017 ci porta ad approfondire le terre inesplorate dalla cinematografia del Silmarillion: scoprite con noi quali meraviglie hanno in serbo per voi i sette Lords!

Roma, c’è anche Tolkien al Circolo Scandinavo

Circolo Scandinavo di Roma 03I fiordi, i mari in tempesta e le aspre scogliere, ma anche le avventure fiabesche di creature magiche e le saghe dei popoli antichi che piacevano tanto a J.R.R. Tolkien e che tornano anche nelle sue opere, ispirano oggi anche il rock progressive scandinavo. Il 14 ottobre dalle 15 alle 18,30 sulla meravigliosa terrazza del Circolo Scandinavo di Roma, in via della Lungara 231, verrà presentata la stagione di concerti e manifestazioni culturali del Live eXperiment, l’associazione che da anni organizza concerti con band nordiche. E un piccolo spazio sarà dedicato anche all’autore del Signore deli Anelli e all’AIST.

Tolkien e Ildegarda tra erbe e pietre magiche

Tolkien LabL’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena e l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani promuoveranno, all’interno delle spazio condiviso dei TolkienLab, un incontro il 19 ottobre su J.R.R. Tolkien e Ildegarda di Bingen (seguite gli aggiornamenti sull’evento facebook “Tra pietre magiche ed erbe curative”). La relatrice della serata sarà Elisabetta Marchi, socia AIST che di recente ha presenziato alla sessione tolkieniana del Festival del Medioevo e i cui saggi La Contea di Saruman e Bilbo Baggins e la Contea: una carriera deviante sono scaricabili dal nostro sito. L’impegno di Elisabetta nel diffondere la conoscenza dell’opera tolkieniana riguarda anche gli ambiti scolastici: è infatti promotrice del progetto un Hobbit a Pontelago.
Le cediamo la parola, cosicchè ci presenti lei stessa i contenuti della serata.

Cresce lo smial di Firenze: il programma

A Lothlórien gli Elfi sognano, ma non dormono! Nuove iniziative bollono in pentola da oggi a dicembre. Avevamo già scritto delle attività di Lothlórien, nato come gruppo di lettura nel giugno 2005, divenuto nel novembre 2006 lo smial Lothlórien di Firenze (ora denominato anche La Musica degli Ainur: Smial di Firenze), naturalmente iscritto alla Tolkien Society, e da qualche anno particolarmente attivo e vivace (potete leggere tutta la storia qui). Per le sue numerose attività lo smial ha scelto il Punto di Lettura “Luciano Gori” della BiblioteCanova Isolotto del Quartiere 4 di Firenze. Capeggiato dal referente Simone Bonechi, studioso e saggista tolkieniano di lunga data, dopo un primo ciclo di letture su Il Signore degli Anelli, nel primo semestre dell’anno, lo smial ha alzato il livello degli incontri, con serate a tema animate da Bonechi e le giovani dottoresse Valentina Fatichenti e Maila Lodoli. A partire da aprile, inoltre, si è tenuto anche un Gruppo di Lettura sul Silmarillion, una volta al mese per tre mesi, nel dopocena del lunedì, secondo la formula già sperimentata negli anni passati con il Gruppo di Lettura del Signore degli Anelli.

Una casa per Tolkien nascerà a Dozza

Dozza: piazzetta Montmatre«Quanto vorrei essere a casa nella mia bella casa accanto al fuoco, con la cuccuma che comincia a fischiare». Quante volte Bilbo Baggins ha detto, anche tra sé, questa frase ne Lo Hobbit? Il personaggio tra i più amati dagli appassionati di J.R.R. Tolkien pensa a casa sua continuamente, perché naturalmente la sua non è una casa qualsiasi, ma una casa Hobbit e questo vuol dire una casa calda, accogliente e piena di tantissime cose interessanti. È proprio così che l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani pensa alla propria casa, a quella che sarà la sua sede: una dimora accogliente per tutti i lettori del professore di Oxford e gli appassionati della Terra di Mezzo e delle due trilogie cinematografiche realizzate da Peter Jackson. Una casa, una sede, un centro studi e una galleria espositiva: tutto insieme, tutto da visitare.

L’autunno dei Rohirrim: gli incontri a Verona!

Incontri Cavalieri delle Marche 2017L’Associazione Culturale Rohirrim di Verona propone per quest’autunno un ciclo di incontri tenuti da soci ed amici dell’associazione stessa, che hanno approfondito personalmente alcuni aspetti e temi legati a Tolkien, e che si sono resi disponibili a condividere i frutti delle loro ricerche con altri appassionati nel corso di quattro conferenze pomeridiane.
Gli appuntamenti proposti si prefiggono di esplorare da una parte le “sorgenti” storico-culturali che hanno influenzato la persona e l’opera di Tolkien, dall’altra gli elementi del suo universo letterario che hanno costituito a sua volta fonte d’ispirazione per ulteriori produzioni artistiche, letterarie e cinematografiche.

Lucca C&G 2017: ecco i Tolkien Seminar!

Lucca Comics 2015: seminario di Becky DillonLucca Comics and Games, il Festival internazionale dedicato al fumetto, al gioco e all’illustrazione, che si terrà a Lucca dal 1 al 5 novembre. L’AIST non mancherà e come ogni anno, terrà i suoi seminari durante Lucca Comics & Games, all’interno di Lucca Games Educational con l’obiettivo di approfondire alcuni aspetti delle opere di J.R.R. Tolkien, anche su tematiche meno conosciute. Secondo una struttura ormai consolidata, gli Educational vogliono offrire un panorama quanto più completo possibile del mondo del gioco, e dell’immaginario fantastico in generale: creazione di giochi, letteratura e illustrazione a tema fantastico, giornalismo e informazione di settore; il tutto con l’obiettivo di diffondere la cultura ludica in ogni sua sfaccettatura, tra gli scopi principali della manifestazione. Invariata la struttura degli incontri: seminari a numero chiuso di massimo 20 partecipanti, rivolti primariamente a professionisti del settore ma anche ad autori dilettanti, insegnanti, impresari ed appassionati “avanzati”, rappresentanti del mondo delle associazioni ed esponenti della cultura ludica e fantastica italiana in generale. Ogni seminario avrà un carattere il più possibile teorico/pratico: l’obiettivo è sempre quello di avviare un confronto costruttivo tra l’esperienza personale sul tema del relatore e quelle dei partecipanti. È possibile iscriversi a un qualsiasi numero di seminari, ma non a seminari che si svolgono nello stesso orario. Naturalmente i seminari di Lucca Games Educational sono ad accesso gratuito: è sufficiente avere il biglietto dell’ingresso per il giorno dell’incontro. È però richiesta l’iscrizione inviando una e-mail alla segreteria degli Educational presso l’indirizzo email educational(at)luccacomicsandgames.com.
Consigliamo di leggere attentamente tutte le istruzioni per l’iscrizione nella pagine della sezione Educational.
Eccovi di seguito il programma dettagliato dei seminare che l’AIST proporrà e che si terranno a Villa Gioiosa:

Seminario_Arduini-Gianotto 2017LE LINGUE DEGLI ELFI TRA STORIA E SCRITTURAGiovedì 2 Novembre, ore 14:00 – 16:00, con Roberto Arduini, presidente AIST, e Sara Gianotto, responsabile eventi culturali AIST ed editor di Eterea edizioni.
Come sappiamo, l’origine di tutte le storie di J.R.R. Tolkien è nel suo amore per le lingue: fu per dare vita alle lingue elfiche che il Professore decise di creare un popolo che le parlasse, e un mondo nel quale questi potessero vivere e creare storie e leggende. Il seminario è dedicato alle lingue elfiche e all’arte di scrivere in Tengwar. Si potranno così scoprire i segreti del sistema di scrittura inventato da Tolkien verso il 1931, con i diversi modi del Quenya e Sindarin e per tradurre in inglese e italiano.
Considerato il grande interesse che suscitano le eleganti lingue elfiche e le lettere feanoriane, proporremo questo seminarioanche Sabato 4 Novembre, dalle ore 14:00 alle 16:00.

Seminario_Barbara_Sanguineti 2017IL SILMARILLION, UN PANTHEON TRASCESO: LA NATURA DEI VALAR E LA LORO EVOLUZIONEVenerdì 3 Novembre, ore 14:00 – 16:00, di Barbara Sanguineti – responsabile culturale AIST.
Come spesso accade nel mondo secondario di Tolkien, anche le figure dei Valar risentono dell’influenza sia delle leggende pagane sia della tradizione cristiana. Emanazioni della mente del creatore Eru, ciascuno presiede a una determinata sfera di competenza, eppure tutti operano entro limiti prefissati e talora cruciali per le sorti del mondo. Inoltre, letterariamente parlando, questi «esseri angelici» non sono immuni dalla rielaborazione costante cui è stato sottoposto tutto il Legendarium: tra le prime stesure e Il Silmarillion ci sono significative differenze nel novero dei Valar, che lo distaccano dai pantheon tradizionali per renderlo più originale e consono alla poetica dell’autore.

silmarillion homeDAL SIGNORE DEGLI ANELLI AL SILMARILLION: LE DIFFICOLTà DI TRADURRE J. R. R. TOLKIENVenerdì 3 Novembre, ore 16:30 – 18:30, di Giampaolo Canzonieri – saggista e traduttore, responsabile AIST dei rapporti con l’estero.
Le tre principali opere di Tolkien – Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion – pongono da sempre molti problemi di traduzione. Il seminario offrirà una panoramica di come l’autore abbia saputo mescolare sapientemente i diversi registri linguistici, sia in relazione alla narrazione che ai personaggi. Tolkien inoltre si prese particolarmente cura del problema della traduzione dei nomi e prese delle “precauzioni”. La seconda parte ripercorrerà poi la storia delle traduzioni delle tre opere attingendo alle interviste fornite dai traduttori “storici” delle edizioni italiane, edite rispettivamente nel 1973 (Adelphi), 1967-70 (Astrolabio e Rusconi) e 1978 (Rusconi).

Lords for the Ring 2018 -Angelo MontaniniDIETRO LE QUINTE DEL CALENDARIO THE LORDS FOR THE RINGDomenica 5 Novembre, ore 11:30 – 13:30, di Angelo Montanini – socio AIST e illustratore professionista.
La seconda edizione del calendario Lords for the Ring dedicata a Il Silmarillion, è stata una sfida che i nostri artisti hanno accettato con la consapevolezza della maggior difficoltà che il progetto avrebbe presentato rispetto al precedente anno. I film di Peter Jackson basati sulle due opere più conosciute di Tolkien avevano avuto un enorme successo e moltissime persone, anche non appassionate, conoscevano benissimo l’argomento trattato, di contro con Il Silmarillion nulla poteva essere dato per scontato e tutto andava spiegato in modo chiaro, per evitare che i fruitori non fossero solo i super-esperti della materia. Con questo spirito i sette Lords hanno progettato e sviluppato l’opera in questione e durante questo seminario saranno raccontati i loro come, i loro perché e i dietro le quinte.

– Vai alla pagina del programma degli incontri
– Vai alla pagina del seminario AIST 1 a Lucca Comics and Games
– Vai alla pagina del seminario AIST 2 a Lucca Comics and Games
– Vai alla pagina del seminario AIST 3 a Lucca Comics and Games
– Vai alla pagina del seminario AIST 4 a Lucca Comics and Games
– Vai alla pagina del seminario AIST 5 a Lucca Comics and Games
– Vai al sito di Lucca Comics and Games

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Ottobre, l’AIST a Romics: tra arte e lingue elfiche

Manifestazioni: RomicsDal 5 all’8 ottobre torna il Romics, festival internazionale del fumetto, dell’animazione, del cinema e dei games, giunto alla sua ventiduesima edizione. La Fiera di Roma si popolerà di disegnatori, cosplayer, ospiti d’eccezione, nonché moltissimi espositori, tra i quali non poteva mancare l’AIST. Quattro giorni da non perdere per gli amanti della fantasia, tolkieniani in prima fila.
Vi aspettiamo numerosi allo nel padiglione 5!

A Ferrara torna un Hobbit a Pontelago…

Lo Hobbit e la mappa di ThrorDopo la prima esperienza dell’anno scorso, ritorna anche quest’anno in una veste rinnovata il
progetto “C’è un Hobbit a Pontelago…”, coinvolgendo molte più classi di ordine e grado. In occasione dell’ottantesimo anniversario della prima uscita de Lo Hobbit, il 21 settembre 1937, ha preso così avvio questa iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, mirata alla diffusione della conoscenza di J.R.R. Tolkien in ambito scolastico e destinata alle classi primarie e secondarie di primo grado dell’Istituto Comprensivo 6 Cosmè Tura di Pontelagoscuro (Ferrara).

Lo Hobbit compie ottant’anni!

The Hobbit cover bookSono passati solo pochi giorni da quando abbiamo festeggiato i quarant’anni del Silmarillion, ma oggi, 21 settembre, è il turno de Lo Hobbit: le avventure di Bilbo compiono ben ottant’anni, il doppio delle antiche storie elfiche! Pubblicato il 21 settembre del 1937, Lo Hobbit fu la prima opera di fantasia che Tolkien diede alle stampe.
Le 1500 copie della prima edizione, illustrata dal Professore stesso, furono esaurite in meno di due mesi.
Ci sarebbero voluti ben 36 anni perché Lo Hobbit, o, La riconquista del tesoro comparisse in Italia, nel 1973, anno in cui Tolkien ci lasciava per ricongiungersi alla sua amata Edith.

Hobbit Day 2017: all’estero e in Italia

Hobbit dayLa fine di settembre è un periodo speciale per gli appassionati di J.R.R. Tolkien. Il 22 settembre si festeggia lo Hobbit Day, giornata che è anche parte della Tolkien Week. Lo Hobbit Day commemora il compleanno di Bilbo e Frodo Baggins, raccontato nel Signore degli Anelli: fu la American Tolkien Society, società successivamente chiusa e poi ricostituita, a proclamare per prima lo Hobbit Day e la Tolkien Week nel 1978, così definendoli: «La Tolkien Week si osserva nella settimana contenente il 22 settembre che è sempre festeggiato come lo Hobbit Day». A causa delle discrepanze tra il calendario della Contea degli Hobbit e il calendario gregoriano, c’è un certo dibattito su quando celebrare lo Hobbit Day, dal momento che l’attuale compleanno sarebbe tra il 12 settembre e il 14 secondo nostro calendario, come spiegato nelle Appendici del Signore degli Anelli (a questa differenza temporale abbiamo anche dedicato un approfondimento: Il compleanno di Bilbo? Probabilmente è oggi!). Quest’anno poi lo Hobbit Day cade proprio il giorno dopo un’altra ricorrenza: il 21 settembre è infatti l’ottantesimo anniversario della pubblicazione de Lo Hobbit (1937).

Il Silmarillion compie quarant’anni!

copertina Il Silmarillion“There was Eru, the One, who in Arda is called Ilúvatar; and he made first the Ainur, the Holy Ones, that were the offspring of his thought, and they were with him before aught else was made. And he spoke to them, propounding to them themes of music; and they sang before him, and he was glad.”
(Esisteva Eru, l’Unico, che in Arda è chiamato Ilúvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, Coloro che sono santi, progenie del proprio pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altra cosa fosse creata. Ed egli parlò loro, proponendo loro temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto.)Eru Iluvatar - Jian Guo
Pochi tra gli appassionati tolkieniani non riconosceranno queste parole: così si apre l’Ainulindalë, “La Musica degli Ainur”, il primo capitolo del Il Silmarillion, la raccolta di leggende che, partendo dalla cosmogenesi, narra le antiche storie degli Elfi e degli uomini. Christopher Tolkien diede alle stampe Il Silmarillion 40 anni or sono, nel 1977, proprio questo stesso giorno (in Italia sarebbe apparso l’anno successivo). Invero questo settembre si prospetta come un mese di celebrazioni tolkieniane: oltre a festeggiare l’uscita del Silmarillion, giovedì 21 ricorre l’ottantesimo anniversario della pubblicazione de Lo Hobbit (1937) e venerdì 22 cade il compleanno di Bilbo e Frodo Baggings.

L’autunno dell’AIST: due convegni, due festival e due fiere

Stand AISTFinita la torrida estate con le piogge tanto attese, ecco che ricominciano le attività anche della nostra Associazione. Settembre è il mese tolkieniano per eccellenza visto che vi cadono due anniversari importanti, come l’anniversario della scomparsa di Tolkien – il 2 settembre – e il compleanno di Bilbo e Frodo Baggins, chiamato Hobbit Day – il 22 settembre – festeggiato ormai in tutto il mondo. In passato il mese era anche l’occasione per tenere eventi dedicati a J.R.R. Tolkien in molte parti d’Italia, ma il 2017 vede un impoverimento di questa consuetudine, con l’unica eccezione del Raduno tenuto a San Marino, di cui abbiamo scritto qui. Con l’arrivo dell’autunno, però, anche l’AIST torna a incontrare gli appassionati con una fitta serie di eventi con al centro il Professore.
E si tratta di cose importanti: due convegni, due festival e due fiere.

Festival del Medioevo: una sessione per Tolkien

Festival del MedioevoNello stesso mese in cui celebriamo il compleanno di Bilbo e Frodo Baggings e ricordiamo la scomparsa del Professore, Tolkien con l’AIST si guadagna un posto d’onore in quello che è probabilmente il più grande evento culturale dedicato al Medioevo in Italia: si tratta del Festival del Medioevo di Gubbio. Giunto alla terza edizione, il Festival del Medioevo si terrà dal 27 settembre al 1 ottobre 2017: un lungo elenco di storici, saggisti, filosofi, scrittori, registi e giornalisti riuniti per cinque giorni in cui si affronteranno dieci secoli di Storia. Aperto dallo storico Franco Cardini e patrocinato dal CISAM, il Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto, il Festival del Medioevo proporrà mostre, mercati, esibizioni, spettacoli, ma soprattutto appuntamenti culturali tra i quali spicca un’intera sessione dedicata a Tolkien la mattina di sabato 30 settembre.

Dal 3 gennaio 2018 le lettere di Tolkien

AIST alla Bologna Children's Book FairIl 3 gennaio è una data importante per gli appassionati J.R.R. Tolkien perché si festeggia appunto il Tolkien toast il brindisi in onore del Professore che nacque proprio il 3 gennaio del 1892. Quest’anno però sarà un momento importante per i lettori italiani: fuori catalogo da molti anni, proprio in quel giorno torneranno le Lettere! La fantastica novità è stata annunciata durante l’intervento Camminare tra gli Elfi: le difficoltà di tradurre J. R. R. Tolkien con Roberto Arduini (presidente AIST), Giampaolo Canzonieri (saggista e traduttore AIST) e Lorenzo Gammarelli (traduttore AIST), tenutosi alla Bologna Children’s Book Fair il 4 aprile scorso. Ora però c’è anche l’ufficialità degli operatori di settore: sugli store online – da Amazon.it a Feltrinelli.it – il libro è segnalato in uscita nel giorno più amato dai lettori.

Lords for the Ring 2018: prendi il tuo calendario!

AIST a Lucca C&G 2016Una campagna raggiunta in due giorni, oltre 300 sostenitori online, 100 copie deluxe esaurite in 24 ore, oltre 4500 persone all’anteprima tenutasi a Fantastika, la Biennale del Fantastico a Dozza, circa 1000 persone alla presentazione ufficiale a Lucca Comics con le autorità, il sindaco, il direttore del Festival e soprattutto i sette Lords, gli artisti che hanno realizzato il calendario,
Locandina mostra WOW Lords for the Ringche poi per cinque giorni hanno accolto allo stand dell’AIST gli appassionati per firmare autografi, fare dediche e realizzare disegni. Tre seminari e due workshop esauriti in ogni ordine e grado, circa 500 copie vendute in soli cinque giorni e la tiratura esaurita in meno di due mesi. E ancora una mostra che dopo Lucca Comics and Games, ha girovagato per l’Italia, passando per il WOW – Il museo del fumetto di Milano, e il Salone Internazionale del Libro di Torino. Tutto questo è il calendario AIST 2017 “Lords for the Ring” – I Maestri del fantasy italiano incontrano Tolkien”, che ha visto protagonisti Paolo Barbieri, Ivan Cavini, Alberto Dal Lago, Edvige Faini, Angelo Montanini, Dany Orizio e Lucio Parrillo. Un piccolo fenomeno che ora sta per tornare.

Il viaggio con i Lords sta per ripartire!

Lords for the Ring 2018Un anno fa in questo periodo, fremevamo dall’impazienza: stava infatti per partire il crowdfunding su Eppela per la prima edizione del Lords for the Ring, il Calendario ispirato alle opere di Tolkien. L’idea era nata mesi prima grazie a Paolo Barbieri, che ha poi raccolto intorno a sé gli altri sei Lords, Ivan Cavini, Alberto Dal Lago, Edvige Faini, Angelo Montanini, Dany Orizio e Lucio Parrillo, e coinvolto noi dell’AIST.
Su Eppela abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato in poco più di 48 ore; il percorso si è poi concluso a Lucca Comics&Games, dove abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo moltissimi sostenitori del progetto che sono passati al nostro stand. Vedervi di persona, e scoprire che il nostro progetto vi è piaciuto è stata la soddisfazione più grande: grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto il progetto è diventato realtà, e la tiratura del Calendario è andata esaurita entro dicembre scorso.
Nei mesi successivi, la mostra del Calendario, esposta per la prima volta a Lucca C&G, ha girato su e giù per l’Italia, dal WOW – Il museo del fumetto di Milano, al Salone Internazionale del Libro di Torino, mentre noi già stavamo pensando a cosa Crowfunding fantasy is comingproporre per l’anno venturo. Questo perché sin da subito avevamo deciso di non volerci fermare alla prima edizione, ma di creare un progetto continuativo, che desse un nuovo impulso all’arte tolkieniana in Italia.
Quindi eccoci qui, pronti a ripartire: i sette Lords sono stati convocati, e noi siamo pronti!
Per quest’anno abbiamo preparato sorprese ancora più grandi, e più ci sosterrete, più avrete modo di scoprirle: sketch originali, momenti unici da vivere insieme, gadget esclusivi, chicche d’autore e altro ancora. Tra pochissimo partiremo con il crowdfunding che avrà nuovamente, come punto di arrivo, Lucca Comics&Games.
L’appuntamento è quindi lunedì 4 settembre alle 17 su Eppela: seguiteci su facebook per restare aggiornati su tutte le novità.
In che terre ci porteranno questa volta i nostri Lords? Un indizio: occorre prepararsi bene!
Crowdfunding is coming!

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ARTICOLI PRCEDENTI:
– Leggi l’articolo I Lords for the Ring per il calendario AIST
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Tornano i saggi Hobbit: ecco la sorte di Frodo

Departure at the Grey Havens, by Ted NasmithTornano i Saggi Hobbit!
Si tratta di saggi brevi così nominati per via della loro lunghezza volutamente contenuta (ma non trascurabile) e perché redatti secondo quelli che Tolkien descrive essere i gusti hobbit: nella Prefazione al Signore degli Anelli è infatti scritto che gli hobbit “si dilettavano a riempire meticolosamente libri interi di cose che già sapevano, in termini chiari e senza contraddizioni.”.
Il proposito di questa rubrica è di fornire basi solide e affidabili su cui poter costruire altri ragionamenti e ci auguriamo che i nostri lettori vorranno aggiungere nei commenti le loro riflessioni ed opinioni.
Dopo i primi due saggi proposti ai nostri lettori, incentrati rispettivamente sugli Anelli del Potere e sugli Orchi, l’argomento che viene affrontato oggi è il viaggio di Frodo all’Ovest. Norbert Spina analizza i motivi e le implicazioni dell’inusuale destino del Portatore dell’Anello.

Come sanno tutti i lettori de Il Signore degli Anelli, alla fine del romanzo i portatori degli Anelli vanno ad Ovest.
Nel libro non molto è spiegato del perché anche a Bilbo e Frodo sia permesso partire verso Aman, anche se ci sono alcuni indizi. Per esempio le parole di Frodo, quando i quattro Hobbit e Gandalf stanno ritornando verso la Contea. Ecco come Tolkien descrive la scena:

“Finalmente i passi degli Hobbit si volsero verso casa. Erano desiderosi di rivedere la Contea, ma da principio cavalcarono lentamente, perché Frodo si era sentito a disagio. Giunti al Guado del Bruinen si era fermato, riluttante ad avventurarsi nel fiume; ed essi si accorsero che per qualche tempo i suoi occhi non vedevano né loro né le cose circostanti. Era stato silenzioso per tutto il giorno. Era il sei di ottobre.
Sam and Shelob - John Howe“Stai soffrendo, Frodo”, disse Gandalf dolcemente, cavalcandogli a fianco.
“Be’… sì”, disse Frodo. “È la spalla. La ferita fa male, e il ricordo dell’Oscurità pesa su di me. Fu esattamente un anno fa”.
“Ahimè! Vi sono ferite che non guariscono mai del tutto!”, disse Gandalf.
“Temo che per la mia sarà così”, disse Frodo. “Non esiste un vero ritorno. Anche tornato nella Contea, essa non mi parrà più la stessa, perché io sono cambiato.
Sono ferito da pugnale, pungiglione e denti, e da un gravoso fardello. Dove troverò riposo?”.
Gandalf non rispose.”

(Il Signore degli Anelli VI.7 “Verso Casa”)

Sfortunatamente alla traduzione italiana è sfuggita una frase, riportata qui sopra in tondo. Frodo risente della ferita del pugnale Morgul, del veleno di Shelob, dell’amputazione del dito dovuta ai denti di Gollum ma, soprattutto, alla lunga lotta contro l’Anello e l’effetto combinato di queste ferite, ma più ancora del suo viaggio difficile e pericoloso verso Monte Fato lo stanno in qualche modo cambiando, come probabilmente sta iniziando a capire lui stesso.

Ma c’è già chi ha percepito che Frodo potrebbe essere stato ferito più profondamente di quanto egli stesso abbia compreso. Arwen è la prima a capire che Frodo potrebbe aver necessità di andare all’Ovest: non per niente è figlia di Elrond, e tramite lui discendente di Lúthien, oltre ad essere nipote di Galadriel, e ha la saggezza di lunghi anni (ben oltre 2500). Pertanto dice a Frodo:

Arwen - John Howe“Io ti farò un dono. Perché io sono la figlia di Elrond: non partirò con lui quando si recherà ai Porti, perché la mia scelta è quella di Lúthien, e anch’io ho scelto come lei allo stesso tempo il dolce e l’amaro. Ma in vece mia partirai tu, Portatore dell’Anello, quando giungerà l’ora, e se lo vorrai. Se la tua ferita sarà ancora dolorante e il ricordo del tuo fardello sarà pesante sul tuo cuore, allora potrai recarti a ovest, finché tutte le tue ferite e stanchezze non siano sanate. Ma ora prendi questo in memoria di Gemma Elfica e di Stella del Vespro, i fili che si sono intrecciati con te nel tessuto della tua vita!”.
Ella prese una gemma bianca come una stella che pendeva sul suo petto da una catena d’argento, e la mise al collo di Frodo. “Quando ti sentirai turbato dal ricordo della paura e dell’oscurità”, ella disse, “questo ti sarà di aiuto”.

(Il Signore degli Anelli Vi.6 “Molte separazioni”)

E pian piano anche Frodo si rende conto di essere cambiato molto di più di quanto lui stesso pensasse e, come molti “reduci” di guerra si sente fuori posto, non riesce a reinserirsi nella sua “vecchia vita”.
Lo dice chiaramente a Sam, verso la fine del libro:

“Ma”, disse Sam, e le lacrime incominciarono a sgorgargli dagli occhi, “credevo che anche voi voleste godervi la Contea, per anni e anni, dopo tutto quello che avete fatto”.
“Anch’io lo credevo, un tempo. Ma sono stato ferito troppo profondamente, Sam. Ho tentato di salvare la Contea, ed è stata salvata, ma non per merito mio. Accade sovente così, Sam, quando le cose sono in pericolo: qualcuno deve rinunciare, perderle, affinché altri possano conservarle.

(Il Signore degli Anelli III.9 “I Porti Grigi”)

Frodo in Ithilien - Donato GiancolaMa Frodo è torturato solo dal ricordo degli orrori passati? O c’è altro ad angustiarlo?
Discorrendo con Gandalf a casa Baggins, all’inizio della sua avventura Frodo dice “Vorrei tanto salvare la Contea, se potessi farlo” (Il Signore degli Anelli I.2 “L’ombra del Passato”). Ed è probabilmente questa idea di potere tornare a casa come il “salvatore della Contea” – oltre alla comprensione dell’importanza della missione – a spingerlo ad accettare di incamminarsi da Gran Burrone per trovare la via verso la Voragine del Fato; e ad accettare, quando già è a Mordor, che la sua missione sarà senza ritorno – dato che non ha viveri per sostentarsi per l’eventuale viaggio di ritorno da Mordor.
Ma, alla fine, lui cede alla tentazione e si arroga l’Anello. Fallisce la missione, in un certo senso.
Si potrebbe discutere se ciò sia vero, ma non ce n’è bisogno. In proposito Tolkien è stato chiarissimo, nelle Lettere, ove spiega perché a Frodo (e Bilbo e, si dice, anche a Sam) sia consentito un riposo di riflessione e ricerca della serenità al di là del Mare:

“[Frodo] dapprima sembra non avere alcun senso di colpa (1); recupera la salute e la pace. Ma allora pensa di aver dato la propria vita in sacrificio: si aspettava di morire molto presto. Ma non andò così, e si può vedere l’inquietudine/insoddisfazione/disagio crescere in lui. Arwen fu la prima a riconoscere in lui tali segni e gli diede il suo gioiello per confortarlo, e pensò a un modo per guarirlo.
Lentamente “esce di scena” dicendo e facendo sempre meno. Credo sia chiaro, per un lettore attento, che quando i momenti bui lo investivano e lui era conscio di esser stato “ferito da un coltello, da un pungiglione e da un gravoso fardello” non erano solo incubi di orrori passati ad affliggerlo, ma anche un irragionevole autoincolparsi: vedeva se stesso e ciò che aveva The Tower of Cirth Ungol - Donato Giancolafatto come un completo fallimento. ‘Malgrado io possa tornare nella Contea, non mi sembrerà la stessa perché io non sono più lo stesso”. Questa in realtà era una tentazione dell’Oscurità, un’ultima scintilla di orgoglio: il desiderio di tornare come “l’eroe”, non soddisfatto di essere solo un mero strumento del Bene. Ed era mista con un’altra tentazione, più oscura e (in un certo senso) più meritata in quanto, comunque lo si voglia spiegare, in realtà lui non ha gettato l’Anello con un gesto volontario: era tentato di rimpiangerne la distruzione e di desiderarlo ancora. ‘Se n’è andato per sempre, e ora tutto è buio e vuoto’ sussurra mentre si risveglia dalla malattia nel 1420 (2).
‘Ahimé, ci sono malattie che non si possono curare completamente’ disse Gandalf (3) – non nella Terra di Mezzo. Frodo fu mandato o ebbe il permesso di andare oltre il Mare per guarirlo, se ciò era possibile, prima che morisse. Alla fine avrebbe dovuto “andarsene”: nessun mortale poteva o può vivere per sempre sulla terra, o nel Tempo. Così andò contemporaneamente a un purgatorio e a una ricompensa, per un po’: un periodo di riflessione e di pace per raggiungere una maggiore consapevolezza della propria posizione, in umiltà e in grandezza, vissuto ancora nel tempo tra le bellezze naturali di “Arda Incorrotta”, la Terra non guastata dal male.”

(Bozze della lettera 246, alla sig.ra Eileen Elgar del settembre 1963 – traduzione mia)

Quindi Frodo non ha bisogno solo di essere curato “delle ferite di pugnale, pungiglione e denti, e di un grosso fardello” ma deve venire a patti con il suo aver fallito, non essere stato all’altezza delle sue stesse aspettative. Ha quindi bisogno di un periodo di riflessione in cui accettare il suo ruolo di “mero strumento del bene”, di capire che nessun mortale avrebbe potuto portare a termine la missione, e che lui si è speso completamente, non avendo, quindi, nulla da rimproverarsi. Che è poi il motivo perché, pur avendo fallito, viene da tutti encomiato: più di così lui non poteva fare. Ed è il motivo perché, più sopra, ho scritto che Frodo ha fallito “in un certo senso”.

Infine vorrei sottolineare che, come abbiamo letto poco sopra, Frodo e Bilbo rimangono mortali. Non è dato ai Valar il potere di togliere “il dono di Iluvatar” (cioè la morte) agli Uomini; e agli Hobbit, che sono una branca della razza Umana, come specificato da Tolkien nella lettera 131.

Note:
1. Signore degli Anelli, VI.3 “Monte Fato”
2. il 13 marzo, anniversario della sua cattura da parte di Shelob e poi degli orchi (ndN)
3. Il Signore degli Anelli, VI.9 “Verso Casa”

ARTICOLI PRECEDENTI: I SAGGI HOBBIT
– Leggi l’articolo su Gli Anelli del Potere
– Leggi l’articolo su Gli Orchi
– Leggi l’articolo su Riguardo agli Hobbit.
– Leggi l’articolo su Gli Istari e i loro bastoni
– Leggi l’articolo su Denethor: c’è del metodo in questa follia
– Leggi l’articolo su Gli Elfi sono vegetariani? Ecco cosa dice Tolkien
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Un nuovo fan film su Tolkien: Return to Shire

20621775_1259474297515771_124721180617958995_nIl mondo cinematografico non cessa di rivolgere la sua attenzione alle opere di Tolkien e anche quando le grandi produzioni di Peter Jackson e della New Line Cinema sono ormai concluse da anni la Terra di Mezzo continua a tornare sugli schermi, spesso grazie all’opera di appassionati e di case cinematografiche cosiddette “minori”. È il caso del Blackstork Studio, intenzionato a riportarci nel mondo tolkieniano questo autunno.

Saggi AIST: le fonti per fare ricerca su Tolkien

Studiosi: Janet Brennan CroftIl saggio che oggi proponiamo è Risorse bibliografiche per ricerche letterarie su J. R. R. Tolkien di Janet Brennan Croft (scaricalo qui), originariamente pubblicato dal Journal of Tolkien Research, nel primo numero del terzo volume (2016). Il saggio – tradotto egregiamente da Elena Sanna – è pensato per offrire un aiuto a studenti e studiosi che approcciano per la prima volta una ricerca letteraria approfondita sulle opere di Tolkien. La guida si focalizza sulle fonti anglofone americane, ma include anche siti e pubblicazioni europee. Chi desiderasse prendere visione del saggio in inglese, lo troverà qui.

Janet Brennan CroftJanet Brennan Croft è autrice, editor ed è a capo dei servizi di accesso alla biblioteca dell’Università dell’Oklahoma.
I suoi articoli sono apparsi non solo sul Journal of Tolkien Research, ma anche su Mythlore (la rivista della Mythopoeic Society, di cui è l’editor), Mallorn (la rivista della Tolkien Society), nei Tolkien Studies, nonché nel volume J.R.R. Tolkien Encyclopedia: Scholarship and Critical Assessment (a cura di Michael D.C. Drout, Routledge, 2006).
Tra i libri da lei curati figurano Tolkien on Film: Essays on Peter Jackson’s The Lord of the Rings (Mythopoeic Press, 2005), Tolkien and Shakespeare: Essays on Shared Themes and Language (McFarland & Co Inc, 2007), Tolkien in the New Century: Essays in Honor of Tom Shippey (McFarland, 2014), Perilous and Fair: Women in J.R.R. Tolkien’s Work and Life (Mythopoeic Press, 2015).
Croft è anche l’autrice del libro War and the Works of J.R.R. Tolkien (Praeger Publishers, 2004).

Riviste: Journal of Tolkien ResearchIl Journal of Tolkien Research è una rivista online ad accesso libero, il cui contenuto è a disposizione dei lettori gratuitamente. Agli utenti è consentito leggere, scaricare, distribuire, stampare i testi degli articoli per intero, senza dover prima chiedere il consenso dell’autore o dell’editore: si tratta quindi di una risorsa particolarmente preziosa. Lo scopo della rivista è di fornire materiale di ricerca di alta qualità basato sulle opere di Tolkien, così come testi basati sulle sui suoi scritti. Gli approcci presentati sono multidisciplinari e interdisciplinari, e comprendono anche settori quali quello dei media, degli adattamenti, le declinazioni ludiche, le creazioni dei fan e la ricezione da parte del pubblico.

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Due recensioni “italiane” nei Tolkien Studies
– Leggi l’articolo Tolkien Studies, rivelati i contenuti del num. 14
– Leggi l’articolo Tolkien Studies, rivelati i contenuti del num. 12
– Leggi l’articolo Una foto inedita per i Tolkien Studies n.11
– Leggi l’articolo Tolkien Studies: ecco il numero undici (2014)
– Leggi l’articolo Ecco i Tolkien Studies 10: c’è un saggio italiano
– Leggi l’articolo Pubblicati i Tolkien Studies, vol. 8
– Leggi l’articolo Tre Call for papers per gli amanti di J.R.R. Tolkien

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Francia, su Tolkien tanti romanzi e critica

libri tolkieniani in franceseNegli ultimi anni l’editoria francese ha visto un numero sempre maggiore di traduzioni legate al mondo tolkieniano, sia per quanto riguarda le opere del Professore che per la saggistica. La nazione in cui vive l’erede del Professore, il figlio Christopher, non manca di dimostrare il suo interesse per l’autore britannico, come avevamo già avuto modo di constatare questo stesso anno con l’iniziativa dedicata alla realizzazione degli arazzi della Terra di Mezzo a Aubusson, e uno dei nipoti del Professore è coinvolto in prima linea nella traduzione in francese di molte delle opere tolkieniane.

Ecco i vincitori dei Mythopeic Awards 2017!

Mythpoeic AwardsA giugno avevamo annunciato i finalisti dei Mythopeic Awards 2017, per le quattro categorie che compongono i Mythopoeic Awards (Mythopoeic Fantasy Award for Adult Literature, Mythopoeic Fantasy Award for Children’s Literature, Mythopoeic Scholarship Award in Inklings Studies e Mythopoeic Scholarship Award in Myth and Fantasy Studies) ed i vincitori sono stati resi noti il 30 giugno alla 48° edizione del Mythcon, la conferenza annuale della Mythopoeic Society tenutasi a Champaign-Urbana nell’Illinois.

Hirst e Tolkien nell’arte contemporanea

Mostra Venezia HirstDi questi tempi è meglio specificarlo prima. In quest’articolo si parlerà di Damien Hirst e della sua mostra a Venezia, aperta fino al 3 dicembre, la prima grande mostra personale a lui dedicata in Italia. Questo non vuole dire che ci piaccia la mostra, ci piaccia l’artista e lo vogliamo difendere. Lo scopo di quest’articolo è un altro: osservare come J.R.R. Tolkien faccia il suo ingresso, anche ufficialmente, nell’arte contemporanea. Ma per capire tutto questo bisogna fare una digressione sull’artista inglese. Sì, perché il ritorno di Hirst è trionfale, controverso, esagerato. L’artista vivente più celebre al mondo, o se non altro uno dei più quotati, ha scelto proprio Venezia per esporre Venezia: Punta della DoganaTreasures from the Wreck of the Unbelievable (“Tesori dal relitto dell’incredibile”): dieci anni di lavoro culminati in una mostra monumentale che occupa Punta della Dogana e Palazzo Grassi, le sedi veneziane della collezione del magnate francese François Pinault, con centinaia di sculture in bronzo, cristallo e marmo di Carrara impreziosite con pietre, ori, giade e malachite. E la mostra ha suscitato numerose polemiche.