I Draghi e il fantastico in Emilia Romagna

Fantastika: conferenza di Lisa EmilianiOgni terra, città, paese ha i suoi miti e le sue leggende che affondano le radici in tempi lontani. Tra tutte l’Emilia Romagna vanta una tradizione ricchissima di storie, tramandate principalmente, per via orale, di creature soprannaturali, ritenute spesso responsabili di accadimenti che non trovavano, all’epoca, spiegazione razionale. Comete, prodigi celesti, terremoti, catastrofi naturali erano visti come punizione divina; tutto ciò che provocava paura e “maraviglia” (come dice Eraldo Baldini) era ricondotto ad un universo magico e nascosto agli occhi dei più. Ed è così che folletti, streghe, fate e mostri divengono i protagonisti dei racconti attorno al focolare ed entrano a far parte di una tradizione che arriva fino ai giorni nostri. A casa mia per esempio, ancora oggi, quando non si trovano le cose, si dà la colpa al dispettoso Mazapégul, folletto domestico, che se irritato si diverte a fare dispetti agli abitanti della casa.

Il 25 settembre a Dozza una cerimonia elfica!

La Sfilata degli ElfiContinuano le anticipazioni della terza edizione FantastikA – Fantastic Art Live in the Castle, che si terrà sabato 24 e domenica 25 settembre 2016 alla Rocca di Dozza. La rassegna dedicata all’illustrazione fantastica e al genere fantasy in tutte le sue forme espressive, quest’anno ospita anche eventi dedicati al mondo del cosplayer tolkieniano.
Quest’anno la manifestazione vedrà la nascita di un Drago: per la prima volta in un castello sarà presente un Drago in maniera permanente, di cui finora è possibile vedere l’uovo di grandi dimensione nel sottotetto del castello. Altro evento eclatante saranno le mostre, che apriranno per la manifestazione e rimarranno aperte per un intero mese. Quest’anno non solo la pinacoteca, ma anche tutto il piano nobile della Rocca ospiteranno esposizioni di artisti di fama internazionale come già annunciato. Alcuni di loro parteciperanno anche all’anteprima del Calendario AIST 2017: Lords for the Ring” – I Maestri del fantasy italiano incontrano Tolkien. C’è spazio anche per rarità per bibliofili che si potranno vedere soltanto a Dozza nei due giorni di Fantastika. La manifestazione ospiterà infatti la Mathom III, l’asta dei collezionisti; e addirittura una mostra per collezionisti che presenterà opere mai viste in Italia e all’estero, con pezzi unici e inediti di lettere e libri appartenuti a J.R.R. Tolkien e ai membri della sua famiglia.
Locandina Fantastika 2016Il 25 settembre, dalle ore 16 alle ore 20, l’associazione culturale Eldalie curerà una rappresentazione di una cerimonia elfica, con tanto di Sfilata della Terra di Mezzo con partenza dal Rivellino, rito nel piano nobile della Rocca di Dozza e rinfresco per gli invitati. L’avvenimento avrà luogo in occasione del sesto anniversario di matrimonio del presidente di Eldalie Gianluca Comastri e Veerena Stima, che hanno così deciso di risposarsi con il rito elfico. La partecipazione è aperta a tutti ed è gratuita, è apprezzato il costume di personaggi della Terra di Mezzo, al massimo medioevale o fantasy. In occasione di Fantastica si terrà anche un’esposizione di abiti curati da Veerena Stima. La Rocca è un museo pubblico e l’ingresso è di 5 euro (gratuito under 14).

A Fantastika una mostra e l’asta dei collezionisti

Mostra libri TolkienUna terza edizione da fuochi d’artificio quella di FantastikA. La rassegna dedicata all’illustrazione fantastica e al genere fantasy in tutte le sue forme espressive, FantastikA – Fantastic Art Live in the Castle, che si terrà sabato 24 e domenica 25 settembre 2016 alla Rocca di Dozza, quest’anno si apre anche al mondo del collezionismo tolkieniano. E lo fa alla grande ospitando la Mathom III e addirittura una mostra che presenterà opere mai viste in Italia e all’estero, con pezzi unici e inediti di lettere e libri appartenuti a J.R.R. Tolkien e ai membri della sua famiglia.
Locandina Fantastika 2016Così, dopo il drago, le mostre, il calendario, il pubblico potrà godere anche di rarità per bibliofili che si potranno vedere soltanto a Dozza nei due giorni di Fantastika. Quest’anno la manifestazione vedrà quindi la nascita di un Drago: per la prima volta in un castello sarà presente un Drago in maniera permanente, di cui finora è possibile vedere l’uovo di grandi dimensione nel sottotetto del castello. Altro evento eclatante saranno le mostre, che apriranno per la manifestazione e rimarranno aperte per un intero mese. Quest’anno non solo la pinacoteca, ma anche tutto il piano nobile della Rocca ospiteranno esposizioni di artisti di fama internazionale come già annunciato. Alcuni di loro parteciperanno anche all’anteprima del Calendario AIST 2017: Lords for the Ring” – I Maestri del fantasy italiano incontrano Tolkien.

I Lords for the Ring per il calendario AisT

Lucca Comics 2016Un collettivo di sette grandi artisti italiani attivi nel genere fantastico hanno accettato la sfida dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani per realizzare, a chiusura di un grande ciclo cinematografico, un nuovo immaginario visivo del mondo creato da J.R.R. Tolkien. È così che nasce il calendario 2017 “Lords for the Ring” – I Maestri del fantasy italiano incontrano Tolkien, che vede protagonisti Paolo Barbieri, Ivan Cavini, Alberto Dal Lago, Edvige Faini, Angelo Montanini, Dany Orizio e Lucio Parrillo.

I Maestri del Fantasy in mostra a Dozza

FantastikaDopo il drago, le mostre. Si preannuncia già straordinaria la terza edizione di FantastikA. La rassegna dedicata all’illustrazione fantastica e al genere fantasy in tutte le sue forme espressive, FantastikA – Fantastic Art Live in the Castle, che si terrà sabato 24 e domenica 25 settembre 2016 alla Rocca di Dozza, quest’anno vedrà addirittura la nascita di un Drago: per la prima volta in un castello sarà presente un Drago in maniera permanente, di cui finora era possibile vedere l’uovo di grandi dimensione nel sottotetto del castello. Ma oltre a questa fantastica creatura, altro evento eclatante saranno le mostre, che apriranno per la manifestazione e rimarranno aperte per un intero mese. E che mostre!
Già nelle scorse edizioni le mostre della pinacoteca avevano suscitato grande interesse del pubblico, Uovo Fantastikaabituato a venire a Dozza soprattutto per l’arte dei murales durante la biennale del Muro dipinto. Quest’anno, però, gli artisti saranno di fama internazionale e mostreranno come l’arte fantastica abbia non solo uno spessore culturale ormai radicato da decenni di attività artistica, ma anche committenti di grande livello e un mercato in continua espansione.

A Dozza nasce un drago: a FantastikA il 24-25/9

Rocca di DozzaLa Rocca di Dozza si arricchisce di un nuovo elemento di attrazione. A Dozza sta per nascere qualcosa di mai visto prima in una location di questo tipo: un enorme Drago. Turisti e visitatori hanno già potuto osservare l’l’uovo che da mesi pulsa nel sottotetto del castello sforzesco. Ma il grande momento si avvicina, l’uovo sta per schiudersi e lo farà sabato 24 settembre 2016, quando sarà possibile vedere con i propri occhi il grande Drago di Dozza che riposa nella torre più alta della Rocca.
La nascita del Drago è il titolo della terza edizione di FantastikA – Fantastic Art Live in the Castle, la rassegna dedicata all’illustrazione fantastica e al genere fantasy in tutte le sue forme espressive, Dozza: uovo di dragoin programma sabato 24 e domenica 25 settembre 2016 alla Rocca di Dozza e che da quest’anno diventa una manifestazione biennale; FantastikA si terrà infatti soltanto negli anni pari, alternandosi con il celebre Muro Dipinto di Dozza previsto negli anni dispari.

Sul Trono di Spade salgono le regine

GoT_Daenerys-1024x683Siamo orfani. Anche la sesta stagione de Il Trono di Spade – che ci ha tenuto col fiato sospeso, puntata dopo puntata, per dieci interminabili (ma troppo brevi) settimane – è terminata. Domenica alle 22 è andata in onda su Sky Atlantic l’ultima attesissima puntata di Game of Thrones, The Winds of Winter. L’entusiasmo globale dei fan della serie ha raggiunto livelli inauditi e la sesta stagione non ha tradito le aspettative. Il bacino degli appassionati al destino dei Sette Regni invece di diminuire (come fisiologicamente capita alle fiction longeve) ha raggiunto il picco più alto. Un pubblico destinato ad aumentare perché l’ultima puntata apre mille nuovi scenari e lascia insolute molte domande che ci obbligano ad attendere la nuova stagione. Il Trono di Spade è stata anche l’unica fiction capace di modificare in corso d’opera la propria identità: la sesta è la prima stagione libera dai libri di George R. R. Martin e si affida totalmente al genio degli showrunner che hanno trasformato la saga fantasy in uno dei prodotti televisivi più riusciti di sempre. Tra scene epiche degne dei migliori cineasti e cliffhangers conclusivi per imprigionare lo spettatore, le settimane sono trascorse come giorni e ora l’estate non ci sembra altro che un lungo inverno. Il più lungo di sempre.

A Roma caffè, dolci… e i libri di J.R.R. Tolkien!

Colazione con i libriA Roma, nel cuore di San Paolo, a pochi passi dalla Garbatella, c’è la Pasticceria Caffetteria Pulcinella & Rugantino di Riccardo Taddei. Attiva dal 2010 , si distingue nel quartiere, e in città, per le sue specialità tipiche delle tradizioni pasticcere romana, napoletana e vegana, ma soprattutto per la lavorazione artigianale. Non parleremmo di questa pasticceria se non si trattasse di un luogo speciale. Due volte al mese, infatti, da aprile a ottobre, svolge da qualche un anno progetto culturale intitolato La Compagnia dei Libri. E in questo spazio, sabato 9 luglio dalle 17 alle 19 si parlerà di J.R.R. Tolkien.

Tolkien a Verona, un ricordo del convegno

Arena di VeronaDopo il successo del convegno svoltosi a maggio 2015 a Trento, nei giorni di venerdì 20 e sabato 21 maggio 2016 a Verona, presso la Sala Convegni Unicredit, a due passi da Piazza delle Erbe, si è tenuto il Convegno tolkieniano internazionale “La Generazione Perduta: miti che nascono dalla Grande Guerra. J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis e l’esperienza degli autori inglesi nel primo conflitto mondiale”. Questo il titolo e la tematica che l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani ha deciso di affrontare, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento – Dipartimento di Lettere e Filosofia, l’Associazione Culturale Rohirrim di Verona, la Compagnia degli Argonath di Verona e l’Associazione Fantàsia e grazie al sostegno di Funivia Malcesine Monte Baldo, AGSM, Del Miglio editore ed LT Progetti.
Locandina Convengo di Verona 2016Prosegue così la già collaudata esperienza di collaborazione con le associazioni veronesi, inaugurata con successo in occasione dell’evento “Voci dalla Terra di Mezzo” tenutosi sempre a Verona lo scorso 3 ottobre 2015. Nel centenario della Grande Guerra […] propongono un evento legato all’esperienza bellica del celebre scrittore inglese J.R.R. Tolkien attraverso immagini e parole. Con questo incipit si apre la brochure che viene distribuita all’ingresso della sala ed effettivamente, si tratterà di un convegno che grazie alle parole dei relatori ed alle immagini che li accompagneranno per tutta la due giorni, condurranno il pubblico attraverso un percorso inusuale ma denso di significati letterari e soprattutto umani.

Annunciati i finalisti alla Mythopoeic Society 2016

Mythcon-44La Mythopoeic Society, organizzazione Usa letteraria e didattica no profit per lo studio, la discussione e la condivisione della letteratura mitologica e del Fantastico, ha reso noti i nomi dei finalisti dei suoi prestigiosi Mythopoeic Fantasy Award. Ci sono quattro categorie:
– The Mythopoeic Fantasy Award for Adult Literature è il premio assegnato al romanzo fantasy, in più volumi, oppure a raccolte di racconti per adulti di un singolo autore pubblicati durante il 2013 che meglio esemplificano lo spirito degli Inklings. I libri sono eleggibili nei due anni successivi la pubblicazione se non sono stati selezionati come finalisti durante il primo anno di eleggibilità. I libri tratti da una serie sono idonei se leggibili indipendentemente, altrimenti la serie diventa nominabile l’anno successivo alla pubblicazione del volume finale. In questa categoria, nel 1981 sono stati premiati i Racconti Incompiuti di J.R.R. Tolkien, oltre che Tempesta di mezza estate di Poul AndersonIl settimo figlio di Orson Scott CardIl genio nell’occhio d’usignolo di Antonia S. ByattStardust e I ragazzi di Anansi di Neil Gaiman, L’ombra della maledizione di Lois McMaster BujoldJonathan Strange e il signor Norrell di Susanna ClarkeUn cappello pieno di stelle di Terry Pratchett e la Trilogia di Bartimeus di Jonathan Stroud.
Scrittori: Diana Wynne Jones – The Mythopoeic Fantasy Award for Children’s Literature premia libri destinati ai lettori più giovani (dai «giovani adulti» ai libri illustrati per lettori principianti), nella tradizione dello Hobbit e Le Cronache di Narnia. Le regole d’ammissione sono comunque le stesse del Premio della Letteratura per adulti. La questione riguardante le opere borderline fra un premio e l’altro sarà discussa con il consenso dei comitati. Tra questi, ci sono due storie di Diana Wynne JonesUn cappello pieno di stelle di Terry Pratchett, la saga di Harry Potter di J.K. Rowling e Graceling di Kristin Cashore.
– The Mythopoeic Scholarship Award in Inklings Studies, premio per i saggi su J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis e Charles Williams che forniscono contributi significativi allo studio degli Inklings. Per questo riconoscimento sono validi i libri pubblicati durante gli ultimi tre anni (2011-2013), inclusi i passati finalisti.
– The Mythopoeic Scholarship Award in Myth and Fantasy Studies è destinato a libri accademici su altri autori specifici della tradizione degli Inklings, o a lavori più generali nei generi del mito e della fantasia. Il periodo di eleggibilità è di tre anni, lo stesso per il premio per gli Inklings Studies.

Palermo, il viaggio è ora possibile

Università di PalermoDopo il seme, i frutti. Sono stati pubblicati sul sito della rivista scientifica Classico Contemporaneo gli Atti del Convegno «J.R.R. Tolkien: Viaggio ed Eroismo ne Il Signore degli Anelli», svoltosi il 17 novembre 2014 a Palermo, presso i locali messi a disposizione dall’Università (Aula Magna dell’edificio 12, ex Facoltà di Lettere e Filosofia) e organizzato dall’associazione culturale La Casa Gialla, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Palermo.
Riviste: Classico contemporaneoSaranno così contenti i tantissimi appassionati che si erano rammaricati di non poter essere presenti e ci avevano inviato una mail chiedendo le relazioni degli interventi. I singoli contributi possono essere scaricati gratuitamente dal sito della rivista accademica Classico Contemporaneo, previa registrazione al sito della rivista (anch’essa è rapida e gratuita).

I saggi dell’AisT: Tolkien e Platone

PlatoneSi è fatto attendere molto il contributo che presentiamo oggi e non per colpa dell’autore. Un testo scritto da tempo che ha richiesto diverso tempo per essere formattato, perché soprattutto andava metabolizzato e doveva uscire in un momento propizio, non troppo vicino al , non troppo vicino al convegno internazionale di Verona, che oltre a catalizzare tutte le energie dell’Associazione, avrebbe rischiato di oscurare la pubblicazione sul sito web di un saggio come questo, che è molto approfondito e merita una riflessione serena e senza distrazioni.
Studiosi: Salvatore Marco PonzioL’autore, Salvatore Marco Ponzio (Policoro, 1985), è uno studioso di Storia della Filosofia antica e si occupa di didattica della Filosofia per le scuole superiori. Laureatosi in Filosofia all’Università di Siena, ha conseguito nel 2013 l’abilitazione per l’insegnamento della Storia e della Filosofia nella Scuola Secondaria di II grado. Ad oggi collabora con il blog Lavoro Culturale per cui è autore di alcuni articoli sul mondo della scuola e sull’innovazione e la ricerca didattica. Per La Medusa editore ha pubblicato Cosmo e Demiurgo sulla metafora artigianale nel Timeo di Platone.

Scompare Chiesa Isnardi autrice dei Miti Nordici

Lezione all'universitàÈ con grande dispiacere che l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani comunica la notizia della scomparsa nelle scorse ore di Gianna Chiesa Isnardi, già professore ordinario di Culture e Letterature Scandinave all’Università di Genova e fondatrice della Sezione di Scandinavistica dello stesso ateneo nel 1992. La docente era un pilastro degli studi di filologia nordica in Italia, grande appassionata della cultura e della letteratura dei paesi nordici, passione che ha trasmesso, attraverso le sue opere e traduzioni, a molti amanti e studiosi di J.R.R. Tolkien.

Art contest Smaug, ecco i vincitori

Bilbo with Smaug“Si udì un sibilo assordante. Una luce rossa sfiorò le cime delle alte rocce. Giungeva il drago.”
Eccoci giunti infine al termine dell’Art Contest dedicato a Smaug! Delle cento illustrazioni che sono state presentate ne sono rimaste solo tre, quelle che il nostro pubblico ha scelto come più rappresentative della Principale e Massima Calamità. I tre artisti hanno raggiunto lo stesso numero di voti, portandosi in testa alla classifica a pari merito. Al termine di questo percorso, ringraziamo i nostri lettori che ci hanno seguito e che hanno partecipato numerosi. Molti hanno sottolineato quanto spesso non fosse una scelta facile decidere a favore di chi esprimere il proprio voto, specialmente nell’ultima fase. Di ciò non si può che rallegrarsi, poiché evidenzia l’alta capacità di affascinare degli artisti che si sono cimentati nel dare forma al drago Smaug.
Senza ulteriori indugi, vi presento i vincitori!

A Bergamo “Un grande classico”: J.R.R. Tolkien

Bergamo: Spazio PolarescoTorna per la settima edizione il progetto “Un grande classico”, la rassegna promossa e curata dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo per avvicinare i lettori di tutte le età alla grande letteratura mondiale.
L’edizione 2016 di “Un grande classico” è intitolata ”Altri mondi, realtà altre”: si tratteranno romanzi e autori che hanno saputo travalicare e oltrepassare i confini del ‘reale’, giocare con l’immaginazione e la fantasia per descrivere altri mondi, alcuni fiabeschi e fantastici, altri lontani ma, allo stesso tempo, contigui con quello che è il mondo reale, permettendo al lettore di assumere punti di vista alternativi con cui interpretare criticamente il mondo che li circonda.
Nel secondo appuntamento parleremo del capolavoro di J.R.R Tolkien, Il Signore degli Anelli.

Convegno di Verona: ecco il programma

Convegno VeronaÈ giunto il momento di annunciare il programma del convegno della prossima settimana, che si terrà a Verona e che prosegue la strada tracciata da All’Ombra del Signore degli Anelli, le opere minori di Tolkien (Università degli studi di Trento, 13-14 Maggio 2015). Come anticipato nello scorso articolo, la tematica scelta per questo evento si lega a un momento storico particolare di cui si sta commemorando il centenario: la Grande Guerra. La Generazione Perduta: miti che nascono dalla Grande Guerra. J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis e l’esperienza degli autori inglesi nel primo conflitto mondiale è il titolo del convegno che avrà luogo il 20-21 maggio 2016 alla Sala Convegni Unicredit (Via Garibaldi 2, Verona) e che avrà come protagonisti studiosi affermati dell’opera tolkieniana, assieme a esperti di altri celebri autori che hanno vissuto sulla propria pelle o indirettamente la Prima guerra mondiale. Approccio originale quello che l’AIST ha voluto dare alla manifestazione, ma che può aprire spiragli per studi nuovi e inediti in relazione a J.R.R. Tolkien e ai suoi scritti.

I relatori

Ad aprire il convegno, venerdì 20 maggio alle ore 14:30, sarà lo scrittore del collettivo bolognese Sala Convegni UnicreditWu Ming 4, reduce dal romanzo breve colmo di echi tolkieniani Il Piccolo Regno – una storia d’estate (Bompiani, 2016), con un intervento dal titolo L’Ombra del guerriero. Guerra e antimilitarismo nella Terra di Mezzo. A succedergli sarà lo storico Simone Bonechi, di cui molti avranno apprezzato il contributo ne La Falce Spezzata, che parlerà della memoria dei caduti nella subcreazione tolkieniana con Il loro nome vive per sempre: la memoria dei caduti nella subcreazione tolkieniana. Terzo, in ordine di programma, sarà il socio fondatore AIST Stefano Giorgianni, che avvicinerà Tolkien e Charles Dickens in una nuova prospettiva in Un vittoriano in trincea. Tolkien, Dickens e la ricezione dickensiana durante la Grande Guerra. Sarà poi la volta del dottorando dell’Università degli Studi di Trento Michele Peroni, che ci accompagnerà nella sua materia di studio con From War Poets to Historical Novelists: prospettive sulla letteratura inglese della Grande Guerra. A chiudere la prima giornata di interventi sarà la studiosa armena di letteratura russa Sofi Hakobyan, che proporrà un inedito confronto tra le esperienze belliche di Tolkien e Valerij Brusov con Patriottismo e pacifismo nella Prima guerra mondiale: Valerij Brusov e J.R.R. Tolkien. Dopo la discussione fra pubblico e relatori si mostrerà il documentario “Tolkien’s Great War” della Elliander Pictures, basato sul libro di John Garth Tolkien e la Grande Guerra (trad. Marietti, 2007).
Verlyn Flieger al Convegno "Tolkien e la Filosofia"Sabato 21 maggio sarà la critica d’arte e curatrice di mostre Roberta Tosi ad inaugurare la seconda parte del convegno con un contributo su un artista poco conosciuto, ma che ha avuto a che fare con J.R.R. Tolkien, Fred A. Farrell in Cronache dal fronte: l’arte di Fred A. Farrell. A seguire Roberto Arduini, presidente dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, riporterà il pubblico nel pieno della creazione tolkieniana con Dalla Somme a Gondolin: l’evidenza della guerra nelle opere di Tolkien (1916-1918). Penultimo intervento sarà quello di Fulvio Ferrari, docente di Filologia Germanica e direttore del dipartimento di Lettere e Filosofia presso l’Università degli studi di Trento, che analizzerà il ruolo della propaganda a tema medievale in Il medioevo mobilitato: propaganda e temi medievali nella Prima guerra mondiale. La chiusura dell’evento è lasciata all’ospite d’onore, Verlyn Flieger, che parlerà di Faërie and War: How Experience Changes Art, del quale non vogliamo svelare troppo per non rovinarvi la sorpresa. I lavori si chiuderanno intorno alle 13 dopo la discussione con i relatori della giornata.

Il pomeriggio

Copertina Atti TrentoNel pomeriggio, subito dopo pranzo, alle ore 14:30 si terrà la presentazione del volume degli atti del convegno dello scorso anno, All’Ombra del Signore Degli Anelli, le opere minori di J.R.R. Tolkien, a cura di Stefano Giorgianni e pubblicato da Delmiglio editore. Sarà un’occasione unica per incontrare alcuni dei relatori che hanno preso parte all’evento e, per chi non ha potuto assistervi dodici mesi fa, sarà l’occasione per leggere i contributi che ne sono derivati. Citiamo qui i contributori dell’opera (nell’ordine in cui sono disposti nell’indice): Wu Ming 4, Roberto Arduini, Stefano Giorgianni, Francesca Di Blasio, Lorenzo Gammarelli, Mark Atherton, Thomas Honegger, Fulvio Ferrari, Alessandro Fambrini, Claudio Antonio Testi e Tom Shippey.

IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO

Venerdì 20 Maggio
14:00 – Apertura dei Lavori
14:30 – WU MING 4: “L’Ombra del guerriero. Guerra e antimilitarismo nella Terra di Mezzo.”
15:30 – SIMONE BONECHI: “Il loro nome vive per sempre”: la memoria dei caduti nella subcreazione tolkieniana.”
16:00 – STEFANO GIORGIANNI: “Un vittoriano in trincea. Tolkien, Dickens e la ricezione dickensiana durante la Grande Guerra.”
16:30 – MICHELE PERONI: “From War Poets to Historical Novelists: prospettive sulla letteratura inglese della Grande Guerra.”
17:00 – SOFI HAKOBYAN: “Patriottismo e pacifismo nella Prima guerra mondiale: Valerij Brusov e J.R.R. Tolkien.”
17:30 – Discussione con i relatori
18:00 – Filmato “Tolkien’Great War”
18:30 – Termine della prima giornata

Sabato 21 Maggio
10:00 – ROBERTA TOSI: “Cronache dal fronte: l’arte di Fred A. Farrell”
10:30 – ROBERTO ARDUINI: “Dalla Somme a Gondolin: l’evidenza della guerra nelle opere di Tolkien (1916-1918).”
11:00 – FULVIO FERRARI: “Il medioevo mobilitato: propaganda e temi medievali nella Prima guerra mondiale.”
11:30 – VERLYN FLIEGER: “Faërie and War: How Experience Changes Art.”
12:30 – Discussione con i relatori
13:00 – Chiusura dei lavori

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A Sesto Fiorentino il 12/5 Tolkien in biblioteca

Sesto Fiorentino: biblioteca RagionieriUna serata da non perdere per chi ama il genere fantastico e il suo maggiore esponente, J.R.R. Tolkien. Una conferenza coinvolgente, punteggiata da letture tratte dallo Hobbit e dal Signore degli Anelli, con incursioni cinematografiche… Giovedì 12 maggio alle ore 21,00 presso la sala Meucci della Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino una serata dedicata a Tolkien e ai suoi capolavori, ormai considerati classici. La conferenza, dal titolo La via prosegue senza fine – Foreste e storie nella Terra di Mezzo è tenuta da Silvia Cioni, docente ed esperta di letteratura fantasy. L’incontro è integrato dalla visione di un multimediale e da letture tratte dalle opere di Tolkien a cura di Bianca Carotenuto e Giulia Compagno. Ingresso libero.

Il 12/5 Tolkien e i Classici al Salone di Torino

Cop_Tolkien-classiciGrandi numeri per questa tredicesima edizione del Salone Off: il Salone del Libro di Torino divien anche un salone diffuso, che esce dai padiglioni del Lingotto e porta i suoi «visionari» in tutta la città e nei comuni dell’area metropolitana: 10 circoscrizioni nel capoluogo piemontese e 10 centri della città metropolitana: Agliè, Candiolo, Chieri, Chivasso, Moncalieri, Nichelino, Pinerolo, Rivoli, Settimo Torinese, Susa. Oltre 350 appuntamenti in 170 luoghi differenti: scuole, biblioteche, librerie, case di quartiere, centri di protagonismo giovanile, teatri, atelier, ospedali, negozi, mercati, strade, piazze e giardini. Tre settimane di programmazione fino a fine maggio. Tra queste iniziative, giovedì 12 maggio c’è anche un libro dedicato a J.R.R. Tolkien.

A Nemi il 15 maggio: è festa con Tolkien

Accademia Medioevo: Spazio bimbiContinua la serie di incontri organizzati congiuntamente dall’associazione Accademia Medioevo e dall’Associazione Italiana Studi Tolkieniani dal titolo Medioevo attraverso Tolkien. Archiviato il successo il ciclo di conferenze tenute in diversi comuni dei Castelli romani (Lanuvio, Frascati e Genzano) e le attività didattiche dei laboratori medievali nel Centro Sperimentale EOS, ora è la volta di un’intera giornata dedicata a J.R.R. Tolkien e al Medioevo.

Tolkien alla Festa del Libro di Monteforte

MonteforteA pochi giorni dal convegno tolkieniano internazionale La Generazione Perduta: miti che nascono dalla Grande Guerra. J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis e l’esperienza degli autori inglesi nel primo conflitto mondiale che vedrà impegnati diversi soci dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani con alcuni ospiti d’eccezione, gli scritti del Professore oxoniense saranno protagonisti di un altro piccolo evento nel territorio veronese. Nell’ambito della Festa del Libro 2016 di Monteforte d’Alpone, organizzata dall’amministrazione comunale e dalla libreria e casa editrice Qui Edit, si terrà un pomeriggio progettato dall’Associazione Culturale Rohirrim legato alle tematiche fantasy e soprattutto relativo alla figura di Tolkien.

Gli ospiti della domenica


Nuova edizione "In te c'è più di quanto tu creda"A conclusione della rassegna letteraria, iniziata questo lunedì (2 maggio 2016) all’interno del conosciuto Palazzo Vescovile nel centro del paese e che ha visto diverse presentazioni di libri incentrati su diverse tematiche, da opere legate al territorio a testimonianze relative alla Seconda Guerra Mondiale, e soprattutto molti laboratori didattici per bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie (fra gli altri quello “fantastico” per bimbi e ragazzi dai 4 ai 13 anni, dove scoprire le meraviglie dei draghi tenuto da alcuni membri della Compagnia degli Argonath) viene proposta nelle ore pomeridiane e serali di domenica 6 maggio una manifestazione che coinvolgerà alcune opere che hanno per oggetto il mondo di J.R.R. Tolkien. Si parlerà del catalogo della mostra itinerante su Lo Hobbit, da poco passata per Castelfidardo, In te c’è più di quanto tu creda (Delmiglio editore) che verrà presentato dalla curatrice Roberta Tosi, presidente degli Argonath veronesi, per poi assistere al discorso di Studiosi: Claudio TestiClaudio Antonio Testi sulla religiosità negli scritti tolkieniani, argomento sul quale è incentrato Santi Pagani nella Terra di Mezzo di Tolkien (Edizioni Studio Domenicano), e passare brevemente sulla raccolta di saggi Tolkien e i Classici, volume che sin dall’uscita nel 2015 ha ottenuto un buon successo ed è stato presentato in quasi tutta Italia. A dare un tocco di esoticità fantasy, non prettamente tolkieniana, sarà la scrittrice veronese Angela Volpe col suo Darkness and Hope (Edizioni Creativa), un romanzo fantastico ambientato in epoca contemporanea negli Stati Uniti nord occidentali.

La mostra di Ivan Cavini


A fare da contorno alla Festa del Libro è stata per tutta la durata dell’evento la mostra delle illustrazioni di Ivan Cavini, ospite speciale del pomeriggio domenicale di Monteforte d’Alpone. Fra le opere esposte ce ne sono alcune ben conosciute come Rohan, diventata la copertina di Santi Pagani di Claudio A. Testi, e Garthol, immagine che a sua volta campeggia su Tolkien e iLibri: Middle Artbook Classici, oppure Un Ultimo Saluto che si distingue per essere la tavola che troneggia su Middle Artbook – Disegnare e costruire la Terra di Mezzo (Nuova Prhomos), volume che raccoglie la passione e le fatiche del pittore, illustratore e scultore romagnolo, nel quale sono presenti gli scatti del fotografo Alessio Vissani. Sarà proprio Cavini ad accompagnarci nel suo lavoro di artista tolkieniano e anche nella creazione del Greisinger Museum di Jenins, tutto nel nome della sua specializzazione: rendere verosimile l’impossibile.
Vi aspettiamo dunque domenica 8 maggio 2016 dalle ore 17:00 al Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone (VR), situato in piazza Silvio Venturi.

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Art contest Smaug, seconda fase

Bilbo with SmaugDopo un viaggio lungo un mese, siamo giunti alla penultima tappa: la prima fase di selezione è terminata e in ognuna delle quattro manche sono state scelte cinque opere dai nostri lettori. Le illustrazioni scelte differiscono sotto ogni aspetto: variano le tecniche usate, dal sanguigno all’acquarello alla china, cambia il momento in cui si è scelto di catturare il drago, il movimento del corpo e la sua stessa forma, ma in tutte Smaug esercita il suo fascino e la sua malia, tipiche della stirpe a cui appartiene.
Tolkien esprime molto chiaramente quanto forte sia per lui l’attrattiva del drago nel saggio On fairy-stories (Sulle fiabe), contenuto nella raccolta The Monsters and the Critics and other essays della HarperCollins (in italiano Il Medioevo e il fantastico, casa editrice Bompiani). Tra tutte le terre che da bambino conobbe attraverso le fiabe, spicca infatti il grande Nord di Sigurd e soprattutto di Fáfnir, che egli definisce principe di tutti i draghi. “I desired dragons with a profound desire.[…] the world that contained even the imagination of Fáfnir was richer and more beautiful, at whatever cost of peril.” (desideravo i draghi con un desiderio profondo. […] il mondo che conteneva anche solo l’idea di Fáfnir era più ricco e più bello, quale che fosse il pericolo). Il drago diviene quasi il simbolo stesso del Paese delle Fate, il cui segno inconfondibile contraddistingue la leggendaria creatura: “The dragon had the trade-mark Of Faërie written plain upon him. In whatever world he had his being it was an Other-world.” (Il drago portava su di sé il marchio di Faërie, scritto chiaramente. In qualsiasi mondo egli esista, esso è un mondo Altro).
Il drago è protagonista anche del primo tentativo di Tolkien di scrivere una storia, come racconta egli stesso nelle lettere 163 e 165, quando aveva circa sei o sette anni. Di questo primo drago altro non si conosce che il colore, verde, e ad esso è legato un aneddoto che Tolkien stesso definisce filologico. Pare infatti che Mabel, la madre del futuro professore, altro non abbia detto in merito all’opera del figlio a parte che l’ordine delle parole green great dragon era errato, correggendolo in great green dragon. A seguito di tale episodio, per lungo tempo Tolkien non provò a scrivere altre storie.
Sempre attraverso la corrispondenza del professore, emerge l’origine del nome del drago dello Hobbit: Smaug è infatti il passato del verbo proto-germanico *smugan, “far entrare a forza in un buco”, quello che Tolkien definisce una battuta filologica. In merito, Tom Shippey nota che il termine antico inglese sméogan, affine a *smugan, appare in un incantesimo protettivo assieme alla parola worm, che in questo caso potrebbe indicare tanto un drago quanto, in una visione più pragmatica, un parassita. Eppure il drago dell’avventura di Bilbo non si è sempre chiamato Smaug. Nelle prime versioni del racconto, il nome del drago era Pryftan, nome composto dai termini gallesi prŷf, verme, e tân, fuoco.

Tolkien e la mitologia germanica a Cagliari

Rudolf SimekL’università di Cagliari si aggiunge al novero delle facoltà italiane che iniziano a interessarsi alle opere di J.R.R. Tolkien. Dopo Palermo e Trento, anche il capoluogo sardo dedica una giornata alle fonti medievali tanto care allo scrittore inglese, invitando un noto studioso dalla Germania per mostrare a studenti e appassionati di Tolkien come dietro le sue opere ci siano anni di studi accademici e riflessioni sulla mitologia e le leggende dei popoli germanici.

Convegno AIST a Verona, ecco le prime notizie

Convegno VeronaStesso periodo dello scorso anno ma sede diversa. Nel 2015 vi avevamo comunicato la notizia del passato convegno il 26 aprile, quest’anno anticipiamo di tre giorni per rendere nota la prosecuzione di un evento che diventa così annuale. Visto lo straordinario successo ottenuto con All’Ombra del Signore Degli Anelli, le opere minori di J.R.R. Tolkien, che ha avuto luogo nell’ateneo del capoluogo trentino il 13-14 maggio di dodici mesi fa, l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento, con il supporto dei gruppi tolkieniani veronesi Rohirrim, La Compagnia degli Argonath e l’Associazione Culturale Fantàsia, con il sostegno di AGSM, Funivie Malcesine-Monte Baldo e Delmiglio editore, ripete l’esperienza in questo 2016 concentrandosi sull’esperienza di J.R.R. Tolkien e di altri autori inglesi nel primo conflitto mondiale.

Tolkien e La Generazione Perduta


Il titolo che è stato scelto per il convegno di Verona è emblematico La Generazione Perduta: miti che nascono dalla Grande Guerra. J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis e l’esperienza degli autori inglesi nel primo conflitto mondiale. Sfogliando il capolavoro di Tolkien sono chiare le idee che lo scrittore aveva sulla guerra. Si può leggere, ad esempio, il brano in cui Sam Gamgee vede un nemico morire davanti ai propri occhi:
«Era per Sam la prima immagine di una battaglia e non gli piacque… Avrebbe voluto sapere da dove veniva e come si chiamava quell’uomo, se era davvero d’animo malvagio, o se non erano state piuttosto menzogne e minacce a costringerlo ad una lunga marcia lontano da casa; se non avrebbe invece preferito restarsene lì in pace…».
Menzogne e lusinghe erano il pane quotidiano nell’Inghilterra del 1914, dove la propaganda militare Tolkien-and-the-great-war1martellava i giovani con campagne d’arruolamento fin dentro le università. Tolkien, studente a Oxford, venne anche criticato perché si arruolò soltanto dopo la laurea e il matrimonio, un anno dopo i suoi amici e colleghi. Fu una generazione intera che si arruolò avendo negli occhi le imprese dei cavalieri medievali e le conquiste dell’impero coloniale britannico. Fu una generazione intera che perì nelle trincee della Francia, sotto le bombe dell’artiglieria e i proiettili delle mitragliatrici: nella battaglia della Somme ci furono oltre 620mila vittime, 57mila solo nel primo giorno. Quel che la propaganda descriveva con toni trionfalistici era in realtà «un carnaio» in cui l’uomo soccombeva alla tecnologia e alle macchine. Tutto questo, come scriverà un amico del college a Tolkien, soltanto per «pochi acri di fango». Tolkien se ne rese subito conto, tanto da scrivere già mentre era al campo d’addestramento:
«Lo spreco della guerra, non solo materiale ma morale e spirituale è così sconcertante per quelli che devono subirlo. E lo è sempre stato (nonostante i poeti), e sempre lo sarà (nonostante la propaganda)…».
Il dolore e lo strazio per la perdita degli amici più cari, il forzato distacco dalla sua amata Edith e il sentimento di disperata impotenza di fronte all’avvento delle nuove macchine da guerra, sono per Garth i fattori che segnano maggiormente il nascere e il definirsi dell’intero legendarium di Tolkien. Al fronte, lo scrittore vide la morte in faccia in almeno due occasioni: all’inizio della campagna della Somme, in un attacco notturno a un villaggio presidiato dai tedeschi, e in un freddo giorno d’autunno nella conquista di una trincea nemica. All’età di 24 anni, Tolkien era ufficiale segnalatore del suo battaglione e passò mesi nelle trincee francesi dove fu testimone di tutti gli orrori della “morte meccanizzata”: ripetitiva, scientifica, impersonale e tuttavia sempre presente e imprevedibile. I soldati camminavano faticosamente nel fango, vivevano in trincee sporche e infette, in balia dei capricci del tempo, aspettando ordini a volte inutili o attacchi suicidi.
Nel 1916 Tolkien si ammalò come molti suoi compagni e fu rimpatriato, con la testa piena di quelle tragiche immagini che sarebbero riemerse più di venti anni dopo nel suo capolavoro. In ospedale, Libro: "Tolkien e la Grande Guerra" di John GarthTolkien scrisse la Caduta di Gondolin, l’ossessionante epica della città che viene distrutta da un attacco a sorpresa di un esercito nemico. Il meglio e il peggio dell’esperienza bellica dello scrittore è incarnato dai brutali globin che attaccano e dagli elfi che si difendono strenuamente contro ogni speranza.
Tolkien perse due dei suoi migliori amici nell’offensiva della Somme e la Grande Guerra si prese la vita di un quarto dei suoi conoscenti, studenti laureati a Oxford o Cambridge.
Questo è quello che la maggior parte degli appassionati tolkieniani già sanno, soprattutto grazie a quelle che si può considerare l’opera fondamentale sull’esperienza del Professore nella Prima Guerra Mondiale, Tolkien e la Grande Guerra (Marietti, 2007), ma questo convegno è motivo di approfondimento e vuole aprire uno spiraglio per una serie di nuovi spunti di riflessione, oltre che a svelare collegamenti con altri scrittori contemporanei (e non) a Tolkien e ad argomenti sino ad ora rimasti celati.

La sede e i relatori


Il convegno si terrà il 20-21 maggio presso la Sala Convegni Unicredit (Via Garibaldi 2), situata nel pieno centro di Verona, luogo ampiamente raggiungibile con i mezzi pubblici e poco distante dall’Arena Museo Opera, dove lo scorso ottobre si è svolto l’evento di successo Voci dalla Terra di Mezzo. Per ora non riveliamo l’intero programma, in quanto vogliamo accompagnarvi con una serie di articoli di avvicinamento, però vi diamo qui qualche anticipazione sui relatori. Saranno Sala Convegni Unicreditpresenti alcuni conferenzieri della passata edizione, fra cui il presidente dell’Associazione Studi Tolkieniani Roberto Arduini e il socio fondatore Stefano Giorgianni, ma soprattutto Fulvio Ferrari direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, socio fondatore dell’AisT, docente di Filologia germanica e traduttore dalle lingue nordiche e dall’olandese per la casa editrice Iperborea, e lo scrittore bolognese Wu Ming 4,autore della nuova edizione italiana del testo di Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (Bompiani) e di alcuni saggi sullo scrittore, tra cui Difendere la Terra di Mezzo (Odoya editore) e del romanzo breve di recente pubblicazione Il Piccolo Regno (Bompiani). I nuovi contributori sono però molti: Carlo Maria Bajetta, docente di Lingua e Cultura Inglese presso l’Università della Valle d’Aosta, studioso delle opere di C.S. Lewis e, fra gli altri, curatore delle Lettere ai Bambini (San Paolo Edizioni, 2009); Simone Bonechi, storico e studioso delle opere di J.R.R. Tolkien, autore del saggio “Nei tumuli di Mundburg”: morte, guerra e memoria nella Terra di Mezzo contenuto ne La Falce Spezzata (Marietti, 2009), contributore della rivista Endóre; Sofi Hakobyan, studiosa di origine armena specializzata nella letteratura russa del ‘900; Michele Peroni, dottorando presso l’Università di Trento specializzato nel romanzo della Grande Guerra; Roberta Tosi, nota critica d’arte, studiosa tolkieniana e ideatrice della mostra In Te C’è Più di Quanto Tu Creda che molto successo ha riscosso in questi anni in itinere. Per ultimo però vogliamo presentare l’ospite d’eccezione. Visto che il convegno ha nel titolo i miti che nascono dalla Prima Guerra Mondiale, si è Verlyn Flieger al Convegno "Tolkien e la Filosofia"scelto di chiamare Verlyn Flieger, professore emerito di Mitologia e Studi medievali presso la University of Maryland, e al momento è considerata la maggiore studiosa di Tolkien a livello mondiale insieme a Tom Shippey. È l’autrice di pietre miliari in questo campo (Schegge di Luce, Question of Time, Interrupted Music, Libro: “Schegge di luce” di Verlyn Flieger del recente Green Suns and Faërie) e curatrice di alcune delle opere brevi del Professore di Oxford, Fabbro di Wootton major e del saggio Sulle Fiabe di Tolkien, oltre che dell’ultimo Storia di Kullervo. Il suo studio Schegge di Luce è l’unico tradotto in italiano, grazie alla collana “Tolkien e dintorni” della casa editrice Marietti. È direttrice e tra i principali artefici della rivista specialistica “Tolkien Studies”, attivissima scrittrice, studiosa (un suo saggio è tradotto qui nel nostro sito) e conferenziera, ospitata più volte nei nostri Tolkien Seminar a Modena, organizzati dall’Istituto Filosofico di studi Tomistici. Con questo la strada verso il convegno è aperta, vi diamo appuntamento a breve per nuovi aggiornamenti.

ARTICOLI PRECEDENTI
– Vai all’articolo Trento, un convegno a lungo atteso su Tolkien
– Vai all’articolo Convegno di Trento: ecco il programma

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Tolkien nelle Marche: 10 giorni a Castelfidardo

Mostra a Rimini Parte da sabato prossimo, il 23 aprile, una mostra-evento particolare, tutta dedicata alla prima opera di J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit – in te c’è più di quanto tu creda è una mostra, una serie di conferenze, ma al tempo stesso anche la presentazione dei un nuovo e agguerrito smial tolkieniano, I Cavalieri del Mark, che ha il suo centro nelle Marche. Si terrà dal 23 aprile al primo maggio 2016 nell’Auditorium San Francesco, in centro città a Castelfidardo, con ingersso sempre gratuito. Quasi dieci giorni che vedranno la presenza di artisti, esperti e studiosi di Tolkien in Italia, che è incentrato sullo Hobbit, approfondendolo da molti punti di vista.

Art contest Smaug, quarta settimana

Bilbo with SmaugCon questo quarto articolo, siamo giunti alla fine della prima fase del nostro viaggio esplorativo nell’arte di ispirazione tolkieniana, alla ricerca dell’illustrazione che più rappresenti, secondo i nostri lettori, Smaug. Vedremo in questa occasione le ultime 25 immagini, prima di passare, dalla prossima, settimana alla seconda fase di selezione.
Tra gli artisti qui presentati compaiono in particolare due figure di cui si è parlato molto recentemente, in ambito tolkieniano: il veterano Alan Lee, che il 9 aprile è stato fatto socio onorario dalla Tolkien Society, e Tomás Hijo, vincitore del Best Artwork dei Tolkien Society Awards 2016 con l’opera “The Prancing Pony”.

Alan Lee, illustratore del fantastico specialmente nella sua forma mitica, annovera tra le opere a cui collaborò varie edizioni delle narrazioni dei miti dei Mabinogion gallesi e The Wandering of Odysseus (narrazione in inglese dell’Odissea, per la Frances Lincon Children’s Book, 1995), senza dimenticare il volume Faeries (1978, casa editrice Abrams NY), scritto e illustrato assieme a Brian Froud.
In ambito tolkieniano, Alan Lee ha illustrato alcune tra le opere principali del professore, tra cui, The Hobbit (HarperCollins, 1997, in italiano Lo Hobbit, Bompiani 2003), The Children of Húrin (HarperCollins, 2007, stesso anno in Italia I figli di Húrin per la Bompiani) e The Lord of the Rings (HarperCollins, 1991, in italiano Il Signore degli Anelli, Bompiani 2003).
Dell’esperienza di illustrare quest’ultimo libro e da quella di concept designer per la trilogia Jacksoniana ad esso ispirata nacque il volume The Lord of the Rings Sketchbook (HarperCollins Publishers 2005), tradotto in italiano per la Bompiani (2005) col titolo Il Signore degli Anelli. Schizzi e Bozzetti. In questo volume l’autore racconta il suo primo incontro con il capolavoro del professore, letto a diciassette anni, quando lavorava come giardiniere in un cimitero.
Come avevamo notato parlando di John Howe nel secondo articolo di questa serie (Art Contest Smaug, seconda settimana), anche per Alan Lee illustrare la Terra di Mezzo risulta un compito ardito:
“I was pleased to be offered the chance to illustrate one of my favorite books, but also a little daunted by the responsability involved in placing my illustration alongside a text that was so deeply loved by its many admirers, and which had already demonstrated that it worked very well on its own, without any pictures.”
(Ero contento che mi venisse offerta la possibilità di illustrare uno dei miei libri preferiti, ma anche un po’ scoraggiato dalla responsabilità insita nel porre le mie illustrazioni a fianco di un testo che era così profondamente amato dai suoi tanti ammiratori e che aveva già dimostrato di funzionare molto bene da solo, senza nessuna immagine.) (t.n.)
Alan Lee spiega altresì il suo approccio nell’illustrare l’opera tolkieniana, in cui l’immagine è al servizio della parola:
“What I wanted to do with the book illustrations was support and embellish the readers’ interpretations rather than offer radically new ideas, and so I followed the text quite carefully in order that the protagonists’ movements could be tracked across the surface of the pictures and into the distance.
The satisfaction for me comes from the process of finding that initial composition and then building up the atmosphere with successive washes of watercolor until the feelings evoked by the words, and those evoked by the image, start to merge.”
(Ciò che io volevo fare con le illustrazioni del libro era supportate e abbellire le interpretazioni dei lettori piuttosto che offrite idee radicalmente nuove e perciò seguii il testo piuttosto attentamente così che i movimenti dei protagonisti potessero essere seguiti attraverso il piano dell’illustrazione o in profondità.
La soddisfazione per me viene dal processo di trovare quella composizione iniziale e poi costruire l’atmosfera con successive velature di acquarello finché le sensazioni evocate dalle parole e quelle evocate dall’immagine cominciano a fondersi.) (t.n.)