Era famigeratamente noto agli appassionati di J.R.R. Tolkien. Era il grande vecchio dietro tutte le versioni cinematografiche delle opere dello scrittore inglese, ma anche di porcate come gli hambuger alla Bilbo e le slot machine di Aragorn. Saul Zaentz, produttore cinematografico, si è spento a San Francisco all’età di 92 anni, per le complicazioni dovute al morbo di Alzheimer, di cui soffriva da tempo. Vincitore per tre premi Oscar (Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo, Amadeus e Il Paziente Inglese) fu un personaggio leggendario e singolare, entrato a pieno diritto nella storia del cinema, a cui i fan della trilogia di Peter Jackson devono sicuramente qualcosa.
Buon compleanno: un brindisi per Tolkien!
I più appassionati lettori di J.R.R. Tolkien ricordano certamente a memoria le date più importanti descritte nel Signore degli Anelli: il 22 settembre, compleanno di Bilbo e Frodo; il 25 dicembre, la Compagnia lascia Granburrone; il 25 marzo, l’Anello viene distrutto. Tolkien però non si limitò a inventare storie, continenti, popoli e linguaggi: inventò anche calendari con i quali contare lo scorrere del tempo, diversi per ogni popolo. Ecco perché alcune di quelle date sono occasione di festa fra gli appassionati tolkieniani di tutto il mondo. Su una data, però, gli appassionati di Tolkien concordano e tutti insieme festeggiano: è il 3 gennaio, l’anniversario della nascita del Professore di Oxford. Quest’anno cade il 122esimo anniversario.
Jackson e il Silmarillion: perché non lo farà?
È appena uscito al cinema Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug di Peter Jackson ha completamente sbancato i botteghini nazionali (Stati Uniti), guadagnando l’impressionante cifra di 73 milioni di dollari (53,5 milioni di euro). Il grande successo si conferma in linea con gli ottimi risultati raggiunti dai film ambientati nella Terra di Mezzo e ha fatto sì che molti cominciassero a pensare al futuro. L’anno prossimo arriverà Lo Hobbit: Racconto di un Ritorno (Ndt – sembra che il titolo ufficiale italiano sia questo…) che sembra rappresenterà la fine dell’era di J.R.R. Tolkien sul grande schermo. C’è un modo per poter vedere ancora dell’altro? La triste realtà è che le possibilità sono misere.
Al museo di Jenins è arrivato Gollum!
Viaggia a tutto regime il Greisinger Museum dedicato alla Terra di Mezzo di Jenins in Svizzera. Sul nostro sito, abbiamo riportato la costruzione, la fine dei lavori, abbiamo raccontato l’inaugurazione a cui siamo stati invitati e l’apertura al pubblico ad ottobre. Ora torniano sull’argomento per raccontarne una novità. «Dagli inizi di ottobre, Jenins è un luogo di pellegrinaggio per gli appassionati lettori del mondo di J.J.R. Tolkien, a cui appartengono Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit», dice Bernd Greisinger, il fondatore del museo Greisinger. «Finora il nostro museo ha attirato circa mille visitatori». Subito dopo l’apertura ufficiale del 4 ottobre, «abbiamo avuto visitatori da tutto il mondo. Ora, invece, la maggior parte dei visitatori provengono dalle regioni più vicine», racconta Greisinger, cui sembra non dispiacere che non ci sia più la folla dei primi momenti. «Soprattutto all’inizio, nei giorni successivi all’apertura del museo, tutto doveva essere molto organizzato, mentre alcune sezioni dovevano ancora essere arredate al meglio. Quindi, è un bene che il flusso si sia un po’ calmato, perché abbiamo potuto dare gli ultimi ritocchi. E ora l’organizzazione sta funzionando a pieno regime». Le prospettive per il Museo Greisinger sono buone: a dicembre, con l’uscita della seconda parte della trilogia di Peter Jackson dedicata allo Hobbit, «il flusso di visitatori si è fatto molto più grande», riferisce Greisinger.
Lettere di Babbo Natale: libro e mostra a Milano
Scrivere lettere a Babbo Natale è una tradizione antica, ma ricevere le risposte è il desiderio più bello di tutti i bambini. Almeno in un’occasione questo è avvenuto! Ogni dicembre una busta con un francobollo proveniente dal Polo Nord arrivava ai figli di J.R.R. Tolkien. All’interno c’era una lettera scritta in fretta e furia e dei bellissimi disegni o schizzi a colori. Le lettere arrivavano da Babbo Natale che, contravvenendo a quella che è una consolidata tradizione natalizia, rispondeva ai bambini descrivendo al contempo la sua casa, i suoi amici e gli avvenimenti successi là. Tutto finì, poi in un libro.
Ecco i corsi su Tolkien: Modena, Bologna, Roma
Modena, Bologna, Roma. Il 2014 inizia all’insegna di J.R.R. Tolkien. Visto il successo delle iniziative dell’Associazione romana studi Tolkieniani e l’insistente domanda del pubblico, si è deciso di lanciare una formula nuova di didattica, per cercare di coinvolgere il più possibile gli appassionati del Signore degli Anelli. All’inizio del 2014, infatti, partiranno ben tre corsi dedicati a Tolkien. Ma le novità sono molte!
Tolkien e il Metal Parte 4 Ecco il Power Metal (1)
Madame e messeri, metallari e tolkieniani, eccoci arrivati al capitolo forse più “piacevole”, sarebbe meglio a dir tranquillo, del nostro viaggio all’interno del mondo incantato di Tolkien, infestato da uomini con capelli lunghi brandenti chitarre elettriche e poderose doppie casse. A fondo pagina trovate i link ai precedenti capitoli. In questa occasione è importante sottolineare che il capitolo dedicato al Power Metal verrà diviso in diverse puntate pubblicate con scadenza pressoché settimanale-quindicinale, data l’infinita quantità di materiale. Prima di iniziare questa nuova parte è necessario illustrare la storia di questo sottogenere della musica Metal, forse il più conosciuto e ascoltato, anche dai profani, assieme ai classici cantori del genere. Le radici del Power affondano verso la seconda metà degli anni ’80 con caratteristiche proprie, probabilmente in contrasto con l’aggressività e la limitata melodia dei primi sviluppi del Death e del Black.
Recensione a Lo Hobbit: «Che furore il drago!»
Diavolo di un Peter Jackson! Eravamo pronti a ribadire le perplessità su Lo Hobbit già espresse un anno fa, in occasione del primo capitolo della nuova trilogia ispirata ai romanzi di J. J. R. Tolkien, ed ecco che il neozelandese ci spiazza tornando ai fasti del Signore degli anelli. Il secondo capitolo delle avventure di Bilbo Baggins e dei nani capeggiati da Thorin Scudodiquercia è nettamente migliore del primo. Là c’erano scene «sbrodolate» (l’arrivo dei nani a casa di Bilbo, l’inseguimento nelle caverne degli orchi) e un impianto generale in cui gli innesti sulla materia del romanzo convincevano fino a un certo punto. Qui c’è grande compattezza narrativa, grazie ad un lavoro molto raffinato sulla sceneggiatura (sempre di Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens: il nome di Guillermo Del Toro, primo regista incaricato poi estromesso, rimane per motivi contrattuali). E gli effetti speciali raggiungono risultati mirabolanti nel finale in cui entra in scena, finalmente, il drago Smaug: doppiato in originale da Benedict Cumberbatch (in italiano da Luca Ward), il mostro affianca Gollum sul podio dei personaggi completamente costruiti in digitale. Nel terzo capitolo, vedrete, ne combinerà delle belle.
Avviso ai non-tolkieniani: La Desolazione di Smaug finisce «appeso». Di più: stavolta il film osa l’inosabile chiudendosi nel bel mezzo del climax, allorché Smaug parte in volo verso la città di Laketown per compiere una strage che sarà l’incipit del terzo film. È il curioso destino dei «numeri 2», i secondi capitoli di trilogie annunciate: devono proseguire la narrazione dei numeri 1 e tenere aperte le piste narrative che si chiuderanno nei numeri 3. Sono film di passaggio, frazioni intermedie di una staffetta, eppure – forse proprio per questa natura ibrida – stimolano la fantasia dei loro creatori al punto di diventare, spesso, i più belli delle rispettive saghe. Era così per L’impero colpisce ancora nel primo trittico di Star Wars, per il secondo capitolo di Ritorno al futuro, e secondo alcuni cultori era così anche per Le due torri, capitolo intermedio del Signore degli Anelli. La Desolazione di Smaug innalza nettamente il tono rispetto a Un viaggio inaspettato, e ci lascia con un pizzico di acquolina in bocca nell’attesa di Andata e ritorno, il numero 3. Molto dipende dal grado di invenzione che gli sceneggiatori mettono in campo per allargare la trama del libro Lo Hobbit, che rispetto al Signore degli anelli ha la dimensione del romanzo breve. Se nel primo episodio Jackson, Walsh e Boyens si erano per lo più limitati a diluire, qui inventano con grande libertà e, al tempo stesso, con scrupolo filologico: stravolgono la lettera di Tolkien rispettandone lo spirito.
Si veda l’inizio: torniamo in un luogo che per gli appassionati è quasi una seconda casa, il villaggio di Brea, quello dove gli hobbit incontravano Aragorn nella Compagnia dell’Anello. Questo permette a Jackson di essere il primo «attore» ad entrare in scena (è lui l’ubriacone che attraversa la strada, esattamente come nel vecchio film) e apre la storia con un lungo flash-back: è il primo incontro fra Gandalf e Thorin, un riassunto della puntata precedente necessario e brillantemente realizzato. Subito dopo il mago Gandalf, lo «scassinatore» Bilbo e i nani sono esattamente dove li avevamo lasciati: al limitare della foresta di Bosco Atro, perennemente inseguiti dagli orchi del lattiginoso Azog. Qui Jackson compie una netta virata rispetto al libro: gli orchi non vengono sterminati e inseguono la compagnia anche nel reame degli elfi, dove ricompare il personaggio di Legolas, che nel romanzo non c’è. La fuga dei nani in parallelo alla battaglia tra elfi e orchi è una sequenza strepitosa, il miglior videogame mai visto al cinema, così come è bellissima la costruzione digitale di Laketown, una Venezia della Terra di Mezzo. Nonostante le 2 ore e 41 minuti il film ha ritmo e non stanca mai. Se Jackson & soci stanno su questi livelli anche nel terzo capitolo, il (mezzo) miracolo è compiuto.
Alberto Crespi
ARTICOLI PRECEDENTI:
– Esce Lo Hobbit 2! Le scelte di Jackson di Manuel Chiofi
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Gandalf e Bilbo
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Tauriel e Legolas
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Thranduil e un Orco prigioniero
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Bilbo e i nani nei barili
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Bard e Thorin
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Una clip estesa
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La Tolkien Estate blocca Storm over Gondolin
L’avventura tolkieniana finisce ancor prima di inziare effettivamente… Dobbiamo riportare la brutta notizia che la Tolkien Estate ha deciso di bloccare le riprese del fan film Storm over Gondolin… che sarà successo? Molte voci girano in internet sul fatto che si tratti di un problema di diritti, ma per riportare la notizia correttamente, come è nostra usanza, abbiamo contattato i diretti interessati. Comunque la pagina ufficiale della produzione non esiste più su internet e i produttori francesi hanno fatto sapere che continueranno sulla loro strada raccontando una storia con orchi ed elfi. Cerchiamo di capirne di più.
Esce Lo Hobbit 2! Le scelte di Jackson
Letteratura e cinema costituiscono due arti basate su due mezzi completamente distinti, la scrittura e la visione. Tali mezzi permettono modi di comunicazione differenti, pertanto è inevitabile che un’opera cinematografica sia differente dal testo da cui è tratta.
Ciò è stato vero per il Signore degli Anelli, e lo è ancora di più per Lo Hobbit. Nel giorno in cui esce al cinema il secondo capitolo della saga, diamo uno sguardo alla sceneggiatura della trilogia: essa è frutto di ben otto mani. Oltre alle collaudate Fran Walsh, moglie di Jackson e Philippa Boyens, questa volta c’è stato anche l’ampio contributo di Guillermo del Toro che, per lungo tempo, è stato il regista designato dell’opera. Non sappiamo quanto sia stato perso della visione di Del Toro nel ritorno alla regia di PJ. Di sicuro Jackson è tornato prepotentemente nella sua versione della Terra di Mezzo, quella che i fan della trilogia del Signore degli Anelli avevano imparato a conoscere.
Nei mondi fantastici: un convegno a Venezia
Seppur a piccoli passi, J.R.R. Tolkien continua ad entrare all’università. Non è più una novità, ma stavolta ce n’è una più grossa: il professore di Oxford si porta dietro altri scrittori di letteratura fantastica, tra cui anche J.K. Rowling e George R.R. Martin. Giovedì 5 e venerdì 6 dicembre 2013, infatti, l’Università Ca’ Foscari di Venezia ospita il convegno internazionale Adventures in Wonder Worlds. The Power of Literary Fantasy.
Fan film, ecco Mr. Bliss: da penna a schermo
Chi di voi non ha mai raccontato una storia ai propri figli? Chi non se l’è mai sentita riferire dai genitori? Chi non si è mai immaginato, da bambino, di fare un viaggio inconsueto, incontrando personaggi tanto curiosi quanto divertenti? Ebbene alcune persone hanno l’arte di materializzare queste storie, di raccontarle, di scriverle, di regalarle. J.R.R. Tolkien era uno di questi individui speciali e ciò non si evince soltanto dai suoi capolavori, bensì anche dalle opere “minori”. È questo il caso di “Mr. Bliss”, favola scritta ed illustrata dall’autore negli anni ’30, ma pubblicata postuma. La storia racconta le vicende del signor Bliss, personaggio parzialmente autobiografico, che, dopo aver comprato un’auto gialla con le ruote rosse, compie un breve viaggio per recarsi da alcuni conoscenti. Il percorso sarà accidentato per il protagonista, che vivrà diversi incontri-scontri con orsi, persone curiose e persino arrabbiate. Nel 2004 la favola incontra la curiosità e il genio del regista russo Gennadij Tiščenko, che crea un’animazione dalle illustrazioni del Professore.
Arriva il Tolkien Day! A Roma il 7 dicembre
Tolkieniani appassionati, siete tutti pronti all’arrivo nei cinema dello Hobbit – La desolazione di Smaug? Se non potete aspettare tutto questo tempo, potete godervi una bella anteprima al Tolkien Day il prossimo 7 dicembre 2013 al VIGAMUS – Videogame Museum di Roma, in via Sabotino 4, dove l’Associazione romana studi Tolkieniani celebrerà il padre della letteratura fantistica, J.R.R. Tolkien, con una giornata piena di eventi, quiz, cosplay contest, conferenze, fan film, videoblog e molto altro! Sarà anche l’occasione per rivivere l’esperienza ludica con tutti i video giochi dedicati al Signore degli Anelli e allo Hobbit: se proprio non resistete, in fondo all’articolo trovate il programma completo dell’evento. La serata sarà ancor più gustosa: con un supplemento di 7 euro sarà possibile partecipare all’Abbuffata Hobbit, su prenotazione telefonando direttamente al Vigamus!
La Terra di Mezzo a Ludica Roma 2013
Hobbit, Nani, Elfi, Orchi e Re degli Uomini… Il mondo creato dalla fantasia di J.R.R. Tolkien e che ha ispirato le due trilogie cinematografiche del Signore degli Anelli e dello Hobbit – rivive dal 29 novembre al 1 dicembre 2013 durante Ludica Roma, il festival italiano di giochi da tavolo, giochi di ruolo, wargame e videogiochi che ha due edizioni annuali (l’altra è a Milano in marzo). Nell’area wargame, infatti, un tavolo di gioco sarà dedicato alla rappresentazione di una piccola parte dell’universo tolkieniano. Sarà così possibile prendere il comando della grande alleanza dei Popoli liberi o delle schiere dei servitori dell’Oscuro Signore Sauron. Saranno ben quattro i padiglioni del Fiera di Roma occupati dalla kermesse capitolina: 38.000 metri quadrati di area espositiva, 140 espositori, 500 tavoli gioco, 50 laboratori per bambini al giorno, 25 tornei e 5 ospiti internazionali per il settore videogiochi. Tra le curiosità, un ospedale militare da campo delle legioni romane, con tanto di soldati feriti distesi sulle brande assistiti dal medico greco al seguito della legione, le rievocazioni medievali, tra leggenda e realtà, dei Signori della Guerra, delle Casate di Vigelis e dei Vichinghi, la Sala delle Torture, con macchine e strumenti di tortura da toccare e da «provare» e, infine, il diorama ispirato alla saga “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” di George R.R. Martin.
J.R.R. Tolkien per natale: due mostre a Castelfidardo
Per natale Castelfidardo si trasformerà in una piccola Hobbiton! Il centro delle Marche, in provincia di Ancona, famoso per la vittoria del 1860 dei piemontesi sulle truppe dello Stato Pontificio e per i combattimenti di partigiani e truppe alleate che, dopo tre giorni di aspra lotta, il 4 luglio 1944 liberarono il borgo dal nazi-fascismo, ospiterà una manifestazione tutta dedicata al mondo di J.R.R. Tolkien.
Dal 6 dicembre al 29 dicembre 2013, all’auditorium San Francesco, sarà in scena la manifestazione Nel mondo di Tolkien – Mostre di Cinema e Cultura. L’assessorato al turismo e alla cultura del comune di Castelfidardo, in collaborazione con Poliarte e la Società Tolkieniana Italiana, sotto la direzione artistica di Giampiero Bartolini, ha organizzato l’evento, inserito negli eventi del progetto Radikart della Regione Marche. Parteciperà attivamente anche l’associazione ASM – Associazione Storico-Modellistica di Civitanova, che riunisce appassionati di modellismo non solo della zona di Civitanova Marche, ma provenienti anche da Macerata e Osimo, e si occupa prinicipalmente di realizzare diorami e wargame, nei quali si riproducono gli scenari di battaglie storiche e di letteratura fantastica.
Ecco le prime immagini dell’Ombra di Mordor
Per allettare i giocatori e ricordare che c’è anche le’, la Warner Bros. Interactive Entertainment ha rilasciato i primi screenshot, le immagini prese durante una sessione ludica, del nuovo e potente videogioco dal titolo La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor, ambientato nell’universo creato da J.R.R. Tolkien e che è in via di sviluppo da parte della Monolith. Il titolo arriverà nel corso del 2014 per PC, PS3, PS4, Xbox 360 e Xbox One. Sviluppato da Monolith Productions, già responsabile di Guardians of the Middle-Earth, il titolo in questione è un gioco d’azione con visuale in terza persona ambientato nella Terra di Mezzo, che racconta una storia di vendetta e redenzione che non fa parte del canone tolkieniano.
La Terra di Mezzo su Street View: si può scoprirla su Chrome
Un viaggio nella Terra di Mezzo in modalità Street View. In attesa dell’uscita nelle sale cinematografiche di Lo Hobbit: la desolazione di Smaug, i lettori dei romanzi di J.R.R. Tolkien e del regista Peter Jackson possono esplorare le lande percorse da Bilbo Baggings e dagli altri protagonisti grazie a un progetto di Chrome Experiment. Un’esperienza interattiva accessibile anche attraverso smartphone e tablet attraverso il sito Middle-earth.thehobbit.com.
Seguendo la falsariga del famosissimo romanzo di J.R.R. Tolkien, ricco di illustrazioni e mappe disegnate a mano, è stata arricchita da una serie di mini-giochi e di contenuti interattivi che daranno la possibilità agli appassionati di scovare ad esempio i troll di Trollshaws o le piante marine di Rivendell, oltre che guardare tutte le ambientazioni più importanti della saga, con gli occhi di un Hobbit. La mappa include alcuni brani audio e le biografie dei personaggi, oltre alla possibilità di “passeggiare” liberamente nei paesaggi tratti dal romanzo e che rivedremo presto al cinema. L’esperimento (qui potete leggere la descrizione approfondita della realizzazione) fa parte di una serie di applicazioni realizzate in CSS3 e WebGL, il cui scopo principale è quello di mettere in evidenza le potenzialità di Chrome e che sono fruibili esclusivamente tramite la piattaforma di Google, sia nella sua versione desktop che nella sua versione mobile.
Daniel Issakson, uno degli sviluppatori che ha partecipato al progetto, ha più volte affermato che è proprio l’utilizzo di WebGL che ha reso possibile la drammatizzazione e l’esplorazione del vasto e ricchissimo mondo de Lo Hobbit, dando il pieno controllo all’utente.
Edito da Bompiani «La Caduta di Artù»
Dopo una lunga serie rinvii, esce oggi per Bompiani in italiano La Caduta di Artù, opera inedita e frammentaria di J.R.R. Tolkien, curata dal figlio Christopher. Sul nostro sito ne abbiamo seguito tutta l’evoluzione, parlandone approfonditamente fin dalla primissima segnalazione quando, anche se solo in sordina, nel luglio 2012 era trapelata la notizia. Poi, ne demmo conferma ufficiale qui nel maggio 2012 smentendo tutta una serie di imprecisioni che giravano per il web. Pubblicammo poi un articolo approfondito il 23 maggio 2013, il giorno in cui il volume fu finalmente pubblicato negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Irlanda, Canada e Australia. In quell’occasione, pubblicammo l’introduzione di Christopher Tolkien al libro. Fu la gioia dei lettori, visto che come capita sempre ai nostri saggi, molte centinaia di voi hanno scaricato il nostro regalo. Dell’uscita italiana del volume parlammo pure nell’articolo dedicato alle uscite di questo autunno.
Nei suoi annunci (se ne può leggere uno qui a destra cliccando due volte sull’immagine), Bompiani ha rinviato più volte l’uscita del volume, dopo aver parlato genericamente di fine maggio, poi «a causa di problemi del traduttore» in autunno,
poi annunciando l’uscita al 30 ottobre, e infine riuscendo a rispettare l’ultima data del 20 novembre, giusto in tempo per essere comprato dai nuovi lettori che conosceranno Tolkien vendendo il secondo capitolo dello Hobbit di Peter Jackson al cinema o le tante mamme e zie che entreranno in libreria per comprare a figli e nipoti la consueta strenna natalizia Bompiani.
In fondo all’articolo, trovate le immagini delle dichiarazioni ufficiali della casa edtirice.
Odoya pubblica Wu Ming 4. Un altro libro su Tolkien?
La casa editrice Odoya dà alle stampe Difendere la Terra di Mezzo, il libro che raccoglie e amplia gli scritti e gli interventi pubblici di Wu Ming 4 su J.R.R. Tolkien, che sarà in libreria il 28 novembre. Al suo interno sono contenuti anche i seminari che lo scrittore ha tenuto per la nostra Associazione a Lucca Comics and Games e che in precedenza avevamo anche pubblicato qui in forma breve. Chiude il libro un’appendice a firma di Tom Shippey, professore di Letteratura medievale e anglosassone, il più noto studioso di J.R.R. Tolkien, di cui parliamo spesso qui sul sito. Abbiamo chiesto a Wu Ming 4 di scrivere un testo in anteprima per il sito dell’ArsT per spiegare come ci sia ancora bisogno di un altro libro su Tolkien. Lo pubblichiamo qui di seguito, ringranziando lo scrittore per la gentillezza e il suo impegno del campo degli studi tolkieniani in Italia.
«Difendere la Terra di Mezzo nasce in risposta all’esigenza di divulgare le letture dei più grandi esperti internazionali dell’opera di Tolkien al di fuori dell’ambito ristretto dei cultori della materia. La cosa che ci si potrebbe chiedere dunque è se l’esigenza sia in qualche modo fondata. C’era bisogno di scrivere un altro libro per liberare Tolkien da decenni di incrostazioni ideologiche, sovrainterpretazioni, simbolismi, vulgate volgari? Ritengo evidentemente di sì. A conforto di questa mia convinzione voglio portare due prove. La prima è tratta dalla postfazione di un critico letterario a un saggio di una decina d’anni fa, che ricostruiva la mistificazione imbastita intorno a Tolkien dall’estrema destra italiana. Il critico si premurava di muovere ai due autori del saggio stesso un appunto tanto saccente quanto, forse, involontariamente premonitore:
“Voglio dire che non c’è bisogno di condividere il pensiero […] che non esistano fatti – testi – ma solo interpretazioni, per nutrire qualche dubbio su quella che mi pare la salda convinzione di Del Corso e Pecere: che cioè, una volta passato il loro rasoio ermeneutico sull’immondizia incrostatasi su Tolkien, questo possa essere restituito a una leggibilità, diciamo, prima. Piacerebbe insomma, in casi come questo, poter nutrire ancora qualche illusione sull’autonomia del testo; ma dai bei tempi di quando eravamo strutturalisti troppa acqua è passata sotto i ponti per non pensare che le interpretazioni di ieri finiscano per deformare irrimediabilmente il senso che un testo ha per i suoi lettori di oggi. Almeno fino a quando gli hobbit, anziché scudieri della gioventù d’estrema destra, non diverranno icone di riferimento del popolo di Porto Alegre. Cioè fino a quando una nuova interpretazione forte non entrerà a sua volta nella compagine di senso attivata dal testo in questione, così attenuando la rilevanza di quella che prima teneva banco (come quella nazi ha fatto quasi dimenticare, almeno da noi, l’opposta – opposta? – lettura hippy degli anni Sessanta…)” (A. Cortellessa, postfazione a L. Del Corso, P. Pecere, L’Anello che non tiene: Tolkien fra
letteratura e mistificazione, Minimum Fax, 2003).
Una nuova interpretazione forte. Precisamente. E possibilmente fondata su ciò che Tolkien ha scritto e non su voli pindarici spiccati dai trampolini del citazionismo a singhiozzo, com’è stato per molti anni in Italia. Perché se ogni lettura è già un’interpretazione, com’è ovvio, e nessuno può nutrire una fede cieca nella lettera del testo “sacro”, è altrettanto evidente che si possono distinguere le letture articolate e argomentate da quelle cialtronesche e dozzinali. Se così non fosse, tanto varrebbe tacere per sempre. Quanto poi le tematiche affrontate da Tolkien nella sua narrativa potessero riverberare nelle battaglie del “popolo di Porto Alegre”, ieri, o ad esempio in quella degli abitanti della Val Susa, oggi, è faccenda che ciascuno può valutare da sé. L’applicabilità è il margine di libertà di ogni lettore, diceva Tolkien. La seconda testimonianza scritta è invece di più basso tenore, ma non meno indicativa di un modo di leggere e considerare l’opera di Tolkien, frutto delle sovrainterpretazioni a cui accennavo sopra. Sì, perché queste hanno lavorato a fondo, si sono sedimentate, fino a condizionare lo sguardo. Si tratta dunque di un messaggio rinvenuto due giorni fa su un social network, che è una vera “chicca”. Lo riproduco così com’è stato postato, senza editing: “I wuming che si fanno affascinare da tolkiene (e innpassato gli unici a cui era capitato sopra i 16 anni erano quelli di avanguardia nazionale) è davvero maledettamente triste. E dir che di temi al mondo ce ne sono. Evidentemente quando diventi interessante e sai di essere ascoltato, la testa inizia a girare all'”arrovescia”… Io ho giocato per 15 anninal gioco di ruolo del signore degli anelli. Ho letto tutti i libri, simmarillion compreso, nonchè sbirciato una tesi di laurea di una americana che attraverso i racconti di Tolkien ricostruiva le distanze chilometriche della terra di mezzo. Nemmeno io sono interesante. Però Tolkien parla, scrivendo malino per altro, di un mondo nel quale il popolo non esiste. Esistono solo gli eroi. I cattivi son cattivi e i buoni son buoni. Irrimediabilmente e senza possibilitá di redenzione. Vedi Orchi. Un mondo che rappresenta perfettamente quell’ambientalismo reazionario tipico della destra aristocratica. Il bel mondo che fu. Nel quale i re erano quelli veri, amato dal popolo, che facevano il bene, senza classi e con il nemico sempre rappresentato dall’impostore o dal nemico esterno… E visto che a wuming piace descrivere la sinistra in questi termini, non capisco questa ridicola passione adolescenziale“.
Tralasciando ora sintassi, ortografia e l’ironia involontaria dell’accusa di scrivere «malino» formulata in un messaggio che è quello che è, la cosa davvero emblematica è l’acquisizione della lettura della destra più retriva da parte di chi invece sembra porsi in tutt’altra area culturale. Ciò dimostra quanto tale lettura sia stata assunta nella vulgata corrente, perfino da chi il libro lo ha letto. Malamente, s’intende. Perché si può scrivere male, ma si può leggere malissimo. E sono in tanti a farlo. Dunque ci si imbatte in affermazioni di questo tipo: nell’opera di Tolkien il popolo non esiste, ci sono soltanto eroi… «I cattivi sono cattivi e i buoni sono buoni». L’ambientalismo presente nelle storie di Tolkien è «aristocratico» e il nemico sempre «esterno»… non esistono le classi sociali, i re sono sempre amati dal popolo e fanno sempre il bene…
Il fatto che il vero eroe del Signore degli Anelli sia Samvise Gamgee, cioè un esponente delle classi basse, non viene registrato. Non pervenuti nemmeno gli Hobbit che insorgono contro l’usurpatore Saruman, evidentemente indegni d’essere considerati «popolo» (forse perché non impugnano una bandiera rossa). Quanto poi alla divisione carismatica tra buoni e cattivi, suona davvero paradossale imputarla a un romanzo il cui protagonista, Frodo Baggins, indubbiamente «buono» in partenza, viene alla fine sopraffatto dal male e sceglie di non distruggere l’Anello e di tenerlo per sé. Per non parlare di Boromir, Denethor, Saruman, e di tutti i buoni che diventano nemici «interni» e rappresentano una minaccia altrettanto grande di quella incarnata da Sauron. Significativa poi la qualifica dell’ambientalismo di Tolkien come destrorso e aristocratico, tanto più perché sarebbe interessante scoprire in cosa si distinguerebbe dall’ambientalismo d.o.c., che si immagina sinistrorso e «democratico». Quanto poi ai re, nel Signore degli Anelli ne compaiono tre. Uno è il Re Stregone, cioè il capo degli Spettri dell’Anello, che non è né buono né amato. Il secondo è Théoden, che quando entra in scena è completamente circuìto da un infido consigliere, sta mandando in rovina il regno e troverà riscatto nella morte. Il terzo è Aragorn, che diventa re soltanto alla fine della storia, e in precedenza floppa clamorosamente come guida della Compagnia, tanto da rinunciare a portare a termine la missione al fianco di Frodo.
Alla faccia dell’infallibilità regale. Sulle classi… Nell’Appendice al libro che ho scritto compare un saggio del più importante studioso di Tolkien, che passa in rassegna proprio la rappresentazione delle classi sociali nella Terra di Mezzo.
Certo si può benissimo ritenere «triste» che qualcuno si lasci ancora affascinare dal racconto tolkieniano dopo avere compiuto e magari doppiato i 16 anni. Molti critici e commentatori lo affermano – anche al di fuori dei paratesti e dei social network – ogni volta che le opere di Tolkien tornano a far parlare di sé. Lo affermavano già negli anni Cinquanta, a dire il vero, liquidando Il Signore degli Anelli come «spazzatura giovanilista» (E. Wilson). Ma questo non fa che confermare l’urgenza di tornare a leggere Tolkien, sbarazzandolo di tutto il ciarpame che gli è stato accumulato attorno. Magari per arrivare un domani a permetterci il lusso di non sentire più certe stupidaggini. E chissà che prima ancora che di ambientalismo d.o.c., non si tratti di un’opera di bonifica e di ecologia mentale, oltreché, ovviamente, letteraria. «Ma gli hobbit non sono una visione utopistica, e non vengono nemmeno raccomandati come l’ideale della loro epoca o in altre. Essi, come tutte le popolazioni e le loro caratteristiche, sono un accidente storico –
come gli elfi dicono a Frodo – e anche temporaneo, alla lunga. Io non sono un riformatore e nemmeno un “conservatore”! Non sono un riformatore (attraverso l’esercizio del potere) dato che sembra si vada sempre a finire nel Sarumanesimo. Ma anche “imbalsamare” comporta, com’è stato
dimostrato, delle ripercussioni. Alcuni recensori hanno definito il libro semplicemente come una lotta fra Bene e Male, dove tutti i buoni sono buoni, e i cattivi sono cattivi. Scusabile, forse (anche se si sono lasciati sfuggire Boromir) in persone che hanno fretta, e con un unico frammento a disposizione da leggere e, naturalmente, senza le storie sugli elfi scritte in precedenza ma non pubblicate».
(J.R.R.Tolkien, lettera alla scrittrice e poetessa socialista Naomi Mitchison, 25 settembre 1954)
P.S. Va da sé che oggi che quelle storie sono pubblicate, le scuse stanno a zero.
Come avremmo detto “noi” di Porto Alegre… La lucha sigue! 😉
. Wu Ming 4
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– Vai al sito della Wu Ming Foundation,
– Vai al sito della casa editrice Odoya
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A Roma i fan film sul Signore degli Anelli
In attesa della Desolazione di Smaug, secondo capitolo della trilogia che il regista Peter Jackson sta dedicando al libro di J.R.R. Tolkien “Lo Hobbit”, l’Associazione romana studi Tolkieniani (www.jrrtolkien.it) lancia un ciclo tutto dedicato ai “fan film” del “Signore degli Anelli”. Sono ormai un genere a sé, film prodotti dagli appassionati a proprio uso e consumo, senza scopo di lucro e con budget ridottissimi. Ma da qualche anno la loro qualità è divenuta professionale, grazie all’impegno di registi, maestranze e attori professionisti, con sceneggiature ben strutturate. I “fan film” fanno appello a una base di appassionati solida e definita, ora anche disposta a intervenire concretamente nella realizzazione con il finanziamento diretto online (crowdfunding). A partire dal 20 novembre, verranno proiettati i migliori fan film realizzati nella Terra di Mezzo. Ogni mercoledì sera, dalla 20 alle 22, gli esperti e gli studiosi dell’ArsT presenteranno i diversi progetti, mostrando foto, interviste a registi e attori, ripercorrendo la storia della loro realizzazione. Il 27 novembre, in occasione della proiezione del primo fan film italiano dedicato al Silmarillion, saranno presenti il regista Claudio Ripalti e gli attori protagonisti. Il 4 dicembre, invece, per la prima volta in assoluto, verrà proiettata la versione italiana dell’animazione Mr. Bliss, fan film prodotto dalla Tolkien Texts Translation nel 2004 con i disegni originali di J.R.R. Tolkien, e un’intervista al regista, il russo Gennadij Tishenko. Una serata particolare verrà dedicata a tutte le anteprime dei fan film di imminente uscita: Nienor Níniel, Il Silmarillion, Storm over Gondolin e Tales of Fili and Kili.
Fosso di Helm coi Lego: il reportage completo!
La notizia è stata già data a fine settembre in Italia, ma solo in pochi hanno potuto vedere dal vivo il modellino della Battaglia del Fosso di Helm con i mattonicini della Lego, ricreato da due autori Usa. L’Associazione romana studi Tolkieniani vi porta alla scoperta di questa piccola, ma grandissima meraviglia grazie all’intervesta ai creatori e soprattutto con un reportage iconografico.
Per Google Trends sale l’interesse per Tolkien
C’erano una volta, all’incirca intorno all’anno 2000, molti sondaggi che dichiaravano in maniera consistente che J.R.R. Tolkien era «l’autore più influente del secolo» e che Il Signore degli Anelli era «il libro del secolo». J.R.R. Tolkien venne riconosciuto per Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit e molti reporter eccitati saltavano sul carro del vincitore e scrivevano tutti qualcosa sullo scrittore inglese. Ciò che tutti di sicuro sapevamo era che c’era un’eccitazione generale, poiché avevamo imparato che un regista di nome Peter Jackson stava per fare l’impossibile, far diventare i libri di Tolkien dei film al cinema. Ora, molti anni dopo, possiamo vedere ancora il risultato di tale improvviso interesse, ma in qualche modo possiamo renderci conto che la tendenza è ora più flebile di quanto non fosse. Tuttavia è difficile da misurare, così abbiamo pensato fosse utile riportare l’analisi di Pieter Collier con i seguenti grafici di Google Trends. Mentre Il Ritorno del Re di Peter Jackson uscì nelle sale il 17 dicembre 2003, secondo Google Trends l’interesse per Il Signore degli Anelli era ancora estremamente alto all’inizio del 2004. Sfortunatamente non abbiamo dati del periodo precedente e contemporaneo all’uscita dei film del Signore degli Anelli, ma è chiaro che l’interesse deve essere stato impressionante e più alto allora di adesso con i film sullo Hobbit.
Sabato 26 a Birmingham apre la torre di Tolkien
Ci sono molti luoghi, storie ed eventi che si dice abbiano ispirato J.R.R. Tolkien nei suoi racconti sulla Terra di Mezzo. Una che da molti anni intriga gli appassionati è la torre chiamata Perrott’s Folly, nelle Midlands occidentali, in Inghilterra. Questa torre dalla forma inconsueta si trova a Edgbaston, alla periferia di Birmingham, una zona in cui Tolkien visse quando era un ragazzo. È una struttura alta 96 piedi, costruita da John Perrott nel 1758 per ragioni che oggi si sono perdute – forse perché doveva essere semplicemente uno status symbol, sebbene sia più romantico credere che lo abbia voluto costruire per poter vedere sempre la tomba della moglie, che si trovava a 15 miglia di distanza, anche se sua moglie era ancora viva quando il nobile decise di costruire la torre… Gli scettici dicono che il vero motivo fosse quello di controllare la conserte ed eventualmente sventare le sue infedeltà…
Gli Inklings e re Artù: ecco il Call for papers
Riportiamo l’annuncio di un nuovo Call for papers dedicato a J.R.R. Tolkien, dal titolo The Inklings and King Arthur che sfocerà in un volume edito da Sørina Higgins. La recente pubblicazione di The Fall of Arthur, un poema incompiuto di Tolkien, ha confermato una linea nuova dell’opera dello scrittore inglese. Una chiave di lettura è stata trovata nelle note lasciate dallo stesso Tolkien su come voleva far continuare la storia frammentaria della “caduta di re Artù” (la questione è affrontata anche nell’articolo di fondo di Christopher Tolkien). Dopo che re Artù fu portato via per essere curato, Lancillotto volle seguirlo nel suo viaggio verso est, senza però farne ritorno. In altre parole, Lancillotto si comporterebbe come Earendel. Salpa per andare verso est, alla ricerca della terra di Valinor.
Bagnara Fantasy: corsi e mostre su JRR Tolkien
Tutto pronto per Le Età di Mezzo – Bagnara Fantasy, la manifestazione che si terrà da sabato 19 a sabato 26 ottobre, presso la Rocca di Bagnara, in provincia di Ravenna. Per una settimana, la Rocca diventerà teatro di una manifestazione per grandi e ragazzi, con mostre d’arte e presentazioni di libri, cosplayers ed intrattenimento, giochi, laboratori e magie, gastronomia a tema, concorsi e attività commerciali, oltre ad una fornitissima libreria fantasy. Ne scriviamo perché al centro della manifestazione c’è la mostra “Middle art”, esposizione delle illustrazioni e quadri in cui l’artista Ivan Cavini si è ispirato a J.R.R. Tolkien. L’evento sarà anche l’occasione per partecipare a un corso tutto tolkieniano, tenuto dai maggiori studiosi del professore di Oxford.












