Una mostra su J.R.R. Tolkien a Verona. La città di Romeo e Giulietta si conferma sempre più metà adatta agli appassionati del Signore degli Anelli e gli eventi dedicati al suo autore sono frequenti. È grazie all’intensa attività della Compagnia degli Argonath che da alcuni anni si dedica alla diffusione della conoscenza di Tolkien nella città scaligeri. Nel 2012 l’associazione ha tenuto un ciclo di conferenze dedicate al Signore degli Anelli che si sono svolti con cadenza bimestrale alla Biblioteca Comunale di Grezzana, (Verona). La Compagnia ha partecipato alle ultime due edizioni del Family Happening creando laboratori per ragazzi sul Signore degli Anelli. L’anno scorso ha portato anche la Mostra sul libro, che nel 2003 era stata al Meeting di Rimini, creando guide e percorsi ricchi di stimoli per chi ha partecipato.
Tolkien 40 anni dopo: da culto a classico
Il 2 settembre di 40 anni fa se ne andava l’uomo che ci ha regalato un sogno. Mentre J.R.R. Tolkien si spegneva, stava crescendo sempre più quello che lui stesso chiamava «il mio deprecabile culto». Il 2 settembre 1973, lo scrittore inglese salutava il mondo primario per recarsi probabilmente in quella Terra di Mezzo che abbiamo imparato a conoscere attraverso i suoi scritti. Ci lasciava anche per andare a riabbracciare la sua amata Edith, partita appena due anni prima. Da allora entrambi riposano insieme nel cimitero Wolvercote, alla periferia di Oxford.
Libri per l’autunno: ecco tutte le uscite
Il 2013, lo avevamo stabilito da molto tempo, sarebbe stato l’anno del rilancio delle pubblicazioni tolkieniane: l’uscita del primo film di Peter Jackson dedicato allo Hobbit, il sessantesimo anniversario dalla pubblicazione del Lord of the Rings, il quarantesimo anniversario dalla pubblicazione italiana dello Hobbit. Tutto lasciava pensare che avremmo assistito a un’esplosione di pubblicazioni come quella avvenuta nel 2001-2002 con l’uscita del film La Compagnia dell’Anello. La realtà editoriale, però, non è stata finora generosa e i primi otto mesi dell’anno ci hanno lasciati decisamente freddini: “nuove” edizioni tascabili di I Figli di Húrin, Fabbro di Wootton Major e Il Silmarillion sono state pubblicate dalla Bompiani limitandosi a cambiare la copertina dei vecchi libri ma senza sfruttare l’occasione per correggere almeno gli errori più grossolani (uno per tutti: la traduzione di Fabbro di Wootton Major non è di Isabella Murro, ma di Francesco Saba Sardi). Sul piano della saggistica, poi, la situazione è desolante: gli unici due volumi pubblicati sono stati Il Fanciullino nel Bosco di Tolkien di Simonetta Bartolini (in cui il Professore serve solamente come strumento per analizzare Pascoli) e J.R.R. Tolkien di Stefano Giuliano (che riprende il suo vecchio libro Le radici non gelano aggiornandolo, ma senza aggiungere molto di nuovo). Dopo una torrida estate in cui le uniche notizie tolkieniane esaltanti venivano dall’estero, pare però che finalmente qualcosa si muova: l’autunno-inverno tolkieniano si preannuncia fecondo di novità, che ci auguriamo di poter gustare!
A settembre primo video su Storm over Gondolin
Un fan film ispirato al Silmarillion prodotto da fan, per i fan. Si presenta così il nuovo ultimissimo progetto di questo nuovo fenomeno che sono le produzioni cinematografiche professionali ispirate alle opere di J.R.R. Tolkien e create dagli appassionati dei suoi libri. Ormai è un piccolo moviemento che dal basso vuole portare luce su quei moltissimi dettagli che la Terra di Mezzo offre ai suoi lettori, ma che non sono ancora state raccontate su pellicola. E come non poteva non essere al centro degli interessi l’opera a cui per una vita intera si dedicò lo scrittore inglese, quella che per sua stessa ammissione è sempre stata il motore di tutte le altre, lo scrigno in cui molti dei “cicli narrativi” di Tolkien hanno preso avvio, e di conseguenza quella più amata dai lettori? Non è quindi un caso che Il Silmarillion sia il nuovo argomento di molte produzioni “amatoriali”…
Tolkien e Star Wars: due saghe a confronto
Trovarsi di fronte per la prima volta alla grande opera stesa dal genio del professore inglese non è affatto facile, ma, una volta assorbita, ti entra dentro e ogni qual volta ci si trova dinanzi a una qualche forma d’arte fantastica, sia essa letteraria o cinematografica, non si può far a meno di creare un paragone tra l’immensa creazione di J.R.R. Tolkien e ciò che ci si trova davanti. Molti sostenitori, o per meglio dire fan, di quella che oggi è diventata la fantascienza tentano da anni di ipotizzare un legame fra gli scritti tolkieniani e le successive saghe sci-fi cui qui ci riferiamo, ma soltanto all’indirizzo Star Wars. Trattare di fantascienza è cosa particolarmente ardua e altamente ingannevole, perché non si può assolutamente attribuire a Tolkien il fatto di aver “inventato” questo genere, ma si fa addirittura fatica a inserirlo nel suddetto filone letterario, che risale a molti molti secoli addietro.
Si pensi al trattato incompiuto di Francis Bacon, La Nuova Atlantide, saggio filosofico misto di racconto utopico del XVII sec. dove alcuni viaggiatori, naufragati sull’isola di Bensalem, compiono esperimenti scientifici che rivelano alcune delle tecnologie tutt’oggi esistenti. Alla stessa maniera si possono classificare come pre-fantascientifici I Viaggi di Gulliver, il Frankenstein di Mary Shelley fino ad arrivare alle opere di Jules Verne e H.G. Wells con il scientific romance. Entrati ormai nella fantascienza di stile utopico non si possono non menzionare grandi scrittori russi come Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov con Krasnaja zvezda (Stella rossa, 1908) e Inžener Menni (Ingegnere Menni, 1912), ambientati in una società socialista utopica sul pianeta Marte, e Evgenij Ivanovič Zamjatin con My (Noi, 1921) probabilmente il manifesto precursore del romanzo a sfondo distopico.
Fino ad arrivare a quella che è conosciuta come l’Età d’Oro (o Golden Age) della fantascienza, quel periodo fra gli anni ’30 e ’50, che precede la fantascienza sociologica dei successivi decenni (nella quale possiamo inserire autori famosi come Robert Sheckley, Richard Matheson, Mack Reynolds e Philip K. Dick), dove primeggia John W. Campbell, redattore e curatore di molte riviste fantascientifiche, fra le quali citiamo ad esempio Astounding Science Fiction, nella quale apparsero i primi racconti di Isaac Asimov. Sono questi dunque gli anni in cui J.R.R. Tolkien scrive e successivamente pubblica Il Signore degli Anelli, coincidenza interessante ma potrebbe darsi come del tutto casuale.
Ecco come Christopher pubblicò il Silmarillion
Talvolta anche un outsider fa meglio degli esperti. Douglas C. Kane è un avvocato statunitense specializzato nelle discriminazioni e i casi di molestie sul lavoro. Ma è anche un appassionato di J.R.R. Tolkien e delle sue opere da oltre trent’anni, ha fondato e gestisce il forum The hall of fire. Il suo primo libro, Arda Reconstructed: The Creation of the Published Silmarillion, è stato pubblicato dalla Lehigh University Press nel 2009, ed è stato inserito nel 2010 e nel 2011 nella cinquina dei finalisti della sezione saggistica dei Mythopoeic Fantasy Award, i prestigiosi premi della Mythopoeic Society, la Società tolkieniana negli Usa. Un’edizione tascabile è stata pubblicata quest’anno. Nella sua casa di Santa Cruz, in California, Kane si è letto Il Silmarillion, probabilmente un migliaio di volte. Tanto deve essere servito per analizzarlo e capire come si è arrivati alla sua pubblicazione. Proponiamo una recensione del libro firmata da Claudio Testi, riportando prima le parole di Christopher Tolkien nell’introduzione al Silmarillion: «… Mi è risultato evidente che lo sforzo inteso a presentare, in un unico volume, materiali così disparati – di offrire Il Silmarillion quale è in realtà, un atto di creazione continua, la cui evoluzione è durata oltre mezzo secolo — non avrebbe che ingenerato confusione, obnubilando quanto vi è di essenziale. Ragion per cui mi sono accinto a elaborare un testo unico, scegliendo e ordinando i materiali in modo tale da attribuire loro l’aspetto di una narrazione più coerente e priva di contraddizioni…». E poi ancora: «Il lettore non si aspetti di trovare un’assoluta coerenza (né nell’ambito del Silmarillion stesso, né tra questo e altri scritti di mio padre dati alle stampe), che del resto potrebbe essere raggiunta, semmai, soltanto a prezzo assai caro e oltretutto inutile». Christopher, quindi, era stato molto onesto fin dall’inizio circa la natura del testo. Secondo Verlyn Flieger, il libro di Kane affianca la History: mentre il secondo «ricostruisce quale versione fosse intesa risalire a quale tradizione», il primo «disseziona la storia estremamente complicata delle scritture e riscritture dell’evento da parte di Tolkien».
Dopo Born of Hope la nuova serie web: Ren
Tolkieniani e serie tv dipendenti è arrivato qualcosa che potrebbe interessarvi. Ricordate Born of Hope,il fan film basato sull’Appendice del Signore degli Anelli? Bene, i creatori, tra i quali segnaliamo la presenza della regista/produttrice della suddetta pellicola Kate Madison, si sono messi al lavoro per regalarci un’altra perla fantasy d’avventura. Anche se non si parla di storie tratte dalle opere di J.R.R. Tolkien per una volta facciamo un’eccezione (ma sarà l’ultima!). Si tratta sempre di qualcosa di indipendente e chi ha visto Born of Hope o The Hunt for Gollum sa già cosa aspettarsi. Come tutti sappiamo creare un fan film è già di per se una cosa ardua, figuriamoci un’intera serie tv fantasy, dunque i produttori hanno bisogno dell’aiuto economico di tutti noi. Per fare ciò basta recarsi sul sito ufficiale Kickstarter e, se potete, contribuite al progetto. La deadline è fissata per il 19 di agosto, quindi siamo molto vicini, e, nel momento in cui viene scritto questo articolo, siamo a 20.751 sterline raccolte, con un traguardo di 35.000. I donatori, sino ad ora, sono stati 283.
Ripetiamo che mancano soltanto 5 giorni alla scadenza, quindi, chi può, sostenga la causa anche con 1 euro (anche se la campagna fondi si svolge in sterline, si può contribuire anche in altre valute). A seconda di quanto una persona verserà avrà delle ricompense che potete vedere sul sito Kickstarter (si parte da £5 con un ringraziamento speciale, ai £35 del DVD scaricabile, ai £250 della visita del set, fino a £5000 come sponsor della serie). Per l’occasione sono ste anche create delle monete commemorative.
Università: è pronto l’autunno del Mythgard
Anche se è agosto c’è già chi si organizza per studiare J.R.R. Tolkien. Nuove opportunità sono all’orizzonte per gli appassionati, che avranno l’opportunità di approfondire ancor di più le opere del professore di Oxford. Torna il Mythgard Institute, con i suoi corsi telematici tenuti da professori universitari e dagli studiosi più importanti degli studi tolkieniani. Dopo un rodaggio di due anni e con sei sessioni di corsi alle spalle, l’istituto si prapara a fare le cose in grande per il prossimo anno accademico.
Convegni e università per le lingue elfiche
Chi è veramente interessato alle lingue inventate da J.R.R. Tolkien si sarà già accorto ci come negli ultimi tempi questo campo di studi stia acquisendo sempre maggiore attenzione da parte degli studiosi. La novità è il respiro internazionale che ormai hanno assunto questi studi, tanto da entrare stabilmente all’università. Un convegno internazionale si sta svolgendo in Finlandia, mentre un seminario approfondito della durata di quasi due settimane si svolgerà alla Libera Università di Bruxelles, in Belgio. Tutto questo mentre due delle riviste più attive dedicate alle lingue tolkieniane pubblicheranno un nuovo numero. Ma iniziamo proprio da queste ultime.
Hobbiton XX in Emilia: il programma definitivo
Torna uno degli appuntamenti storici per gli appassionati di J.R.R. Tolkien. Per festeggiare il suo ventennale, la Società Tolkieniana Italiana si sposta di nuovo al nord, ma stavolta in Emilia Romagna. Così, quest’anno la Hobbiton XX sarà a Montefiorino, a 50 km da Modena, dal 13 al 15 settembre 2013. È una gran bella novità, visto che Montefiorino è stato il centro dell’omonima Repubblica Partigiana, il primo tra i più noti territori che durante la Resistenza riuscirono a liberarsi militarmente dall’occupazione nazifascista, proclamandosi indipendenti ed avviando una esperienza di autogoverno democratico. Per l’esperienza la cittadina è anche medaglia d’oro al valor militare. Il suo centro è dominato dalla rocca medievale, che svetta sulle valli del Dolo e del Dragone e risale al XII secolo, quando fu costruita dagli abati di Frassinoro. Proprio questa sarà la sede della manifestazione tolkieniana, che vorrebbe riunire gli appassionati di tutta Italia.
Lo Hobbit, il 13 novembre la versione estesa
Dicembre è lontano, ma prima di tornare al cinema per il secondo episodio dello Hobbit secondo Peter Jackson, gli appassionati di J.R.R. Tolkien potranno godersi di nuovo il primo film, Lo Hobbit: un viaggio inaspettato, nella sua versione estesa (per l’occasione ci scuserete l’immagine di copertina che è un fake, naturalmente). Fin dalla pre-produzione del film si sapeva che il regista neozelandese, come nella precedente trilogia del Signore degli Anelli, avrebbe realizzato una versione estesa. La Warner Bros ha ora diffuso alcuni importanti dettagli. L’edizione home video uscirà negli Stati Uniti il 5 novembre 2013. Ma si potrà acquistarlo con il download digitale già dal 23 ottobre. Gli appassionati statunitensi potranno scegliere tra la versione da 5 dischi Blu-Ray in 3D (54.98 dollari), la versione con 3 dischi Blu-Ray (35.99 dollari) oppure la versione da 5 Dvd (34.99 dollari).
Nuovo fan film in Galles: “Tales of Fili and Kili”
La cosa più bella del far parte di una comunità di appassionati ampia come quella di J.R.R. Tolkien è il vedere i diversi talenti e abilità che i molti membri possiedono. Queste persone usano il loro talento e i loro punti di vista unici per arricchire l’intera comunità. Sin da quando sono state rilasciate le prime foto della nuova trilogia di Peter Jackson, i fratelli Nani. Fili e Kili sono diventati sempre più popolari. Molti gruppi di loro fan sono spuntati un po’ ovunque su internet, e vogliono di più. Ma come? La risposta è Draw Casson. Regista britannico estremamente dotato, e conosciuto per il suo lavoro su Harry Potter e la sua prima webserie, Divinity, sta ora producendo un nuovo, fan-film tolkieniano chiamato Tales of Fili and Kili. Il film narra le avventure dei nipoti di Thorin Scudodiquercia quando erano più giovani.
Tolkien e il Metal 3 – Gli anni ’80 e ’90
Tolkieniani metallari e non, eccoci tornati al nostro percorso lungo le tortuose e spigolose vie che ci conducono attraverso i magici scenari dipinti dal professore inglese che hanno ispirato generazioni di musicisti di questo tanto discusso genere. Essendoci oramai lasciati alle spalle l’introduzione e i gloriosi anni ’70, ci accingiamo ad entrare nei due decenni che hanno più sviluppato il Metal, creando innumerevoli diramazioni fra le quali è doveroso citare il Trash, stile nato negli Usa (figlioccio del New Wave Of British Heavy Metal, N.W.O.B.H.M.) che vede fra i primi anni ottanta l’affermazione di quelli che diventeranno i “Big 4” della Bay Area californiana: Metallica, Megadeth, Slayer e Anthrax. Sottogenere che concorda poco o nulla con il fantasy in generale, si può comunque trovare un riferimento all’opera tolkieniana nell’album Endgame (2009) dei suddetti Megadeth di Dave Mustaine nella canzone This Day We Fight, che si ispira al discorso di Aragorn pronunciato al Cancello Nero di Mordor nella Battaglia di Morannon (leggi qui il testo).
Una petizione in Brasile per pubblicare la HoME
Una bella campagna che è nata dal basso. Si può sintetizzare così l’iniziativa nata in Brasile da pochissimi giorni. Il Brasile è considerato uno dei paesi con il maggior numero di appassionati dei libri di J.R.R. Tolkien. L’autore inglese è diventato ancor più conosciuto nel Paese dopo l’uscita della trilogia cinematografica dedicata al Signore degli Anelli da Peter Jackson. Con l’uscita dello Hobbit, migliaia di nuovi appassionati brasiliani hanno comprato i libri di Tolkien e si sono interessati per saperne di più. Tuttavia, sono ancora da pubblicare ben 12 volumi con testi inediti sulle storie della Terra di Mezzo, la The History of the Middle-earth (HoME). Accade così in quasi tutto il mondo, a eccezione dei Paesi in lingua spagnola e in Francia, dove sono ancora in corso di pubblicazione. Ma i lettori locali hanno deciso di prendere l’iniziativa.
Gli abiti della Terra di Mezzo – 3: i Nani
Scompare Anne C. Petty studiosa di J.R.R. Tolkien
Ogni tanto capita di dover dare brutte notizie. La Mythopoeic Society ha dato oggi l’annuncio che Anne C. Petty è scomparsa, dopo una lotta contro un cancro ai polmoni, pur non avendo mai fumato in vita sua. Ovviamente, non è la prima, ma è sconfortante pensare che stiamo perdendo quella prima generazione di studiosi di Tolkien che hanno combattuto per portare Tolkien nel mondo accademico. Almeno nei Paesi anglosassoni, perché in Italia questo deve ancora accedere. La notizia è giunta tramite una mail che sua figlia, April, ha inviato alla sua casa editrice, la Kitsune Books, poi postata sulla pagina Facebook di sua madre a tutti i suoi amici. «Per tutti quelli che conoscevano mia madre, Anne C. Petty, ha avuto una lunga e difficile battaglia contro il cancro. È morta oggi pomeriggio intorno alle 01:00 EST. Mio padre ed io siamo stati con lei, al suo fianco, fino al suo ultimo respiro. Grazie a tutti voi per il vostro amore e sostegno. Arrivederci alla mia incredibile, brillante mamma».
Nuovi Call for papers su Natura e Medioevo
L’estate è il momento ideale per riordinare le idee. E farsi venire qualche idea buona per partecipare ai diversi call for papers (CFP) su tematiche legate a J.R.R. Tolkien che sono stati lanciati in questi ultimi mesi. Eccone una breve rassegna:
È George R.R. Martin il “Tolkien americano”?
Tra gli scrittori di genere attualmente in attività, George R.R. Martin è quello che viene più spesso paragonato a J.R.R. Tolkien. Ci siamo già occupati dello scrittore statunitense con un’intervista approfondita e con un articolo sulla serie tv e un commento di Giampaolo Canzonieri… Molti critici lo chiamano il «Tolkien americano», anche se a noi non piace come definizione.
Per capire l’origine di questo soprannome proponiamo ora l’intervento di Anne Hobson, critica letteraria del rivista Usa The American Spectator. Naturalmente, non tutto quel che lei scrive è da noi condivisibile (ad esempio, la parte sui personaggi in bianco e nero nelle opere di Tolkien), ma l’importante è stimolare la discussione su un paragone che forse dovrebbe essere superato. Perché Tolkien è Tolkien. E, in maniera molto meritevole, Martin segue una sua strada personale. Ringraziamo Elena Sanna per la traduzione.
«Ora che è terminata la terza stagione di Game of Thrones (il 9 giugno), fra gli oltre cinque milioni di spettatori di tutto il mondo si dibatte se George R.R. Martin sia o non sia il legittimo “Tolkien americano”. Ritengo che nonostante The Lord of the Rings e A Song of Ice and Fire (la saga letteraria da cui è tratta la serie della HBO, N.d.T.) siano simili in modo evidente, Martin stia in realtà aprendo la strada a un genere distinto – un nuovo tipo di fantasy fondato sui romanzi storici e la politica. Martin ammette di essere stato molto influenzato da Tolkien, e che la struttura dei suoi romanzi rispecchi quelli di Tolkien: “Tolkien comincia la storia nella Contea con un gruppo di suoi abitanti, gli hobbit, ma alla fine espande sempre più il racconto in modo da descrivere molte razze e territori vasti. È ciò che volevo fare anche io. Volevo iniziare concentrandomi su pochi personaggi e un solo luogo, e, man mano che raccontavo la storia, il mondo doveva diventare sempre più grande e sempre più persone dovevano essere coinvolte nel conflitto”, ha detto Martin al Detroit Free Press (potete leggere i dettagli qui).
Premio a Verlyn Flieger: diario della Mythcon 44
Si è conclusa nel migliore dei modi la 44esima edizione della Mythcon, la conferenza annuale della Mythopoeic Society, (la Tolkien Society negli Usa) che si svolge solitamente in campus universitario a fine luglio o inizio agosto. Quest’anno come annunciato qui e qui, si è svolta nel Michigan, presso la Michigan State University. Ogni conferenza è costruito attorno a un tema legato agli studi sugli Inklings o alla letteratura fantastica. Ogni anno sono ospiti d’onore un autore e uno studioso di questi argomenti. Conferenze, tavole rotonde, reading, spettacoli teatrali, una mostra d’arte, un mercatino di libri e oggetti vari, e altre attività riempiono i quattro giorni di manifestazione. Uno degli eventi clou è il banchetto, la cena ufficiale che si svolge l’ultima sera, dopo la quale vengono premiati i vincitori dei Mythopoeic Award. Vogliamo, però, partire subito dalla notizia più attesa: Verlyn Flieger ha vinto il premio della critica! Verlyn ottiene così il suo terzo riconoscimento per uno studio dedicato a Tolkien. Abbiamo parlato qui dell’antologia dei suoi saggi Green Suns and Faërie: Essays on J.R.R. Tolkien. Per festeggiarla, presentiamo un piccolo reportage della Mythcon scritto da Chris F. Cooper: un noto autore di storie a fumetti per la casa Marvel (qui la sua produzione), affetto dalla sindrome delle gambe senza riposo, a causa del morso di insetto patogeno in Sud America.
Tolkien e il Metal – Gli anni ’70: i precursori
Ebbene sì amici, siamo dunque arrivati al punto di doverci “scontrare” con un lato nascosto della cultura musicale mondiale. In realtà classificare soltanto all’interno della musica ciò di cui stiamo per discutere è un po’ riduttivo, ma al momento limitiamoci maggiormente a questo. Vi siete mai chiesti per quale motivo coloro che ascoltano Metal (o hard rock per i nostalgici) conoscano più o meno bene le opere del professor Tolkien? Oppure, avete mai visto orde di uomini e donne sfilare per le città con le loro magliette rappresentanti maghi, orchi, elfi o hobbit? Questo perché il fantasy nella cultura Metal è da considerarsi un pilastro fondamentale che ha creato, nel corso dei decenni, addirittura dei sottogeneri (basti ricordare l’Epic Metal dei nostri Rhapsody o dei teutonici Blind Guardian) soprattutto fondendosi con la mitologia norrena o comunque pagana dei popoli scandinavi/ugro-finni (si guardi il Viking Metal nato dai compianti Bathory e proseguito da gruppi come Amon Amarth ed Ensiferum o il Folk-viking dei finlandesi Finntroll o il più Ambient degli islandesi Falkenbach fino all’Heavy-power-viking dei faroesi Tyr, dove in questi ultimi il cantato è rigorosamente nelle loro rispettive lingue madri) fino ad arrivare alla gola degli Argonath di questo genere, il Black Metal (il più ostico alle orecchie del profano, dove citiamo Burzum, forse il più discusso personaggio dell’universo metallico odierno). Le band menzionate sino ad ora sono soltanto da prendere come esempio, non si arrabbino coloro che non vedono fra di essi i loro beniamini. Detto questo oramai è scontato dire che gli amanti del Metal siano in larga parte dei nerd tolkieniani, sia per ciò che riguarda gli ascoltatori che gli esecutori.
Primo round a Warner sulla Tolkien Estate
La Warner Bros. ha vinto il primo round nella battaglia legale in corso con la Tolkien Estate, la casa degli eredi di di J.R.R. Tolkien, in relazione allo sfruttamento dei profitti accessorie del Signore degli Anelli e Lo Hobbit (ne avevamo parlato qui). La Tolkien Estate e l’editore HarperCollins hanno infatti citato in giudizio (qui si può leggere la versione completa) per 80 milioni di dollari la major, la sua sussidiaria New Line e il detentore dei diritti sulle due saghe, la Saul Zaentz Co., con l’accusa di aver oltrepassato i confini della loro licenza di sfruttamento delle opere dell’autore inglese, ottenuta nel ’69 e, secondo l’accusa, limitata ai soli beni di consumo materiali, come figurine, gadget, collezionismo ecc. I diritti sul merchandising concessi non erano invece concessi per prodotti come videogame scaricabili o giochi d’azzardo, come i giochi di slot machine online dal titolo Lord of the Rings Casino Game, che hanno recato un danno irreparabile all’eredità dell’autore e alla sua reputazione. Lo studio ha inoltre dichiarato che aveva già stipulato dei piani con la compagnia WMS Gaming, per la realizzazione delle slot machine con il tema di Lo Hobbit, ma non ha potuto procedere a causa della querela, perdendo così milioni di dollari in licenze. Nella controquerela, Warner e Zaentz sostengono che l’Estate ha precedentemente ripudiato delle sovvenzioni, in violazione del contratto. L’Estate ha risposto a sua volta che non avrebbe potuto ripudiare questi accordi, in quanto tali diritti non sono mai stati assegnati.
Giovedì scorso un giudice federale ha respinto la richiesta della Estate di non accogliere la controquerela della Saul Zaentz Co. che ha detto di aver perso milioni di dollari in spese di autorizzazione e di merchandising, perché a causa delle denuncia ricevuta, molti produttori hanno smesso di utilizzare i filmati dei personaggi di Tolkien nelle slot machine e nei giochi online. «Queste affermazioni nascono da “un’interpretazione divergente da parte di Warner Bros” e dei diritti di Zaentz sul Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Sono, reclami e querele di routine sul copyright», ha scritto il giudice distrettuale Audrey Collins nella sua sentenza. La Zaentz potrà così andare avanti. Questa decisione è una vittoria per lo studio, ma non pone fine alla disputa tra le due parti, sul non rispetto degli accordi per la creazione di merchandise lucrativo. Come si può immaginare, la disputa legale andrà avanti ancora per lungo tempo. Si può leggere la sentenza qui. La Tolkien Estate non ha ancora deciso se presentare appello contro la decisione emessa la scorsa settimana dal giudice.
Ludika e Faerylands: un weekend fantastico
Per gli amanti del fantastico un’ooportunità imperdibile questo fine settimana nel Lazio. Due manifestazioni, due temi legati tra loro, il medioevo e la cultura celtica, all’insegna della buona musica, della cultura e del divertimento. Si tratta di due eventi ormai consolidati, la tredicesima edizione di Ludika 1243 a Viterbo e la nona edizione di Fairylands Celtic Festival.
Tra studio e goliardia si apre la Mythcon 44
Tutto pronto per la Mythcon 44, il più grande convegno statunitense dedicato a Tolkien e agli Inklings. La manifestazione annuale della Tolkien Society in Usa, cioè la Mythopoeic Society, quest’anno si terrà dal 12 al 15 luglio 2013 alla Michigan State University, a East Lansing, in Michigan naturalmente.
Gli ospiti d’onore saranno Franny Billingsley, scrittrice di romanzi fantasy e libri per bambini (vincitrice del Mythopoeic Fantasy Award nel 2000) e Douglas A. Anderson, è uno studioso sui temi della fantasia e della letteratura medievale, specializzato nell’analisi testuale delle opere di Tolkien. Ha vinto due volte il Award for Inklings Studies: nel 1990 per Lo Hobbit Annotato, e nel 1994 per il suo lavoro con Wayne G. Hammond, JRR Tolkien: A Bibliography.
Il tema di questa edizione del convegno sarà Verde e coltivazione: la terra e i suoi abitanti nel Fantasy. Il programma prevede numerose conferenze, diverse delle quali di ambito prettamente tolkieniano. Tra gli studiosi già confermati ci sono David Bratman, Jason Fisher, il duo Wayne Hammond e Christina Scull, quasi tutto lo staff di Vinyar Tengwar: Carl Hostetter, Arden Smith e Chris Gilson. L’accesso al convegno è a pagamento (95 dollari per i non associati, gratis per i minori di 12 anni). Maggiori informazioni si possono trovare andando nella sezione dedicata del sito della società statunitense.
Tolkien a San Marino: un omaggio allo Hobbit
Anche San Marino rende omaggio a J.R.R. Tolkien. Lo fa con una serata tutta dedicata all’autore del Signore degli Anelli e dello Hobbit. L’occasione viene dalla diciassettesima edizione di Olnano Estate 2013, l’evento estivo promosso dal centro sociale S. Andrea, dalla fondazione ritrovo dei lavoratori di Serravalle e dalla giunta di Castello di Serravalle. Proprio il castello dei Malatesta ospita la manifestazione, che unisce l’opportunità di dar vita al centro storico accogliendo i turisti che vengono della riviera adriatica e la volontà di fare cultura.
Diffuso online il fanfilm Diari dalla Terza Era
Forse qualche lettore distratto lo avrà dimenticato, per questo torniamo sull’argomento, ma con nuove immagini inedite e altre piccole chicche. Come avevamo annunciato, il 5 luglio 2013 è stato rilasciato quello che è a tutti gli effetti il primo fanfilm italiano dedicato a J.R.R. Tolkien. Si tratta dei Diari dalla Terza Era, un progetto nato dalla volontà di riprendere le vicende narrate nel Silmarillion e nel Signore degli Anelli dello scrittore inglese e raccontare un particolare episodio dopo la caduta del regno di Angmar del Nord. Il film è stato ideato da Claudio Ripalti e Daniela Cancellieri (anche costumista), con la regia dello stesso Claudio Ripalti. Le musiche sono di Enrico Ripalti (fratello di Claudio), con un album all’attivo ma di tutt’altro genere. Il protagonista, Alessandro Gabbianelli, e il coprotagonista, Gualtiero Stipa, sono attori esordienti. Come il resto del cast, che tra attori e comparse conta una ventina di elementi.
La trama: attraverso gli occhi del vecchio saggio delle terre del Nord, vengono ripercorsi gli episodi della Terza Era del mondo di Arda, quando tutti gli uomini riuniti assieme si opposero al dominio del Re Stregone di Angmar e alla fine lo sconfissero.
Il più coraggioso degli uomini, anche detto «il campione», tenterà di sconfiggere l’unico sopravvissuto nelle schiere del Male nonostante la profezia che descrive lo Stregone così: «Egli è colui che non può essere ucciso da nessun uomo…». «Diari dalla Terza Era» è una produzione indipendente, senza scopo di lucro, girata nei mesi di aprile e maggio 2013, con un budget di appena 1.400 euro, nelle Marche tra la provincia di Pesaro e la provincia di Ancona.
La visione è completamente gratuita ed è possibile in fondo all’articolo.


