La prestigiosa rivista Tolkien Studies ha annunciato l’indice del prossimo numero, il diciannovesimo della serie. L’annuncio è giunto, come di consueto, sul blog di David Bratman, che insieme a Michael D.C. Drout e Verlyn Flieger, dirige la rivista accademica che da anni guida gli studi relativi alle opere di J.R.R. Tolkien. Come sempre da qualche anno, la pubblicazione della rivista Tolkien Studies: A Scholarly Annual Review, edita dalla West Virginia University Press avviene in duplice formato: cartaceo con copertina flessibile e sul sito Project MUSE.
Brighton, la Enterprises contro una ditta dei bidoni
A un’azienda di rifiuti di Brighton chiamata Lord of the Bins (“il Signore dei bidoni”) è stato ordinato dagli avvocati di cambiare nome dopo essere stata accusata di aver violato le leggi sul copyright dei loro marchi. L’attività di raccolta dei rifiuti di due uomini è stata contattata da Middle-earth Enterprises, che possiede i diritti mondiali di commercializzazione della trilogia de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli e che è stata recentemente acquisita dalla Embracer Group, multinazionale svedese focalizzata su videogiochi e su intrattenimento .
Tre anni con Fatica… Lost in translation
«Forse si potrebbe continuare a tradurre all’infinito lo stesso libro…»
(Ottavio Fatica, intervista a “Il Venerdì”, 03/02/2023)
A Torino un seminario di Mitologia Moderna
Nasce il seminario sulla Mitologia Moderna a Università di Torino. Si terrà dal 27 febbraio presso il Dipartimento di lingue e letterature straniere e culture moderne. È un modulo sperimentale che sarà tenuto da Fabrizio Modina ed Emanuela Zilio, in collaborazione con il Professor Gianluca Coci, docente di lingua e letteratura giapponese e già ideatore del corso di traduzione di manga.
Da Bompiani l’economica in volume unico
Con un po’ di ritardo rispetto alla data prevista del 3 gennaio – anniversario tolkieniano per antonomasia – e anche un po’ in sordina, ecco che finalmente la casa editrice Bompiani fa uscire l’edizione economica in volume unico del Signore degli Anelli. Con questo ultimo tassello si conclude quindi idealmente la diatriba scatenata con la nuova traduzione di Ottavio Fatica, la conseguente querela della traduttrice della vecchia edizione, Vittoria Alliata di Villafranca, la sua rottura con Bompiani e l’imposizione del ritiro di tutte le copie del Signore degli Anelli dalle librerie di tutta Italia. Ecco, ora tutto è tornato normale, con il capolavoro di J.R.R. Tolkien ora disponibile in tutte le edizioni: cartonato, in brossura economica e in tre volumi.
Avventura a Monte Fato il nuovo gioco da tavolo
Quest’anno ci sarà solo l’imbarazzo della scelta nello scegliere il viaggio preferito nella Terra di Mezzo, tra nuovissimi giochi di ruolo, videogiochi e giochi da tavolo. Ad aprire le danze è la casa editrice tedesca Kosmos (e la sua controparte Usa Thames & Kosmos) che ha annunciato The Lord of the Rings: Adventure to Mount Doom, un nuovo gioco da tavolo cooperativo “roll-and-move” (letteralmente “tira il dado e sposta la pedina”), in uscita già da febbraio 2023.
L’AIST si rinnova: ecco il nuovo Consiglio
Domenica 15 gennaio, l’assemblea dei soci ha rinnovato il Consiglio Direttivo dell’AIST. Con una partecipazione altissima, che ha visto votare 70 soci su 77, l’AIST ha eletto sette consiglieri. A sua volta il nuovo consiglio, alla prima riunione del 20 gennaio, ha scelto al proprio interno le tre cariche sociali, vale a dire presidente, vice-presidente e tesoriere. L’associazione rivolge al consiglio uscente un grande ringraziamento per il lavoro svolto negli ultimi quattro anni, che sono stati anni di espansione per le attività dell’AIST e di crescita anche numerica. In particolare l’associazione tutta saluta l’infaticabile e poliedrico presidente uscente Roberto Arduini, che l’ha tenuta a battesimo, e che ha ricoperto la carica per otto anni, spaziando tra i vari ambiti in cui l’AIST è impegnata e svolgendo un’intensa attività di pubbliche relazioni e presenza agli eventi. Senza il suo lavoro l’associazione non sarebbe oggi quella che è.
Un ringraziamento speciale va anche alla vice-presidente uscente Elisabetta Marchi, che oltre ad avere seguito per conto del consiglio una serie di importanti progetti, ha anche svolto il ruolo di presidente ad interim nel periodo di transizione pre-elettorale e durante le elezioni stesse.
Altrettanti ringraziamenti vanno espressi a Giampaolo Canzonieri – il tesoriere uscente, che ha gestito le casse sociali, rendicontando e illustrando il bilancio fino all’ultimo centesimo – nonché ai consiglieri Claudio Antonio Testi, Barbara Sanguineti, Marco Pellizzola e Leonardo Mantovani. Quest’ultimo è stato rieletto nel nuovo consiglio.
Tolkien in Friuli: il 23 gennaio a Campoformido
Quali legami ha John Ronald Reuel Tolkien con il Friuli? Si cercherà di proporre una risposta al quesito lunedì 23 gennaio alle 20.30 a Campoformido (in provincia di Udine), alle ex scuole elementari di via Edmondo De Amicis, ora sala della Pro Loco, durante l’evento “Tolkien tal Friûl” in occasione del 50esimo anniversario della morte del celebre autore del Signore degli Anelli. E a farlo saranno una vecchia conoscenza, l’associazione culturale Aulus.
L’Aquila, due incontri sul mondo di Tolkien
In occasione del 50° anno dalla morte di J.R.R. Tolkien, l’associazione Nuova Acropoli L’Aquila dedica due incontri a “Il mondo di Tolkien: fantasia o realtà?”. Due appuntamenti, venerdì 20 gennaio e venerdì 27 gennaio, alle ore 18, a L’Aquila presso la storica Libreria Colacchi, in Corso Vittorio Emanuele 5.
Abruzzo, dalla Regione 25mila euro per Tolkien
Nell’anno del Cinquantenario di J.R.R. Tolkien un bel regalo giunge dall’Abruzzo. Il prossimo 2 settembre cadrà l’anniversario della scomparsa dell’autore del Signore degli Anelli e proprio per celebrare questa ricorrenza, la giunta comunale ha messo a bilancio 25.000 euro, che sono intestati al Consiglio regionale e sono destinati a finanziare un «evento per il centenario [sic!] della morte di Tolkien». Ma vediamo nel dettaglio.
Il calendario di Tolkien quest’anno ne fa 50!!!
Sono passati 50 anni dal primo Tolkien Calendar, una tradizione che non tramonta mai: dal 1973, per ogni anno è stato prodotto almeno un calendario ufficiale di Tolkien, con la sola eccezione del 1983. In alcuni anni, addirittura sono stati prodotti due calendari ufficiali, e ciò dovuto alle diverse edizioni nello stesso anno delle case editrici britannica e statunitense. I calendari di Tolkien hanno una importanza particolare, perché sono stati l’espressione visuale della Terra di Mezzo, ancora prima del film di Ralph Bakshi e di quelli di Peter Jackson, facendo sognare milioni di appassionati e diventando in breve oggetti di culto collezionatissimi.
Inoltre, i migliori “calendaristi” hanno avuto un ruolo fondamentale nelle opere cinematografiche e anche nella recente serie Amazon. Alan Lee e John Howe si sono trasferiti in Nuova Zelanda per dieci anni come conceptual designers per The Lord of the Rings e The Hobbit di Peter Jackson, e a loro si deve gran parte dei concept per costumi, armi, armature, paesaggi, architetture e creature dei sei film. John Howe è anche il principale concept artist della serie Amazon The Rings of Power. Negli anni, al calendario “ufficiale” si sono aggiunte altre pubblicazioni, prima amatoriali prodotte dagli appassionati per gli appassionati, poi sempre di maggiore qualità, raggiungendo negli ultimi anni degli elevatissimi standard artistici e tipografici. Anche per il 2023, come vedremo, sono numerosi i calendari dedicati a J.R.R. Tolkien. Oltre ad avere un elevato valore artistico e collezionistico, i calendari di Tolkien sono sempre stati da cinquant’anni un graditissimo regalo di Natale fra gli appassionati tolkieniani.
2023, l’anno di Tolkien: festeggia il 3 gennaio!
Era il 3 gennaio 1892 quando veniva al mondo John Ronald Reuel Tolkien, scrittore del Signore degli Anelli, uno dei romanzi più letti al mondo con oltre 150 milioni di copie vendute e da cui è stata tratta una trilogia di film che ha vinto complessivamente 17 Oscar, di cui 11 solo per l’episodio finale. Nato a Bloemfontein, in Sudafrica, da genitori inglesi originari di Birmingham, trascorre la quasi totalità della sua via in Inghilterra, a Oxford, dove all’università fu docente di lingua e letteratura anglosassone e inglese (1925-59). Il Signore degli Anelli è ormai considerato uno dei capolavori della letteratura moderna. Il mondo creato da Tolkien incredibile e complesso come quello reale. I temi trattati cercati e sfuggenti come i grandi perché dell’umanità. Quest’anno gli appassionati lettori hanno un motivo in più per festeggiare: il prossimo 2 settembre cadrà il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, e guardare a quegli anni oggi è impressionante, vista tutta la strada percorsa dalle opere dell’autore, a lungo poco considerato perché visto come solo uno scrittore per bambini o di opere di genere.
Arthuan Rebis, l’Arpa e la Terra di Mezzo
«Se in sogno o no non lo sapeva, Frodo sentì un canto soave nella testa: una canzone che sembrava giungere come una fioca luce dietro una grigia cortina di pioggia e diventare poi sempre più forte, in modo da trasformare tutto quel velame in vetro e argento finché, quando fu riavvolto, una campagna verdeggiante si schiuse in lontananza innanzi a lui sotto una repentina aurora.»
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli)
La musica di Arthuan Rebis è come il sogno ricorrente di Frodo: apre il velo su un altrove. Con grazia ed energia. La citazione da Tolkien non è arbitraria perché Arthuan Rebis è stato ospite al primo Tolkien Studies Day di Sarzana il 29-30 luglio 2022. Ha tenuto un emozionante concerto sabato sera, e nel pomeriggio dello stesso giorno ha inaugurato la manifestazione insieme al direttore artistico, Valentino Giannini, con letture dalle opere del professore di Oxford e l’esecuzione con l’arpa celtica di composizioni originali del musicista sulla poesia di Tolkien, è il caso di “Elbereth” cantata in Sindarin, e su altri temi e culture vicini allo scrittore.
Arthuan Rebis è uno straordinario musicista: la qualità creativa, tecnica, e culturale della sua musica è molto alta, ma è altrettanto vero che è una musica dell’anima.
Benché ci siano generi musicali di riferimento (ad esempio, l’ampio spettro del folk moderno), le sue composizioni scaturiscono dalla sua ricerca culturale e spirituale.
Arthuan Rebis è il nome d’arte di Alessandro Arturo Cucurnia, compositore e concertista internazionale, dottore in Musica all’università di Pisa, musicista polistrumentista, tra gli strumenti che suona: arpa celtica, nyckelharpa, esraj, hulusi, bouzouki, chitarra, flauti, cornamuse, percussioni, tastiere e anche la sua stessa voce, che modula nel canto armonico. Dal 2007 gestisce il proprio studio di registrazione.
Arthuan Rebis è anche uno studioso di tradizioni musicali e spirituali d’Oriente e d’Occidente, in particolare sciamanesimo e Buddhismo tibetano (traducendo gli insegnamenti del Lama Lodro Tulku Rinpoche), di miti delle culture antiche europee ed extraeuropee (collabora con il grecista Angelo Tonelli). Sono frutto di questi studi anche la sua attività di operatore sonoro attraverso trattamenti con il letto armonico, e il libro Musica e Sapienza, antiche tradizioni musicali e spiritualità (ed. Agorà&Co, 2013).
Dopo una lunga stagione di concerti in Italia e in Europa, abbiamo l’occasione di intervistare Arthuan Rebis.
Arriva a Natale in tv Il Signore degli Anelli
La Compagnia dell’Anello, Le Due Torri e Il Ritorno del Re sono usciti nel mondo in successione a fine dicembre durante i primi anni 2000 e quindi restano indelebilmente legati a questa stagione. Forse sarà questo il motivo per cui a più di venti anni dalla sua uscita al cinema, la saga cinematografica di Peter Jackson – adattamento dal celebre romanzo di J.R.R. Tolkien – torna in tv in tempo per Natale. Diretta dal regista neozelandese e basata sull’omonimo romanzo di Tolkien, su Canale 20 arriva in prima serata la trilogia completa, in versione extended de “Il Signore degli Anelli”. Jackson è riuscito a portare sullo schermo un’opera che si riteneva impossibile. Con La Compagnia dell’Anello il regista neozelandese dava inizio a una trilogia che si sarebbe conclusa tre anni dopo. In mezzo incassi stratosferici, critiche esaltanti e un bottino di premi Oscar. Tra miti e leggende, progetti grandiosi e nuovi effetti speciali, il percorso di Peter Jackson, cineasta neozelandese è divenuto punto di riferimento per gli appassionati di cinema e di Tolkien di tutto il mondo. La sua trilogia si è dimostrato anche un vero e proprio record di incassi al botteghino, facendo anche il pieno di premi: ben 17, di cui ben 11 a “Il ritorno del Re”. Notevole è anche il cast radunato per il kolossal, proprio come il libro fonte d’ispirazione per altre pellicole di genere fantastico: Elijah Wood, Ian McKellen, Orlando Bloom, Viggo Mortensen, Liv Tyler, Christopher Lee, Sean Astin e Andy Serkis nei panni del celeberrimo Gollum.
Genova, in biblioteca le Lettere di Babbo Natale
Mercoledì 28 dicembre alle ore 15 gli appassionati di JRR Tolkien sono benvenuti presso la Biblioteca Rosanna Benzi, in piazza Bernardo e Giovanni Odicini 10 a Genova, con le loro famiglie, per ascoltare le incredibili storie dell’Orso polare e tutti i pasticci che combina, anno dopo anno, al povero Babbo Natale, secondo quando raccontato nel libro Le lettere di Babbo Natale. Alle letture seguirà un laboratorio creativo a tema. L’iniziativa è gratuita, ma su prenotazione (fino a esaurimento posti). Consigliata per bambini fra i 5 e gli 8 anni.
È richiesta la presenza di almeno un adulto accompagnatore. Per la partecipazione è necessario prenotare: numero 010 5578896 – E-mail biblbenzi@comune.genova.it.
Le Lettere di Babbo Natale è una lettura tanto per i più piccoli quanto per i grandi appassionati di Tolkien, che potranno scorgere in questo microcosmo semplificato echi che richiamano alla mente le opere più famose e complesse del professore come la passione per i fuochi d’artificio che accomuna Babbo Natale (e l’Orso Bianco del Nord) e Gandalf, la presenza costante di un giardiniere persino in un luogo dominato dal gelo (ruolo rivestito dall’infaticabile Samvise Gamgee nel Signore degli Anelli) e il nome dell’elfo che Babbo Natale sceglie come segretario, Ilbereth, che riporta alla memoria la Valië Elbereth.
Ritroviamo vari aspetti delle opere di Tolkien: l’appassionato linguista, che fa creare un alfabeto all’Orso Bianco del Nord dai segni lasciati sulle pareti delle grotte dai goblin, l’artista, poiché quasi tutte le lettere sono decorate ed accompagnate da un’illustrazione dell’evento principale narrato in quell’occasione, e infine il poeta, con un componimento contenuto nella lettera del 1938. Persino in una ricorrenza portatrice di gioia e speranza si avverte però lo spettro della Seconda Guerra Mondiale, così come il ricordo della Prima pervade la maggioranza della produzione tolkieniana. Babbo Natale fa riferimento al conflitto dal 1939 fino all’ultimo messaggio, datato 1943, anno in cui Priscilla (la minore dei figli di Tolkien, nella foto insieme Christopher e la madre Edith) ormai quattordicenne appese per l’ultima volta la propria calza.
ARTICOLI PRECEDENTI
– Leggi l’articolo Varese, le Lettere di Babbo Natale per i bimbi
– Leggi l’articolo Ad Assisi Tolkien e le Lettere di Babbo Natale
– Leggi l’articolo Le Lettere di Babbo Natale: un nuovo libro e una mostra a Milano
– Leggi l’articolo Le Lettere di Babbo Natale
– Leggi l’articolo Le Lettere di Tolkien ai figli per Natale
– Leggi l’articolo A Natale le Lettere di Tolkien ai figli
LINK ESTERNI
– Vai al sito ufficiale della Biblioteca Rosanna Benzi
Gli Anelli del Potere: se non c’è trascendenza
La serie televisiva Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere ha senz’altro imposto l’attenzione degli appassionati, al netto delle (legittime?) polemiche sull’attinenza al canone del professore oxoniense – in termini di coesione narrativa e caratterizzazione – sulle modalità di rappresentazione televisiva del corpus tolkieniano a vent’anni di distanza dalla prima trilogia cinematografica di Peter Jackson. Si sono evidenziati i meriti degli sforzi di Amazon in termini di impatto visivo e cura scenica, ma bisogna altresì sottolineare la volontà degli sceneggiatori di ridurre ai minimi termini ogni riferimento esplicito alla dimensione trascendente del Legendarium. Tale scelta è evidente sin dal breve prologo offerto nel primo episodio: Valinor è presentata come la terra della Luce, “alimentata” dai due Alberi Telperion e Laurelin; di essi, come del resto delle Terre Immortali, non è data alcuna notizia circa l’origine e, fatta salva una corsiva e vaga menzione su una “Grande Musica” primigenia, la voce di Galadriel null’altro comunica sulla nascita di simili prodigi di Arda o sulle entità (gli Ainur, “I Santi”) che l’hanno foggiata. Si è obiettato che queste scelte siano dettate da oneri di natura eminentemente legale, legate cioè all’indisponibilità dei diritti necessari a mettere in scena anche quei protagonisti. Una simile critica, ancorché non del tutto infondata, non dà ragione della corsiva allusione ai “Valar” (sic) dalla voce di un dubbioso Celebrimbor, per ben due volte nel corso della serie; o del richiamo a Eru Ilúvatar (chiamato “L’Uno”) nella conversazione tra Galadriel e l’elfo corrotto dall’Ombra Adar prima, nonché tra la stessa Galadriel e Halbrand-Sauron poi.
Questi sparuti cenni sono lasciati languire e non sono approfonditi per dare sostanza all’antefatto, né per delineare il sostrato escatologico che informa le vicende di Eä – di tutto il creato, non soltanto Arda (il mondo). È un aspetto che è stato forse poco rilevato dalla critica, quasi non fosse necessario per la riproposizione di Tolkien nel primo ventennio del secolo corrente.
Si avverte lo scorporamento del divino dal metafisico, che procede quindi su due direttrici coincidenti: da una parte l’ultramondano è depauperato a mero ricordo magmatico, che pare non aver mai avuto credito nel reggere l’ordito della storia sino al principio della serie. Alla Luce di Valinor vengono conferite proprietà profilattiche, un potere proattivo, energetico, a conservazione della vita degli Elfi se opportunamente veicolata attraverso la sua fonte più ricca: il mithril.
L’acciaio argentato, nei testi di Tolkien nulla più che metallo preziosissimo lavorato dai Nani ed ambitissimo nella fabbriceria o nell’artigianato, viene investito di proprietà magiche ulteriori rispetto all’incredibile malleabilità e resistenza concesse da Tolkien: per tramite di una leggenda apocrifa (sic), che vede il metallo creato grazie all’infusione combinata di energia benefica (di un elfo senza nome!) e negativa (di un Balrog, con quello a contesa) nei pressi di un albero alla base del quale, celato nella montagna, si nascondeva uno dei Silmaril. Un fulmine – ex abrupto – cade sull’albero durante il duello e invade la montagna: donde la comparsa del mithril, per dissoluzione del gioiello di Fëanor. Esso racchiude in sé la luce degli Alberi, della quale gli elfi hanno bisogno per preservare la propria immortalità senza partire anzitempo per Aman, il Continente Beato dove il dominio dei Valar conserva la Creazione dalla corruzione, ritardando così l’abbandono della Terra di Mezzo. Il mithril risolve quindi il problema dello svanire degli Elfi.
Niente viene detto sulla differenza tolkieniana tra fëa (spirito) che rimane incorrotto e hröa (corpo) che si consuma: nel procedere delle Ere, gli Elfi (creature immortali) sbiadiscono nel corpo per effetto di tale consunzione fino a che il hröa persiste come semplice memoria dello spirito e gli Elfi appaiono così invisibili agli occhi dei mortali, a meno che non dimorino in Aman. Nella serie Amazon si parla invece di opportunità di “saturare gli Elfi” con un rimedio scientifico che annulla Valinor e la metafisica elfica.
Contemporaneamente, però, gli sceneggiatori hanno scelto di tenere viva una strada “religiosa” attraverso il personaggio di Adar, l’elfo corrotto divenuto Padre degli Orchi, che per sua stessa ammissione sembra cercare un ruolo da divinità per poter creare un nuovo mondo (possibilità riservata soltanto a Eru). Egli riassume una visione superomistica che auspica il superamento dei propri limiti attraverso l’ascensione al soglio divino, considerata possibile – in maniera imprecisata – ma che, di per sé, appare completamente irrituale nella teogonia tolkieniana. Infatti non è dato mai il caso di una creatura terrena – elfo o uomo – che desideri o tenti di divenire uno dei Valar (posto che essi siano da considerare delle vere e proprie divinità) o di sostituirsi a Eru medesimo.
Scegliere di caratterizzare un triagonista quale Adar mediante una tensione spirituale così intesa muove la bilancia della sorte dalle mani del Creatore a quelle di un attore mondano, quasi sovrapponendo immanenza e trascendenza. Sembra che simili scelte indichino una sottesa volontà di proporre a mezzo televisivo un’immagine della spiritualità quasi esclusivamente pragmatica, improntata all’ottenimento di benefici concreti per gli individui e per la società, e quindi del tutto priva di una dimensione teleologica – più congeniale al Legendarium – che sussume l’individuo e lo tende verso una dimensione trascendente a un tempo personale e collettivistica, informando tutta la diacronia dell’epos tolkieniano e sostanziandosi ognitempo nel disegno di Eru. Ne deriva una musica disfonica, i cui canti afoni rassomigliano le discordanze di Melkor: la frustrazione e la sconfitta dell’Eco sulla Voce.
A marzo 2023 uscirà un nuovo libro di Tolkien
È stato annunciato un nuovo libro in uscita di J.R.R. Tolkien. E ancora una volta l’Italia ha aperto la strada. Il volume vedrà insieme per la prima volta The Battle of Maldon seguito da The Homecoming of Beorhtnoth. Il volume sarà pubblicato da HarperCollins il 30 marzo 2023.
A curarlo è Peter Grybauskas, accademico alla Maryland University, allievo di Verlyn Flieger, tra i più attivi e noti studiosi tolkieniani e amico dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, con cui ha realizzato diversi progetti editoriali, tra cui la partecipazione a C’era una volta lo Hobbit (Marietti, 2012) e a molte conferenze in Italia e negli Stati Uniti.
Nel nostro Paese questa scelta non è una novità perché già dal 2010 Bompiani editò il testo di Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (Bompiani) a cura di Wu Ming 4, con la traduzione italiana del poema breve La Battaglia di Maldon e un articolo monografico di Tom Shippey, massimo esperto tolkieniano vivente. Il volume è stato ristampato nel gennaio 2019 con una nuova traduzione del testo di Tolkien firmata da Giampaolo Canzonieri. È normale che un progetto del genere sia nato prima in un Paese non di lingua inglese, in cui capire il contesto storico e culturale è fondamentale per comprendere un’opera complessa come Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, perché queste opere non sono studiate a scuola o all’università.
A dicembre la prima asta degli artisti tolkieniani
La casa d’aste italiana Finarte presenta per la prima volta al mondo un’asta esclusivamente dedicata all’arte de “Il Signore degli Anelli”: disegni, illustrazioni e dipinti dei maggiori artisti internazionali che dagli anni ’60 ad oggi hanno prestato il loro talento all’opera di J.R.R. Tolkien. Una possibilità unica ed irripetibile, costituita da oltre cento opere originali dei più rappresentativi interpreti della Terra di Mezzo. E si potrà scegliere tra ben 45 artisti di fama internazionale.
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Il “Queer Approach” nei Tolkien Studies
Lotro, un trailer per Before the Shadow
The Lord of The Rings Online è stato rilasciato molti anni fa e ha costantemente ricevuto l’attenzione dei suoi sviluppatori. È un MMORPG che consente ai giocatori di viaggiare attraverso la leggendaria Terra di Mezzo. In tutti questi anni The Lord of the Rings Online ha attratto – e mantenuto – una comunità creativa ed entusiasta sin dal lancio nel 2007: ancora oggi ha oltre 2 milioni di giocatori totali.
Mondadori pubblica Il grande libro di Tolkien
Esce il 22 novembre per Mondadori Electa Il grande libro di J.R.R. Tolkien. Guida alla Terra di Mezzo e dintorni: storia, luoghi, personaggi, traduzione della terza edizione di The Complete Tolkien Companion di James Edward Anthony Tyler (1943-2006), autore e studioso tolkieniano britannico. Il libro è stato uno dei più venduti su Tolkien, inserito nel 1977 nella Top Ten del New York Times, rivisto e aggiornato ben due volte come “The New Tolkien Companion” (1979) e “The Complete Tolkien Companion” (2002). Si tratta di una vera e propria enciclopedia di più di 600 pagine, ricche di nomi e riferimenti minuti a personaggi, luoghi, creature ed eventi (più o meno noti) della Terra di Mezzo, contenuti nelle principali opere del Professore, dallo Hobbit al Signore degli Anelli, dal Silmarillion alle Avventure di Tom Bombadil, di cui si analizzano le poesie e le voci più importanti. Il volume è stato tradotto e curato per l’edizione italiana dall’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, che ha selezionato un gruppo di lavoro formato da Lorenzo Pierangeli, Matteo Stefani e Tania Todeschi. Qui di seguito, una loro nota di traduzione.
Audio dell’AIST: ecco i Quaderni di Arda 3
L’ultima edizione di Fantastika, la Biennale di arte fantastica tenutasi a Dozza (BO) lo scorso settembre, ha riunito dopo quattro anni di attesa artisti, illustratori, relatori, ospiti, espositori, volontari, organizzatori e pubblico per un fine settimana all’insegna del fantastico. Tra le numerose conferenze, Roberto Arduini e Wu Ming 4, rispettivamente direttore e caporedattore dei Quaderni di Arda hanno presentato il terzo numero della rivista, con un’interessante coda finale di domande e risposte con il pubblico.
I Lai del Beleriand, la presentazione a Lucca
Lasciata alle spalle un’edizione di Lucca Comics & Games che resterà nella storia se non altro per le benedette condizioni climatiche (circostanza probabilmente irripetibile: chi frequenta Lucca lo sa) diamo qui conto del secondo appuntamento dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani (AIST) con la casa editrice Bompiani riguardo alla collaborazione al progetto di traduzione della History of Middle-earth, la serie di dodici volumi contenente gli scritti postumi di J.R.R. Tolkien curati dal figlio Christopher.
A Oxford c’è un nuovo professor Tolkien
Forse non tutti sanno che a Oxford c’è una cattedra universitaria dedicata a J.R.R. Tolkien. Si tratta della cattedra di letteratura e lingua inglese istituita presso l’ Università di Oxford nel 1980. La cattedra di Tolkien è dedicata allo studio dell’inglese e delle letterature affini del periodo 1066-1550. Il suo titolare è uno dei nove professori senior della Facoltà di inglese che assumono un ruolo di leadership nella ricerca, insegnamento e amministrazione. Il Professore della cattedra Tolkien è anche Professorial Fellow del Lady Margaret Hall, uno dei College che costituiscono l’Università di Oxford. Il ruolo è dotato di due lasciti privati, di cui uno di John e Jeanne Griffiths, che hanno anche conferito a Jeremy Griffiths la cattedra di paleografia inglese medievale. Il detentore inaugurale della cattedra è stato il professor Douglas Gray e dopo di lui altri due grandi studiosi di letteratura inglese hanno ricoperto questa prestigiosa carica. E ora ne è stato nominato uno nuovo.
La strenna di Bompiani: Mr. Bliss in cartonato
Si avvicina il Natale e Bompiani, la casa editrice delle opere di J.R.R. Tolkien, prepara le sue strenne natalizie. Insieme alla riproposizione del Signore degli Anelli in tre volumi con nuove copertine con fascetta dedicata alla serie tv, usciranno una serie di novità e riproposizioni: I Lai del Beleriand, terzo volume della Storia della Terra di Mezzo (History of Middle-Earth) con traduzione di Luca Manini; L’arte dello Hobbit, ristampa del bellissimo cofanetto a cura di Hammond & Scull, in brossura; L’arte del Signore degli Anelli, volume inedito finora in italiano, in brossura. Ma la chicca più bella è Mr. Bliss in un formato cartonato. È un libro che non veniva ristampata dal 2000 e che è disponibile anche in ebook, un’avventura “automobilistica” che probabilmente prese vita dalla goffaggine nella guida dell’autore…
“Mr. Bliss” è infatti una favola scritta ed illustrata dall’autore negli anni ’30, ma pubblicata postuma. La storia racconta le vicende del signor Bliss, personaggio parzialmente autobiografico. Si tratta di un raffinato signore che indossa cappelli torreggianti, vive in una casa dai soffitti alti per passarci facilmente ed è il felice proprietario di Giraniglio, un buffo animale dal collo lungo che tiene in giardino. La sua vita tranquilla cambia quando una mattina, dopo colazione, decide di comprare un’automobile gialla con le ruote rosse e si mette in viaggio per far visita agli amici. Tra incontri inaspettati (con orsi, persone curiose e persino arrabbiate), deviazioni impreviste e i guai dell’alta velocità Mr. Bliss imparerà una lezione di vita importante: certi viaggi (se non tutti) sono migliori se fatti con lentezza.
