Con Il Ritorno del Re anche 2 mappe “inedite”

Stand BompianiUn regalo inaspettato, si potrebbe definire così la notizia in anteprima che Il Ritorno del Re, l’ultimo dei tre volumi singoli de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien che la Bompiani sta pubblicando nella nuova traduzione di Ottavio Fatica, presenterà addirittura tutte e tre le mappe che l’autore ha sempre voluto insieme al suo capolavoro. È un bel regalo che Bompiani fa ai lettori, perché non era mai accaduto che fossero tutte e tre presenti in 50 anni di storia editoriale in Italia. Inoltre, ci sono tante altre chicche che la casa editrice ha in serbo per gli appassionati che potranno finalmente riavere tutto il romanzo a disposizione dopo sette mesi. Questo vuoto sarà colmato il 22 luglio, quando nelle librerie italiane sarà possibile comprare il terzo volume… e compratelo in una libreria indipendente, mi raccomando!

Il videogioco da 1 milione di dollari che non uscì mai

Million dollar Hobbit pitchJon Burton, fondatore di Traveller’s Tales, uno studio famoso per i videogiochi LEGO, ha pubblicato sul canale Gamehut un video tratto da un videogioco dedicato a Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, i cui lavori non sono mai stati portati a termine. Nel video, che ha il titolo: «Abbiamo speso oltre $ 1.000.000 per lanciare un videogioco che non abbiamo mai realizzato», viene infatti mostrato un ambizioso titolo action non in stile LEGO, ma con grafica realistica, basato sui film de Lo Hobbit di Peter Jackson.

Quelle miniature che piacevano a Tolkien

Sterling LanierPrima della storia, c’è comunque stata una preistoria. È così anche nella storia delle opere derivate da Il Signore degli Anelli, c’è stato qualcosa prima della nascita delle aziende che producevano su scala industriale miniature ispirate alla Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien. Per scoprirlo bisogna raccontare una storia, quella di un uomo che è l’anello di congiunzione al tempo stesso tra letteratura e giochi, tra fantascienza e fantasy, tra Il Signore degli Anelli e le miniature. È la novità è che anche queste ultime piacevano al Professore di Oxford!
Ma facciamo un passo indietro.

Il Signore degli Anelli arriva sui telefonini

Videogioco Lotr su mobileWarner Bros. Interactive Entertainment e NetEase Games hanno da poco annunciato un nuovo titolo mobile dedicato al Signore Degli Anelli. Il Signore Degli Anelli: Rise to War sarà basato sui libri di J.R.R. Tolkien. «Il gioco punta a ricreare il mondo fantastico di Arda, con panorami mozzafiato e una resa fedele, con personaggi iconici e location della trilogia», è la descrizione del gioco. Al momento non si ha idea di che tipo di videogioco sarà, perché Warner Bros. Interactive Entertainment ha solo annunciato lo sviluppo di questo gioco per cellulare con la frase riportata in un post riportato qui a fianco. Cercando informazioni su NetEase si apprende che si tratta di una società cinese molto attiva in Europa e Stati Uniti, che lavora molto con la Blizzard e che al momento sta lavorando allo sviluppo del videogioco Diablo Immortal. L’azienda dal giugno 1997 è cresciuta rapidamente, grazie anche al suo investimento nella tecnologia dei motori di ricerca e successivamente investendo in Westward Journey Fantasy, un MMORPG sviluppato internamente da NetEase e molto comune in Cina. Nel 2018 ha investito 100 milioni di dollari in Destiny.

«Il Signore degli Anelli è una delle opere letterarie più influenti e celebri al mondo e siamo entusiasti di poter lavorare conWarner Bros. Interactive Entertainment ancora una volta per offrire un altro gioco emozionante per i giocatori globali», ha detto William Ding, fondatore e CEO di NetEase. «Con la nostra esperienza nello sviluppo di giochi per dispositivi mobili, un team di ricerca e sviluppo di livello mondiale e un crescente successo nei mercati di giochi per dispositivi mobili più affermati al mondo, siamo certi di poter dare vita a questi personaggi e al mondo immaginario della Terra di Mezzo e stupire i fan globali con un nuovo modo stimolante di godersi Il Signore degli Anelli ». «Con NetEase, abbiamo un partner eccellente per Il Signore degli Anelli: Rise to War  che offre ai giocatori l’esperienza mobile che stanno cercando in questo ricco universo», ha detto a sua volta David Haddad, presidente della Warner Bros. «Questo adattamento fornirà ai giocatori nuove opportunità di esplorare le ambientazioni e i personaggi iconici della Terra di Mezzo sfruttando le loro abilità strategiche in battaglia».

Warner BrosDa queste dichiarazioni e dalla grafica scelta per presentare il gioco, si può dedurre che si tratterà di un gioco di strategia, dato che l’immagine mostra la battaglia di Minas Tirith narrata nel Ritorno del Re e apparso sugli schermi nel terzo capitolo della trilogia cinematografica di Peter Jackson. Nonostante sia basato su un immaginario estremamente popolare, la risposta iniziale degli appassionati è stata un po’ fredda. Sui forum legati ai videogiochi ispirati alle opere di Tolkien, alcuni fan si sono detti preoccupati per la possibilità di trovarsi di fronte un prodotto basato sulle microtransazioni invece che sull’esplorazione della Terra di Mezzo.

 

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LINK ESTERNI:
– Vai al sito della NetEase Games
– Vai al sito della Warner Bros. Interactive Entertainment

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Signore degli Anelli, le edizioni in tre volumi

Rusconi 1974Dal 1970 a oggi, si sono alternane ben 14 edizioni in tre volumi de Il Signore degli Anelli. In questo computo non è compresa l’edizione Astrolabio de La Compagnia dell’Anello, che pur presentando correttamente una mappa della Contea, ha il limite di essersi interrotta dopo questo volume. In generale, si può dire che l’edizione del capolavoro di Tolkien in tre volumi in Italia è sempre stata considerata dai suoi stessi editori una operazione da fare in economia per quei lettori «deboli»: i non appassionati di Tolkien che volevano saperne di più, quelli a cui il volume unico spaventava per le sue 1500 pagine, quelli che volevano tentare la lettura pronti però a interromperla se non di loro gradimento e, infine, per chi non voleva o non poteva spendere troppi soldi tutti insieme. Ecco perché l’edizione in tre volumi è sempre stata quella economica, con copertina in brossura, senza mappe e a un prezzo contenuto. Per tutti questi motivi Rusconi inaugurò questo versione divisa de Il Signore degli Anelli solo dopo che il libro in volume unico, pubblicato per la prima volta nel 1970, aveva avuto modo di vendere e probabilmente di far rientrare degli investimenti fatti. Rusconi 1993La prima edizione in tre volumi fu, infatti, pubblicata da Rusconi soltanto nel 1974 nella collana Biblioteca Rusconi e per molto tempo fu l’unica disponibile. Se si esclude una ristampa del primo volume nel 1977, per quasi 20 anni non se ebbero altre edizioni in tre volumi. Solo nel 1993 Rusconi mise mano a una nuova versione, con l’edizione in tre volumi pubblicata nella collana Rusconi Libri. La stessa identica edizione venne poi ristampata nel 1997-8 con l’unica modifica della copertina, che perse l’illustrazione e divenne tutta verde. Quindi, in 30 anni di storia editoriale, tre edizioni Rusconi. E nessuna di esse presentava le mappe della Terra di Mezzo.

Cde 1987Ben diverso il discorso delle edizioni «su licenza», cioè quelle edizioni cedute a diverse club di lettura, che mettevano a disposizione l’opera di Tolkien ai propri abbonati. Si trattava di tirature molto più limitate, ma essendo per lo più pensate come strenne di Natale per gli abbonati, anche le edizioni in tre volumi de Il Signore degli Anelli erano particolari. Ecco il motivo per cui tutte e tre le edizioni in tre volumi «su licenza» hanno una grande mappa, di solito fuori testo. Si tratta dell’edizione Club Degli Editori del 1987 con volumi rilegati in tela di colore rosso e caratteri di copertina color oro, dell’edizione Euroclub del 1990-1 con volumi rilegati con sovraccoperta e dell’edizione Edizione Club del 1993 con volumi rilegati in tela di colore blu e caratteri di copertina color oro. Essendo edizioni di pregio aveva spesso qualcosa in più: quella del 1987 faceva parte di un cofanetto con altri libri e tre mappe allegate, mentre quella del 1993 presentava la Mappa della terra di Mezzo stampata in seconda e terza pagina di tutti e tre i volumi, mentre ne La Compagnia dell’Anello la mappa era presente anche nell’ultima pagina. Per dovere di cronaca, bisogna segnalare anche una edizione scolastica del 1982-3 realizzata dall’Istituto Geografico De Agostini, ma visto lo scopo didattico, non aveva alcuna mappa.

Bompiani 2002Per quanto riguarda le edizioni Bompiani, è cambiata la frequenza, non la considerazione. Se, infatti, in 20 anni si sono avute ben 6 edizioni in tre volumi, per i primi anni al ritmo di una ogni due anni, ma la fattura in generale è stata sempre quella economica, a parte una eccezione. L’edizione del 2000 di Bompiani, collana I Grandi Tascabili, era in brossura e giustamente motivata dal cambio di editore. Quella del 2002-2003, collana I libri di Tolkien, rappresenta l’unica eccezione, essendo pubblicata in una edizione cartonata di color bianco con sovraccoperta. A seguire, quella del 2005, collana Tascabili Bompiani, aveva l’esigenza di recepire la traduzione riveduta e corretta del volume unico del 2003. Da questo momento iniziano ad accadere cose strane:

  • Il Signore degli Anelli: Serie Orointanto, con l’edizione riveduta e corretta dal 2003 erano sparite incomprensibilmente una ventina di righe nel finale del capitolo Molti Incontri. Questo errore è presente in tutte le successive edizioni Bompiani, ma NON è presente stranamente nella edizione del 2007 in tre volumi, nella collana Serie Oro, con copertina rigida bianca con sovraccoperta argento lucido. Questa edizione, annunciata da Bompiani come una «preziosa edizione rilegata con copertina in lamina», in realtà è un tascabile economico venduto al prezzo di 6 euro a volume. Il testo recepisce quello proposto nella edizione RCS del 2005 in abbinamento con Il Corriere della Sera per la collana Rosso Fantasy. Tra l’altro, queste due edizioni sono le uniche in tre volumi a contenere anche la mappa della Contea (nella versione di Bisaro). oltre alla mappa della Terra di Mezzo, che però stampata su due pagine interne, è aggiornata nei nomi già rivisti nel corpo del testo (quale Porti Grigi in sostituzione di Rifugi Oscuri). Dato il formato tascabile del libro, chiunque non fosse dotato di una buona vista, potrebbe essere costretto a ricorrere a una lente d’ingrandimento, per apprezzare le scritte sulla mappa. E fra le didascalie campeggia inspiegabilmente, nella traduzione precedente, l’aberrazione: «Questo era anticamente il Reame degli Stregoni di Angmar», che è evidentemente sfuggito ai curatori. Nel complesso, si può avere il testo integrale a un prezzo davvero contenuto (anche se ormai, come tutte le altre, è difficilmente reperibile nei mercatini dell’usato o su Ebay), ma soprattutto la Serie Oro è assai brutta e ridotta all’osso in maniera fastidiosa. È ottimale solo se si desidera una copia «da battaglia».
  • Il Signore degli Anelli: Angoli smussatiUlteriore stranezza, la successiva edizione Bompiani del 2012 in 3 volumi, collana I Libri di Tolkien – I Grandi Tascabili, in brossura, con gli angoli smussati e copertina nera, realizzata con materiale decisamente molto economico. La stranezza è che questa edizione per i primi anni non conteneva le famose 20 righe mancanti di Molti Incontri, che sono state re-integrate soltanto a partire dalla sua ristampa dell’ottobre 2014.

Insomma, tutte le edizioni Bompiani in tre volumi hanno molti difetti fino alla fine del 2014, quindi bisogna fare molta attenzione nella scelta dei libri da acquistare, anche se l’assenza de Il Signore degli Anelli in libreria in questi ultimi mesi ha fatto schizzare alle stelle i prezzi per tutti questi libri, anche quelli di fattura più scadente.

Pubblicati I Quaderni di Arda e c’è un bonus

Quaderni di ArdaEra già stato annunciato a luglio scorso ed ora è realtà. Il primo numero della nuova rivista di studi tolkieniani I Quaderni di Arda è finalmente pubblicato in cartaceo. Dopo una pausa forzata dovuta all’emergenza sanitaria, che ha portato a uno slittamento da febbraio a giugno della stampa in tipografia, il volume è ora pronto a essere spedito ai lettori che lo hanno comprato. La pausa ha permesso di aggiungere anche un piccolo bonus, la sezione Extra. Insomma, un volume cartonato di ben 348 pagine tutto contenuti! Per averlo si può andare sul sito della casa editrice per avere a casa una copia che sarà inviata direttamente al proprio indirizzo. Frutto di un duro lavoro di coordinamento e crescita della consapevolezza che gli studi tolkieniani in Italia hanno ormai raggiunto la maturità, la nuova rivista punto molto sulla interdisciplinarità, per andare oltre i confini propri che le opere di J.R.R. Tolkien suscitano nella comunità internazionale. Altro scopo di questa nuova iniziativa culturale è anche quello di consolidare il  percorso che dal 2005 a oggi ha portato a un radicale cambio d’approccio a un autore come Tolkien nel nostro paese. Dopo avere tradotto e pubblicato le pietre miliari della saggistica straniera (più di una dozzina di titoli nella collana “Tolkien e dintorni” della casa editrice Marietti 1820); dopo avere portato in Italia alcuni tra i principali studiosi internazionali facendoli partecipare a cinque convegni insieme ad accademici italiani e a svariate conferenze (Tom Shippey, Verlyn Flieger, Thomas Honegger, Christopher Garbowsky, Allan Turner, Mark Atherton, Patrick Curry, Edouard Kloczko); dopo avere sviluppato la sinergia con Bompiani, curando le edizioni del Cacciatore di draghi e di Fabbro di Wootton Major,
Quaderni di Ardanonché la ritraduzione delle Lettere 1914-1973 e del Ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, e promuovendo la nuova traduzione del Signore degli Anelli; avviato la ritraduzione delle opere di Tolkien (tre nuove edizioni per Bompiani); dopo avere visto tradotte in inglese le raccolte di saggi degli studiosi dell’AIST (quattro libri per la Walking Tree Publishers: The Broken Scythe: Death and Immortality in the Works of J.R.R. TolkienTolkien and PhilosophyPagan Saints in Middle-earth e Tolkien and the Classics); dopo avere fondato un soggetto editoriale specializzato con già tre libri all’attivo (Eterea Edizioni); viene naturale dare continuità a questo percorso tramite una rivista.

Tolkien Studies, rivelati i contenuti del num. 17

Tolkien Studies 15 - 2018Sono stati annunciati i contenuti del diciassettesimo volume della rivista Tolkien Studies: A Scholarly Annual Review. Come sempre da qualche anno, la pubblicazione del periodico edito dalla West Virginia University Press è avvenuta in duplice formato: cartaceo con copertina flessibile e sul sito Project MUSE. Questo numero della rivista è molto corposo con moltissimi saggi interessanti e proviamo a evidenziarne qualcuno. Si parte sicuramente con il saggio che Wayne G. Hammond e Christina Scull dedicano a Christopher Tolkien, il figlio ed esecutore letterario dello scrittore inglese, scomparso all’età di 96 anni, il 15 Gennaio 2020 dopo una vita dedicata alla curatela e alla pubblicazione delle opere del padre. I due studiosi scrivono un breve necrologio di Christopher Tolkien raccontando i punti più importanti della sua carriera accademica ed editoriale. Fa il verso a una bellissima opera di James Joyce il saggio del “nostro” Peter Grybauskas con A Portrait of the Poet as a Young Man: Noteworthy Omission in The Homecoming of Beorhtnoth Beorhthelm’s Son, in cui affronta il tema delle continue revisioni e delle molte omissioni che lo stesso Tolkien nelle lettere nota essere spesso prese «per esigenze di ritmo e focalizzazione narrativa». Nella nutrita sezione delle recensioni, John D. Rateliff appare in due vesti differenti, come recensore del volume Tolkien’s Lost Chaucer, di John M. Bowers e come recensito in quanto curatore del volume A Wilderness of Dragons: Essays in Honor of Verlyn Flieger, a cura di John D. Rateliff, recensito da Matthew A. Fisher. L’autorevole Janet Brennan Croft, autrice presso la Rutgers University e direttrice responsabile della rivista Mythlore, critica il volume Tolkien’s Library: An Annotated Checklist di Oronzo Cilli, libro vincitore del premio della Tolkien Society inglese, mentre ampio spazio è dedicato ai cataloghi della mostra Catalogue de l’Exposition Tolkien, Voyage en Terre du Milieu, a cura di Vincent Ferré e Frédéric Manfrin, e Album de l’Exposition Tolkien, Voyage en Terre du Milieu, recensiti da Denis Bridoux. I due cataloghi si riferiscono alla grande mostra organizzata dalla Bibliothèque Nationale de France di Parigi (Bnf) che si è chiusa a metà febbraio con dei numeri da record. mostra Parigi Arduini BnfDella mostra abbiamo scritto in diverse occasioni, soprattutto nella la visita con le autorità fatta dall’AIST in anteprima svoltasi domenica 20 ottobre e al vernissage di lunedì 21 ottobre, il giorno prima dell’apertura dell’esposizione artistica. Qui trovate il resoconto della visita, con tutti i dettagli delle varie stanze e le numerose chicche che erano in esposizione. C’è anche una fotogallery e un riassunto dei tre interventi inaugurali. Da notare che l’articolo di Josh B. Long annunciato in precedenza è stato ritirato a causa di ritardi nei permessi di copyright e dovrebbe apparire nei Tolkien Studies n.18. È stato sostituito da un articolo di Hamish Williams su Tolkien’s Thalassocracy and Ancient Greek Seafaring People: Minoans, Phaeacians, Atlantans, and Númenóreans.
Diamo di seguito l’indice completo del volume.

Una festa inaspettata: la Weta lancia il pre-ordine

Il mondo dei giochi è di nuovo in subbuglio! Lo studio Weta Workshop ha annunciato il gioco da tavolo basato sulla festa a casa Baggins e narrata all’inizio de Lo Hobbit. Anche se in uscita a novembre 2020, sul sito ufficiale dello studio neozelandese è possibile effettuare il preordine. «Una festa inaspettata è un gioco da tavolo veloce, divertente e basato sull’azione – si può leggere sulla descrizione -, ideale per 2-4 persone e ambientato nella scena iniziale di Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato quando i tredici nani arrivano senza essere annunciati a Casa Baggins, per sfortuna di Bilbo!». Le grafiche sono realizzate da Daniel Falconer.

Dal 29 aprile Le Due Torri: leggi l’anteprima!

Libreria Todo Modo a FirenzeCon l’apertura delle librerie riparte lentamente in Italia anche il mercato editoriale. È così che l’uscita del secondo volume de Il Signore degli Anelli, Le Due Torri, con la nuova traduzione di Ottavio Fatica, inizialmente programmata per il primo di aprile e che aveva subito diversi slittamenti di data, sembra ora fissata in maniera ferma per il 29 aprile 2020, giorno a partire dal quale sarà anche disponibile il relativo ebook. Per questo l’AIST offre l’anteprima ai lettori e lancia un appello per comprare i propri volumi preferiti dalle librerie indipendenti, non dai grandi shop online! E sotto c’è l’elenco di quelle che fanno anche le spedizioni a domicilio.

Tre deluxe e tre cover inglesi per JRR Tolkien

Harper CollinsIl 2020 è un anno di anniversari per quanto riguarda le opere di J.R.R. Tolkien. E gli editori anglosassoni si preparano annunciando edizioni speciali e soprattutto deluxe di opere specifiche dello scrittore inglese. E in alcuni casi sarà anche pubblicato del materiale inedito. Ecco l’elenco delle prossime uscite.

Tre nuove interviste su I Quaderni di Arda

Cop-rivistaArdaSul Corriere del Trentino (edizione locale del Corriere della Sera) del 29 febbraio scorso, il giornalista Andrea Bontempo ha firmato un’intervista allo scrittore bolognese Wu Ming 4 in qualità di caporedattore della neonata rivista I Quaderni di Arda, sotto l’egida dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani.
Dato che, per evidenti ragioni di spazio, Cover Quaderni di Ardal’intervista è stata pubblicata in una versione ridotta, e che per l’occasione Bontempo aveva intervistato anche due dei professori trentini che collaborano alla rivista, Capelli e Ferrari, abbiamo pensato di pubblicare le tre interviste in versione integrale proprio su I Quaderni di Arda.
Le trovate nella sezione “Extra” del sito web. La rivista esiste anche in formato cartaceo e può essere acquistata qui. Domande e risposte spaziano dai convegni accademici trentini alla nascita delle rivista, dall’importanza dell’opera di Tolkien nel panorama letterario al controverso rapporto dell’accademia con questo autore, fino a toccare la nuova serie tv e la nuova traduzione italiana del Signore degli Anelli.

Studiosi: Fulvio FerrariFulvio Ferrari: «Tolkien è un intero continente, e Il Signore degli Anelli è un’opera che in modo sia esplicito sia implicito crea un intero universo. Credo che ogni teoria critica possa trovarvi materiale per l’analisi. Personalmente sono molto affascinato dalle tecniche di costruzione dei mondi letterari. Tolkien stesso ne parla, usando il termine “subcreazione”, nel suo saggio sulle fiabe, e negli ultimi anni sia la sua tecnica sia la sua teoria sono state messe a confronto con le moderne teorie sui mondi di finzione. C’è poi tutta la questione più strettamente filologica. L’immenso materiale raccolto dal figlio Christopher nei dodici volumi della History of Middle Earth e il materiale ancora inedito sono ancora un territorio ampiamente inesplorato».
Si può leggere qui l’intervista integrale a Fulvio Ferrari.

Roberta CapelliRoberta Capelli: «Le avventure di Star Wars non hanno la solidità mitopoietica di quelle della Terra di Mezzo, Harry Potter resta una storia per bambini, Game of Thrones è una saga per adulti. Il fantasy tolkieniano è per tutti e costruisce una realtà altra, nella quale chiunque, a qualunque età, può trovare una propria collocazione. Il “fenomeno Tolkien” nella cultura pop mi pare dimostri che la buona letteratura parla molte lingue e conosce molti linguaggi. L’opera di Tolkien non è solo un “oggetto di studio” passivo, ma un “prodotto culturale” attivo, le cui ramificazioni nella cultura di massa rendono, a parer mio, imprescindibile un allargamento dell’interesse accademico anche alle cause e alle manifestazioni di questa fortuna proteiforme».
Si può leggere qui l’intervista integrale a Roberta Capelli.

WM4: «La storia dei due Tolkien, padre e figlio (e chissà che non ne arrivi un terzo), è quella di un’impresa narrativa a cavallo di due generazioni e di due secoli. È la storia di un’eredità che va a ridefinire sia l’immagine e il giudizio sull’autore sia il concetto stesso di autorialità. Gli studi tolkieniani dovrebbero acquisire questo dato, per mettere in una prospettiva nuova non poche delle cose che sono state scritte nel corso dei decenni. Anche perché ho l’impressione che finora la critica si sia concentrata ancora troppo poco su questo immenso lavoro co-autoriale di Christopher Tolkien. Ora che anche lui non c’è più, forse si potrà finalmente affrontare l’argomento in modo disinibito. Christopher Tolkien va considerato come un coautore a tutti gli effetti».
Si può leggere qui l’intervista integrale a Wu Ming 4.

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ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Escono i Quaderni di Arda: via al preordine
– Leggi l’articolo The Italian Way: nascono I Quaderni di Arda
– Leggi l’articolo Esce Tolkien e i Classici anche in inglese!
– Leggi l’articolo Santi Pagani, quante recensioni all’estero!
– Leggi l’articolo Tolkien e la letteratura il resoconto di Trento
– Leggi l’articolo Patrick Curry arriva in Italia con 3 incontri
– Leggi l’articolo Tradotto in inglese Tolkien e la Filosofia
– Leggi l’articolo La Falce Spezzata pubblicata inglese!

LINK ESTERNI:
– Vai al sito di I Quaderni di Arda

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Ancora uno sforzo se volete essere tolkieniani

Ma la debolezza degli Elfi in questi termini consiste naturalmente nel rimpiangere il passato, e nel non essere disposti ad affrontare il cambiamento: come se un uomo dovesse odiare che un lungo libro vada avanti, e desiderasse fermarsi al suo capitolo preferito.
(J.R.R. Tolkien, Lettera n. 181)

Esce oggi la nuova traduzione della Compagnia dell’Anello

Middle-earth mapCon un anno di ritardo – costellato di polemiche di cui non parleremo – giunge finalmente in libreria la nuova traduzione della Compagnia dell’Anello a firma di Ottavio Fatica e con la collaborazione dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani (AIST). Comunque la si pensi sull’argomento, si tratta di un evento fondamentale per la storia di Tolkien nel nostro paese, visto che per la prima volta l’opera del Professore viene affrontata con un’operazione editoriale di livello degno di un Classico della letteratura del Novecento. Non che la Rusconi – non prendiamo qui in considerazione l’edizione Astrolabio perché rimasta incompiuta – avesse presentato l’Opera in modo diminutivo, ma l’approccio editoriale era stato cauto e la storia della traduzione e della pubblicazione ne aveva inevitabilmente risentito, con la ormai famosa “incursione” di Quirino Principe che aveva radicalmente modificato, se in meglio o in peggio ancora si discute, la traduzione originale di Vittoria Alliata di Villafranca, risultando in un testo comunque pregevole, e per questo molto amato, ma non unitario, come testimoniato plasticamente, solo per dirne una, dal termine “Gnomi” comparso nella prima edizione del 1970 – ripreso dall’Astrolabio del 1967 – poi sostituito da “Elfi” nel 1974 con un “Mezzognomo” al posto di “Mezzoelfo” sopravvissuto (1) sino all’edizione del 2003 riveduta e corretta con la collaborazione della Società Tolkieniana Italiana (STI).

A 49 anni dalla pubblicazione della prima edizione, Bompiani, con un atto che meriterebbe rispetto anche solo per la dedizione all’Opera implicita nella scelta, per nulla obbligata, di cessare di dormire sugli allori di uno dei long seller più longevi della Storia, decide di investire su una nuova traduzione e, a rimarcare l’importanza del capolavoro di Tolkien, la affida a Ottavio Fatica, uno dei più grandi traduttori italiani nel cui curriculum figurano, tra gli altri, autori del livello di Rudyard Kipling, Herman Melville, Jack London, Robert Louis Stevenson e Joseph Conrad, ai quali, dato il contesto, è il caso di aggiungere Wystan Hugh Auden, che conosceva personalmente Tolkien per cui nutriva grande ammirazione al punto di farsene entusiasta sponsor nei confronti di lettori ed editori statunitensi. La scelta di un traduttore di tale peso non è certamente frutto del caso, ma, come accennato all’inizio, si inquadra evidentemente in un percorso volto a collocare Tolkien tra i Grandi del Novecento, liberandolo – finalmente, è il caso di dire – dai limiti di una peraltro poco fondata appartenenza di genere. Anche la scelta della controversa copertina “marziana”, come già accennato nell’articolo qui pubblicato il 30 settembre 2019, potrebbe essere l’espressione della suddetta volontà di “uscire dal genere”, che una copertina più “figurativa” non avrebbe rimarcato.

Passando alla traduzione, oltre all’indubbia qualità generale del risultato, è importante dal punto di vista tolkieniano la cura dedicata a due aspetti in particolare, ossia la resa dei nomi e quella dei registri linguistici. Sarebbe giusto anche parlare delle poesie, ma la cosa richiederebbe un tempo e uno spazio che al momento purtroppo non sono sufficienti.

Bompiani: le novità tolkieniane ottobre 2019

Middle-earth mapManca davvero poco alla festa a lungo attesa: il 30 ottobre infatti vedrà la pubblicazione del primo volume della nuova traduzione de Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello, affidata a Ottavio Fatica con la consulenza letteraria dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani. Ma non sarà l’unico testo tolkieniano che Bompiani porterà in libreria in quella data. Vediamo insieme cos’ha in serbo quest’autunno per tutti gli appassionati del Professore di Oxford.

Creatività e comunità: Glyer sugli Inklings

Alcuni membri del gruppo degli InklingsEra il 1959 quando fu chiesto a Clive Staples Lewis se avesse, in qualche modo, influenzato le opere dell’amico J.R.R. Tolkien, o se gli incontri settimanali degli Inklings, il gruppo oxoniense da loro fondato, potessero aver sortito tale effetto. Lewis rispose che nessuno influenzava Tolkien in alcun modo, e che tanto valeva cercare di influenzare un Bandafferra – un Bandersnatch, in lingua originale, creatura mitologica sfuggente e aggressiva creata dalla mente di Lewis Carroll.
È da questa premessa che nasce Bandersnatch: C. S. Lewis, J. R. R. Tolkien, and the Creative Collaboration of the Inklings di Diana Pavlac Glyer (2016, The Kent State University Press, con illustrazioni di James A. Owen). E secondo l’autrice, l’affermazione di Lewis non corrisponde completamente al vero.

Esce Tolkien e i Classici anche in inglese!

Tolkien e i Classici diventa internazionale con una traduzione in inglese!
Progetto lanciato nell’autunno 2013 dal Gruppo italiano di Studi Tolkieniani, Tolkien e i Classici ha portato alla pubblicazione del suo primo volume ,Tolkien i Classici, nel marzo 2015 (con l’editrice Effatà), ristampato questa primavera da Eterea Edizioni, e successivamente all’uscita di Tolkien e i Classici II (sempre per Eterea Edizioni). Una selezione di saggi provenienti da questi due libri è stata tradotta in inglese e uscirà a luglio, col titolo Tolkien and the Classics, a cura di Roberto Arduini, Giampaolo Canzonieri e Claudio A. Testi. Potrà così avvicinarsi ad un pubblico sempre più ampio, grazie anche alla casa editrice che darà alle stampe la traduzione: a pubblicare la raccolta sarà infatti la Walking Tree Publishers, casa editrice incentrata sugli studi delle opere tolkieniane, nella sua prestigiosa serie Cormarë di cui sarà il Copertina di The Broken Scythequarantaduesimo volume. La collana ha già in catalogo tre libri che portano la firma di studiosi italiani, membri inoltre dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani: Pagan Saints in Middle-earth (in italiano Santi Pagani nella Terra di Mezzo di Tolkien, Edizioni Studio Domenicano) di Claudio Antonio Testi, Tolkien and Philosophy (in italiano Tolkien e la filosofia, Marietti 1820) e The Broken Scythe: Death and Immortality in the Works of J.R.R. Tolkien (La falce spezzata, Marietti 1820), due raccolte di saggi a cura di Roberto Arduini e Claudio Antonio Testi.

Tolkien: Maker of Middle -Earth agli Hugo Awards

Quest’anno la proclamazione dei premi Hugo, che si terrà il 18 agosto 2019, è un evento che i tolkieniani attendono con particolare trepidazione: infatti, tra i candidati come migliore artbook figura anche il catalogo della mostra Tolkien: Maker of Middle-earth, a cura di Catherine McIlwaine, pubblicato il primo giugno 2018 dalla Bodleian Library Publishing. È la prima volta che questa categoria viene premiata agli Hugo (è infatti consuetudine che ogni anno sia possibile aggiungere una categoria, per quell’anno soltanto) e il poderoso volume compete, tra gli altri, con l’artbook The Books of Earthsea: The Complete Illustrated Edition, illustrato da Charles Vess, e con l’artbook del film vincitore del premio Oscar come Miglior film d’animazione del 2019, Spider-Man: Into the Spider-Verse. Nati nel 1953 e diventati un appuntamento annuale due anni dopo, nel 1955, i premi Hugo sono considerati tra i più prestigiosi premi legati alla science fiction. Tra gennaio e marzo i membri del Worldcon (World Science Fiction Award) nominano ciascuno fino a cinque candidati nelle quindici categorie previste e ad aprile cinque finalisti per ogni categoria vengono annunciati.
Vi abbiamo già parlato della mostra (che ha esordito alla Weston Library di Oxford, si è poi spostata alla Morgan Library di New York e verrà presto trasferita alla Bibliothèque nationale de France di Parigi); ma vediamo nel dettaglio le caratteristiche d’eccellenza che hanno portato lo straordinario catalogo ad essere nominato per il premio Hugo – e ad aver già vinto i Tolkien Society Awards 2019 come miglior libro.

La prefazione di Rialti al Fabbro di Oxford

Dopo l’esordio al Salone Internazionale del Libro di Torino con tanto di sold out, in attesa di pubblicare il calendario delle presentazioni dell’ultimo libro di Wu Ming 4, la raccolta di saggi su Tolkien intitolata Il Fabbro di Oxford di Eterea Edizioni, proponiamo oggi ai nostri lettori la prefazione del volume, scritta dal saggista e traduttore Edoardo Rialti.
Sperando che questo assaggio stimoli il vostro appetito, e la curiosità vi porti a scoprire ogni saggio che compone il libro, vi auguriamo buona lettura!

Il Fabbro di Oxford, il nuovo libro di WM4

Middle-earth mapÈ facile intravedere somiglianze tra il protagonista del racconto Il Fabbro di Wootton Major ed il suo stesso autore, viandanti nel Paese delle Fate, e come un minuzioso fabbro, un orafo della parola, Tolkien ha modellato il mondo meraviglioso della Terra di Mezzo, un mondo in cui le sue lingue inventate potessero esistere e trovassero popoli che le parlassero. Compito non facile, la subcreazione, eppure estremamente affascinante e in tanti oltre ad ammirare il risultato finale sono incuriositi dalla mano e dalla mente che operavano nel plasmare l’opera tolkieniana. Siamo quindi lieti di poter annunciare l’uscita di un nuovo libro dedicato al professore d’Oxford, per i tipi di Eterea Edizioni: si tratta di una raccolta di saggi di Wu Ming 4, noto scrittore e tra i membri fondatori dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, intitolata Il Fabbro di Oxford. Scritti e interventi su Tolkien. La data di uscita è il 9 maggio e il libro verrà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, a cui vi consigliamo di non mancare.

Gollum protagonista di un nuovo videogioco

Gollum - Shadow of MordorIl 25 marzo è stato annunciato, un po’ a sorpresa, Il Signore degli Anelli: Gollum, un nuovo videogioco di avventura e d’azione, distribuito dalla casa di produzione Daedalic Entertainment, incentrato sulla storia di uno dei più sfortunati Portatori dell’Anello. Non era mai accaduto che Gollum ricoprisse un ruolo così centrale in un gioco, benché il personaggio fosse apparso in vari giochi a tema sulla Terra di Mezzo. Stupisce anche che il progetto nasca sotto l’egida della Daedalic Entertainment, dato che la Warner Bros. Interactive Entertainment è stata l’unica casa di produzione a lanciare giochi riguardanti l’universo tolkieniano negli ultimi anni. Daedalic, comunque, si è lanciata nella sfida, anche se consapevole del fatto che ci sono altri videogiochi nei quali Gollum ha una parte rilevante, Shadow of Mordor e Shadow of War per essere precisi, ma in che modo pensano di rendere il loro gioco più rilevante rispetto a questi?

L’AIST sbarca anche al Play di Modena

Giochi da tavolo SdAUn nuovo appuntamento aspetta i fan di Tolkien da Modena e dintorni questo aprile, oltre ai TolkienLab modenesi e alla biblioteca intitolata a Tolkien nel comune di Bomporto, le iniziative dedicate al Professore fioriscono anche al Play di Modena!
Il mondo del gioco, sia da tavola o di ruolo, ha da sempre mostrato un grande interesse per la Terra di Mezzo: Lucca Comics & Games è una tappa fissa ogni anno per l’AIST e già l’anno scorso il Play aveva ospitato molte attività ispirate al mondo di Tolkien, così, per la prima volta, quest’anno abbiamo aggiunto il Festival del Gioco al nostro calendario.
Mentre nello stesso weekend saremo presenti anche al Romics, il festival internazionale del fumetto, dell’animazione, del cinema e dei games, dal 5 al 7 di aprile ci troverete nel padiglione B, allo stand B32 col nostro stand, coi libri di e su Tolkien e anche con alcuni dei giochi da tavola ambientati nella Terra di Mezzo, dalla ludoteca in costruzione al Centro Studi – la Tana del Drago. L’appuntamento è venerdì e sabato dalle 9:00 alle 20:00 e domenica dalle 9:00 alle 19:00, al quartiere fieristico ModenaFiere, Viale Virgilio 70, 41123 Modena.

Pubblicato il numero 21 della rivista Endòre

rivista orizzontaleCon immutato piacere, siamo lieti di annunciare l’uscita del numero ventuno di Endòre, la rivista della Terra di Mezzo diretta da Franco Manni che, in una forma o nell’altra, da più di 25 anni mantiene accesa la fiaccola degli studi tolkieniani in Italia. Con questo numero prosegue la sua adesione alla nostra associazione, di cui Manni è presidente onorario. Endòre è così associata all’Associazione italiana studi tolkieniani: la rivista esce una volta all’anno dal 1992 (in un primo periodo si chiamava Terra di Mezzo) ed è passata dal formato cartaceo a quello online dal numero 11 scorso. Contiene tutto quello che vorreste sapere sull’autore del Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien: recensioni, articoli, giochi, fan fiction e una bibliografia particolarmente curata e aggiornata.

Possiamo segnalare con orgoglio la presenza tra gli autori di alcuni nostri soci, da Tom Shippey a Claudio Testi, a due saggi di Elisabetta Marchi e Barbara Sanguineti, l’articolo di Valérie Morisi fino all’editoriale dello stesso Franco Manni, oltre a nuove e gradite new entry come Mattia Lusetti e Gianluca Meluzzi.
Rivista Endore 20Come spesso accade, a farla da padrone è proprio il buon Tom, con uno dei suoi saggi – stavolta dedicato alla trilogia cinematografica di Peter Jackson, e la sua recensione all’edizione inglese dello studio del nostro vicepresidente Claudio A. Testi, Pagan saints in Middle-Earth, volume pubblicato dalla casa editrice Walking Tree Publishers. Quest’anno però la rivista è particolarmente ricca di spunti e articoli: dopo l’editoriale del direttore, sono ben sei gli articoli della prima sezione, tra cui segnaliamo La cura e la armonia in Tolkien e santa Ildegarda di Elisabetta Marchi Eöl: storia di un emarginato volontario di Barbara Sanguineti. Interessanti anche gli approfondimenti della sezione Forum, che forniscono uno spaccato sull’Italia e lo smial di Londra, rispettivamente in L’anno tolkieniano in Italia di Valérie MorisiIl Northfarthing Smial nel 2018 di Jessica Yates. Pieno curiosità la sezione Fiction e ricchissima la sezione delle Recensioni, in cui segnaliamo Tolkien: Mito e Modernità di Franco ManniL’arte di Tolkien di Claudio A. Testi Pagan saints in Middle-Earth di Tom Shippey (trad. Paolo Palmieri). A chiudere, la preziosa Biblioteca di Hobbiville – le riviste tolkieniane italiane di Enrico Imperatori. Ci sarebbero da raccontare molte altre cose del nuovo numero della rivista, ma lasciamo ai lettori la scoperta di tutte le altre chicche presenti.
Ve ne diamo solo un assaggio con l’indice:

A Wilderness of Dragons, nuovi saggi

A Wilderness of Dragons - Essays in honor of Verlyn FliegerVerlyn Flieger è una delle studiose più acclamate in campo tolkieniano, autrice di numerosi volumi e saggi dedicati al Professore, e solo nel gennaio dell’anno scorso davamo notizia dell’uscita della sua ultima raccolta di saggi, There Would Always Be a Fairy Tale: oggi vi proponiamo una raccolta di saggi pubblicata in onore della studiosa. Si tratta di A Wilderness of Dragons: Essays in Honor of Verlyn Flieger, a cura di John D. Rateliff (a sua volta noto studioso tolkieniano) e pubblicata dalla giovanissima casa editrice The Gabbro Head Press, fondata nel 2017 a Wayzata, nel Minnesota. Disponibile su Amazon da dicembre 2018 in edizione economica o con copertina rigida, l’editore ha annunciato che l’e-book sarà disponibile nella seconda metà di gennaio.

Gennaio 2019, ritradotto Il ritorno di Beorhtnoth

Cop_Tolkien-studioSe il gennaio 2018 aveva inaugurato l’anno tolkieniano in grande stile con la nuova traduzione delle Lettere, anche il 2019 non sfigura: sono ben tre gli scritti del Professore con cui iniziare quest’anno, facenti parte delle cosiddette “opere minori” di Tolkien, ovvero Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, Le avventure di Tom Bombadil e Il cacciatore di draghi.
L’autunno 2018 è stato un periodo intenso per le pubblicazioni di testi di e su Tolkien, dalla Caduta di Gondolin al secondo volume di Tolkien e i Classici, e l’ondata si propaga nel nuovo anno, dove da oggi 2 gennaio i fan tolkieniani potranno immergersi nella lettura di ben tre libri riediti dalla casa editrice Bompiani.

Tolkien Studies, rivelati i contenuti del num. 15

Tolkien Studies 15 - 2018È stato pubblicato il quindicesimo volume della rivista Tolkien Studies: A Scholarly Annual Review. Come sempre da qualche anno, la pubblicazione del periodico edito dalla West Virginia University Press è avvenuta in duplice formato: cartaceo con copertina flessibile e sul sito Project MUSE.
Per il terzo anno di fila è confermata la presenza italiana nella rivista: dopo la recensione a firma di Andrew Higgins della traduzione in inglese del volume Tolkien e la filosofia (a cura di Roberto Arduini e Claudio Testi, casa editrice Marietti 1820, tradotta per la serie Cormarë della Walking Tree Publishers) nel volume 13, e il saggio di Giovanni Costabile “Stolen Pears, Unripe Apples: The Misuse of Fruits as a Symbol of Original Sin in Tolkien’s The New Shadow and Augustine of Hippo’s Confessions” presente nel volume 14, è quest’anno la volta di Chiara Bertoglio con il suo “Dissonant Harmonies: Tolkien’s Musical Theodicy”. La studiosa e musicologa, che già analizzava le implicazioni della visione teologica della musica nella Commedia di Dante e nel Silmarillion nel suo saggio presente in Tolkien e i Classici II (pubblicato nell’ottobre di quest’anno dalla casa editrice Eterea), teorizza invece in questo saggio la presenza di una teodicea musicale nell’opera di Tolkien.
Non mancano altri interventi importanti, quali quelli di Jane Chance e Janet Brennan Croft, e le recensioni, fra gli altri, di “Beren e Luthien” di Tolkien e del tanto atteso “Tolkien Companion and Guide” di Hammond e Scull.
Infine, una straordinaria rivelazione: l’articolo di Stuart D. Lee “‘Tolkien in Oxford’ (BBC, 1968): A Reconstruction” include l’intera intervista (mai pubblicata) rilasciata da Tolkien nel 1968 per il documentario della BBC “Tolkien in Oxford”.
Diamo di seguito l’indice completo del volume.