Aragorn il Forestale, uno studio filologico

cover Compagnia dell'Anello - Trad. FaticaIl nome più indigesto per i fan italiani in quella che è la nuova traduzione della Compagnia dell’Anello è senz’altro “Forestale” per “Ranger”. Nei giorni seguenti all’uscita del libro non si sono risparmiate battute e buffi fotomontaggi per irridere questa scelta del traduttore Ottavio Fatica.
Io stesso, sulle prime, l’ho considerata una traduzione inadatta, perché mi faceva troppo facilmente pensare a quello che fino al 2016 è stato il Corpo Forestale dello Stato.
Ottavio FaticaA onor del vero, non per questo mi pareva più adatta la vecchia resa “Ramingo”, dato che – in accordo con lo stile generale della traduzione di Alliata – appartiene a un registro alto rispetto al comune “ranger”. Inoltre “ramingo” dà conto soltanto (e soltanto parzialmente) del primo significato del termine “ranger” nell’Oxford English Dictionary, mentre la traduzione scelta da Fatica si rifà piuttosto al secondo e al terzo, che in effetti andrebbero presi in considerazione, conoscendo l’abitudine di Tolkien di non rifarsi quasi mai alla prima accezione.
Dopo un’indagine nel testo letterario mi sono persuaso che l’uso del termine “Ranger” da parte di Tolkien faccia collassare una nell’altra le tre accezioni dell’OED, e che la scelta di Fatica – a dispetto della prima impressione – non sia così lontana dal cogliere questo aspetto. È quello che proverò brevemente a dimostrare.

La Tana del Drago è ora sulla Lonely Planet

DozzaNell’anno di Parma Capitale della cultura italiana, la Lonely Planet pubblica una nuova guida tutta dedicata all’Emilia Romagna. E tra le sue pagine c’è l’invito a visitare Dozza e La Tana del Drago!!! La Bibbia dei viaggiatori dedica un box in evidenza nella sezione dedicata a Imola e dintorni, alla scoperta delle meraviglie dell’area metropolitana di Bologna.

Copertina Lonely Planet Emilia RomagnaCinque autori (Adriana Malandrino, Piero Pasini, Rossana Cinzia Rando, Remo Carulli e Denis Falconieri) hanno percorso la regione per raccontare, in 448 pagine, le molte occasioni che la Regione Emilia Romagna offre al turista. L’ospitalità della gente, una cucina genuina, affascinanti città d’arte e una grande varietà di offerta sono le caratteristiche che gli autori hanno voluto evidenziare nelle prime pagine della pubblicazione. «Dell’Italia nel mondo si parla troppo spesso – dichiara Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia – per sottolineare i suoi difetti. Ma tutti ci invidiano la cosiddetta Italian way of life. L’Emilia Romagna rappresenta da sempre questa idea positiva di Italia. Per questo è stato un piacere raccontarla, nella nostra guida. Speriamo che tanti italiani abbiano piacere di leggerla per conoscere meglio la terra in cui vivono. Premessa fondamentale per amarla e valorizzarla».

Trafiletto Lonely PlanetL’Emilia-Romagna è una terra autentica e sincera, proprio come lo sono i consigli di viaggio sui quali Lonely Planet ha costruito dagli anni ’70 la sua credibilità e fama. Il box dedicato a Dozza è intitolato Il borgo dei murales facendo riferimento naturalmente alla fama dovuta alla splendida Biennale del Muro Dipinto. Ma ecco come è descritto il borgo e le sue tante attività. «Da oltre 20 anni il borgo di Dozza, circa 40 km a sud di Bologna, è una galleria d’arte a cielo aperto grazie alla Biennale del Muro Dipinto (www.fondazionedozza.it), che riempe la città di murales colorati, opera di tanti artisti importanti. Da visitare anche la Rocca, con il museo (0542678240; www.fondazionedozza.it; interi ridotti euro 5/4; orari 10-12,30 e 14,30-18,30 lun-sab, 10-19 domenica in estate) e l’Enoteca Regionale (0542367700; www.enotecaemiliaromagna.it; orari 10-12,30 e 14,30-19 mar-ven, 9,30-13 e 14,30-19 sab e dom). Nel 2018 è nato inoltre un centro studi dedicato a J.R.R. Tolkien e all’arte fantasy. La Tana del Drago (https://tanadeldrago.jrrtolkien.it) che propone mostre con visite guidate su prenotazione, conferenze, seminari e serate di giochi da tavolo e di ruolo. Negli anni pari, a Dozza si tiene Fantastika (www.fantastikadozza.com), la biennale di lllustrazione fantastica».

E fu così che La Tana del Drago e Fantastika sono finite sulle guide turistiche! Non è una notizia da poco e, nel nostro piccolo, è una cosa di cui andare orgogliosi. Se volete sapere molto di più su Tolkien, quindi, venite a visitare La Tana del Drago oppure preparatevi per Fantastika, che quest’anno si svolgerà il 19 e il 20 settembre 2020.

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Dozza, inaugurata la mostra sui draghi!
– Leggi l’articolo Apre la Tana del Drago: corsi, mostre e giochi
– Leggi l’articolo Crowdfunding per la Tana: 9853 grazie!
– Leggi l’articolo 21/5, ultimo giorno del crowdfunding
– Leggi l’articolo Per la Tana del Drago un aiuto dalla Spagna
– Leggi l’articolo Avvista il Drago, il contest fotografico
– Leggi l’articolo 5000 volte grazie, ma è solo l’inizio!
– Leggi l’articolo Crowdfunding col botto: aiutaci anche tu!
– Leggi l’articolo Casa Tolkien: grazie a voi può divenire realtà
– Leggi l’articolo Una casa per Tolkien nascerà a Dozza

LINK ESTERNI:
– Vai al sito della collana Lonely Planet
– Vai al sito della Fondazione Dozza
– Vai al sito di Fantastika
– Vai al sito della La Tana del Drago
– Vai al sito dell’Enoteca Regionale

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3 gennaio, nel mondo un brindisi per Tolkien!

Birthday Tolkien ToastUno dei motivi per cui Il Signore degli Anelli possiede quell’unico e inconfondibile “sapore” di realtà, è la raffinatezza ed il dettaglio della cronologia: ogni mossa della Compagnia dell’Anello prima, e dei singoli personaggi più tardi, avviene in una ben precisa data sincronizzata con tutte le altre. I più appassionati ricordano certamente a memoria le date più importanti: il 22 settembre, compleanno di Bilbo e Frodo; il 25 dicembre, la Compagnia lascia Granburrone; il 25 marzo, l’Anello viene distrutto. J.R.R. Tolkien però non si limitò a inventare storie, continenti, popoli e linguaggi: inventò anche calendari con i quali contare lo scorrere del tempo, diversi per ogni popolo. Ecco perché, in quelle date, si assiste spesso a litigi, o quanto meno dibattiti, fra gli appassionati tolkieniani più “integralisti”: il compleanno di Bilbo e di Frodo cade il 22 settembre, oppure il 22 “uccellaio” (che corrisponde in realtà al nostro 13 settembre circa)?

È stato un 2019 all’insegna di Tolkien

Buone festeQuanta roba!!! È questa l’impressione che si ha scorrendo l’elenco delle attività dedicate a J.R.R. Tolkien che si sono svolte in Italia nel 2019. La nostra penisola è stata scossa da nord a sud da ogni sorta di evento che la passione per le opere dello scrittore inglese sanno suscitare. A uno sguardo d’insieme, la notizia è molto positiva. E qualche riflessione si può fare fin da subito.

1) Innanzitutto, si può dire che ormai Tolkien all’università è una presenza fissa. Solo quest’anno sono state tantissime le conferenze e i convegni tenuti in accademia (Parma, Velletri, Cagliari, Torino e infine Macerata), mentre crescono seminari e workshop tenuti negli atenei, sempre più interessati alle opere del professore (ancora Parma e Torino sulle lingue). Per non parlare della scuola, che ha visto quest’anno ben due progetti andare in porto (Ferrara e Cecina) e del mondo delle biblioteche, con una di esse direttamente dedicata a Tolkien (Bomporto, provincia di Modena).

2) In secondo luogo, cresce la consapevolezza che lo scrittore inglese sia un autore veramente mainstream, un classico del Novecento. E tutto questo produce l’effetto che sempre più i festival letterari e le altre occasioni nazionali [1] diano spazio anche all’approfondimento delle opere di Tolkien. A questo si aggiungono i corsi e seminari AIST (l’ormai storico TolkienLab di Modena e il corso invernale tra Bologna e Dozza).

3) In terzo luogo, l’ambito dell’associazionismo e delle realtà locali si fa sempre più interessante, sensibile e attento, producendo sempre attività originali in città sempre nuove (attivissimi quello di Firenze [2] e i due smial sardi di Sassari e Cagliari che si sono uniti). È un terreno talmente fertile da suscitare la nascita, rinascita o unione in nuove aggregazioni, di ben quattro nuovi smial tolkieniani (Gubbio, Pesaro e due regionali in Trentino Alto Adige e Sardegna) e la rinascita di quello di Napoli e Campania. A questo si devono aggiungere le moltissime fiere e festival dedicate al fandom, ai comics, al fantasy e anche a Tolkien, in cui l’AIST è stata spesso presente, che sono diffusi in tutta Italia [3].

4) Infine, si può ormai dire che alcuni luoghi hanno acquisito il titolo di “capoluoghi tolkieniani”. È il caso di luoghi come Dozza [4], Osasco [5], Bucchianico [6], San Marino [7] e Barletta [8], dove almeno una volta l’anno, ma spesso molto di più, vedono svolgersi eventi tolkieniani ormai consolidati. E si possono anche aggiungere pub, locande e musei come La Tana del Drago a Dozza, La locanda della Contea di Montalenghe, il Pub The Wall a Pistoia e il neonato The Sign2.0 di Pomigliano D’Arco. Sono tutti luoghi iconici eletti a sede ufficiale e ufficiosa dai gruppi tolkieniani che li frequentano.

5) Se tutto questo non bastasse, è poi sufficiente ricordare che che è stato l’anno delle mostre su Tolkien, da Oxford passata a New York e infine, ingranditasi, a Parigi. È stato l’anno del film biografico su Tolkien, passato per i festival di Taormina Film Fest e Giffoni Film Festival prima di approdare, seppur per poco e mal distribuito, nelle sale cinematografiche. È stato l’anno della prima rivista accademica tutta dedicata agli studi tolkieniani, I Quaderni di Arda. È stato l’anno della nuova traduzione de Il Signore degli Anelli, il cui primo volume è stato pubblicato a fine ottobre, con un codazzo di polemiche che seguiva da un anno e mezzo. Insomma, la passione per Tolkien è più viva che mai!

 

 

Verrà ritradotto Il Silmarillion in Francia

Clément RibesTolkien in Francia è sempre più popolare e anche l’editoria si adegua. «È giunto il momento di fare un annuncio, che immagino delizierà tutti i fan e i lettori appassionati di Tolkien: presto inizieremo una nuova traduzione del Silmarillion!». Con queste parole durante un’intervista, Clément Ribes, nuovo direttore editoriale a capo delle edizioni di Christian Bourgois, ha fatto sapere che la prossima impresa della casa editrice sarà la nuova traduzione del Silmarillion. Questo annuncio non è che l’ultimo di una lunga serie di novità che, mentre da un lato ha, per così dire, messo in pari i lettori francesi con le opere dello scrittore inglese, dall’altro sta regalando loro una nuova primavera piena di continue delizie! Sarà forse il successo della mostra Tolkien, Voyage en Terre de Milieu alla Biblioteca Nazionale Francese, aperta il 22 ottobre (eravamo presenti all’anteprima e qui potete leggere il resoconto della visita) e subito presa dall’assalto dagli appassionati di tutto il mondo, che chiuderà il 16 febbraio. Sarà forse il continuo spuntare di iniziative sia editoriali, sia accademiche, queste ultime tutte promosse da Vincent Ferré, professore di Letterature comparate all’università Paris13, medievista, noto studioso tolkieniano e del romanzo del XX secolo, autore di Sur les rivages de la Terre du Milieu, del catalogo della mostra e curatore ufficiale di Tolkien per l’editore in questione, nonché fondatore dell’associazione Modernités médiévales. Sarà perché Tolkien entrerà a far parte della Bibliothèque de la Pléiadela più prestigiosa collana letteraria francese, curata dal rinomato editore Gallimard (il corrispettivo ideale dei nostri Meridiani Mondadori). Copertine ISDA franceseSarà l’onda lunga provocata dalle nuove traduzioni delle opere dell’autore, l’ultima in ordine di tempo quella de Il Signore degli Anelli, edita in tre volumi tra il 2014 e il 2016, che ha fatto applaudire la critica e diviso gli appassionati. Insomma, quel che è certo è che mai come negli ultimi anni la Francia sia stata il centro di grandi iniziative culturali dedicate a Tolkien. Insomma, tutto questo ha contribuito e ora l’annuncio della nuova traduzione de Il Silmarillion può essere l’occasione per ripercorre le storia editoriale delle opere di Tolkien in Francia.

Escono i Quaderni di Arda: via al preordine

Riviste accademiche tolkienianeEra già stato annunciato a luglio scorso ed ora è realtà. Il primo numero della nuova rivista di studi tolkieniani I Quaderni di Arda è finalmente pubblicato. E per l’occasione è aperto anche il pre-ordine per la versione in cartaceo della rivista. Si può andare sul sito web della rivista oppure al sito del preordine per avere a casa la copia cartacea che sarà pubblicata a gennaio e inviata direttamente al proprio indirizzo. Frutto di un duro lavoro di coordinamento e crescita della consapevolezza che gli studi tolkieniani in Italia hanno ormai raggiunto la maturità, la nuova rivista punto molto sulla interdisciplinarità, per andare oltre i confini propri che le opere di J.R.R. Tolkien suscitano nella comunità internazionale. Altro scopo di questa nuova iniziativa culturale è anche quello di consolidare il  percorso che dal 2005 a oggi ha portato a un radicale cambio d’approccio a un autore come Tolkien nel nostro paese. Dopo avere tradotto e pubblicato le pietre miliari della saggistica straniera (una dozzina di titoli nella collana “Tolkien e dintorni” della casa editrice Marietti 1820); dopo avere portato in Italia alcuni tra i principali studiosi internazionali facendoli partecipare a cinque convegni insieme ad accademici italiani e a svariate conferenze (Tom Shippey, Verlyn Flieger, Thomas Honegger, Christopher Garbowsky, Allan Turner, Mark Atherton, Patrick Curry, Edouard Kloczko); dopo avere sviluppato la sinergia con Bompiani, curando le edizioni del Cacciatore di draghi e di Fabbro di Wootton Major, nonché la ritraduzione delle Lettere 1914-1973 e del Ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, e promuovendo la nuova traduzione del Signore degli Anelli; avviato la ritraduzione delle opere di Tolkien (tre nuove edizioni per Bompiani); dopo avere visto Allan Turner, Tom Shippey, Roberto Arduini and Thomas Honegger - Trento 2017tradotte in inglese le raccolte di saggi degli studiosi dell’AIST (quattro libri per la Walking Tree Publishers: The Broken Scythe: Death and Immortality in the Works of J.R.R. Tolkien, Tolkien and Philosophy, Pagan Saints in Middle-earth e Tolkien and the Classics); dopo avere fondato un soggetto editoriale specializzato con già tre libri all’attivo (Eterea Edizioni); viene naturale dare continuità a questo percorso tramite una rivista.

Aubusson: in arrivo l’ottavo arazzo

Non si ferma il progetto Aubusson tisse Tolkien, nato nei grandi atelier della Cité internationale de la tapisserie, che grazie alle sapienti mani degli artigiani permette di ammirare in forma di arazzo alcuni dei più suggestivi acquarelli che Tolkien realizzò per accompagnare le sue storie. Gli arazzi sono creati seguendo la particolare tecnica di tessitura della cittadina, patrimonio culturale immateriale UNESCO sin dal 2009, secondo la quale gli arazzi vengono realizzati sul rovescio degli stessi, utilizzando un telaio orizzontale e fili tinti a mano in proprio. Lo scopo dell’iniziativa, annunciata agli inizi del 2017 con il consenso della Tolkien Estate, è quello di realizzare entro il 2021 un ciclo di tredici arazzi e un tappeto. Con l’ottava opera in dirittura d’arrivo, l’obiettivo è sempre più vicino. Ma vediamo prima gli altri arazzi ultimati quest’anno.

Come ascoltare il suono delle poesie in Tolkien

Emidio ClementiCome “suonano” le poesie del Signore degli Anelli?
Lo scopriamo grazie alla voce di Emidio Clementi, cantante dei Massimo Volume e scrittore, che ha letto alcune poesie presenti nella prima parte del romanzo, nella nuova traduzione di Ottavio Fatica. Chi ha già avuto modo di leggere questa edizione avrà anche notato il contrasto tra la fluidità e la snellezza della prosa, da un lato, e il registro alto, la musicalità e il ritmo della poesia dall’altro. Una delle funzioni delle poesie nel Signore degli Anelli è quella di creare l’effetto profondità: alcuni dei componimenti che i vari personaggi declamano evocano i miti del passato ancestrale, della Prima Era, e sono popolati da eroi celebri, come Beren e Lúthien, Eärendil, o contengono invocazioni alle divinità, come Elbereth Gilthoniel/Varda.
trovatori menestrelliPer altro, fino al 1977, quando venne dato alle stampe Il Silmarillion, le poesie del Signore degli Anelli sono state pressoché l’unica fonte per conoscere quei miti. Sono storie che, nella finzione del racconto, vengono tramandate soprattutto oralmente e dunque hanno bisogno del supporto di “bardi” e “aedi” con buona memoria e buona voce. L’indicazione è chiara, infatti: la poesia andrebbe letta a voce, come fosse un canto. E allora ecco un cantante che mette a disposizione la propria di voce, per farci sentire come “suonano” le poesie di Tolkien nella traduzione di un poeta traduttore.
Buon ascolto.

Università, Ottavio Fatica a Parma e Piacenza

Ottavio FaticaTanto tuonò che piovve. Sono state così tante le richieste di ascoltare il nuovo traduttore de Il Signore degli Anelli, il cui primo volume è stato pubblicato da Bompiani il 30 ottobre scorso, che alla fine ci saranno ben due occasioni! Giovedì 12 dicembre alle 14.30 nell’Aula Magna dell’Università di Parma e venerdì 13 dicembre alle ore 15 presso la Biblioteca Passerini-Landi di Piacenza. Sono appuntamenti da non perdere per gli appassionati lettori di J.R.R. Tolkien che potranno così togliersi tutte le curiosità sulla nuova traduzione del capolavoro dello scrittore.

TolkienLab: Tolkien e i giochi di ruolo a Modena

Tolkien LabDicembre ci porta l’ultimo TolkienLab del 2019: prima di avviarci alla pausa natalizia (a cui nella primavera 2020 seguirà un nuovo calendario di incontri), l’Istituto Filosofico di Studi Tomistici ospiterà una serata dedicata al rapporta che intercorre tra il mondo creato dal Professore e l’universo del gioco di ruolo, un fenomeno in grande espansione che oltre ad essere una delle grandi attrattive di Lucca Comics & Games è sbarcato quest’anno anche al Salone Internazionale del Libro con l’area Read’n’Play, dove si sono tenute sessioni dimostrative di numerosissimi giochi tra cui, immancabilmente, quelli ambientati nella Terra di Mezzo. A parlare di questa particolare influenza tolkieniana, con l’introduzione di Claudio Testi, sarà Marco Scicchitano, giovedì 5 dicembre, dalle ore 20:45, presso la sede dell’istituto tomistico, in Strada San Cataldo 97 a Modena.
L’ingresso alla serata è gratuito.

Ben 6 convegni in 10 anni: ecco il lavoro dell’AIST

Conferenza Shippey a ModenaSono passati quasi dieci anni dal primo convegno internazionale su Tolkien tenutosi in Italia. Avvenne in quel di Modena nel 2010 (leggi il resoconto). Per la prima volta alcuni dei massimi studiosi accademici dell’autore di Oxford furono invitati nel nostro paese come relatori: Tom Shippey dal Regno Unito; Verlyn Flieger dagli Stati Uniti; Christopher Garbowsky dalla Polonia. Il parterre degli italiani contava alcuni nomi che sarebbero ritornati spesso nelle “cronache” tolkieniane degli anni a seguire: Franco Manni, Claudio Testi, Roberto Arduini, Andrea Monda, Wu Ming 4. L’evento non ebbe ancora luogo in una sede d’ateneo, ma fu senz’altro un apripista per quelli che sarebbero venuti in seguito. Il tema del convegno era Tolkien e la Filosofia; gli atti vennero pubblicati sia in italiano (Marietti 1820: Tolkien e la Filosofia) sia in inglese (Walking Tree Publishers: Tolkien and Philosophy).

Successivamente, la nascita dell’AIST ha portato una nuova spinta verso il coinvolgimento non soltanto degli stranieri, ma anche dell’accademia italiana. Ben cinque convegni universitari hanno visto l’organizzazione e la partecipazione dell’AIST con i suoi relatori.

  1. Così nel 2014, a Palermo, si è tenuto il convegno di studi su J.R.R. Tolkien co-organizzato con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi del capoluogo siciliano, intitolato Viaggio ed eroismo nel Signore degli Anelli, i cui Atti sono stati pubblicati nella rivista accademica Classico Contemporaneo.
  2. Nel 2015 è stata la volta dell’Università di Trento di ospitare un convegno tolkieniano internazionale, intitolato “All’Ombra del Signore degli Anelli: le opere minori di Tolkien”, co-organizzato assieme al dipartimento di Lettere e Filosofia, che ha visto alternarsi relatori italiani e stranieri. In particolare Thomas Honegger dalla Germania e Mark Atherton dal Regno Unito. Gli Atti del convegno sono stati poi pubblicati dall’editore Del Miglio.
  3. Nel 2016 è stata Verona a ospitare un convegno, nel quale spiccava la presenza di Verlyn Flieger: La Generazione Perduta: miti che nascono dalla Grande Guerra. J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis e l’esperienza degli autori inglesi nel primo conflitto mondiale. Anche questo co-organizzato assieme al dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento. Anche in questo caso gli Atti sono stati pubblicati dall’editore Del Miglio.
    Il 2017 è stato l’anno di ben due convegni accademici, addirittura.
  4. Il primo a Parma: Tolkien linguista e glottopoieta, in collaborazione con l’Università degli Studi di Parma, tra i cui relatori c’era Leo Charruthers (Professore Emerito ala Sorbona di Parigi), i cui atti sono previsti per gennaio 2020 e verranno presentati durante un evento all’università.
  5. Il secondo nuovamente a Trento: Tolkien e la letteratura della Quarta Era, sempre in collaborazione con dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento. Gli ospiti internazionali in quell’occasione sono stati Tom Shippey, Allan Turner e Thomas Honegger. Di questo evento usciranno entro fine anno gli atti sul primo numero della nostra rivista I Quaderni di Arda.

Il doppio appuntamenti del 2017 ha permesso all’Associazione Italiana Studi Tolkieniani di prendersi una “pausa”, il 2018/2019, che è comunque stato costellato da partecipazioni dei singoli soci a convegni e conferenze all’estero (gli interventi di Claudio Antonio Testi a Leeds e Birmingham, qui insieme a Lorenzo Gammarelli e altri soci) e in Italia (del presidente Roberto Arduini ai due convegni internazionali di Velletri, all’università di Cagliari e a quella di Torino).

Fatica: «Tolkien come Kipling e Shakespeare»

Tolkien è un classico della letteratura del Novecento e la nuova traduzione lo dimostra. Il lavoro di Ottavio Fatica, che ha ritradotto Il Signore degli Anelli per Bompiani, di cui è appena uscito il primo volume, mette in evidenza tutta la forza della narrazione dello scrittore inglese. È il traduttore stesso a rivelarlo in un’intervista su Il Venerdì di Repubblica.

L’Unico Anello: un annuncio inaspettato

Logo The One RingNon arrivano buone notizie per gli appassionati tolkieniani di giochi di ruolo: la Cubicle7 ha annunciato nella mattinata di ieri che la produzione delle sue linee di giochi di ruolo ambientati nella Terra di Mezzo ha subito un improvviso stop, per non meglio precisate beghe contrattuali con la Sophisticated Games, licenziataria dei diritti di produzione di giochi da tavolo e di ruolo a tema tolkieniano, che dal 2011 aveva avviato una proficua collaborazione con l’editore inglese sfornando quello che per gli appassionati del gioco “filologico” nella Terra di Mezzo era stato un sogno fino a quel momento non realizzato, The One Ring: Adventures over the Edge of the Wild. Scritto dagli italiani Francesco Nepitello e Marco Maggi, The One Ring per la prima volta consentiva di giocare nell’ambientazione della Terra di Mezzo, collocata cronologicamente tra la Battaglia dei Cinque Eserciti e l’inizio della Guerra dell’Anello, con una stupefacente fedeltà agli scritti e allo “spirito” tolkieniano.

Dal 4/12, l’AIST a Più libri più liberi a Roma

Dopo la prima avventura del 2018, l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani torna a Più Libri Più Liberi, inaugurando il calendario di dicembre con la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria: da mercoledì 4 a domenica 8 dicembre, dalle 10:00 alle 20:00 presso il Roma Convention Center – La Nuvola, in Viale Asia 40. Con più di 500 espositori e di 600 eventi, la fiera romana è un appuntamento più che invitante per tutti i lettori, e gli appassionati tolkieniani ci troveranno allo stand F56 con l’immancabile sezione dedicata agli studi sulle opere del Professore, tra cui tutti i volumi di Eterea Edizioni. Più Libri Più Liberi sarà anche una delle ultime occasioni per acquistare il Lords for the Ring – Tolkien Art Calendar 2020. Giunto al quarto anno, questa edizione del progetto è interamente dedicata ai giovani talenti della Nemo Academy, e in via eccezionale è stato realizzato in due differenti versioni: Blue Mirror e Red Bane.
Anche quest’anno proporremo all’interno della cinque giorni una conferenza dedicata agli studi tolkieniani: vi aspettiamo giovedì 5 dicembre con Scrivere su Tolkien. Scrivere di Tolkien!

Università di Torino: la natura animata in Tolkien

museo Antropologia TorinoProsegue la collaborazione dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani con il Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni” e l’Associazione culturale Calliope, dopo il convegno internazionale Monstra II. Simbologie e Funzionalità degli Esseri Mostruosi, che si è tenuto dal 10 al 14 luglio 2018 e il convegno internazionale Religioni Fantastiche e Dove Trovarle. Divinità, Miti e Riti nella Fantascienza e nel Fantasy, che si è tenuto quest’anno dal 3 al 6 luglio, sempre a Velletri. Ora il giro si allarga al Piemonte ed ecco che il prossimo convegno internazionale si terrà dal 6 al 7 dicembre 2019 tra Torino e la Valle di Susa. Curato direttamente dall’Università di Torino, dall’Università di Helsinki in Finlandia e campus Luigi Einaudi Torinodall’Associazione di Studi e Ricerche valsusini Segusium, ha per tema La natura animata: cerimonie, feste, tradizioni attraverso tempi e culture. Da notare che l’università di Torino non è nuova a tematiche legate alla letteratura fantastica: si è appena concluso l’articolo un workshop dedicato alle lingue immaginarie, tenuto dal dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture Moderne.

Al Mugello l’arte fantastica di Ivan Cavini

Dopo il Mugello Comics del 5 e 6 ottobre, l’artista Ivan Cavini torna nel comune toscano per un workshop d’arte dedicato ai ragazzi: mercoledì 27 l’immaginario fantastico entra nella biblioteca di Barberino di Mugello per un pomeriggio dove imparare a trasformare il foglio bianco in un altro mondo, stimolando la creatività dei più giovani. Tra creature fantastiche, matite e sogni, un workshop imperdibile per gli amanti del fantasy della provincia toscana!

La versione di Fatica: contributo per una messa a fuoco

Claudio Testi - studio 2018Siccome molti amici mi hanno chiesto se “mi piace” la nuova traduzione de La Compagnia dell’Anello e vedendo in giro una gran confusione (sia concettuale che “sociale”) ho deciso di scrivere questo articolo per:
1 – Contribuire a chiarire quali sono i dati che abbiamo a disposizione
2 – Mostrare in base a questi la paradossalità di alcune ricorrenti affermazioni
3 – Esprimere il mio personale giudizio sulla versione di Fatica.

Serata Tolkien a Pomigliano d’Arco il 24/11

Locandina Pomigliano d'ArcoUn pomeriggio tutto dedicato a J.R.R. Tolkien, padre della letteratura fantastica mondiale. Dopo tante richieste, l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani ha deciso di scendere al sud per una serata tutta dedicata allo scrittore inglese. Si potrà così approfondire il suo rapporto con la cultura vichinga alla storia editoriale in Italia delle sue opere, soffermandosi in particolare sulla traduzione. Ma sarà anche l’occasione per incontrare i tanti appassionati de Il Signore degli Anelli. Vi aspettiamo domenica 24 novembre dalle 18,00 alle 20,00 presso il pub The Sign 2.0, in via Indipendenza 17/19, a Pomigliano d’Arco (Napoli).

In Sardegna due eventi sul Dì di Durin e Tolkien

AnniversarioA giugno scorso avevamo dato notizia della nascita di uno smial regionale che mira a ospitare tutti gli appassionati di J.R.R. Tolkien in Sardegna. Con il nome S’Arda – Smial Tolkien della Sardegna si sono così uniti i due smial provinciali attivi sull’isola: gli Araldi di Alqualondë di Cagliari e la Compagnia del Westmarch di Sassari. Nelle parole delle responsabili – rispettivamente Elena Sanna e Stefania Carta – l’idea di formare un unico gruppo che conservasse la doppia polarità Sassari-Cagliari: «Naturalmente ciascuno Smial mantiene un po’ d’indipendenza – che d’altronde scorre nelle nostre vene sarde – e organizziamo autonomamente gli incontri provinciali, anche perché spostamenti mensili sarebbero proibitivi». Ed ecco che ora i due gruppi iniziano a far fronte unico nell’ottica dell’organizzazione di eventi tolkieniani a livello regionale.

Tolkien e la guerra, a Modena e a Pistoia

Sabato 16 novembre si prospetta un sabato tolkieniano, in Emilia e in Toscana: ci aspettano due conferenze tolkieniane, il secondo appuntamento autunnale con i TolkienLab a Modena e Dalla Grande Guerra alla Guerra dell’Anello a Pistoia, entrambe incentrate sul rapporto tra Tolkien e la guerra. La prima, intitolata La guerra nella Terra di Mezzo, tratterà gli scontri armati rappresentati nelle opere di Tolkien, mentre la seconda si focalizzerà su come la guerra segnò la gioventù dello scrittore, il quale visse in prima persona la prima guerra mondiale, durante la quale combatté tra i fucilieri del Lancashire.

Ancora uno sforzo se volete essere tolkieniani

Ma la debolezza degli Elfi in questi termini consiste naturalmente nel rimpiangere il passato, e nel non essere disposti ad affrontare il cambiamento: come se un uomo dovesse odiare che un lungo libro vada avanti, e desiderasse fermarsi al suo capitolo preferito.
(J.R.R. Tolkien, Lettera n. 181)

A Siracusa Con Tolkien, ieri, oggi e per sempre

Locandina Siracusa«Con Tolkien, ieri, oggi e per sempre» è il titolo dell’incontro che si è tenuto sabato 9 novembre alle ore 18, presso il Salone del Mutilato in viale Regina Margherita 19 a Siracusa. L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale “Popolo e Nazione” ha visto la Lectio magistralis del professor Marco Leonardi, docente di storia medievale all’Università di Catania. Tra gli altri relatori, hanno portato il loro contributo anche l’on. Gaetano Galvagno, l’avvocato Giuseppe Napoli e l’avvocato Paolo Cavallaro e moderato l’incontro Ivano Tarquini.

A Torino, un corso di lingue immaginarie

Dipartimento TorinoAll’Università di Torino quest’anno si possono studiare le lingue immaginarie. Grazie ai docenti Simone Bettega, Elisa Corino e Roberto Merlo è infatti stato attivato per l’anno accademico 2019/2020 il workshop «Conlanguages e linguistica. Descrivere, analizzare, inventare lingue per universi finzionali». Così, le lingue inventate dal fantasy sono già diventate ampiamente materia di studio nelle Università straniere, negli Stati Uniti soprattutto, mentre in Italia è l’ateneo di Parma che già da alcuni anni si distingue per il suo interesse nei confronti delle lingue costruite da Tolkien, in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, a cominciare dal novembre 2016, con la lezione Il vizio segreto di Tolkien: una passione per le lingue tenuta da Roberto Arduini, presidente AIST, giornalista e saggista, all’interno del corso di Linguistica generale del professor Davide Astori.

Esce oggi la nuova traduzione della Compagnia dell’Anello

Middle-earth mapCon un anno di ritardo – costellato di polemiche di cui non parleremo – giunge finalmente in libreria la nuova traduzione della Compagnia dell’Anello a firma di Ottavio Fatica e con la collaborazione dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani (AIST). Comunque la si pensi sull’argomento, si tratta di un evento fondamentale per la storia di Tolkien nel nostro paese, visto che per la prima volta l’opera del Professore viene affrontata con un’operazione editoriale di livello degno di un Classico della letteratura del Novecento. Non che la Rusconi – non prendiamo qui in considerazione l’edizione Astrolabio perché rimasta incompiuta – avesse presentato l’Opera in modo diminutivo, ma l’approccio editoriale era stato cauto e la storia della traduzione e della pubblicazione ne aveva inevitabilmente risentito, con la ormai famosa “incursione” di Quirino Principe che aveva radicalmente modificato, se in meglio o in peggio ancora si discute, la traduzione originale di Vittoria Alliata di Villafranca, risultando in un testo comunque pregevole, e per questo molto amato, ma non unitario, come testimoniato plasticamente, solo per dirne una, dal termine “Gnomi” comparso nella prima edizione del 1970 – ripreso dall’Astrolabio del 1967 – poi sostituito da “Elfi” nel 1974 con un “Mezzognomo” al posto di “Mezzoelfo” sopravvissuto (1) sino all’edizione del 2003 riveduta e corretta con la collaborazione della Società Tolkieniana Italiana (STI).

A 49 anni dalla pubblicazione della prima edizione, Bompiani, con un atto che meriterebbe rispetto anche solo per la dedizione all’Opera implicita nella scelta, per nulla obbligata, di cessare di dormire sugli allori di uno dei long seller più longevi della Storia, decide di investire su una nuova traduzione e, a rimarcare l’importanza del capolavoro di Tolkien, la affida a Ottavio Fatica, uno dei più grandi traduttori italiani nel cui curriculum figurano, tra gli altri, autori del livello di Rudyard Kipling, Herman Melville, Jack London, Robert Louis Stevenson e Joseph Conrad, ai quali, dato il contesto, è il caso di aggiungere Wystan Hugh Auden, che conosceva personalmente Tolkien per cui nutriva grande ammirazione al punto di farsene entusiasta sponsor nei confronti di lettori ed editori statunitensi. La scelta di un traduttore di tale peso non è certamente frutto del caso, ma, come accennato all’inizio, si inquadra evidentemente in un percorso volto a collocare Tolkien tra i Grandi del Novecento, liberandolo – finalmente, è il caso di dire – dai limiti di una peraltro poco fondata appartenenza di genere. Anche la scelta della controversa copertina “marziana”, come già accennato nell’articolo qui pubblicato il 30 settembre 2019, potrebbe essere l’espressione della suddetta volontà di “uscire dal genere”, che una copertina più “figurativa” non avrebbe rimarcato.

Passando alla traduzione, oltre all’indubbia qualità generale del risultato, è importante dal punto di vista tolkieniano la cura dedicata a due aspetti in particolare, ossia la resa dei nomi e quella dei registri linguistici. Sarebbe giusto anche parlare delle poesie, ma la cosa richiederebbe un tempo e uno spazio che al momento purtroppo non sono sufficienti.

Shaun Gunner: Tolkien Society? In Italia ce ne sono due

Tolkien SeminarShaun Gunner è il presidente della Tolkien Society dal 2013 ed è stato a capo del comitato organizzativo dell’evento per i 50 anni dell’associazione tenutosi a Birmingham quest’estate, Tolkien 2019. Volontario della Tolkien Society dal 2011, Gunner è particolarmente attento alla crescita dell’associazione, che si prefigge come obiettivo la diffusione delle opere scritte dal Professore oxoniense che ci ha regalato meravigliose visioni della Terra di Mezzo, aiutato anche dall’essere un professionista nel campo delle comunicazioni.
Durante l’evento Tolkien 2019 ha tenuto un intervento dal titolo Gandalf for President: the Politics of Tolkien ed ha anche gentilmente trovato il tempo per rilasciarci una breve intervista…

Iniziamo l’intervista inquadrando la questione: innanzitutto, cos’è la Tolkien Society e cosa fa durante l’anno?
Shaun Gunner: «La Tolkien Society è un’organizzazione culturale no profit che svolge attività di assistenza e solidarietà sociale, costituita secondo le leggi in vigore in Inghilterra e Galles, che si occupa di far conoscere al pubblico, e di promuoverne la ricerca, sulla vita e le opere di J.R.R. Tolkien. Fondata nel 1969, le nostre attività si sono allargate sempre più nel corso degli anni fino a includere il progetto Tolkien to the World, l’archivio storico, la borsa di studio Tolkien, e tutte le attività di promozione della società che comprendono gli eventi locali, la pubblicazione di articoli e servizi radiotelevisivi da parte dei media e i social network.
Durante l’anno organizziamo un certo numero di eventi ormai fissi come la Cena annuale, il Seminario, la Oxonmoot e naturalmente il Tolkien Toast e il Tolkien Reading Day, mentre pubblichiamo annualmente la rivista Mallorn e ogni due mesi il bollettino dei soci Amon Hen. Abbiamo appena celebrato il nostro 50esimo anniversario e continueremo a fare tutto questo per i prossimi 50 anni!».

Ci spieghi meglio: quando la società è stata fondata e quali sono state le relazioni con J.R.R. Tolkien e i suoi eredi?
«Certo: la Società è stata fondata esattamente nel novembre 1969 da Vera Chapman, nota appassionata conosciuta come Belladonna Took. In quegli anni l’editore inglese, Allen and Unwin, incoraggiò molto la società e la mise in contatto con lo scrittore. Così nel 1972 Tolkien accettò di divenire Presidente della Tolkien Society. Dopo la sua morte, la carica fu offerta al figlio Christopher, ma quest’ultimo declinò perché sentiva che giustamente quella carica appartenesse solo al padre. Così oggi, Tolkien rimane il Presidente Onorario in Perpetuo della società e sua figlia Priscilla è Vicepresidente. Durante tutti questi anni, diversi membri della famiglia dello scrittore hanno presenziato eventi o sostenuto attività della nostra società».

Capisco. Quindi, ci sono ancora contatti diretti e attivi con i membri della famiglia Tolkien?
«Sì, assolutamente».

Lei ha elencato tutti gli appuntamenti fissi della Tolkien Society durante l’anno. Ci faccia capire: il Seminario è il vostro evento più accademico, mentre la Oxonmoot è l’evento più ludico?
«In realtà sono entrambi eventi molto allegri! Entrambi hanno dei momenti più seri, ma la Oxonmoot è più dedicata alla condivisione che include feste, canti, giochi, quiz e laboratori; il Seminario non ha tutto questo. Il Seminario si concentra in un solo giorno di interventi accademici e si svolge proprio il giorno prima dell’International Medieval Congress di Leeds, ma anche in quell’occasione la giornata finisce al pub!».

Atti del convegno su Tolkien 2005Quanto importanti per la Tolkien Society sono i convegni internazionali da voi organizzati nel 2005, 2012 e 2019?
«Per noi sono momenti estremamente importanti perché sono una vera e propria celebrazione internazionale su Tolkien e su tutto il fandom a lui legato. Nel 2005 abbiamo celebrato il 50 anni della pubblicazione de Il Signore degli Anelli e nel 2012 i 75 anni de Lo Hobbit, ma per il nostro anniversario abbiamo voluto fare onore alla nostra storia e ai suoi contributi in tutti questi anni. Per questo per noi è stato importante avere avuto ospiti che sono cresciuti con la società e per gli appassionati di Tolkien è stato importante aver avuto la possibilità di incontrarsi e festeggiare tutti insieme. La cosa più bella di quest’anno è che ho potuto festeggiare con persone che non vedevo da sette anni. È stato fantastico!».

Qual è il rapporto tra la Tolkien Society e le altre Tolkien Society nel mondo?
«Noi lavoriamo con uno spirito di cooperazione con tutte le Tolkien Society, anche quelle che hanno un diverso nome. Sappiamo inoltre che molti membri di altre società tolkieniane sono anche membri della Tolkien Society, come con voi. Però non cerchiamo mai di governarle o dirigerle in un qualunque modo: spetta ai lettori di Tolkien in ogni paese decidere le proprie strutture. Siamo sempre desiderosi di supportare e aiutare le altre società tolkieniane nel miglior modo possibile».

Può esserci più di una società riconosciuta per ciascun paese, come avviene in Italia?
«Sì, naturalmente. Anche la Svezia ne ha due – Mithlond di Göteborg e Forodrim di Stoccolma – e nel Regno Unito stesso, oltre la nostra società abbiamo anche Minas Anor a Cambridge e Taruithorn a Oxford [è la società studentesca dell’Università di Oxford]».

Roberto Arduini, Andrew Higgins, Dimitra Fimi, Claudio TestiL’AIST – Tolkien Society of Italy, in quanto membro corporativo della Tolkien Society, può fare qualcosa per aiutare la sua casa madre?
«Naturalmente! La cosa che ci aiuta di più è promuovere la conoscenza di Tolkien il più possibile. Certo, se più membri dell’AIST fossero membri della Tolkien Society o – oltre ai Seminar e ai convegni internazionali – venissero anche alla Oxonmoot sarebbe fantastico, ma noi lo facciamo per Tolkien».

Cosa si aspetta dalla serie TV prodotta da Amazon?
«Ha! Non so più di quanto sia pubblico, ma spero di vedere una fantastica realizzazione degli eventi della Seconda Era, incentrati sulla regione dell’Eregion e sulla forgiatura degli Anelli e la guerra contro Sauron. Penso che questo possa essere reso in maniera magnifica, e spero che lo sia!».

Cosa pensi dello sviluppo degli studi tolkieniani? Può esserci una crescita futura?
«Ovviamente sì! Abbiamo appena iniziato a dipanare il bandolo della matassa degli studi su Tolkien. Guardate quanti dottorandi e ricercatori ci sono in giro che vogliono fare studi comparativi di Tolkien con altri autori, esaminare il suo uso dell’invenzione del linguaggio o l’impatto delle sue opere sui lettori. Inoltre, Tolkien continua a evolversi per i lettori con pubblicazioni postume e ulteriori adattamenti, quindi ci saranno sempre nuove cose di cui parlare».

Tolkien SocietyQual è il prossimo progetto della Tolkien Society?
«Dopo un anno come il 2019, probabilmente un periodo di riposo! Ma più seriamente, stiamo guardando alla Oxonmoot del prossimo anno e a come possiamo impegnarci al meglio con i tantissimi soci internazionali che abbiamo. Seguite il nostro sito web per saperne di più su queste attività future!».

Grazie per la disponibilità!
«Grazie a voi per tutto quel che fate: le notizie sulle attività dell’AIST arrivano fino a qui da noi e sono tutte bellissime! Un saluto ai vostri soci e ai lettori di Tolkien in Italia».

ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Tolkien 2019, è boom degli studiosi italiani
– Leggi l’articolo Nel 2019 festa dei 50anni per la Tolkien Society

LINK ESTERNI:
– Vai al sito della Tolkien Society

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