Si era già scritto a proposito del progetto della casa editrice Eterea edizioni per il mese di aprile 2021. Dopo il successo di Tolkien e i Classici, che ha portato alla pubblicazione di due volumi molto apprezzati in Italia e all’estero. La casa editrice, in collaborazione con il Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni” di Velletri e le università di Palermo e Parma, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, aveva bandito una call for papers per un convegno dal titolo «Tolkien e l’Antichità Classica», che si terrà, in forma telematica, su tre giornate il prossimo mese, intorno al tema dei rapporti che J.R.R. Tolkien ebbe con le opere classiche. Le tre giornate seminariali intendono far luce sul rapporto tra gli scritti di Tolkien e la letteratura dell’Antichità Classica, condividendo nuovi approcci metodologici ed epistemologici in una prospettiva diacronica, globale e interdisciplinare.
Le risposte sono state così tante che si è dovuto procedere a una attenta selezione per giungere a un programma che fosse il più ampio e rigoroso possibile, dovendo però rinunciare a un gran numero di proposte interessanti perché meno a fuoco sulla tematica richiesta. Questo però ha portato a una sintesi molto concentrata sulle fonti classiche e a una divisione delle Giornate di Studi Tolkieniani in tre momenti diversi ma ognuno di grande valore e interesse.
Si inizierà venerdì 9 aprile, dalle 16,00 alle 19,30, con un seminario di avviamento alla ricerca per studenti universitari: Nel cantiere del Bardo. Introduzione all’analisi delle opere di Tolkien. Nella prima parte le lezioni di studiosi affermati hanno lo scopo di inquadrare la materia e dare un modello per uno studio analitico dei testi dello scrittore inglese: interverranno Claudio Antonio Testi e Lorenzo Gammarelli e poi lo scrittore Wu Ming 4, tutti soci dell’AIST e studiosi con numerose pubblicazioni alle spalle. Seguiranno contributi di studenti universitari e laureati con ampi margini di discussione.
Il venerdì 16 aprile, dalle 16,00 alle 19,30, sarà invece dedicato a una Giornata di studi di letterature comparate: In dialogo con Tolkien. Da Sofocle a Dante: modelli, figure e archetipi. I cinque relatori in questo caso si concentreranno in presentazioni comparatistiche tra l’autore de Il Signore degli Anelli e diversi autori classici, con approcci anche all’agiografia, la filosofia e la cosmologia dei testi in esame. Le esposizioni mirano a suscitare un ampio dibattito che seguirà ogni intervento.
Il venerdì 23 aprile, dalle 16,00 alle 19,30, infine sarà la volta del convegno vero e proprio: La musica degli Ainur e il canto delle Muse. Tolkien e la letteratura classica. Il pomeriggio vedrà la partecipazione di quattro dottori di ricerca che illustreranno le proprie tesi su tematiche che spazieranno dall’Odissea alle fonti cinquecentesche, dalla storiografia latina all’agiografia cristiana in una panoramica a tutto tondo sull’uso delle fonti da parte del grande scrittore inglese, con una riflessione finale sui possibili sviluppi dei tanti spunti messi in campo da tutte e tre le giornate.
Il progetto di queste Giornate di Studi Tolkieniani mira però a divenire annuale e prevede una pubblicazione. Infatti, gli interventi che supereranno una selezione con peer review saranno poi raccolti nel volume unico degli Atti che servirà a diffondere la riflessione su come le fonti classiche sia stato un proficuo e continuo stimolo nella stesura delle opere sulla Terra di Mezzo.
Le Giornate si svolgeranno su Zoom e sono ad accesso gratuito. Tutti gli interessati sono invitati a presentare una richiesta entro il giorno prima di ogni giornata al seguente indirizzo di posta elettronica: roberto.arduini@jrrtolkien.it . L’accesso sarà consentito da un quarto d’ora prima fino all’inizio delle relazioni. Qui di seguito il programma definitivo.


















![Sessione di gioco di ruolo [Da Wikipedia]](https://www.jrrtolkien.it/wp-content/uploads/2011/07/Sessione-di-gioco-di-ruolo-300x225.jpg)







Un anno fa esatto, se ne andava il custode della Terra di Mezzo.
il mondo quando arriverà l’inverno senza una primavera che non vedrò mai». È l’epitaffio scelto dalla famiglia per il necrologio pubblicato su Le Monde e, come tutto nella vita di Christopher, rimanda alla Terra di Mezzo. È un verso della poesia che Bilbo Baggins canta a Rivendell la sera prima che la Compagnia dell’Anello si metta in marcia. Bilbo canta la poesia dopo aver dato a Frodo la cotta di maglia in mithril e la spada Pungolo. La poesia è un brano cantato da uno hobbit ormai vecchio che ricorda gli eventi passati e si conclude con la speranza di vedere tornare gli amici dal loro viaggio, di sentire il suono «di piedi e le voci che ritornano alla porta». In questo caso, chi parte per la Terra di Mezzo è Christopher per un viaggio in cui non vedrà mai la prossima primavera…


