Nell’anno di Parma Capitale della cultura italiana, la Lonely Planet pubblica una nuova guida tutta dedicata all’Emilia Romagna. E tra le sue pagine c’è l’invito a visitare Dozza e La Tana del Drago!!! La Bibbia dei viaggiatori dedica un box in evidenza nella sezione dedicata a Imola e dintorni, alla scoperta delle meraviglie dell’area metropolitana di Bologna.
Cinque autori (Adriana Malandrino, Piero Pasini, Rossana Cinzia Rando, Remo Carulli e Denis Falconieri) hanno percorso la regione per raccontare, in 448 pagine, le molte occasioni che la Regione Emilia Romagna offre al turista. L’ospitalità della gente, una cucina genuina, affascinanti città d’arte e una grande varietà di offerta sono le caratteristiche che gli autori hanno voluto evidenziare nelle prime pagine della pubblicazione. «Dell’Italia nel mondo si parla troppo spesso – dichiara Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia – per sottolineare i suoi difetti. Ma tutti ci invidiano la cosiddetta Italian way of life. L’Emilia Romagna rappresenta da sempre questa idea positiva di Italia. Per questo è stato un piacere raccontarla, nella nostra guida. Speriamo che tanti italiani abbiano piacere di leggerla per conoscere meglio la terra in cui vivono. Premessa fondamentale per amarla e valorizzarla».
L’Emilia-Romagna è una terra autentica e sincera, proprio come lo sono i consigli di viaggio sui quali Lonely Planet ha costruito dagli anni ’70 la sua credibilità e fama. Il box dedicato a Dozza è intitolato Il borgo dei murales facendo riferimento naturalmente alla fama dovuta alla splendida Biennale del Muro Dipinto. Ma ecco come è descritto il borgo e le sue tante attività. «Da oltre 20 anni il borgo di Dozza, circa 40 km a sud di Bologna, è una galleria d’arte a cielo aperto grazie alla Biennale del Muro Dipinto (www.fondazionedozza.it), che riempe la città di murales colorati, opera di tanti artisti importanti. Da visitare anche la Rocca, con il museo (0542678240; www.fondazionedozza.it; interi ridotti euro 5/4; orari 10-12,30 e 14,30-18,30 lun-sab, 10-19 domenica in estate) e l’Enoteca Regionale (0542367700; www.enotecaemiliaromagna.it; orari 10-12,30 e 14,30-19 mar-ven, 9,30-13 e 14,30-19 sab e dom). Nel 2018 è nato inoltre un centro studi dedicato a J.R.R. Tolkien e all’arte fantasy. La Tana del Drago (https://tanadeldrago.jrrtolkien.it) che propone mostre con visite guidate su prenotazione, conferenze, seminari e serate di giochi da tavolo e di ruolo. Negli anni pari, a Dozza si tiene Fantastika (www.fantastikadozza.com), la biennale di lllustrazione fantastica».
E fu così che La Tana del Drago e Fantastika sono finite sulle guide turistiche! Non è una notizia da poco e, nel nostro piccolo, è una cosa di cui andare orgogliosi. Se volete sapere molto di più su Tolkien, quindi, venite a visitare La Tana del Drago oppure preparatevi per Fantastika, che quest’anno si svolgerà il 19 e il 20 settembre 2020.
ARTICOLI PRECEDENTI:
– Leggi l’articolo Dozza, inaugurata la mostra sui draghi!
– Leggi l’articolo Apre la Tana del Drago: corsi, mostre e giochi
– Leggi l’articolo Crowdfunding per la Tana: 9853 grazie!
– Leggi l’articolo 21/5, ultimo giorno del crowdfunding
– Leggi l’articolo Per la Tana del Drago un aiuto dalla Spagna
– Leggi l’articolo Avvista il Drago, il contest fotografico
– Leggi l’articolo 5000 volte grazie, ma è solo l’inizio!
– Leggi l’articolo Crowdfunding col botto: aiutaci anche tu!
– Leggi l’articolo Casa Tolkien: grazie a voi può divenire realtà
– Leggi l’articolo Una casa per Tolkien nascerà a Dozza
LINK ESTERNI:
– Vai al sito della collana Lonely Planet
– Vai al sito della Fondazione Dozza
– Vai al sito di Fantastika
– Vai al sito della La Tana del Drago
– Vai al sito dell’Enoteca Regionale
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Uno dei motivi per cui Il Signore degli Anelli possiede quell’unico e inconfondibile “sapore” di realtà, è la raffinatezza ed il dettaglio della cronologia: ogni mossa della Compagnia dell’Anello prima, e dei singoli personaggi più tardi, avviene in una ben precisa data sincronizzata con tutte le altre. I più appassionati ricordano certamente a memoria le date più importanti: il 22 settembre, compleanno di Bilbo e Frodo; il 25 dicembre, la Compagnia lascia Granburrone; il 25 marzo, l’Anello viene distrutto. J.R.R. Tolkien però non si limitò a inventare storie, continenti, popoli e linguaggi: inventò anche calendari con i quali contare lo scorrere del tempo, diversi per ogni popolo. Ecco perché, in quelle date, si assiste spesso a litigi, o quanto meno dibattiti, fra gli appassionati tolkieniani più “integralisti”: il compleanno di Bilbo e di Frodo cade il 22 settembre, oppure il 22 “uccellaio” (che corrisponde in realtà al nostro 13 settembre circa)?
Quanta roba!!! È questa l’impressione che si ha scorrendo l’elenco delle attività dedicate a J.R.R. Tolkien che si sono svolte in Italia nel 2019. La nostra penisola è stata scossa da nord a sud da ogni sorta di evento che la passione per le opere dello scrittore inglese sanno suscitare. A uno sguardo d’insieme, la notizia è molto positiva. E qualche riflessione si può fare fin da subito.
Tolkien in Francia è sempre più popolare e anche l’editoria si adegua. «È giunto il momento di fare un annuncio, che immagino delizierà tutti i fan e i lettori appassionati di Tolkien: presto inizieremo una nuova traduzione del Silmarillion!». Con queste parole durante un’intervista, Clément Ribes, nuovo direttore editoriale a capo delle edizioni di Christian Bourgois, ha fatto sapere che la prossima impresa della casa editrice sarà la nuova traduzione del Silmarillion. Questo annuncio non è che l’ultimo di una lunga serie di novità che, mentre da un lato ha, per così dire, messo in pari i lettori francesi con le opere dello scrittore inglese, dall’altro sta regalando loro una nuova primavera piena di continue delizie! Sarà forse il successo della mostra Tolkien, Voyage en Terre de Milieu alla Biblioteca Nazionale Francese, aperta il 22 ottobre (eravamo presenti all’anteprima e qui potete leggere
Sarà l’onda lunga provocata dalle nuove traduzioni delle opere dell’autore, l’ultima in ordine di tempo quella de
Era già stato
tradotte in inglese le raccolte di saggi degli studiosi dell’AIST (quattro libri per la Walking Tree Publishers: The Broken Scythe: Death and Immortality in the Works of J.R.R. Tolkien, Tolkien and Philosophy, Pagan Saints in Middle-earth e Tolkien and the Classics); dopo avere fondato un soggetto editoriale specializzato con già tre libri all’attivo (Eterea Edizioni); viene naturale dare continuità a questo percorso tramite una rivista.
Non si ferma il progetto Aubusson tisse Tolkien, nato nei grandi atelier della
Come “suonano” le poesie del Signore degli Anelli?
Per altro, fino al 1977, quando venne dato alle stampe Il Silmarillion, le poesie del Signore degli Anelli sono state pressoché l’unica fonte per conoscere quei miti. Sono storie che, nella finzione del racconto, vengono tramandate soprattutto oralmente e dunque hanno bisogno del supporto di “bardi” e “aedi” con buona memoria e buona voce. L’indicazione è chiara, infatti: la poesia andrebbe letta a voce, come fosse un canto. E allora ecco un cantante che mette a disposizione la propria di voce, per farci sentire come “suonano” le poesie di Tolkien nella traduzione di un poeta traduttore.
Tanto tuonò che piovve. Sono state così tante le richieste di ascoltare il nuovo traduttore de Il Signore degli Anelli, il cui primo volume è stato pubblicato da Bompiani il 30 ottobre scorso, che alla fine ci saranno ben due occasioni! Giovedì 12 dicembre alle 14.30 nell’Aula Magna dell’Università di Parma e venerdì 13 dicembre alle ore 15 presso la Biblioteca Passerini-Landi di Piacenza. Sono appuntamenti da non perdere per gli appassionati lettori di J.R.R. Tolkien che potranno così togliersi tutte le curiosità sulla nuova traduzione del capolavoro dello scrittore.
Dicembre ci porta l’ultimo TolkienLab del 2019: prima di avviarci alla pausa natalizia (a cui nella primavera 2020 seguirà un nuovo calendario di incontri), l’
Sono passati quasi dieci anni dal primo convegno internazionale su Tolkien tenutosi in Italia. Avvenne in quel di
Tolkien è un classico della letteratura del Novecento e la nuova traduzione lo dimostra. Il lavoro di Ottavio Fatica, che ha ritradotto Il Signore degli Anelli per Bompiani, di cui
Non arrivano buone notizie per gli appassionati tolkieniani di giochi di ruolo: la
Dopo
Prosegue la collaborazione dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani con il
dall’Associazione di Studi e Ricerche valsusini Segusium, ha per tema La natura animata: cerimonie, feste, tradizioni attraverso tempi e culture. Da notare che l’università di Torino non è nuova a tematiche legate alla letteratura fantastica: si è appena concluso l’articolo
Dopo il
Siccome molti amici mi hanno chiesto se “mi piace” la nuova traduzione de La Compagnia dell’Anello e vedendo in giro una gran confusione (sia concettuale che “sociale”) ho deciso di scrivere questo articolo per:
Un pomeriggio tutto dedicato a J.R.R. Tolkien, padre della letteratura fantastica mondiale. Dopo tante richieste, l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani ha deciso di scendere al sud per una serata tutta dedicata allo scrittore inglese. Si potrà così approfondire il suo rapporto con la cultura vichinga alla storia editoriale in Italia delle sue opere, soffermandosi in particolare sulla traduzione. Ma sarà anche l’occasione per incontrare i tanti appassionati de Il Signore degli Anelli. Vi aspettiamo
A giugno scorso avevamo dato notizia della nascita di uno smial regionale che mira a ospitare tutti gli appassionati di J.R.R. Tolkien in Sardegna. Con il nome S’Arda – Smial Tolkien della Sardegna si sono così uniti i due smial provinciali attivi sull’isola: gli
Sabato 16 novembre si prospetta un sabato tolkieniano, in Emilia e in Toscana: ci aspettano due conferenze tolkieniane, il secondo appuntamento autunnale con i TolkienLab a Modena e Dalla Grande Guerra alla Guerra dell’Anello a Pistoia, entrambe incentrate sul rapporto tra Tolkien e la guerra. La prima, intitolata La guerra nella Terra di Mezzo, tratterà gli scontri armati rappresentati nelle opere di Tolkien, mentre la seconda si focalizzerà su come la guerra segnò la gioventù dello scrittore, il quale visse in prima persona la prima guerra mondiale, durante la quale combatté tra i fucilieri del Lancashire.
«Con Tolkien, ieri, oggi e per sempre» è il titolo dell’incontro che si è tenuto sabato 9 novembre alle ore 18, presso il Salone del Mutilato in viale Regina Margherita 19 a Siracusa. L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale “Popolo e Nazione” ha visto la Lectio magistralis del professor Marco Leonardi, docente di storia medievale all’Università di Catania. Tra gli altri relatori, hanno portato il loro contributo anche l’on. Gaetano Galvagno, l’avvocato Giuseppe Napoli e l’avvocato Paolo Cavallaro e moderato l’incontro Ivano Tarquini.
All’Università di Torino quest’anno si possono studiare le lingue immaginarie. Grazie ai docenti Simone Bettega, Elisa Corino e Roberto Merlo è infatti stato attivato per l’anno accademico 2019/2020 il workshop «Conlanguages e linguistica. Descrivere, analizzare, inventare lingue per universi finzionali». Così, le lingue inventate dal fantasy sono già diventate ampiamente materia di studio nelle Università straniere, negli Stati Uniti soprattutto, mentre in Italia è l’ateneo di Parma che già da alcuni anni si distingue per il suo interesse nei confronti delle lingue costruite da Tolkien, in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, a cominciare dal
Con un anno di ritardo – costellato di polemiche di cui non parleremo – giunge finalmente in libreria la nuova traduzione della Compagnia dell’Anello a firma di Ottavio Fatica e con la collaborazione dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani (AIST). Comunque la si pensi sull’argomento, si tratta di un evento fondamentale per la storia di Tolkien nel nostro paese, visto che per la prima volta l’opera del Professore viene affrontata con un’operazione editoriale di livello degno di un Classico della letteratura del Novecento. Non che la Rusconi – non prendiamo qui in considerazione l’edizione Astrolabio perché rimasta incompiuta – avesse presentato l’Opera in modo diminutivo, ma l’approccio editoriale era stato cauto e la storia della traduzione e della pubblicazione ne aveva inevitabilmente risentito, con la ormai famosa “incursione” di Quirino Principe che aveva radicalmente modificato, se in meglio o in peggio ancora si discute, la traduzione originale di Vittoria Alliata di Villafranca, risultando in un testo comunque pregevole, e per questo molto amato, ma non unitario, come testimoniato plasticamente, solo per dirne una, dal termine “Gnomi” comparso nella prima edizione del 1970 – ripreso dall’Astrolabio del 1967 – poi sostituito da “Elfi” nel 1974 con un “Mezzognomo” al posto di “Mezzoelfo” sopravvissuto
Louis Stevenson e Joseph Conrad, ai quali, dato il contesto, è il caso di aggiungere Wystan Hugh Auden, che conosceva personalmente Tolkien per cui nutriva grande ammirazione al punto di farsene entusiasta sponsor nei confronti di lettori ed editori statunitensi. La scelta di un traduttore di tale peso non è certamente frutto del caso, ma, come accennato all’inizio, si inquadra evidentemente in un percorso volto a collocare Tolkien tra i Grandi del Novecento, liberandolo – finalmente, è il caso di dire – dai limiti di una peraltro poco fondata appartenenza di genere. Anche la scelta della controversa copertina “marziana”, come
Shaun Gunner è il presidente della
Ci spieghi meglio: quando la società è stata fondata e quali sono state le relazioni con J.R.R. Tolkien e i suoi eredi?
Quanto importanti per la Tolkien Society sono i convegni internazionali da voi organizzati nel 2005, 2012 e 2019?
L’AIST – Tolkien Society of Italy, in quanto membro corporativo della Tolkien Society, può fare qualcosa per aiutare la sua casa madre?
Qual è il prossimo progetto della Tolkien Society?
Ho avuto l’onore, in qualità di presidente dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, di essere invitato all’anteprima per le autorità di domenica 20 ottobre e al vernissage di lunedì 21 della grande mostra Tolkien, Voyage en Terre de Milieu. Ecco il racconto del mio viaggio. Quel che colpisce sono le dimensioni della mostra: ben 1000 metri quadrati di spazio espositivo, con più di 300 pagine e ben 200 illustrazioni (quasi tutti gli oggetti in mostra a Oxford, ma anche manoscritti inediti provenienti dalla Marquette University e non solo) e una serie di venti illustrazioni originali appositamente realizzate da Alan Lee. L’impressione è enorme, specialmente con l’inclusione dei quattro arazzi provenienti da Aubusson, che bisogna proprio di vedere di persona. La Marquette non ha mai prestato così tante pagine di manoscritti a un’altra istituzione dalla morte di Tolkien nel 1973: la BnF ha preso in prestito oltre cinque volte il numero di manoscritti che erano in mostra a Oxford e New York. «Per noi è un evento particolare», ha spiegato durante l’anteprima Frédéric Manfrin, curatore della mostra assieme a Vincent Ferré, «la Bibliothèque Nationale non conserva nessun manoscritto di Tolkien, e questa è la prima rassegna dedicate a un autore non francese tenuta presso la Biblioteca Nazionale da quando è stata istituita nel 1461».
Baillie Tolkien, prima moglie di Christopher ha preso poi la parola a nome degli eredi per confermare l’eccezionalità dell’evento: «Quando Richard Ovenden mi ha informato del progetto della mostra alla Biblioteca nazionale di Francia, sono stata felicissima. Ero a conoscenza del valore nazionale del luogo e dell’alto livello della mostra. Mi è sembrato subito naturale che un simile evento fosse ospitato in un luogo del genere, anche perché, vivendo in Francia, siamo consapevoli di come qui la cultura sia tenuta in grande conto. Ho inoltre trovato molto gratificante un simile riconoscimento di Tolkien in Francia: qui la sua opera è trattata in maniera molto seria, senza eccentricità, e la mostra rispetta questa prospettiva culturale. Sono felice del grande rispetto con cui viene curata l’eredità letteraria di J.R.R.Tolkien, a ogni livello dell’esposizione». In conclusione, Vincent Ferré ha ringraziato i promotori dell’idea: «Ho lavorato per 3 anni e mezzo insieme a questi 3 hobbit, cresciuti al ritmo delle storie di Tolkien: oltre a Manfrin, Thierry Grillet, che è all’origine del progetto nel 2016 (ma ricordo che Richard Oveden della Bodleian Library ci stava già pensando nel 2014)».