Signore degli Anelli, le edizioni in tre volumi

Rusconi 1974Dal 1970 a oggi, si sono alternane ben 14 edizioni in tre volumi de Il Signore degli Anelli. In questo computo non è compresa l’edizione Astrolabio de La Compagnia dell’Anello, che pur presentando correttamente una mappa della Contea, ha il limite di essersi interrotta dopo questo volume. In generale, si può dire che l’edizione del capolavoro di Tolkien in tre volumi in Italia è sempre stata considerata dai suoi stessi editori una operazione da fare in economia per quei lettori «deboli»: i non appassionati di Tolkien che volevano saperne di più, quelli a cui il volume unico spaventava per le sue 1500 pagine, quelli che volevano tentare la lettura pronti però a interromperla se non di loro gradimento e, infine, per chi non voleva o non poteva spendere troppi soldi tutti insieme. Ecco perché l’edizione in tre volumi è sempre stata quella economica, con copertina in brossura, senza mappe e a un prezzo contenuto. Per tutti questi motivi Rusconi inaugurò questo versione divisa de Il Signore degli Anelli solo dopo che il libro in volume unico, pubblicato per la prima volta nel 1970, aveva avuto modo di vendere e probabilmente di far rientrare degli investimenti fatti. Rusconi 1993La prima edizione in tre volumi fu, infatti, pubblicata da Rusconi soltanto nel 1974 nella collana Biblioteca Rusconi e per molto tempo fu l’unica disponibile. Se si esclude una ristampa del primo volume nel 1977, per quasi 20 anni non se ebbero altre edizioni in tre volumi. Solo nel 1993 Rusconi mise mano a una nuova versione, con l’edizione in tre volumi pubblicata nella collana Rusconi Libri. La stessa identica edizione venne poi ristampata nel 1997-8 con l’unica modifica della copertina, che perse l’illustrazione e divenne tutta verde. Quindi, in 30 anni di storia editoriale, tre edizioni Rusconi. E nessuna di esse presentava le mappe della Terra di Mezzo.

Cde 1987Ben diverso il discorso delle edizioni «su licenza», cioè quelle edizioni cedute a diverse club di lettura, che mettevano a disposizione l’opera di Tolkien ai propri abbonati. Si trattava di tirature molto più limitate, ma essendo per lo più pensate come strenne di Natale per gli abbonati, anche le edizioni in tre volumi de Il Signore degli Anelli erano particolari. Ecco il motivo per cui tutte e tre le edizioni in tre volumi «su licenza» hanno una grande mappa, di solito fuori testo. Si tratta dell’edizione Club Degli Editori del 1987 con volumi rilegati in tela di colore rosso e caratteri di copertina color oro, dell’edizione Euroclub del 1990-1 con volumi rilegati con sovraccoperta e dell’edizione Edizione Club del 1993 con volumi rilegati in tela di colore blu e caratteri di copertina color oro. Essendo edizioni di pregio aveva spesso qualcosa in più: quella del 1987 faceva parte di un cofanetto con altri libri e tre mappe allegate, mentre quella del 1993 presentava la Mappa della terra di Mezzo stampata in seconda e terza pagina di tutti e tre i volumi, mentre ne La Compagnia dell’Anello la mappa era presente anche nell’ultima pagina. Per dovere di cronaca, bisogna segnalare anche una edizione scolastica del 1982-3 realizzata dall’Istituto Geografico De Agostini, ma visto lo scopo didattico, non aveva alcuna mappa.

Bompiani 2002Per quanto riguarda le edizioni Bompiani, è cambiata la frequenza, non la considerazione. Se, infatti, in 20 anni si sono avute ben 6 edizioni in tre volumi, per i primi anni al ritmo di una ogni due anni, ma la fattura in generale è stata sempre quella economica, a parte una eccezione. L’edizione del 2000 di Bompiani, collana I Grandi Tascabili, era in brossura e giustamente motivata dal cambio di editore. Quella del 2002-2003, collana I libri di Tolkien, rappresenta l’unica eccezione, essendo pubblicata in una edizione cartonata di color bianco con sovraccoperta. A seguire, quella del 2005, collana Tascabili Bompiani, aveva l’esigenza di recepire la traduzione riveduta e corretta del volume unico del 2003. Da questo momento iniziano ad accadere cose strane:

  • Il Signore degli Anelli: Serie Orointanto, con l’edizione riveduta e corretta dal 2003 erano sparite incomprensibilmente una ventina di righe nel finale del capitolo Molti Incontri. Questo errore è presente in tutte le successive edizioni Bompiani, ma NON è presente stranamente nella edizione del 2007 in tre volumi, nella collana Serie Oro, con copertina rigida bianca con sovraccoperta argento lucido. Questa edizione, annunciata da Bompiani come una «preziosa edizione rilegata con copertina in lamina», in realtà è un tascabile economico venduto al prezzo di 6 euro a volume. Il testo recepisce quello proposto nella edizione RCS del 2005 in abbinamento con Il Corriere della Sera per la collana Rosso Fantasy. Tra l’altro, queste due edizioni sono le uniche in tre volumi a contenere anche la mappa della Contea (nella versione di Bisaro). oltre alla mappa della Terra di Mezzo, che però stampata su due pagine interne, è aggiornata nei nomi già rivisti nel corpo del testo (quale Porti Grigi in sostituzione di Rifugi Oscuri). Dato il formato tascabile del libro, chiunque non fosse dotato di una buona vista, potrebbe essere costretto a ricorrere a una lente d’ingrandimento, per apprezzare le scritte sulla mappa. E fra le didascalie campeggia inspiegabilmente, nella traduzione precedente, l’aberrazione: «Questo era anticamente il Reame degli Stregoni di Angmar», che è evidentemente sfuggito ai curatori. Nel complesso, si può avere il testo integrale a un prezzo davvero contenuto (anche se ormai, come tutte le altre, è difficilmente reperibile nei mercatini dell’usato o su Ebay), ma soprattutto la Serie Oro è assai brutta e ridotta all’osso in maniera fastidiosa. È ottimale solo se si desidera una copia «da battaglia».
  • Il Signore degli Anelli: Angoli smussatiUlteriore stranezza, la successiva edizione Bompiani del 2012 in 3 volumi, collana I Libri di Tolkien – I Grandi Tascabili, in brossura, con gli angoli smussati e copertina nera, realizzata con materiale decisamente molto economico. La stranezza è che questa edizione per i primi anni non conteneva le famose 20 righe mancanti di Molti Incontri, che sono state re-integrate soltanto a partire dalla sua ristampa dell’ottobre 2014.

Insomma, tutte le edizioni Bompiani in tre volumi hanno molti difetti fino alla fine del 2014, quindi bisogna fare molta attenzione nella scelta dei libri da acquistare, anche se l’assenza de Il Signore degli Anelli in libreria in questi ultimi mesi ha fatto schizzare alle stelle i prezzi per tutti questi libri, anche quelli di fattura più scadente.

La creazione dell’Unico Anello (seconda parte)

Copertina GioielliContinuiamo la seconda parte dell’approfondimento sulla creazione dell’Unico Anello nelle opere di J.R.R. Tolkien. L’articolo fa parte della rubrica «Tolkien’s Jewels» curata da Thomas Lorenzoni, orafo fiorentino ed esperto tolkieniano. La prima parte la si può leggere qui: La creazione dell’Unico Anello (prima parte). In precedenza erano stati pubblicati i seguenti articoli per inquadrare l’argomento da un punto di vista storico e tecnico, oltre che letterario: Tra anelli e gioielli nella Terra di Mezzo e L’Unico Anello e Vilya nei film di Peter Jackson.

Pubblicati I Quaderni di Arda e c’è un bonus

Quaderni di ArdaEra già stato annunciato a luglio scorso ed ora è realtà. Il primo numero della nuova rivista di studi tolkieniani I Quaderni di Arda è finalmente pubblicato in cartaceo. Dopo una pausa forzata dovuta all’emergenza sanitaria, che ha portato a uno slittamento da febbraio a giugno della stampa in tipografia, il volume è ora pronto a essere spedito ai lettori che lo hanno comprato. La pausa ha permesso di aggiungere anche un piccolo bonus, la sezione Extra. Insomma, un volume cartonato di ben 348 pagine tutto contenuti! Per averlo si può andare sul sito della casa editrice per avere a casa una copia che sarà inviata direttamente al proprio indirizzo. Frutto di un duro lavoro di coordinamento e crescita della consapevolezza che gli studi tolkieniani in Italia hanno ormai raggiunto la maturità, la nuova rivista punto molto sulla interdisciplinarità, per andare oltre i confini propri che le opere di J.R.R. Tolkien suscitano nella comunità internazionale. Altro scopo di questa nuova iniziativa culturale è anche quello di consolidare il  percorso che dal 2005 a oggi ha portato a un radicale cambio d’approccio a un autore come Tolkien nel nostro paese. Dopo avere tradotto e pubblicato le pietre miliari della saggistica straniera (più di una dozzina di titoli nella collana “Tolkien e dintorni” della casa editrice Marietti 1820); dopo avere portato in Italia alcuni tra i principali studiosi internazionali facendoli partecipare a cinque convegni insieme ad accademici italiani e a svariate conferenze (Tom Shippey, Verlyn Flieger, Thomas Honegger, Christopher Garbowsky, Allan Turner, Mark Atherton, Patrick Curry, Edouard Kloczko); dopo avere sviluppato la sinergia con Bompiani, curando le edizioni del Cacciatore di draghi e di Fabbro di Wootton Major,
Quaderni di Ardanonché la ritraduzione delle Lettere 1914-1973 e del Ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, e promuovendo la nuova traduzione del Signore degli Anelli; avviato la ritraduzione delle opere di Tolkien (tre nuove edizioni per Bompiani); dopo avere visto tradotte in inglese le raccolte di saggi degli studiosi dell’AIST (quattro libri per la Walking Tree Publishers: The Broken Scythe: Death and Immortality in the Works of J.R.R. TolkienTolkien and PhilosophyPagan Saints in Middle-earth e Tolkien and the Classics); dopo avere fondato un soggetto editoriale specializzato con già tre libri all’attivo (Eterea Edizioni); viene naturale dare continuità a questo percorso tramite una rivista.

Tolkien Studies, rivelati i contenuti del num. 17

Tolkien Studies 15 - 2018Sono stati annunciati i contenuti del diciassettesimo volume della rivista Tolkien Studies: A Scholarly Annual Review. Come sempre da qualche anno, la pubblicazione del periodico edito dalla West Virginia University Press è avvenuta in duplice formato: cartaceo con copertina flessibile e sul sito Project MUSE. Questo numero della rivista è molto corposo con moltissimi saggi interessanti e proviamo a evidenziarne qualcuno. Si parte sicuramente con il saggio che Wayne G. Hammond e Christina Scull dedicano a Christopher Tolkien, il figlio ed esecutore letterario dello scrittore inglese, scomparso all’età di 96 anni, il 15 Gennaio 2020 dopo una vita dedicata alla curatela e alla pubblicazione delle opere del padre. I due studiosi scrivono un breve necrologio di Christopher Tolkien raccontando i punti più importanti della sua carriera accademica ed editoriale. Fa il verso a una bellissima opera di James Joyce il saggio del “nostro” Peter Grybauskas con A Portrait of the Poet as a Young Man: Noteworthy Omission in The Homecoming of Beorhtnoth Beorhthelm’s Son, in cui affronta il tema delle continue revisioni e delle molte omissioni che lo stesso Tolkien nelle lettere nota essere spesso prese «per esigenze di ritmo e focalizzazione narrativa». Nella nutrita sezione delle recensioni, John D. Rateliff appare in due vesti differenti, come recensore del volume Tolkien’s Lost Chaucer, di John M. Bowers e come recensito in quanto curatore del volume A Wilderness of Dragons: Essays in Honor of Verlyn Flieger, a cura di John D. Rateliff, recensito da Matthew A. Fisher. L’autorevole Janet Brennan Croft, autrice presso la Rutgers University e direttrice responsabile della rivista Mythlore, critica il volume Tolkien’s Library: An Annotated Checklist di Oronzo Cilli, libro vincitore del premio della Tolkien Society inglese, mentre ampio spazio è dedicato ai cataloghi della mostra Catalogue de l’Exposition Tolkien, Voyage en Terre du Milieu, a cura di Vincent Ferré e Frédéric Manfrin, e Album de l’Exposition Tolkien, Voyage en Terre du Milieu, recensiti da Denis Bridoux. I due cataloghi si riferiscono alla grande mostra organizzata dalla Bibliothèque Nationale de France di Parigi (Bnf) che si è chiusa a metà febbraio con dei numeri da record. mostra Parigi Arduini BnfDella mostra abbiamo scritto in diverse occasioni, soprattutto nella la visita con le autorità fatta dall’AIST in anteprima svoltasi domenica 20 ottobre e al vernissage di lunedì 21 ottobre, il giorno prima dell’apertura dell’esposizione artistica. Qui trovate il resoconto della visita, con tutti i dettagli delle varie stanze e le numerose chicche che erano in esposizione. C’è anche una fotogallery e un riassunto dei tre interventi inaugurali. Da notare che l’articolo di Josh B. Long annunciato in precedenza è stato ritirato a causa di ritardi nei permessi di copyright e dovrebbe apparire nei Tolkien Studies n.18. È stato sostituito da un articolo di Hamish Williams su Tolkien’s Thalassocracy and Ancient Greek Seafaring People: Minoans, Phaeacians, Atlantans, and Númenóreans.
Diamo di seguito l’indice completo del volume.

La creazione dell’Unico Anello (prima parte)

Copertina GioielliEsistono molti tipi di anelli al mondo. Sono tanti quanti gli usi a cui sono stati destinati dai loro creatori, dai loro portatori o dalla comunità o società in cui sono inseriti. Vi sono anelli che rappresentano, anelli simbolo, rappresentazioni di realtà immaginate dall’umanità in varie misure. Vi sono anelli di matrimonio, anelli recanti un sigillo, anelli della memoria, anelli dell’oblio, anelli ritrovati in posti impensabili, anelli magici. Un anello è un pegno verso qualcuno o qualcosa. Soprattutto, però, un anello racconta una storia, e questa ha molti modi di venire a galla.

La Grande Peste che prese la Terra di Mezzo

PesteNelle storie di Tolkien non abbiamo solo i grandi eventi che conosciamo tutti, permeati di epica, ma anche accadimenti in cui possiamo ritrovare esperienze che gli uomini del mondo reale hanno vissuto, e che magari anche noi abbiamo vissuto o viviamo. Uno degli esempi più noti è l’epidemia, detta della Grande Peste, che avviene durante la Terza Era. Nell’Appendice A, al termine del libro, nella sezione “Annali dei Re e dei Governatori”, all’interno della storia di Gondor, ci viene descritta la sua origine e l’anno in cui sembra sia iniziata: l’anno 1636 della Terza Era.

I video dell’AIST: Tolkien e la verità delle fiabe

Logo Audio presentazioneContinuiamo a riproporvi delle conferenze tolkieniane particolarmente interessanti. Sabato 11 Novembre 2018 si è, infatti, svolta nella sala dell’Arcivescovado di Modena una conferenza su “Tolkien e la verità delle fiabe” co-organizzata da Musei del Duomo, Associazione Italiana Studi Tolkieniani e Istituto Filosofico di Studi Tomistici. La conferenza di Testi (ne avevamo scritto qui) faceva parte di una serie di iniziative collegate alla mostra Medioevo fantastico. Livelli di realtà nell’iconografia che si è tenuta presso i Musei del Duomo di Modena. La mostra proponeva codici dei secoli XI-XII, facenti parte del patrimonio dell’Archivio Capitolare, il cui apparato iconografico attesta l’ampio spazio riservato alle immagini fantastiche nell’ambito della cultura medievale. L’esposizione era accompagnata dalla proiezione di un video che presenta, in chiave inedita ed originale, alcune tra le più suggestive figure tratte dal repertorio scultoreo del Duomo, della torre Ghirlandina e dai codici esposti. Medioevo Fantastico ModenaIl Duomo di Modena, parte dei siti dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO dal 1997, è una delle maggiori espressioni del romanico: fondato nel 1099, custodisce le spoglie di S. Geminiano, vescovo e patrono di Modena morto nel 397, il Duomo è il frutto dell’ingegno e dell’arte dell’architetto Lanfranco, dello sculture Wiligelmo e (successivamente) dei Maestri Campionesi.

Serie tv, svelati altri attori del cast Amazon

Serie tv Amazon On PrimeL’arrivo della serie tv di Amazon, con riprese in Nuova Zelanda, ha esaltato tutto il mondo degli appassionati di J.R.R. Tolkien. Dopo le due trilogie cinematografiche di Peter Jackson, la Terra di Mezzo è così pronta a riprendere vita sul piccolo schermo, con una faraonica produzione targata Amazon Prime Video da più di un miliardo di dollari dedicata non alle vicende narrate ne Lo Hobbit e ne Il Signore degli Anelli, ma a storie della Seconda Era, permettendo agli appassionati di vedere un’altra parte del vasto mondo di Tolkien a livello mediatico. La narrazione sarà ambientata a Númenor, molto prima del viaggio di Frodo e Sam.

Dimitra Fimi: Tolkien era davvero razzista?

Tolkien Society 2019Anche se l’Italia è entrata nella fase 2 non dobbiamo sottovalutare l’alta possibilità di contagio del Coronaviris, quindi continuiamo a condividere con voi con maggiore frequenza alcuni contenuti multimediali e spunti di riflessione, in modo da poter svolgere la nostra attività culturale tolkieniana anche in un frangente così difficile. In fondo all’articolo troverete tutte le letture del nostro speciale Tolkien ai tempi del Coronavirus, tra audio, video, interviste, saggi, recensioni, anteprime, rubriche e molti altri consigli di lettura. Ora è la volta di un articolo importante: Tolkien era davvero razzista? (Was Tolkien really racist?) di Dimitra Fimi, docente di Letteratura fantastica e Letteratura per ragazzi all’Università di Glasgow in Scozia. L’articolo, che è stato pubblicato dal sito The Conversation ed è ora tradotto da Lorenzo Gammarelli, ha vinto il Premio della Tolkien Society inglese come miglior articolo del 2019. Buona lettura!

Il Signore degli Anelli è ideale in tempo di crisi

Covid 19Venerdì scorso, alla fine, tutto mi è piombato addosso. Mi stavo trovando bene con la vita ai tempi del Covid-19. Ero riuscito a rimanere positivo e sorridente, facevo delle passeggiate fuori e cercavo di fare giardinaggio quando potevo. Sapevo e so ancora che sono fortunato ad avere un lavoro e a rimanere sano. Ma per qualche motivo venerdì, l’oscurità e lo smarrimento di questo periodo mi hanno colpito piuttosto duramente e, come si suol dire, sono caduto nella disperazione. E così, mi sono preso una pausa e tra sabato e domenica ho preparato degli spuntini e una poltrona comoda e mi sono rivolto verso quella trilogia di film che sembrano sempre aiutarmi a uscire dai tempi bui: Il Signore degli Anelli di Peter Jackson. E, amici miei, ha funzionato.

Tolkien’s Folly: analisi del Consiglio di Elrond

Sean McAfee: Concilio di ElrondMentre è da poco uscito in libreria Le Due Torri nella nuova traduzione di Ottavio Fatica, e in attesa che si sviluppi il dibatto sul secondo volume del Signore degli Anelli, pubblichiamo l’analisi strutturale di uno dei capitoli più importanti e strani de La Compagnia dell’Anello. Vorrebbero essere uno spunto per scoprire i “segreti del mestiere” di un narratore spesso esaltato per la sua capacità di costruire mondi e per l’afflato epico-narrativo, infuso soprattutto nel suo capolavoro, ma che forse è stato meno indagato sul piano meramente letterario. Per altro, le molte polemiche seguite alla nuova traduzione, offrono proprio l’occasione di andare ad osservare cose alle quali magari in precedenza si era dato meno peso o di rileggere un testo arcinoto, riscoprendolo.

Una festa inaspettata: la Weta lancia il pre-ordine

Il mondo dei giochi è di nuovo in subbuglio! Lo studio Weta Workshop ha annunciato il gioco da tavolo basato sulla festa a casa Baggins e narrata all’inizio de Lo Hobbit. Anche se in uscita a novembre 2020, sul sito ufficiale dello studio neozelandese è possibile effettuare il preordine. «Una festa inaspettata è un gioco da tavolo veloce, divertente e basato sull’azione – si può leggere sulla descrizione -, ideale per 2-4 persone e ambientato nella scena iniziale di Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato quando i tredici nani arrivano senza essere annunciati a Casa Baggins, per sfortuna di Bilbo!». Le grafiche sono realizzate da Daniel Falconer.

Il Libro di Mazarbul svela nuovi segreti

Book of MazarbulIn questi ultimi giorni Édouard J. Kloczko, linguista francese tra i massimi esperti al mondo delle lingue artificiali di Tolkien, ha ripreso in mano un suo vecchio lavoro dedicato al Libro di Mazarbul, pubblicato nel 2011 sulla rivista Mythprint (vol. 48, nº6, p. 7), intitolato “The Mysterious Book of Mazarbul Reveals More”. Il Libro di Mazarbul era la cronaca del ritorno di Balin a Moria con un gruppo di Nani nel 2989 della Terza Era, quasi 50 anni dopo i fatti narrati ne Lo Hobbit. Il Regno di Moria così risorse, per poi essere distrutto dagli Orchi dopo solo 6 anni di vita. Il Libro narra questi tragici eventi fino all’ultima disperata resistenza dei Nani superstiti intorno alla tomba di Balin, nella Camera di Mazarbul. Lì il Libro omonimo è ritrovato 24 anni dopo dalla Compagnia dell’Anello: era in parte bruciato, strappato e macchiato di sangue, mancante di molte pagine, ma ancora leggibile in alcune parti. Cop Book of MazarbulNe Il Signore degli Anelli, Gandalf legge in fretta alcuni brani per poi passarlo a Gimli che lo porterà presumibilmente al re dei Nani di Erebor alla fine della Guerra dell’Anello. Ora Kloczko ha scoperto che Gandalf, per la fretta, non ha letto tutto quel che è scritto sulle pagine del Libro. O meglio, che Tolkien ha dato la possibilità ai suoi lettori di essere anch’essi “filologi”, leggendo da sé le pagine riprodotte!

Il Salone di Torino in virtuale parla di Tolkien

Stand Bompiani al Salone del LibroDa 32 anni il Salone Internazionale del Libro di Torino è un appuntamento fisso a maggio, una delle più importanti manifestazioni editoriali del nostro continente. Quest’anno è stato rinviato in autunno a causa dell’emergenza Covid-19. Ma, anche se l’edizione nella sua forma abituale non si potrà svolgere, il Salone di Torino sarà comunque presente in forma digitale da giovedì 14 a domenica 17 maggio. Sul sito del Salone, infatti, sarà possibile seguire un ricco programma di eventi in live streaming e interagire con gli ospiti nazionali e internazionali che hanno risposto all’invito degli organizzatori. E nel giorno clou, sabato, si parlerà anche dell’autore de Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien.

Horn of Gondor: a fine agosto la première

Horn of GondorAvevamo già parlato dei fan film, pellicole amatoriali di media o lunga durata, realizzate da appassionati senza scopo di lucro, ma con una qualità e una tecnica che ormai si avvicinano molto ai film professionali. Anche i lettori di J.R.R. Tolkien non sono da meno e nel tempo abbiamo dato notizia dei migliori progetti. Nel 2018 avevamo scritto di Horn of Gondor. L’associazione non-profit ceca Rosenthal, composta da 35 membri, che aveva lanciato una raccolta fondi sul sito Kickstarter per sovvenzionare la produzione di quello che viene definito «un corto fanfilm con una straordinaria storia dalla Terra di Mezzo».

Sulle orme di Aelfwine: 10 curiosità sugli Elfi

ElfiCosa avrà pensato Aelfwine quando, naufrago sulle sponde dell’Isola Solitaria, gettò lo sguardo su Tavrobel, e udì alcuni Elfi tirare in sacca la sua nave? Quanta deve essere stata la sua meraviglia nell’esser ricevuto come ospite (inatteso!) da Pengholodh dei Noldor ed aver udito i racconti e le tradizioni degli Eldar tanto da trasmetterli al suo popolo, una volta tornato in patria? Di certo, la narrazione della Musica degli Ainur e degli altri principali scritti di quel grandissimo erudito, per bocca di colui che li compose, è un evento raro per un mortale: così inusitato, da suscitare un’intensa curiosità in chiunque desideri apprendere qualche nozione circa i Primogeniti. Proprio seguendo le orme di Aelfwine e quanto da lui appreso, sarà possibile conoscerne dieci caratteristiche essenziali.

  1. Creature dotate di linguaggio

    Simona Calavetta: Per comprendere i Primogeniti, figli del Creatore Eru e primo popolo a risvegliarsi in Arda, “il Mondo”, è opportuno far attenzione alle parole: sono proprio gli Elfi a insegnarcelo. Il nome stesso che hanno scelto per se stessi, Quendi, dona gran valore al linguaggio e alla conversazione: esso significa “Coloro che Parlano con Voci”; fu scelto quando, al primo sguardo sulla volta stellata, non riuscirono a trattenere l’estatica meraviglia di fronte allo splendore del firmamento, dando voce al proprio stupore. Per un Elfo, le parole sono il fulcro dell’esperienza sensibile, il modo in cui lo spirito si desta e si mostra al Mondo, partecipando in esso. Così tanto il linguaggio esprime lo spirito che gli Elfi, se lo desiderano, tacciono la propria voce e parlano in silenzio. Quando praticano questa trasmissione del pensiero, il Sanwe-latya, lasciano che sia il mero movimento veicolo della propria volontà.

  2. Prediletti dai Valar

    Ted Nasmith: Il desiderio d’espressione, di intesa comune attraverso la parola consentì a tutti i Quendi di riunirsi attorno a tre gloriose figure carismatiche le quali si distinguevano non soltanto per maestà, ma soprattutto per il modo di intendere e di interpretare la propria vita. In ragione di queste manifeste virtù, i Valar, gli spiriti soprannaturali preposti alla cura del mondo, accettarono che il loro congiunto Orome recasse presso le loro dimore questi tre grandi Signori dei Quendi, ritenendo tale popolo il più prossimo a loro tra tutte le genti di Arda.

  3. I tre clan degli Elfi

    Tre Clan ElficiAl ritorno di Ingwë, Finwë ed Elwë, molti tra i primogeniti li acclamarono come sovrani, ne adottarono il modo di parlare e li seguirono nel loro viaggio verso le Terre Immortali nel lontano occidente per incontrare, all’unisono, i Valar. In quell’istante dai Quendi si formarono gli Eldar, il “Popolo delle Stelle”, divisi in tre stirpi – ognuna foggiando una lingua a propria immagine: i seguaci del primo si chiamarono Vanyar, “I Luminosi”, per le loro chiome chiare e dorate; quelli del secondo Noldor, “I Saggi”, in ragione dell’amore per la conoscenza e per l’arte che dimostravano; quelli del terzo Teleri, “Gli Ultimi”, i più tardi – e numerosi – a unirsi al lungo pellegrinaggio. Alcuni degli Elfi, pur tuttavia, si mostrarono nolenti e restii a lasciare le placide sponde di Ciuviénen, “Le Acque del Risveglio” da cui tutti i Primogeniti si erano affacciati alla vita per obbedire alla chiamata dei Valar: essi decisero di abbandonare gli Eldar, procedendo sparsi e poco uniti: per questo, vennero denominati Avari, “I Riluttanti”: anch’essi sancirono questa scelta modellando a loro piacere una lingua d’uso. Tra le molte, due spiccano sulle altre, per importanza: il Quenya, l’ “Alto Elfico” praticato dai Noldor, e il Sindarin, la “Lingua Grigia” dalla stirpe di Elwë.

  4. La divisione degli Elfi

    La divisione dei QuendiNon fu certo, però, questa l’unica spaccatura fra i Quendi: percorrendo la Terra di Mezzo, furono proprio i Teleri a dividersi: Elwë, che ormai governava i Teleri col fratello Olwë per il gran numero dei suoi congiunti, fu l’ultimo ad arrivare presso il Beleriand, la vasta regione costiera dai cui approdi gli Eldar avrebbero solcato le acque per Aman. Di lì a poco Elwë si smarrì, còlto dall’amore per Melìan la Maia, e abbandonò il fratello alle Terre Immortali. Olwë divenne così il signore dei Falmari “Il Popolo delle Onde”, quei Teleri che giunti nel dominio dei Valar amano più di tutti il Mare, pur perdendo, a sua volta, seguito: Lenwë, che era con lui, ed altri congiunti che lo apprezzarono, presero a cuore le foreste, divennero i Nandor, “Coloro che Ritornano” dimorando nelle selve; Nowë, accompagnò il suo signore fino alle sponde del Beleriand, ma si innamorò di quei lidi e scelse quella come sua dimora, divenendo il signore dei Falathrim, “Il popolo della Baia”, i più abili armaioli tra gli Eldar. Elwë, ricomparso alcuni anni dopo in compagnia di Melian, reclamò un’ampia parte del Beleriand per sé e i seguaci che si erano attardati, in sua assenza, a cercarlo: egli divenne quindi il sovrano dei Sindar, “I Grigi” come ebbero nome coloro che lo seguivano, in onore dell’argentea chioma del loro re.

  5. La strada della violenza: i fratricidi

    Alberto dal Lago: Gli Eldar, tuttavia, così divisi, non erano soliti perdersi in lotte intestine. Il loro sentimento di fratellanza, sebbene non assoluto e incontestato, non vacillò mai così tanto da squassare irrimediabilmente l’indole pacifica e nostalgica con la quale trascorrevano la propria esistenza. Il prezzo che pagheranno quando sceglieranno la via della violenza reciproca sarà tanto orribile da essere ineffabile, onta indelebile nella loro eterna memoria: tre volte gli Eldar hanno trovato la morte per mano dei propri simili: la prima, quando Fëanor, coi suoi sudditi, massacrò i Falmari ad Alqualondë, l’“Attracco del Cigno” e sarà chiamato Il Fraticidio di Alqualondë; la seconda, allorché i figli di Fëanor attaccarono il regno dei Sindar, nel tentativo di recuperare uno dei maestosi Silmaril (i fulgenti gioielli di pura luce) chiamato Il Secondo Fratricidio; la terza, mentre, inseguendo Elwing che proprio quel casto gioiello aveva sottratto alla loro brama, misero a sacco il rifugio dove i sopravvissuti tra i Grigi trovarono accoglienza, chiamato Il Terzo Fratricidio.

  6. Una vita lunga ma non eterna

    Film Peter Jackson: gli Elfi lasciano la Terra di MezzoNonostante questa grave onta, che tormenta senza riposo la loro perpetua longevità, gli Elfi restano ad ogni buon conto uniti nei costumi. Racconta infatti Aelfwine, non senza stupore, che queste questi usi sono generalmente osservati come leggi da tutti gli Eldar per l’eternità: l’invecchiamento essendo lento quanto quello del mondo, crescano nel corpo molto lentamente, non così nello spirito. Difatti, non periscono se non nel corpo e solo di morte violenta, reincarnandosi dopo molto tempo.

  7. L’amore per la creazione

    Elfi FabbriAdorano ed eccellano nelle arti, senza distinzione; e sebbene le donne si dedichino maggiormente alla guarigione alla filatura e alla preparazione del pane, prediligendo gli uomini altre forme di artigianato e il mestiere delle armi, tali divisioni non impediscono alcuna commistione d’interessi reciproca: se occorre, gli uni possono dedicarsi alla medicina e le altre brandire una spada. Il loro ingegno creativo è senza pari, eguagliato talvolta, soltanto da alcuni maestri artigiani dei Nani.

  8. Quattro nomi per ogni Elfo

    Simona Calavetta: ElfaL’estro che dimostrano, del pari ad ogni altra caratteristica che li definisce tra i loro simili – e per le altre schiatte – è svelato nei loro nomi. È assai comune che gli Eldar ne abbiano più d’uno. Secondo Aelfwine, i Noldor sono coloro che meglio rappresentano questa tradizione. I genitori concedono alla propria prole un nome ciascuno: per primo il padre donerà al figlio un nome che ne metta in risalto le caratteristiche fisiche, e che diventerà, di norma, quello d’uso regolare. Del resto, lo stesso Tolkien lo scrive in una lettera (n. 165): «Per me, prima viene il nome e poi la storia»». Quando i figli crescono, la madre ne sceglie per loro un secondo, ad uso quasi esclusivamente familiare e affettivo, l’amilessë: questo nome completava la descrizione fisica o caratteriale del pargolo, rivelandone talora i più reconditi moti dell’animo; una madre conosceva così profondamente ciò che muoveva i rampolli che esso poteva perfino lasciar intravedere scampoli del loro fato: l’amilessë si diceva tercenyë, “che conferisce discernimento”. La sua estrema rarità era equivalente alla sua importanza. Il matronimico ed il patronimico accompagnavano i bambini Anke Eissmann: dalla culla, ma una volta adulti, altri due nomi potevano comparire, liberamente scelti: il climessë, il “nome scelto”, coglieva infatti ciò che il singolo pensava di sé, o di ciò che aveva conseguito; l’epessë, il “nome seguente”, era un epiteto onorifico concesso da un congiunto o da un altro degli Eldar a celebrarne la fama.

  9. L’amore e il matrimonio

    Elfi matrimonioQuest’ultimo rivestiva particolare importanza nella trasmissione dei sentimenti: non era infrequente fosse l’amato o il coniuge a concepirlo. A tal riguardo occorre precisare che per gli Eldar l’amore interpersonale era annoverato tra le massime aspirazioni, parimenti alla paternità. La ricerca, l’espressione e il sugello del maggiore e più fulgido tra i loro sentimenti avveniva secondo le circostanze: essendo il connubio inscindibile tra carnalità e unione di spirito, in tempi di pace si procedeva a una cerimonia che riuniva le famiglie dei innamorati: dopo almeno un anno dal fidanzamento, avvenuto entro il primo secolo di vita, la coppia, in possesso del reciproco dono di due anelli d’argento a testimonianza della volontà di sposarsi, offriva un banchetto. Durante questa celebrazione, la coppia si mostrava ai convitati e, in presenza dei rispettivi genitori, riceveva la benedizione delle nozze: il padre dello sposo invocava Manwe, Signore dei Valar a testimone della sacra unione, e la madre della sposa si univa a quest’invocazione invocando Varda, sua consorte e Signora delle Stelle, prima di rivolgere una preghiera finale a Eru. Poi, gli sposi sfilavano dalle loro dita gli anelli d’argento, custodendoli comunque per sempre; ne ricevevano subito due in oro, che calzavano ciascuno al dito indice della mano destra. A questo dettame i Noldor aggiungevano un rituale ulteriore: oltre agli anelli d’oro, il padre dello sposo e la madre della sposa sommavano anche un gioiello contornato da una collana. Infine, marito e moglie univano le loro membra: e congiunti rimanevano anche oltre la morte. Se invece i tempi fossero stati ostili, era sufficiente l’unione del corpo per sancire, da sola, gli indissolubili vicoli nuziali.

  10. La reincarnazione degli Elfi

    Libri: Il tema della reincarnazione è di enorme importanza per la comprensione del suo Legendarium, tanto che ha impegnato Tolkien per oltre sessant’anni, che ha cambiato idea diverse volte. In una lettera del 1954 scrive: «La “reincarnazione” può ben essere cattiva teologia (sicuramente questo, piuttosto che metafisica) se è applicata all’umanità […]. Ma non capisco come persino nel Mondo Primario un teologo o un filosofo, a meno che non siano più informati sui legami tra spirito e corpo di quanto io non creda possibile, possa negare la possibilità della reincarnazione come modo di esistere, prescritta per alcuni tipi di creature razionali incarnate […]. Questa è una legge biologica del mio mondo immaginario». Quel che spinge Tolkien a molti cambiamenti non sono tanto convinzioni «confessionali», quanto motivazioni interne alla narrazione e alla ricerca di coerenza del mondo secondario. La tematica è fondamentale per comprendere le relazioni tra anima razionale (fëa) e corpo (hröa), e l’immortalità elfica, intesa come perenne legame degli Elfi con Arda, alla quale anche se uccisi potevano tornare reincarnandosi. Così, la maggior parte degli Elfi che muoiono nella Terra di Mezzo, rinascono sempre in Aman – la terra dei Valar – , da cui poi possono (Glorfindel) o meno (Finrod) ritornare nella Terra di Mezzo.

FantastikA rinviata al 22-23 maggio 2021

DozzaA causa dell’emergenza sanitaria legata al contenimento del COVID-19 Coronavirus, in questi giorni fiere letterari, festival dedicati al fumetto e all’intrattenimento da due mesi a questa parte stanno comunicando spostamenti di date o cancellazioni. Non stupisce quindi che abbia annunciato un rinvio in primavera anche FantastikA, la Biennale d’illustrazione che avrebbe dovuto svolgersi a Dozza Imolese (Bologna) dal 19 al 22 settembre. L’importante rassegna artistica è organizzata dalla Fondazione Dozza Città d’Arte, patrocinata dal Comune di Dozza, il contributo della Città Metropolitana di Bologna, in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani e altri importanti partner come Lucca Comics & Games. La manifestazione, che quest’anno giungeva alla sua 5ª edizione e, dopo aver riempito tutto il borgo medievale di Dozza, avrebbe visto il coinvolgimento dei Comuni di Castel Guelfo, Medicina e Mordano.

Tolkien nella scuola: un progetto a Cesenatico

Scuola CesenaticoSiamo Ferruccio e Carla, e viviamo a Cesenatico. Entrambi appassionati di Tolkien, da qualche anno siamo anche soci AIST. Lo scorso anno prima dell’estate arrivò all’Associazione una richiesta da parte di un professore di Religione di scuola media, Matteo Pasqualone, per realizzare un progetto con alcune classi. La richiesta approdò in lista, così scoprimmo che il professore era proprio di Cesenatico e che addirittura lo conoscevamo di persona. Perciò ci rendemmo disponibili; e questo strano percorso Cesenatico-Roma-Cesenatico si chiuse da dove era partito. Ci incontrammo qualche volta durante l’estate per definire il tutto. Si trattava di un progetto ambizioso, partito da lui per le sue tre seconde medie, ma che egli voleva proporre per tutte le undici classi seconde della Scuola secondaria di primo grado “Dante Arfelli” del Comune di Cesenatico (che è costituita su due plessi, uno in via Sozzi, 8 classi; e l’altro in via Cremona, 3 classi), e coinvolgendo anche insegnanti di altre materie.
Ferruccio Cortesi e Carla Iacono IsidoroNel dettaglio Pasqualone, che aveva le idee già abbastanza chiare, chiedeva quattro incontri in aula della durata di un’ora ciascuno, che trattassero l’autore e l’opera e poi, nello specifico, il primo volume della trilogia; come corredo, quattro schede sintetiche da consegnare agli studenti al termine di ogni appuntamento, che ne riassumessero il contenuto, e quattro letture di approfondimento degli argomenti trattati per l’insegnamento di Italiano (in un primo tempo si era pensato di lasciarle anche in lingua originale per quello di Inglese, ma alla fine si rivelò troppo difficile per gli studenti e i docenti decisero di vedere degli spezzoni del film The Felloswhip of the Ring in lingua originale). Infine, una selezione di immagini relative ai personaggi della storia, per gli insegnamenti di Arte e di Inglese: l’idea era creare delle carte da gioco, con disegni ispirati a opere d’autore presenti sul portale Tolkien Gateway sul retto e didascalie in inglese sul verso. A noi sarebbe piaciuto coinvolgere anche altri insegnamenti, ad esempio Storia, Geografia, Scienze e Musica, ma non è stato possibile. Naturalmente, oltre a tutto ciò, bisognava costruire una presentazione per ogni lezione.
Scuola CesenaticoDobbiamo ammettere che fu abbastanza spiazzante, all’orizzonte si intravvedeva tanto lavoro; inoltre, il pubblico delle nostre conferenze di norma è composto da adulti. Però l’entusiasmo era maggiore del timore, e il professor Pasqualone era ottimista: «Quasi sicuramente non aderiranno tutte le classi». Ma si avverò la “peggiore” delle ipotesi: aderirono tutte e undici le classi, ovvero circa 250 studenti. Come conciliare il tutto coi nostri impegni di lavoro? Ma trovammo la soluzione: due classi alla volta (più una da sola), quattro ore il sabato mattina e due il mercoledì mattina (in uno scampolo libero), ogni due settimane tra ottobre e dicembre, per un totale di 24 ore in presenza. Intanto avevamo iniziato a lavorare: man mano inviavamo al professore le bozze delle schede e poi quelle definitive, e avevamo fatto una prima scrematura per le letture e per le immagini. Ci leggemmo anche qualche libro sulla didattica, sulla comunicazione con gli adolescenti, sulla gestione della classe. A fine settembre eravamo pronti… più o meno. Le slide da proiettare e la regia erano tutti da fare!

Stephen King: «Tra i miei preferiti c’è Tolkien»

Tolkien e KingIn un momento in cui tutti stiamo cercando disperatamente su internet nuove modalità di intrattenimento, il maestro dell’orrore Stephen King ci consegna un elenco delle sue letture preferite per superare lo stress da isolamento in casa. Lo scrittore statunitense, indiscusso re del genere horror e pluripremiato romanziere che ha un successo senza precedenti nella trasposizione dei suoi libri al cinema (con oltre 250 film, serie tv e cortometraggi!) ha nominato i suoi 10 romanzi preferiti che vanno da scrittori classici come George Orwell e William Golding, fino ad autori contemporanei come Philip Roth e Cormac McCarthy. E tra loro naturalmente c’è anche J.R.R. Tolkien.

L’Unico Anello e Vilya nei film di Peter Jackson

The One RingEccoci alla seconda puntata della nuova rubrica Tolkien Jewels. Dopo aver parlato dei gioielli e del loro ruolo nei libri di J.R.R. Tolkien, ora passiamo alle pellicole cinematografiche di Peter Jackson, in cui i gioielli si possono anche vedere e svolgono un ruolo altrettanto importante. Uno dei numerosi meriti che possiamo attribuire al regista neozelandese è sicuramente quello di essersi avvalso della maestria di una delle eccellenze dell’oreficeria mondiale. L’Unico Anello, o meglio, gli Unici Anelli, come anche Vilya, l’anello d’aria, sono infatti usciti dalla forgia di un prestigioso orafo danese. Ecco tutta la sua storia!

Audio dell’AIST: Shippey e Honegger su TxC

Logo Audio presentazioneIn questi tempi di clausura dovuta al Coronaviris, abbiamo deciso di condividere con voi con maggiore frequenza alcuni contenuti multimediali, in modo da poter svolgere la nostra attività culturale tolkieniana anche in un frangente così difficile. Fin dallo scorso mese abbiamo pubblicato tre interviste integrali a due professori trentini Roberta Capelli e Fulvio Ferrari e allo scrittore bolognese Wu Ming 4 in qualità di caporedattore della neonata rivista I Quaderni di Arda, sotto l’egida dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani. Le trovate nella sezione “Extra” del sito web. La rivista esiste anche in formato cartaceo e può essere acquistata qui e non appena riapriranno le tipografie sarà possibile spedirle a tutti. Abbiamo, inoltre, pubblicato: una recensione al libro Colui che raccontò la grazia di Mauro Toninelli; il saggio ‘We don’t need another hero’ Problematic Heroes and their Function in Some of Tolkien’s Works di Thomas Honegger. Abbiamo aperto una nuova rubrica, Tolkien’s Jewels, un viaggio nel mondo dei gioielli creati nella Terra di Mezzo, che sarà firmata dall’orafo fiorentino Thomas Lorenzoni. Abbiamo diffuso l’anteprima dei primi capitoli de Le Due Torri della nuova traduzione di Ottavio Fatica de Il Signore degli Anelli. Abbiamo dato molti consigli su Tolkien ai tempi del coronavirus.

Tolkien Society Awards 2020: ecco i vincitori

Tolkien SeminarLa Tolkien Society ha finalmente annunciato i vincitori dei suoi Awards 2020. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, ecco una breve spiegazione: ogni anno la Society seleziona le eccellenze nel campo degli studi tolkieniani, ma anche del semplice fandom. Le candidature vengono presentate in maniera pubblica dagli appassionati che seguono le iniziative dell’associazione, per poi venire selezionate dagli amministratori fiduciari della TS e infine sottoposte a un voto online tra i soci della Tolkien Society stessa. I vincitori sono stati annunciati al termine dell’AGM online della Tolkien Society .

Dal 29 aprile Le Due Torri: leggi l’anteprima!

Libreria Todo Modo a FirenzeCon l’apertura delle librerie riparte lentamente in Italia anche il mercato editoriale. È così che l’uscita del secondo volume de Il Signore degli Anelli, Le Due Torri, con la nuova traduzione di Ottavio Fatica, inizialmente programmata per il primo di aprile e che aveva subito diversi slittamenti di data, sembra ora fissata in maniera ferma per il 29 aprile 2020, giorno a partire dal quale sarà anche disponibile il relativo ebook. Per questo l’AIST offre l’anteprima ai lettori e lancia un appello per comprare i propri volumi preferiti dalle librerie indipendenti, non dai grandi shop online! E sotto c’è l’elenco di quelle che fanno anche le spedizioni a domicilio.